Pubblicato il 26 Agosto 2009

 

 

 

 
 
 

   

 
 
 

 

 
 

 

 
 

 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
   
 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 
 
 

 

 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
   
 
 

 

 
 

 

      
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 

 

 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 
 

 

 

 

     

 

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Le Ristrutturazioni Edilizie 2008

&

Iva 10%

(proroga fino al 2010 anche dell’applicazione dell’aliquota Iva del 10% per le relative prestazioni di servizi)

usufruibile rilasciando apposita dichiarazione vedi sotto

IN COSA CONSISTE L'AGEVOLAZIONE ?

L'agevolazione consiste nella possibilità di detrarre dall'imposta il 36% delle spese sostenute nel corso dell'anno per la ristrutturazione di case di abitazione e parti comuni di edifici residenziali situati nel territorio dello Stato. 

Si noti che trattandosi di una detrazione dall'imposta e non di rimborso, ciascun contribuente ha diritto a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti dell'imposta dovuta per l'anno in questione. 

La legge 289 /2002 ha ridotto l'importo massimo della spesa sul quale calcolare la percentuale di detrazione spettante da euro 77.468,53 a euro 48.000.

Computo del tetto massimo di spesa

A decorrere dal 1 ottobre 2006 il limite di spesa rilevante ai fini dell computo della detrazione viene fissato in euro 48.000,00 per ogni singola abitazione (art. 35 comma 35-quater del DL n. 223/2006) .

Il vincolo è stringente e vale quindi :

- sia nel caso in cui le spese vengano sostenute da un unico soggetto (proprietario o avente diritto)

- sia nel caso in cui le spese siano sostenute da piu' comproprietari o contitolari di diritti sull'unità immobiliare oggetto dell'intervento

In precedenza il limite di spesa rilevante andava riferito, per ogni singola unità immobiliare oggetto di intervento, alla persona ( confronta circolare n. 57/E del 24 febbraio 1998 ) 

Ai sensi dell'art.35, comma 35-quater, del D.L. n. 223/2006, il riferimento del tetto massimo di rilavanza della spesa esclusivamente all'unità immobiliare opera rispetto alle spese sostenute a decorrere dal 1 ottobre 2006.

Hai un dubbio non sbagliare chiama il nostro call center 899 53 53 43 attivo 24h su 24h 7 giorni su 7

La detrazione compete per le spese sostenute nell'anno e rispetta rigorosamente, pertanto, il criterio di cassa.

N.B.: Poiché per le detrazioni vale il criterio di cassa, quella che conta non è la data di inizio e neppure quella della fine dei lavori, ma solo quella del pagamento mediante bonifico.

BONUS ENERGIA DETRAZIONE AL 55%

Con la firma dei decreti attuativi diventa operativo l'innalzamento dal 36% al 55% della detrazione fiscale per gli interventi di ristrutturazione degli edifici esistenti che consentano di ridurre le dispersioni termiche.

Salgono al 55% anche le detrazioni per l'installazione di pannelli solari o per la rottamazione di vecchie caldaie e la loro sostituzione con nuove caldaie ad alta efficienza.

Come fare.

Bisogna rivolgersi ad un tecnico abilitato alla progettazione per ottenere un preventivo e le proposte per migliorare l'effcienza dell'abitazione o dell'intero edificio. Il tecnico dovrà fornire un attestato di certificazione energetica. Il contribuente dovrà pagare i lavori con un bonifico e conservare tutte le fatture che presenterà poi per la denuncia dei redditi 2007 (da fare nel 2008). La detrazione è cumulabile con altri incentivi decisi da comuni, regioni e province. Nuove costruzioni. Per i nuovi edifici scattano una serie di norme per la 'bioedilizia’ che vanno dall'obbligo dell'installazione di pannelli solari a quello di avere un sistema di isolamento termico alla dichiarazione obbligatoria di consumo energetico. Il 'certificato energetico’ sarà obbligatorio da 1 luglio in tutte le compravendite immobiliari.  Consulta la circolare ministeriale

 

CHI PUO' BENEFICIARE DELL'AGEVOLAZIONE ?

Possono beneficiare dell’agevolazione non solo i proprietari degli immobili ma anche tutti coloro che sono titolari di diritti reali sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese, nonché le altre categorie di soggetti indicate di seguito.

Hanno quindi diritto alla detrazione:

- il proprietario o il nudo proprietario;

- il titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);

- chi occupa l’immobile a titolo di locazione o comodato;

- i soci di cooperative divise e indivise;

- i soci delle società semplici;

- gli imprenditori individuali, limitatamente agli immobili che non rientrano fra quelli strumentali o merce.

Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento, purché sostenga le spese e le fatture e i bonifici siano a lui intestati.

Sono definiti familiari, ai sensi dell’art.5 del Testo unico delle imposte sui redditi, il coniuge, i parenti entro il terzo grado, gli affini entro il secondo grado. In questa ipotesi (e ferme restando le altre condizioni) la detrazione spetta anche se le abilitazioni comunali sono intestate al proprietario dell’immobile e non al familiare che usufruisce della detrazione.

Se è stato stipulato un contratto preliminare di vendita (compromesso), l’acquirente dell’immobile ha diritto alla detrazione qualora sia stato immesso nel possesso ed esegua gli interventi a proprio carico.

In questo caso è però necessario che:

a) il compromesso sia stato registrato presso l’Ufficio competente;

b) l’acquirente indichi gli estremi della registrazione nell’apposito spazio del modulo di inizio lavori.

Ha diritto alla detrazione anche chi esegue in proprio i lavori sull’immobile, per le sole spese di acquisto dei materiali utilizzati.

Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell'immobile oggetto dell'intervento, purché sostenga le spese e le fatture e i bonifici siano a lui intestati.

SCARICA LA GUIDA ALLE AGEVOLAZIONI FISCALI PRIMA CASA

Sono definiti familiari, ai sensi dell'art. 5 del Testo unico delle imposte sui redditi, il coniuge, i parenti entro il terzo grado, gli affini entro il secondo grado.

Possono usufruirne anche i condomini, per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell'edificio.

La detrazione compete con riferimento all'anno di effettuazione del bonifico bancario da parte dell'amministratore del condominio; in tale ipotesi la detrazione compete al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile, sempreche quest'ultima sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

QUALI SPESE RIGUARDA?

La detrazione del 36% riguarda le spese sostenute per eseguire gli interventi di manutenzione straordinaria, le opere di restauro e risanamento conservativo e i lavori di ristrutturazione edilizia per i singoli appartamenti e per gli immobili condominiali.

Tra le spese per le quali compete la detrazione, oltre a quelle per l'esecuzione dei lavori, sono comprese:

  • le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse;

  • le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi della legge 46/90 (impianti elettrici)

  • le spese per l'acquisto dei materiali;

  • il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti;

  • le spese per l'effettuazione di perizie e sopralluoghi;

  • l'imposta sul valore aggiunto, l'imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori;

  • gli oneri di urbanizzazione

Gli interventi di recupero del patrimonio edilizio per i quali è ammessa la detrazione d’imposta sono quelli elenca- ti nell’art. 31, lettere a), b), c) e d) della legge 5 agosto 1978, n. 457, ripresi dal Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia approvato con D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, come modificato dal D.Lgs. 27 dicembre 2002, n. 301.

Consulta il database degli interventi

In particolare, la detrazione Irpef è prevista per le seguenti categorie di intervento edilizio:

• manutenzione ordinaria, solo se eseguita su parti comuni e non anche su singole unità abitative o loro pertinenze;

• manutenzione straordinaria;

• restauro e risanamento conservativo;

• ristrutturazione edilizia.

Inoltre, sono ammessi al beneficio della detrazione altri interventi previsti da specifici provvedimenti e finalizzati ad esempio alla realizzazione di parcheggi su aree pubbliche, alla eliminazione di barriere architettoniche, all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi, alla cablatura degli edifici, al contenimento dell’inquinamento acustico, al conseguimento di risparmi energetici, alla adozione di misure antisismiche, all’esecuzione di opere volte ad evitare gli infortuni domestici.

Non possono invece ritenersi compresi tra le spese oggetto della detrazione gli interessi passivi corrisposti a fronte di mutui eventualmente stipulati per sostenere le spese dei lavori di recupero nonché le spese di trasloco e custodia dei mobili per il periodo necessario all’effettuazione degli interventi di recupero edilizio.

COME SI ACCEDE ALL'AGEVOLAZIONE ?

I soggetti che intendono usufruire della detrazione d’imposta sul reddito delle persone fisiche, nella misura percentuale prevista dalla vigente normativa, delle spese sostenute per lavori di recupero del patrimonio edilizio su immobili residenziali ovvero per la realizzazione o l’acquisto di box auto pertinenziali devono presentare una comunicazione di inizio lavori, utilizzando il  NUOVO modello che potete scaricare da qui  (rif. nota del 17/03/2006 Agenzia Entrate come previsto dal decreto interministeriale 18 febbraio 1998, n. 41, e successive modificazioni, per fruire della detrazione d’imposta sul reddito delle persone fisiche di cui all’art. 1, comma 1, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni   Agevolazione per le ristrutturazioni edilizie ai fini IRPEF )

Sono legittimati ad usufruire della detrazione i contribuenti che possiedono o detengono l’immobile sul quale vengono effettuati gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e che sostengono le relative spese, nonché i familiari con essi conviventi.

In caso di comproprietà, contitolarità di diritti reali o di coesistenza di più diritti reali sullo stesso immobile, ovvero di pluralità di locatari o comodatari, se le spese sono sostenute da più soggetti, per fruire della detrazione, la comunicazione può essere trasmessa da uno soltanto di essi.

Per gli interventi su parti comuni di edifici residenziali la comunicazione può essere trasmessa dall’amministratore del condominio o da uno dei condomini.

In caso di interventi sostenuti da parte di uno dei soggetti di cui all’articolo 5 del Tuir, la comunicazione va presentata da uno dei soggetti cui si imputano i redditi a norma del medesimo articolo.

Si ricorda che al fine di ottenere la detrazione ai fini IRPEF, debbono conservare ed esibire a richiesta la documentazione prevista. Chi non fosse più in possesso di tale documentazione (copia del modello di comunicazione e/o attestazione di avvenuta spedizione), può richiederla utilizzando l'apposito modello. apri il documento

MODALITÀ E TERMINI DI INVIO DELLA COMUNICAZIONE  

La comunicazione redatta sul modello, debitamente datata e sottoscritta, deve essere inviata prima dell’inizio dei lavori, in busta chiusa e mediante raccomandata senza avviso di ritorno, al seguente indirizzo:

Agenzia delle Entrate - Centro Operativo di Pescara -

Via Rio Sparto, 21 - 65129 Pescara.

Un consulente a tua disposizione per chiarimenti chiama 899 53 53 43

COME SI COMPILA IL NUOVO MODELLO ?

Vediamo brevemente come compilare il nuovo modello.

Molto simile nel formato ai modelli fiscali, il modello si compone di 2 pagine, la prima informativa, la seconda nella quale bisogna indicare i seguenti dati:

Qualche domanda? Chiamaci ora 899 53 53 43

DATI DEL DICHIARANTE   Nella sezione devono essere indicati il codice fiscale e i dati anagrafici del soggetto che trasmette la comunicazione; inoltre, deve essere specificato, barrando la relativa casella, se il soggetto è “possessore” (cioè proprietario o titolare di altro diritto reale) ovvero “detentore” dell’immobile (cioè locatario, comodatario o soggetto cui si imputano i redditi a norma delll’articolo 5 del Tuir).

Ricordiamo che in caso di comproprietà, contitolarità di diritti reali o di coesistenza di più diritti reali sullo stesso immobile, ovvero di pluralità di locatari o comodatari, se più soggetti hanno diritto alla detrazione, è necessario barrare anche la ca- sella “contitolare”.

C'e' un esperto fiscalista a tua disposizione chiamando il numero 899 53 53 43

In caso di interventi sostenuti da parte di uno dei soggetti di cui all’articolo 5 del Tuir devono essere indicati il codice fiscale e i dati anagrafici della persona fisica che trasmette la comunicazione e, nell’apposito spazio, il codice fiscale del soggetto di cui all’articolo 5 del Tuir.

Per gli interventi su parti comuni di edifici residenziali devono essere indicati il codice fiscale e i dati anagrafici del- la persona fisica che trasmette la comunicazione, barrando l’apposita casella per specificare se detta persona è l’amministratore del condominio o uno dei condomini; deve essere inoltre indicato, nell’apposito spazio, il codice fiscale del condominio.

Passiamo alla sezione relativa al fabbricato   DATI DELL’IMMOBILE   In questa parte vanno indicati con precisione i dati catastali degli immobili sui quali sono eseguiti i lavori ( i dati potete recuperarli  dal certificato catastale o dall’atto di compravendita)

Se l'immobile non è accatastato allora devono essere indicati gli estremi della domanda di accatastamento.

Attenzione: se i lavori sono eseguiti dal locatario o dal comodatario devono essere indicati gli estremi dell’atto di registrazione del contratto di locazione o di comodato.

Clicca qui e potrai consultare una guida pratica con esempi, modulistica e i testi della legge

Qualche domanda? Chiamaci ora siamo 899 53 53 43

Siamo giunti alla sezione relativa ai dati sui lavori di ristrutturazione da eseguire, infatti nella sezione andranno indicati :

• la data di inizio dei lavori di ristrutturazione;

• l’avvenuta presentazione della comunicazione d’inizio lavori alla Azienda sanitaria locale, qualora la stessa sia obbligatoria secondo le vigenti disposizioni in materia di sicurezza dei cantieri, barrando la casella “Comunicazione ASL;

tale

MODALITÀ E TERMINI DI INVIO DELLA COMUNICAZIONE  

La comunicazione redatta sul modello, debitamente datata e sottoscritta, deve essere inviata prima dell’inizio dei lavori, in busta chiusa e mediante raccomandata senza avviso di ritorno, al seguente indirizzo:

Agenzia delle Entrate - Centro Operativo di Pescara -

Via Rio Sparto, 21 - 65129 Pescara.

Un consulente a tua disposizione per chiarimenti chiama 899 53 53 43

COME SI COMPILA IL NUOVO MODELLO ?

Vediamo brevemente come compilare il nuovo modello.

Molto simile nel formato ai modelli fiscali, il modello si compone di 2 pagine, la prima informativa, la seconda nella quale bisogna indicare i seguenti dati:

Qualche domanda? Chiamaci ora 899 53 53 43

DATI DEL DICHIARANTE   Nella sezione devono essere indicati il codice fiscale e i dati anagrafici del soggetto che trasmette la comunicazione; inoltre, deve essere specificato, barrando la relativa casella, se il soggetto è “possessore” (cioè proprietario o titolare di altro diritto reale) ovvero “detentore” dell’immobile (cioè locatario, comodatario o soggetto cui si imputano i redditi a norma delll’articolo 5 del Tuir).

Ricordiamo che in caso di comproprietà, contitolarità di diritti reali o di coesistenza di più diritti reali sullo stesso immobile, ovvero di pluralità di locatari o comodatari, se più soggetti hanno diritto alla detrazione, è necessario barrare anche la ca- sella “contitolare”.

C'e' un esperto fiscalista a tua disposizione chiamando il numero 899 53 53 43

In caso di interventi sostenuti da parte di uno dei soggetti di cui all’articolo 5 del Tuir devono essere indicati il codice fiscale e i dati anagrafici della persona fisica che trasmette la comunicazione e, nell’apposito spazio, il codice fiscale del soggetto di cui all’articolo 5 del Tuir.

Per gli interventi su parti comuni di edifici residenziali devono essere indicati il codice fiscale e i dati anagrafici del- la persona fisica che trasmette la comunicazione, barrando l’apposita casella per specificare se detta persona è l’amministratore del condominio o uno dei condomini; deve essere inoltre indicato, nell’apposito spazio, il codice fiscale del condominio.

Passiamo alla sezione relativa al fabbricato   DATI DELL’IMMOBILE   In questa parte vanno indicati con precisione i dati catastali degli immobili sui quali sono eseguiti i lavori ( i dati potete recuperarli  dal certificato catastale o dall’atto di compravendita)

Se l'immobile non è accatastato allora devono essere indicati gli estremi della domanda di accatastamento.

Attenzione: se i lavori sono eseguiti dal locatario o dal comodatario devono essere indicati gli estremi dell’atto di registrazione del contratto di locazione o di comodato.

Clicca qui e potrai consultare una guida pratica con esempi, modulistica e i testi della legge

Qualche domanda? Chiamaci ora siamo 899 53 53 43

Siamo giunti alla sezione relativa ai dati sui lavori di ristrutturazione da eseguire, infatti nella sezione andranno indicati :

• la data di inizio dei lavori di ristrutturazione;

• l’avvenuta presentazione della comunicazione d’inizio lavori alla Azienda sanitaria locale, qualora la stessa sia obbligatoria secondo le vigenti disposizioni in materia di sicurezza dei cantieri, barrando la casella “Comunicazione ASL;

tale comunicazione va spedita con raccomandata AR (solo per gli interventi che richiedano tale controllo) indicando: la data di inizio dei lavori stessi, specificando l'ubicazione dei lavori da effettuare ed il committente, la natura delle opere da realizzare, la denominazione dell'impresa esecutrice dei lavori con l'assunzione di responsabilità di quest'ultima di aver adempiuto tutti gli obblighi imposti dalla normativa vigente in materia di sicurezza del lavoro e in materia di contributi. ALLEGATI ALLA COMUNICAZIONE Alla comunicazione vanno allegati in fotocopia i seguenti documenti: • le abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare; • la domanda di accatastamento, per gli immobili non ancora censiti; • le ricevute di pagamento dell’ICI, se dovuta; Se si tratta di interventi su parti comuni allegheremo anche: • la delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori, per gli interventi su parti comuni di edifici residenziali • la tabella millesimale di ripartizione delle spese; Occorre anche la dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori, rilasciata dal possessore dell’immobile, in caso di lavori realizzati dal detentore, se diverso dal coniuge, dai figli e dai genitori conviventi. Qualche domanda? Chiamaci ora siamo 899 53 53 43 In luogo della trasmissione della documentazione prevista, i contribuenti possono rendere una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, attestante il possesso della stessa e la disponibilità ad esibirla se richiesta dagli uffici finanziari. Nella sezione il dichiarante deve barrare le caselle corrispondenti ai documenti di cui è in possesso; deve inoltre indicare, barrando la corrispondente casella, se allega detti documenti alla comunicazione d’inizio lavori ovvero se rende la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n.445, attestante il possesso della documentazione indicata e la disponibilità ad esibirla, se richiesta, agli uffici dell’Agenzia delle Entrate ATTENZIONE DA LEGGERE Obblighi di comunicazione e conservazione Bisogna conservare e tenere a disposizione del Fisco le fatture e le ricevute fiscali (o altra idonea documentazione fiscale) nonché la ricevuta dei bonifici bancari (a pena di decadenza, solo il bonifico è infatti ammesso quale sistema di pagamento) muniti di causale del versamento, con il codice fiscale del soggetto o dei soggetti che usufruiscono della detrazione ( per esempio, in caso di immobile in comproprietà tra i coniugi con spese sostenute da entrambi, occorrerà indicare i 2 distinti codici fiscali) e la partita Iva del beneficiario del bonifico stesso (cioè di chi realizza i lavori). I pagamenti effettuati con mezzi diversi dal bonifico bancario non sono validi (esclusi i versamenti del condomino a favore dell'amministratore che successivamente effettuerà un bonifico unico con tutte le quote dei condomini) ATTENZIONE: qualora nel bonifico siano omessi i codici fiscali dei beneficiari o della ditta e la causale, puo' venire meno il diritto alla detrazione. Si raccomanda di specificare bene alla banca che si sta effettuando un bonifico per usufruire delle detrazioni fiscali. Per gli interventi realizzati su parti comuni di edifici residenziali il bonifico deve recare il codice fiscale dell'amministratore del condominio o di uno qualunque dei condomini che provvede al pagamento, nonché quello del condominio. L'amministratore del condominio rilascerà ad ogni singolo condomino una dichiarazione dove certificherà di aver adempiuto a tutti gli adempimenti necessari per la detrazione fiscale Come pagare i lavori Per fruire della detrazione e necessario che le spese detraibili vengano pagate tramite bonifico bancario da cui risulti la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto che paga e il codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali, oltre al codice fiscale del condominio è necessario indicare quello dell’amministratore o di altro condomino che provvede al pagamento. prorogata dalla finanziaria 2008 l' Iva agevolata al Iva 10% L’Iva agevolata transitoria del 10 per cento La lettera b) del comma 387 proroga al 31 dicembre del 2007 l’Iva agevolata del 10 per cento, prevista dall’articolo 7, comma 1, lettera b), della legge 23 dicembre 1999, n. 488. Questa agevolazione transitoria si applica alle prestazioni che hanno per oggetto gli interventi di recupero edilizio per manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e opere di risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata. Sui beni cosiddetti significativi, espressamente indicati dal decreto 29 dicembre 1999, l’aliquota agevolata si applica fino a concorrenza del valore complessivo della prestazione relativa all’intervento di recupero, al netto del valore dei predetti beni. L’Iva agevolata transitoria del 10 per cento non si applica: alle cessioni di beni, sia nei confronti del prestatore d’opera che del committente alle cessioni di beni forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori alle prestazioni di natura professionale quali, progettazione, consulenza, eccetera alle prestazioni di servizi resi in subappalto alla ditta che segue i lavori. L’Iva del 10 per cento a regime L’agevolazione sopra indicata non esclude la possibilità per il contribuente di ricorrere all’aliquota ordinaria del 10 per cento prevista a regime, quindi senza termine di scadenza, dalla voce n. 127-quaterdecies della tabella A, parte terza, allegata al Dpr 633/72. Tuttavia, la portata della citata norma è diversa da quella prevista per l’Iva transitoria, e non sempre sovrapponibile a essa, ai fini di una eventuale scelta da parte del contribuente. L’Iva ordinaria del 10 per cento si applica agli interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione, con esclusione, quindi, di manutenzioni ordinarie e straordinarie. Si applica alle prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto o d’opera e alle cessioni di beni finiti, con esclusione delle materie prime e dei semilavorati, destinati alla realizzazione degli interventi stessi. L' iva agevolata al 10% si applica solamente alle prestazioni di servizi comprendenti manodopera e forniture di materiali e beni purché questi ultimi non vadano a costituire la parte più importante del lavoro nel suo insieme. Nei lavori in cui ha predominanza il singolo bene (o più) rispetto al valore della manodopera l' aliquota iva agevolata al 10% si applica solo fino alla concorrenza della differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni stessi. I beni considerati di "valore significativo", individuati da decreto ministeriale, sono tassativamente i seguenti: - ascensori e montacarichi - infissi esterni ed interni - caldaie - videocitofoni - apparechciature di condizionamento e riciclo aria - sanitari e rubinetterie da bagno - impianti di sicurezza ESEMPIO PRATICO Rifacimento di bagno con installazione di sanitari (bene significativo) - importo complessivo lavori al netto d' iva: euro 3.500,00 - valore sanitari (bene significativo): euro 2.500,00 MANO DOPERA = 3.500 - 2.500 = 1.000 IMPONIBILE IVA AGEVOLATA AL 10% = 1.000 X 2 = 2.000 IMPONIBILE IVA AL 20% = 3.500 - 2.000 = 1.500 Preleva adesso il file per il calcolo clicca qui Appare chiaro che se il valore del bene significativo non supera la metà dell' importo globale tutto il lavoro verrà fatturato con l' iva agevolata al 10%. Quando la prestazione comprende i beni sopra indicati è obbligatorio identificare nella fattura, separatamente, la parte di valore a cui si applica l' iva agevolata al 10% e l'eventuale altra parte rimanente assoggettata all' iva ordinaria del 20%. Invece, il valore degli altri materiali e pezzi staccati di beni non compresi tra quelli significativi, non deve essere individuato autonomamente in quanto confluisce in quello complessivo della prestazione e fatturato al 10 %. In caso di pagamento di acconti relativi a prestazioni che comportano la fornitura di beni significativi, la circolare n. 71/2000 precisa che il valore entro cui applicare l'aliquota del 10 % ai suddetti beni, deve essere calcolato in relazione all'intero corrispettivo dovuto dal committente e non ad un singolo acconto o al solo saldo. Il valore del bene significativo deve poi essere riportato, nella quota percentuale corrispondente alla parte di corrispettivo pagata, in ogni fattura relativa al singolo pagamento, indicando sia la parte di valore del bene significativo da assoggettare all'aliquota del 10 % sia quella da assoggettare all'aliquota ordinaria. L'aliquota agevolata non si applica ai seguenti casi: L'aliquota agevolata al 10% non si applica ai seguenti casi: - materiali o beni forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori; - materiali o beni acquistati direttamente dal committente; - prestazioni professionali, anche se inerenti agli interventi di recupero edilizio, in quanto esse non hanno ad oggetto la realizzazione materiale dell'intervento ma vi risultano connesse in maniera indiretta; - prestazione di servizi resi, in esecuzione di subappalti, alla ditta che esegue i lavori. In quest'ultimo caso, chiarisce la circolare n. 71 del 7 aprile 2000, il valore della prestazione in subappalto deve essere fatturato alla ditta appaltatrice con l'aliquota ordinaria del 20 % e successivamente riaddebitata da quest'ultima al committente con l'aliquota al 10%. Attenzione: per usufruire dell'aliquota agevolata occorre presentare al fornitore apposita dichiarazione che potrete prelevare cliccando qui sotto - modello per la richiesta iva al 10% ATTENZIONE: leggere bene L'art.35, comma 19, del D.L. 223/2006 ha inserito il comma 121- bis nell'art. 1 della Legge 23 dicembre 2005, n. 266 ( finanziaria 2006 ). Per effetto di tale modifica, viene stabilito che la detrazione irpef per le spese di ristrutturazione si applica a condizione che, nella fattura emessa dall'impresa che esegue i'intervento, venga separatamente esposto il costo della manodopera. Per quanto sopra, nella fattura emessa a fronte dell'intervento edilizio, occorre esporre separatamente: - l'importo relativo alla fornitura dei beni; - il costo della manodopera impiegata; MANCATA INDICAZIONE DEL COSTO DELLA MANODOPERA Se in fattura viene omessa la distinta indicazione del costo della manodopera, il beneficio fiscale non compete ( circolare Agenzia Entrate n. 28/2006 E, par.11) DECORRENZA L'obbligo di indicare in fattura il costo della manodopera si applica in relazione alle spese sostenute a decorrere dal 4 luglio 2006 ( art.35 comma 20 del DL n. 223/2006) e......se varia il possesso? L’articolo 1 della legge 449/97 e la Circolare ministeriale n. 57/E hanno anche disciplinato l’ipotesi di variazione della titolarità dell’immobile sul quale vengono effettuati gli interventi di ristrutturazione e manutenzione prima che sia trascorso l’intero periodo prescelto - cinque o dieci anni - per fruire della detrazione. In proposito è necessario fare riferimento alle diverse ipotesi in cui si verifica la variazione nel possesso dell’immobile: • vendita: nel caso in cui viene venduto l’immobile sul quale è stato eseguito l’intervento di recupero edilizio prima che sia trascorso l’intero periodo di godimento della detrazione - cinque o dieci anni - il diritto alla detrazione delle quote non utilizzate viene trasferito all’acquirente dell’immobile (solo se si tratta, però, di persona fisica); • morte del titolare: se muore il contribuente titolare di diritti sull’immobile oggetto dell’intervento di recupero, il diritto a godere delle quote residue della detrazione si trasmette agli eredi; • donazione: se il contribuente che ha eseguito l’intervento (donante) effettua la donazione dell’immobile ad altro soggetto (donatario), il diritto a godere della detrazione per le quote residue spetta a quest’ultimo; • trasferimento dell’inquilino o del comodatario: del tutto diversa la conclusione quando l’intervento di recupero edilizio è stato eseguito dal soggetto conduttore dell’immobile ad altro titolo, come nei casi di locazione o comodato. In entrambi i casi, la cessazione dello stato di locazione o comodato non fa venire meno il diritto alla detrazione in capo all’inquilino o al comodatario che hanno eseguito gli interventi oggetto della detrazione, i quali continueranno quindi a fruirne fino alla conclusione del periodo di godimento prescelto (cinque o dieci anni). COMUNICAZIONE ASL Tale comunicazione, prevista in funzione dell'osservanza delle norme in materia di tutela della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro e nei cantieri (decreti legislativi 19 settembre 1994, n. 626 e 14 agosto 1996, n. 494, e successive modificazioni), è necessaria, ai sensi dell'articolo sopra menzionato, solo nei seguenti casi: • Cantieri la cui entità presunta è pari o superiore a 200 uomini-giorno; • Cantieri i cui lavori comportano i seguenti rischi: Lavori che espongono i lavoratori a rischi di seppellimento o di sprofondamento a profondità superiore a m 1,5 o di caduta dall'alto da altezza superiore a m 2, se particolarmente aggravati dalla natura dell'attività o dei procedimenti attuati oppure dalle condizioni ambientali del posto di lavoro o dell'opera; Lavori che espongono i lavoratori a sostanze chimiche o biologiche che presentano rischi particolari per la sicurezza e la salute dei lavoratori oppure comportano un'esigenza legale di sorveglianza sanitaria; Lavori con radiazioni ionizzanti che esigono la designazione di zone controllate o sorvegliate, quali definite dalla vigente normativa in materia di protezione dei lavoratori dalle radiazioni ionizzanti; Lavori in prossimità di linee elettriche aeree a conduttori nudi in tensione; Lavori che espongono ad un rischio di annegamento; Lavori in pozzi, sterri sotterranei e gallerie; Lavori subacquei con respiratori; Lavori in cassoni ad aria compressa; Lavori comportanti l'impiego di esplosivi; Lavori di montaggio o smontaggio di elementi prefabbricati pesanti. Nella notifica preliminare , devono essere indicati i seguenti dati: • Data della comunicazione; • Indirizzo del cantiere; • Committente - nome e indirizzo; • Natura dell'opera; • Responsabile dei lavori - nome e indirizzo; • Coordinatore per quanto riguarda la sicurezza e la salute durante la progettazione dell'opera (nome indirizzo); • Data presunta d'inizio dei lavori in cantiere; • Durata presunta dei lavori in cantiere.

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Pubblicato il 26 Agosto 2009

Come si valuta una casa? Qual è il prezzo giusto da pagare? Come faccio a sapere se sto facendo un buon affare? A monte di tutte queste domande ci sono ovviamente considerazioni individuali e personali, come pure valutazioni oggettive relative alla dislocazione, alla tipologia, all’uso, al costo, alle forme di pagamento, su cui torneremo nei prossimi articoli; oggi limitiamoci ad illustrare come si calcola (in maniera forse un po’ brutale) il valore commerciale di un appartamento per civile abitazione; tenendo presente che la stima di una casa non è una cosa tanto semplice; se essa viene eseguita con rigore è un’operazione complessa e densa di valutazioni e di calcoli, ed è bene che venga riservata alla competenza di tecnici del settore. E d’altra parte se non è svolta con rigore e professionalità perde molto della sua utilità. Ma procediamo con ordine.
Il prezzo di una abitazione si calcola moltiplicando il valore medio del “metro quadro di zona” (oggi in euro, ovviamente), per il numero dei “metri quadri commerciali” totali. La scelta del metro quadro come termine di riferimento e di paragone è senz’altro molto più precisa del “vano”, che semmai può essere indicativo degli ambienti che costituiscono un’abitazione, ma nulla di più. A vani più o meno grandi corrispondono evidentemente superfici (e volumi!) differenti, e quindi da valutare diversamente. In questo articolo parleremo del calcolo dei “metri quadri commerciali” totali; nel prossimo ci occuperemo del valore medio del “metro quadro di zona”.
I “metri quadri commerciali” totali sono la somma delle superfici di:
a) murature: calcolate al 100 % se esterne, cioè non confinanti con altre proprietà dello stesso fabbricato; al 50 % se di confine con altri appartamenti o con le parti comuni del Condominio (vano scala, ascensore, etc.);
b) superficie interna (compreso la superficie calpestabile, ma anche quella dei muri di divisione e dei tramezzi interni), calcolata al 100 %;
c) terrazzi, balconi e logge, ognuno con i parametri percentuali individuati dal tecnico; d) tutte le pertinenze: giardini, cantine, box auto, calcolate con differenti percentuali a seconda del tipo, dell’estensione e di altre considerazioni significative.
N.B.: Le “pertinenze” sono tutte quelle attinenti la proprietà principale (l’appartamento vero e proprio), che fanno parte della proprietà, e che quasi sempre vanno acquistate e vendute in uno con l’abitazione stessa. Ad esempio i box auto acquisiti o costruiti con i finanziamenti della Legge Tognoli, vanno venduti insieme all’abitazione di cui sono pertinenza, e non separatamente.
I parametri percentuali da applicare ai punti c) e d) sono scelti dal tecnico a suo giudizio, anche se in letteratura variano da un minimo ad un massimo. Facciamo un esempio: per il parcheggio delle auto di proprietà dei Condomini, si fa distinzione tra: Posto auto scoperto (valore percentuale della sua superficie da 0,35 a 1,00), Posto auto coperto (da 0,50 a 1,00) e Box (da 0.60 a 2,00). Ovviamente il tecnico dovrà usare valori alti nel caso di difficoltà di parcheggio nella zona. Così pure una terrazza in zona periferica, e senza un gran vista, avrà un valore inferiore ad un’altra, magari di minori dimensioni, ma situata nel centro antico o storico della città.
Dopo aver parametrato così le superfici dei vari ambienti che, con diversa destinazione, costituiscono la nostra agognata proprietà, la loro somma costituisce la superficie commerciale totale che andrà poi moltiplicata per il valore del metro quadro commerciale di zona per giungere finalmente al valore dell’immobile che desideriamo acquistare.

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Pubblicato il 26 Agosto 2009

In caso di cessione del contratto di locazione e sublocazione di immobili urbani di durata pluriennale, se non vi è corrispettivo e l’operazione non rientra nel campo di applicazione dell’Iva, è dovuta l’imposta di registro nella misura fissa di 67 euro. Se, invece, la cessione del contratto, sempre fuori dall’ambito di applicazione dell’Iva, è stata pattuita dietro corrispettivo, si deve versare un importo pari al 2 per cento del corrispettivo e del valore delle prestazioni ancora da eseguire. In ogni caso, l’imposta dovuta non può essere inferiore a 67 euro. Risoluzione Le risoluzioni dei contratti di locazione e sublocazione di immobili urbani di durata pluriennale, sono soggette all’imposta di registro nella misura fissa di 67 euro. Se il contratto è risolto anticipatamente ed è stato versato l’importo relativo all’intera durata, chi ha pagato ha diritto al rimborso delle annualità successive a quella in corso (le annualità, infatti, non sono frazionabili). Proroga La proroga del contratto di locazione di un immobile urbano, al pari della stipula, può essere registrata corrispondendo l’imposta per la singola annualità oppure per l’intero periodo di durata della proroga.

 TIPOLOGIA COSTO CAUSALE COD. TRIBUTO ADEMPIMENTI NUOVO CONTRATTO 2% RP 115T Registrare il contratto NUOVO CONTRATTO (registrazione per l'intero periodo)
2% RP 107T Registrare
il contratto RINNOVO 2% - 112T Conservare attest. di pagamento
PROROGA 2% (*) RP 114T Consegnare all'uff. attest. di pagamento
 CESSIONE (se pagato intero periodo) Euro 67,00 RP 110T Consegnare all'uff. attest. di pagamento CESSIONE (se si è scelto pagamento annuale)
2% (**) RP 109T Registrare contratto di cessione RISOLUZIONE Euro 67,00 RP 113T Consegnare all'uff. attest. di pagamento (*) con un minimo di Euro 67,00 (**) con un minimo di Euro 168,00 ( leggi il decreto )
 Quando effettuare il pagamento Per le cessioni, proroghe e risoluzioni di contratti già registrati, i contraenti devono versare l’imposta dovuta entro 30 giorni utilizzando il Modello F23. Nel modello occorre indicare con precisione gli estremi di registrazione del contratto stesso: anno, serie e numero di registrazione separati da una barra. Entro 20 giorni dal pagamento, va consegnato l’attestato dell’avvenuto versamento allo stesso ufficio dove precedentemente è stato presentato il contratto.
 L’AGEVOLAZIONE PER I CONTRATTI A CANONE “CONCORDATO”
Sui contratti di locazione immobiliare stipulati secondo il “canale assistito”, vale a dire quelli realizzati in base ai “contratti-tipo” concordati dalle organizzazioni della proprietà e degli inquilini, il corrispettivo annuo da considerare per il calcolo dell’imposta di registro è assunto per il 70 per cento. Si ha diritto all’agevolazione (riduzione del 30 per cento della base imponibile) se, comunque, sono presenti altri requisiti: l’immobile locato deve trovarsi in un Comune considerato ad alta “tensione abitativa” ( vedi sotto la definizione); la locazione deve avere ad oggetto immobili urbani ad uso abitativo. Facciamo un esempio Canone annuo “concordato” di 6.000 euro e durata del contratto di 3 anni. imposta di registro ordinaria (6.000 x 3) x 2% = 360 imposta di registro con agevolazione: (6.000 x 3) x 70% = 12.600 x 2% = 252 La riduzione dell’imposta di registro si applica per tutta la durata del contratto e dell’eventuale proroga automatica, anche se il Comune dove è situato l’immobile dovesse nel frattempo essere escluso da quelli considerati ad alta tensione abitativa. Inoltre, spetta anche quando si è scelto di versare l’imposta anno per anno.
I COMUNI DEFINITI AD ALTA “TENSIONE ABITATIVA”

Sono i Comuni indicati nell’art. 1 del D.L. n. 551/88: Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Paler- mo, Roma, Torino, Venezia, i Comuni confinanti con le suddette grandi città, gli altri capoluoghi di provincia, i Comu- ni individuati dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) con apposite delibere, e i Comuni terremotati di Campania e Basilicata.
COME E QUANDO REGISTRARE IL CONTRATTO
Tutti i contratti di locazione e affitto di beni immobili (compresi quelli relativi a fondi rustici e soggetti passivi IVA) devono essere obbligatoriamente registrati, qualunque sia l’ammontare del canone pattuito. La registrazione va effettuata entro trenta giorni dalla data di stipula del contratto. Se la durata del contratto non supera i trenta giorni complessivi nell’anno, non si è obbligati alla registrazione del contratto, a prescindere dall’importo del canone. Per i contratti di locazione posti in essere con scrittura privata, sia la richiesta di registrazione che il versamento dell'imposta possono essere eseguiti da una delle parti contraenti. Il pagamento spetta al locatore e al conduttore in parti uguali, ovvero in base a quanto dagli stessi stabilito nel contratto, ma entrambi rispondono in solido del pagamento dell’intera somma dovuta per la registrazione. Le modalità di registrazione del contratto di affitto o di locazione di un immobile sono sostanzialmente due: registrazione in modalità telematica (con il contestuale pagamento on line dell'imposta di registro), obbligatoria per i possessori di oltre 100 immobili e facoltativa per tutti gli altri contribuenti. Si può fare comodamente da casa o incaricando un intermediario con l’innegabile vantaggio di far risparmiare tempo, anche perché il programma calcola automaticamente le imposte dovute. Il sistema, peraltro, è del tutto sicuro in quanto i dati viaggiano criptati e sono leggibili solo dall’Agenzia delle Entrate. registrazione dell’atto (in forma cartacea) recandosi presso l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate dopo avere effettuato il pagamento dell’imposta di registro presso uno sportello bancario o postale.
LA REGISTRAZIONE TELEMATICA

Con la registrazione telematica, innanzitutto, si evitano file e spostamenti agli sportelli bancari o postali (per il pagamento dell’imposta) e all’ufficio dell’Agenzia dell’Entrate (per la registrazione dell’atto), previsti con il sistema della registrazione in forma cartacea. Infatti, la procedura consente il contestuale pagamento on-line delle imposte e di eventuali interessi e sanzioni, con il vantaggio che le somme dovute sono calcolate direttamente dal software Per chiarimenti sulla procedura chiamare il nr. 06 452213497
LA REGISTRAZIONE IN FORMA CARTACEA
La registrazione cartacea di un contratto di locazione può essere effettuata presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate (non necessariamente, quindi, presso l’ufficio competente in relazione al proprio domicilio fiscale). L’ufficio, al momento della presentazione della richiesta di registrazione dell’atto, rilascia la ricevuta dell’avvenuta consegna e comunica al contribuente i termini entro i quali è possibile ottenere copia degli atti registrati. Per la registrazione in ufficio del contratto occorrono: almeno due copie, con firma in originale, dell’atto da registrare; la richiesta di registrazione effettuata sullo stampato meccanografico “Modello 69”; se gli atti da registrare sono più di uno bisogna presentare anche un elenco sul “Modello RR”; una marca da bollo da 14,62 euro per ogni 4 facciate scritte, e comunque ogni 100 righe, da applicare su originali e copie; la ricevuta di pagamento dell’imposta (modello F23). Attenzione alle nuove marche da bollo !! Infatti con il nuovo sistema che stampa il bollo imprimendo data ed ora, c'e' la possibilità di essere sanzionati per ritardata applicazione dell'imposta di bollo ai sensi dell'art. 2 dpr 26/10/72 n. 642 l’atto deve nascere in bollo, deve essere in bollo sin dall’origine. Quindi per capirci un atto firmato il 10 aprile e con marche datate 11 aprile, è sanzionabile
COME SI VERSA L’IMPOSTA DI REGISTRO
Prima di presentare alla registrazione i contratti di locazione e affitto di beni immobili, le parti contraenti devono calcolare l’imposta di registro dovuta e versarla presso qualsiasi agente della riscossione, banca o ufficio postale. L’imposta deve essere versata utilizzando il Modello F23 entro 30 giorni dalla data di stipula dell’atto e, comunque, prima della richiesta di registrazione.

 ATTENZIONE L’imposta di registro deve essere sempre arrotondata all’unità di euro, per difetto se la frazione è inferiore a 50 centesimi, per eccesso se è pari o superiore. Ad esempio, se l’importo derivante dal calcolo è pari a 180,50 euro, l’imposta sarà arrotondata per eccesso a 181 euro; al contrario, in caso di importo pari a 180,49 euro, l’arrotondamento è pari a 180 euro. Il pagamento spetta al locatore e al conduttore in parti uguali, ovvero in base a quanto dagli stessi stabilito nel contratto, ma entrambi rispondono in solido del pagamento dell’intera somma dovuta per la registrazione. Per i contratti di locazione e sublocazione di immobili urbani di durata pluriennale il pagamento dell’imposta può avvenire, alternativamente: di anno in anno, entro 30 giorni dalla scadenza della precedente annualità, applicando il 2 per cento a ciascuna annualità e tenendo conto degli aumenti ISTAT; in un’unica soluzione, entro 30 giorni dalla stipula del contratto, applicando il 2 per cento all’importo pattuito per l’intera durata del contratto. Per i contratti di locazione (e sublocazione di immobili urbani di durata pluriennale la stessa legge prevede la facoltà di corrispondere al momento della registrazione l'imposta di registro commisurata all'intera durata del contratto, oppure di versarla anno per anno. Chi sceglie la prima ipotesi ha diritto ad una detrazione dell'imposta, in misura percentuale, pari alla metà del tasso di interesse legale moltiplicato per il numero delle annualità. Facciamo un esempio : Durata contratto (anni) Metà del tasso di interesse legale Detrazione % 6 1,5 9 5 1,5 7,5 4 1,5 6 3 1,5 4,5 2 1,5 3 I codici tributo I codici tributo da utilizzare per il versamento dell’imposta mediante il modello F23 sono i seguenti:
TIPOLOGIA COSTO CAUSALE COD. TRIBUTO NUOVO CONTRATTO 2% RP 115T
NUOVO CONTRATTO (registrazione per l'intero periodo) 2% RP 107T
RINNOVO 2% - 112T
PROROGA 2% (*) RP 114T
CESSIONE (se pagato intero periodo) Euro 67,00 RP 110T CESSIONE (se si è scelto pagamento annuale) 2% (**) RP 109T
RISOLUZIONE Euro 67,00 RP 113T
SANZIONE AMMINISTRATIVA IMPOSTA REGISTRO 671T INTERESSI DI MORA AL TASSO LEGALE 731T DIRITTI PER COPIE RILASCIARE DALL'UFFICIO 964T ALCUNI ESEMPI DI COMPILAZIONE DEL MODELLO F23 Esempio di compilazione del modello F23 per il versamento in unica soluzione:
B) PAGAMENTO ANNUALE Se il contribuente sceglie la soluzione del versamento annuale dovrà versare un totale di 672 euro, così suddiviso: 1° anno, 168 euro (codice tributo 115T) 2° anno, 168 euro (codice tributo 112T) 3° anno, 168 euro (codice tributo 112T) 4° anno, 168 euro (codice tributo 112T) Esempio di compilazione del modello F23 per il versamento della prima annualità:
MANCATA REGISTRAZIONE: COME RIMEDIARE LE SANZIONI PREVISTE
L’omessa registrazione del contratto, il parziale occultamento del corrispettivo e l’omesso o tardivo versamento dell’imposta di registro sono delle violazioni di carattere fiscale e comportano l’applicazione di sanzioni amministrative. OMESSA REGISTRAZIONE DEL CONTRATTO: comporta, oltre all’obbligo di versare l’imposta di registro evasa, l’applicazione di una sanzione amministrativa il cui importo può variare dal 120 per cento al 240 per cento del- l’imposta dovuta.
 PARZIALE OCCULTAMENTO DEL CANONE PATTUITO: quando si occulta parzialmente il corrispettivo pattuito, oltre all’accertamento dell’imposta evasa, è prevista l’irrogazione di una sanzione amministrativa il cui ammontare può varia- re dal 200 per cento al 400 per cento della maggiore imposta dovuta.
TARDIVO VERSAMENTO DELL’IMPOSTA SU ANNUALITÀ SUCCESSIVE:
comporta l’applicazione di una sanzione del 30 per cento dell’imposta versata in ritardo. All’imposta e alla sanzione vanno aggiunti anche gli interessi di mora calcolati giornalmente al tasso legale annuo (attualmente al 3 per cento).
SANZIONI AMMINISTRATIVE PER RITARDATO OD OMESSO PAGAMENTO PER L'IMPOSTA PRINCIPALE
 
(decreti legislativi 18/12/97 n. 471,472, 473 in G.U. n° 5 8/1/1998)
RITARDO PERCENTUALE CODICE TRIBUTO
Dal 31° al 60° giorno * 15% dell'imposta dovuta 671T entro l'anno 24% dell'imposta dovuta 671T oltre l'anno 120% dell'imposta dovuta 671T
SANZIONI AMMINISTRATIVE PER RITARDATO OD OMESSO PAGAMENTO RINNOVI ANNUALI RITARDO PERCENTUALE CODICE TRIBUTO
Dal 31° al 60° giorno * 3,75%** dell'imposta dovuta 671T entro l'anno 6% **dell'imposta dovuta 671T oltre l'anno 30%**dell'imposta dovuta 671T *solo per le locazioni **come previsto dalla risol. 36/2001 Sono inoltre dovuti gli interessi a scalare del 3 % annuo sull'imposta dovuta.. Il codice tributo relativo è il 731T. 

Il decreto legge n. 223 del 2006 ha modificato in maniera rilevante la disciplina Iva applicabile alle locazioni di immobili. In particolare, come per l’imposta di registro, occorre distinguere tra la locazione di: immobili ad uso abitativo; immobili strumentali.
LOCAZIONE DI IMMOBILI AD USO ABITATIVO
Per gli immobili di tipo residenziale, attualmente è previsto un regime di esenzione Iva per tutte le locazioni, comprese quelle finanziarie. Per esse è necessario pagare l’imposta di registro. Lo stesso regime si applica anche quando, insieme con il fabbricato di tipo residenziale (bene principale), è ceduto in locazione il box o la cantina (pertinenza). Quando si applica l’Iva In base a quanto previsto dalla legge n. 296 del 2006 (legge finanziaria 2007), a partire dal 1° gennaio 2007, non è possibile usufruire dell’esenzione Iva per le locazioni di fabbricati abitativi effettuate dalle imprese in attuazione di piani di edilizia abitativa convenzionata. Con la nuova normativa, pertanto, dette locazioni rientrano nell’ambito delle operazioni imponibili ai fini Iva: quando sono effettuate dalle imprese che hanno costruito i fabbricati o che su di essi han- no realizzato interventi di ristrutturazione edilizia, entro quattro anni dalla data di ulti- mazione della costruzione o dell’intervento; se il contratto ha durata non inferiore a quattro anni.
LOCAZIONE DI IMMOBILI STRUMENTALI Anche gli immobili strumentali scontano il regime di esenzione Iva (è comunque dovuta l’imposta di registro) previsto in linea generale per tutte le locazioni, comprese quelle finanziarie, con alcune eccezioni. Sono, infatti, imponibili ad Iva: le locazioni effettuate nei confronti di coloro che non agiscono nell'esercizio di impresa, arte o professione; le locazioni nei confronti di conduttori soggetti passivi d’imposta che hanno un pro-rata di detraibilità non superiore al 25 per cento; le locazioni in relazione alle quali il locatore ha espresso l’opzione per l’imponibilità ad Iva. La percentuale di detrazione del conduttore, alla quale fare riferimento per stabilire il regime Iva della locazione, deve essere valutata inizialmente al momento della stipula del contratto di locazione, nel quale deve essere menzionata la relativa dichiarazione del conduttore. Qualora al termine del periodo d’imposta in cui è stato stipulato il contratto la percentuale di detraibilità risultasse non superiore al 25 per cento, il conduttore deve comunicarlo al cedente per l’assoggettamento della locazione ad Iva.
I RIFERIMENTI LEGISLATIVI PER LA LOCAZIONE
 Decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131 (arti- colo 17 e Tariffa parte I, art. 5) Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 (articolo 10, numero 8) Decreto Legislativo 18 dicembre 1997, n. 471 Decreto Legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 Decreto del Ministero delle Finanze 31 luglio 1998 Legge 9 dicembre 1998, n. 431 Decreto del Ministero delle Finanze 24 dicembre 1999 Decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2001, n. 404 (art. 5) Legge 30 dicembre 2004, n. 311 (Finanziaria 2005) Legge 23 dicembre 2005, n. 266 Decreto Legge 4 luglio 2006, n. 223 Legge 27 dicembre 2006, n. 296 Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 12 dicembre 2001 Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 27 giugno 2003 Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 14 settembre 2006

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Pubblicato il 26 Agosto 2009

La locazione è regolamentata dall’articolo 1571 del codice civile e viene definita come un contratto con il quale una parte, il locatore, si impegna a concedere ad un’altra parte, il conduttore, il godimento di una cosa mobile o immobile per un dato tempo, dietro il pagamento di un determinato corrispettivo. La normativa stabilisce che un contratto che si riferisce all’affitto di un’unità abitativa, obbligatoriamente, deve avere la forma scritta, pena l’annullamento dello stesso. Doveri del locatore (o proprietario) – art. 1575 codice civile Il locatore deve garantire e consegnare la casa in un buono stato di manutenzione. L’immobile non deve quindi necessitare di nessuna riparazione o altro intervento prima che l’inquilino vi entri; ha l’obbligo di farsi carico delle riparazioni che sono necessarie per mantenere il buono stato della casa e per garantirne l’idoneità per tutta la durata del rapporto di affitto, fatte salve solo quelle di piccola manutenzione, che sono a carico del conduttore; ha l’obbligo di farsi carico delle opere di manutenzione straordinaria richieste dalle condizioni in cui si trova l’immobile; ha l’obbligo di garantire all’inquilino il pacifico godimento della casa nell’ipotesi che qualcuno possa avanzare pretese sullo stesso; spetta sempre al proprietario l’adeguamento dell’immobile alle nuove disposizioni di legge, ogni volta che queste vengono emanate; Doveri del conduttore (o inquilino) – art. 1587 codice civile Il conduttore ha l’obbligo di servirsi della casa per l’uso determinato dal contratto e usando la “diligenza del buon padre di famiglia”; ha l’obbligo di pagare il corrispettivo periodico alla scadenza prestabilita, rispettando sempre le modalità di pagamento pattuite; ha l’obbligo di restituire la casa alla scadenza del contratto nello stesso stato in cui si trovava quando gli è stata consegnata; ha l’obbligo di rispondere della perdita e del deterioramento della cosa avvenute nel corso della locazione, anche se causate da un incendio, qualora non venga provato che siano accaduti per fatti non imputabili all’inquilino; in caso voglia apportare dei cambiamenti all’abitazione, l’inquilino deve chiedere il permesso al proprietario. Questo serve ad evitare che il proprietario, alla fine del contratto di locazione, pretenda che l’abitazione torni come era prima. A meno che non abbia chiesto, e ottenuto, preventivamente il consenso del proprietario, l’inquilino non ha il diritto di chiedergli il pagamento delle spese sostenute per i miglioramenti apportati; le riparazioni urgenti possano essere eseguite direttamente dal conduttore, salvo rimborso da parte del proprietario, purché gliene sia data contestuale comunicazione;

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Pubblicato il 25 Agosto 2009

I MUSP pagati con i fondi per docenti e attività scolastiche

Nel cratere sismico sono tante le iniziative a favore di bambini e ragazzi in età scolare, come ad esempio gli spazi aperti dall'associazione insegnati didattica e innovazione nei pressi dell'istituto Itis di Collesapone a L'Aquila. Ma a fine settembre con l'apertura delle scuole, dall'emergenza si dovrà tornare alla normalità e qui si inserisce l'allarme lanciato oggi dal Comitato permanente dei sindacati della scuola, di cui fanno parte Paola Bonifaci (Cgil-Scuola), Andrea Leonzio (Cisl-Scuola Abruzzo), Pierluigi Palmieri (Snals regionale), Ennio Taglieri (Uil) e Claudio Di Cesare (Gilda), "I fondi inizialmente previsti per il recupero dei tagli al personale scolastico – affermano - devono tornare alla loro destinazione originaria e non devono essere utilizzati per coprire i costi dell'edilizia scolastica". L'organo, propone una modifica all'ordinanza 3790 firmata da Berlusconi, che ha destinato 19 milioni alla ricostruzione e messa in sicurezza degli edifici scolastici. Per fronteggiare l'emergenza causata dal sisma e pensando anche alle conseguenze dei tagli imposti dalla recente riforma della scuola, il ministero dell'Istruzione aveva inizialmente previsto, con il decreto 39 del 2009, che i fondi venissero utilizzati per la riconferma del personale precario abruzzese, per l'ampliamento dell'offerta formativa e per l'attivazione di nuovi corsi e laboratori. Il Governo li ha poi dirottati per realizzare i moduli scolastici ad uso provvisorio. "Se vogliamo che il prossimo anno scolastico, nelle zone colpite dal terremoto, riparta regolarmente - ha dichiarato il segretario regionale della Cgil-Scuola, Paola Bonifaci - non possiamo solo pensare agli edifici. Se non c'e' il personale adeguato, a settembre ci troveremo a gestire una situazione d'emergenza. Per i moduli scolastici vanno utilizzati appositi fondi. In altre regioni c'e' stato un congelamento dell'organico. Volevamo almeno salvaguardare tutti i cinquecento precari abruzzesi con una richiesta di 35 milioni che, invece, andranno a casa". "Il presidente Chiodi - ha aggiunto Andrea Leonzio della Cisl-Scuola Abruzzo - ci ha assicurato il recupero delle somme, sollecitando in una risoluzione urgente il reperimento di altri 16 milioni di euro e il blocco degli organici. Anche il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ci ha promesso l'istituzione di un fondo Inps per il sostegno all'occupazione".

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Pubblicato il 21 Agosto 2009

News. Aggregazione, efficienza, professionalità: un trinomio sinergizzante per la gestione dell’ Agenzia Immobiliare Professionale

 
Per capire quale sarà il livello di assestamento del mercato immobiliare nei prossimi anni servirà ancora molto tempo, ma si dovrà influire in modo attivo e positivo sulla gestione d’ impresa, quindi definire i servizi e la loro qualità, identificare alcune nuove “Best Practice”, puntualizzare in modo concreto la posta di strumenti operativi e del grado di integrazione richiesto all’ azienda “Agenzia Immobiliare” dalla situazione di mercato, stimolare la capacità di innovare per sfruttare un vantaggio competitivo quando nel mercato immobiliare si potrà apprezzare in modo tangibile la ripresa. Un percorso difficile ma sinergico… * Ceare sinergie di collaborazione tra politiche di marketing e di vendita per favorire una maggiore collaborazione e migliorare il contributo delle due funzioni per condividere il budget totale e raggiungere così gli obiettivi aziendali. * Rivisitare e cambiare i costi, pianificare i servizi nella determinazione degli obiettivi di vendita, creare proposte di valore aggiunto, valutare le esigenze dei clienti, riconoscere i successi e ricompensare i risultati raggiunti, migliorare la comunicazione, integrare gruppi di lavoro introducendo anche nuove strutture organizzative di marketing e di vendita che abbiano comunque un obiettivo comune: quello di generare ricavi più significativi e crescenti anche mediante la pianificazione di budget gestionali per riuscire a generare o meglio a individuare i margini operativi. Un percorso di straordinario valore e competenza Che punta tutto sulla sinergia della professionalità, della comunicazione, dell’ azione di marketing, che soprattutto per la piccola media impresa Agenzia immobiliare trovano la speranza nella forma di aggregazione operativa con sinergia dei costi e della qualità dei servizi nella filiera dell’ Agenzia immobiliare professionale . Prima di ritornare ai livelli 2006 / 2007 servirà molto tempo (speriamo di no……..). Infatti i riferimenti delle transazioni immobiliari, dei volumi delle intermediazioni immobiliari, dei valori immobiliari, dei tempi di vendita degli immobili, delle diversi attitudini e aspettative dei clienti, della contrazione al credito finanziario finalizzato all’ acquisto immobiliare, sono ormai noti a tutti. Sono numeri che si leggono sempre, ma io come tanti altri preferisco non ricordarli, non scriverli, anzi debellarli e sconfiggerli con un grande impegno professionale di leardership e marketing aziendale. I primi segni positivi ormai ci sono già da tempo e sono tangibili, anche se mal si vedono nella nebulosa creata dalla cosiddetta crisi globale, ma fare previsioni è arduo e difficile, mentre è obbligatorio e necessario riorganizzarsi, adeguarsi, ottimizzare, invitare gli operatori alla fiducia nel Mattone e in generale nel mercato immobiliare e in se stessi come veri professionisti del real estate. Il mercato di riferimento aveva, ha ed avrà anche uno Stock di Invenduto legato a tipologie, ubicazioni, qualità e prezzi, tutti riferimenti del mercato immobiliare per il quale necessitano consigli solo professionali prima di collocarlo. Ma ben difficile sarà far capire agli imprenditori - costruttori che ormai da tempo non si vende tutto e di più, ma solo quello che coincide con le aspettative dei clienti per caratteristiche oggettive, riferite alle tipologie, alla qualità, alla location, e alle caratteristiche specifiche del venditore, tipo solvibilità, serietà, trasparenza e imprenditorialità. Il mercato dell’ immobile usato dovrà ricevere una rivisitazione globale nella cosiddetta Due Diligence Immobiliare accurata e professionale, con un’ analisi in riferimento alle caratteristiche oggettive dell’ unità immobiliare e alla fattibilità operativa per vendibilità, oltre a precise ed esatte indicazioni tecniche per la verifica dell’ eventuale suo posizionamento nel mercato immobiliare in sintonia con le aspettative dei clienti potenziali acquirenti. Dobbiamo fare scuola, fare consulenza a vantaggio esclusivamente del cliente, insegnare come valutare razionalmente l’ operazione di investimento immobiliare qualunque esso sia e qualunque sia la sua finalità, perché tale investimento da sempre è considerato il più sicuro dalla stragrande maggioranza degli italiani. L’ ondata della cosiddetta crisi, con l’ allungamento dei tempi di vendita e la flessione dei prezzi su alcune tipologie immobiliari, è sicuramente inferiore in termini economici e di soddisfazione e / o aspettative al crollo delle quotazioni delle Borse Internazionali, a conferma che comunque i valori non salgono indefinitamente , mentre i valori degli investimenti immobiliari possono essere meno redditizi su certi periodi dei banalissimi BOT e / o simili, ma sono certamente più solidi e duraturi. Comunque, per valutare razionalmente l’ investimento immobiliare è indispensabile l’ assistenza dell’ agente immobiliare professionale, che offre anche una consulenza a 360 gradi con uno schema riassuntivo, ma al tempo stesso illustrativo ed informativo di tutta la situazione che abbraccia tale operazione immobiliare, ivi compresa anche la fase successiva della gestione dell’ investimento stesso. Qualcuno potrebbe anche ipotizzare il battesimo e la definizione di questa nuova soluzione, magari paragonandola al Prospetto illustrativo di investimento mobiliare, ma io per la mia esperienza direi proprio di sì per il titolo e di no…per i contenuti. Infatti …quelli sono Foglietti che illustrano solo le parti buone e positive, rendimenti, ecc…, senza mai dare certezze di raggiungimento… Un Prospetto Informativo globale e quindi anche relativo alle seguenti fattispecie e più precisamente: Analisi urbanistica della zona dove è ubicato il bene immobile con indicazione delle previsione future e le destinazioni del piano di sviluppo urbano stesso; Analisi del livello e della qualità del quartiere urbano stesso; Analisi dei costi di acquisto anche quelli relativi alle imposte di trasferimento; Analisi relativa alla fattibilità e / opportunità di finanziamento finalizzato e anche delle migliori condizioni presenti sul mercato del credito; Analisi di studi di fattibilità per eventuali restauri e / o ristrutturazioni anche come adeguamenti funzionali, ivi comprese eventuali indicazioni di costi d’ intervento; Analisi delle specifiche e delle attese di redditività anche con le indicazioni per l’ ottimizzazione della scelta del conduttore al fine di eliminare la casistica di eventuale morosità creando una sorta di Rating specifico per il conduttore - inquilino; Verifica dell’ eventuale redditività anche alla luce dei costi di gestione e di manutenzione degli immobili; Analisi delle previsioni di tempi di disinvestimento per esigenze diverse e anche in riferimento a bisogni futuri ed eventuali di immediata liquidità. Aggregarsi nella filiera delle Agenzie immobiliari Può significare anche mettere insieme le organizzazioni commerciali, i centri di costo e di acquisto, le sinergie di comunicazione, i costi di elaborazione dei dati quotidiani nonché quelli relativi agli adempimenti obbligatori ormai già molti e troppi da elencare. Forse una sinergia ancora più importante fino a che il mondo delle banche non avrà rialzato gli occhi verso il mercato del RE, aggregazione che ci potrà permettere l’ agevolazione verso l’ accesso al mercato del credito per ogni agenzia immobiliare oltre a quello dedicato e finalizzato ai nostri clienti per la conclusione dell’ affare immobiliare. Tutto questo sicuramente sarà linfa di vita che ci permetterà di migliorare le condizioni di quella situazione che oggi molti definiscono di sopravvivenza. I segni ci sono e sono tangibili. Le ferie non devono allontanarci dai bisogni e dalle necessità reali e quotidiane: i nostri antenati dicevano che è sempre meglio prevenire che curare. Sì, le banche sono sempre impressionate dalla cosiddetta crisi globale, affascinate in senso ossessivo dai parametri di Basilea 2, riempite di funzionari spesso incapaci di parlare con i clienti e di capire le loro necessità e le loro aspettative. Infatti sanno fare, solo e non sempre, l’ inserimento dei dati dei clienti nel database bancario e aspettare il risultato dell’ elaborazione. Fase nella quale comunque manca certamente il contatto con il cliente stesso, l’ assaggio del grado di imprenditorialità, in quanto le caratteristiche del software non sono ancora in grado di provare sentimenti ed emozioni e quindi percepire, apprezzare e valutare tali riferimenti sempre più importanti proprio in queste situazioni. Sì, le banche hanno raggiunto un livello di burocrazia molto complessa, che genera un senso deprimente proprio in un momento come questo in cui invece bisogna aiutare chi vuole sviluppare nuovi progetti senza doversi confrontare con la burocrazia, l’ assenza di professionalità e / o la leggerezza professionale di tali funzionari complicandosi la vita. Non è giusto che un click esito di una elaborazione dati di un software del sistema bancario debba governare la sorte di progetti d’ investimento già avviati e / o nuovi. Necessita chiarezza, certezza e professionalità da parte del mondo bancario altrimenti sarà sempre più impossibile assumersi il rischio d’ impresa e / o il rischio dell’ investimento immobiliare. Siamo comunque tutti fiduciosi. Ma speriamo principalmente che il mondo bancario si svegli da questo torpore ed inizi a lavorare per il cambiamento rivolto alla soddisfazione del cliente. Disattendendo questo suggerimento, confermate le ristrettezze del credito immobiliare, certamente molti istituti bancari avranno funzionari senza lavoro. Allora speriamo che, se dovesse succedere, tali funzionari possano essere assunti da nuove autorità governative di controllo dell’ operato globale delle banche in modo da far esaltare gli incroci o meglio i pasticci che da tempo tengono nascosti nelle loro casseforti…..

di Armando Barsotti Ufficio Studi Fiaip

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Pubblicato il 21 Agosto 2009

Detrazioni fiscali: bonus ecologico anche per camini e stufe

detrazioni irpef bonus ecologico


In materia di detrazioni fiscali al 55% per gli interventi finalizzati al risparmio energetico degli edifici,
l'Agenzia delle Entrate con la risoluzione numero 215/E,  emessa nella giornata di ieri, “apre” al bonus ecologico anche per i camini e le stufe fisse, a patto però che la loro potenza complessiva nominale superi i 15 kw


La risoluzione, in particolare, è stata emessa dall’Agenzia delle Entrate in scia alle richieste di chiarimenti da parte di un contribuente che, avendo una casa inagibile a seguito di un terremoto, intende avvalersi del beneficio fiscale sugli intervneti finalizzati alla riqualificazione energetica ; nel dettaglio, il contribuente ha dichiarato che nell’edificio sono presenti una stufa fissa e tre focolari.
 
L’ammissibilità del bonus ecologico anche sugli interventi relativi a camini e stufe fisse è subordinato al fatto che i sistemi termici siano funzionanti, e che l’immobile sia regolarmente iscritto in catasto. Il fatto che gli impianti di riscaldamento siano fissi permette di poterli assimilare a degli impianti termici, e di conseguenza scatta il riconoscimento della detrazione al 55% ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche  (IRPEF)

 
Il Fisco, quindi, è “bio”  sul fronte delle detrazioni ai fini del risparmio energetico
anche nei confronti di quegli edifici che, in quanto magari costruiti da parecchi anni, sono dotati di vecchi sistemi di riscaldamento assimilabili agli impianti termici. E visto che le detrazioni valgono sugli edifici esistenti, il fatto che trattasi di uno stabile inagibile non comporta l’esclusione dal beneficio in quanto l’immobile risulta essere comunque già stato costruito ed inserito in catasto.

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Pubblicato il 21 Agosto 2009

Seconda casa, dritte per l’investimento vincente


casa_vacanze



Molti italiani in vacanza stanno pensando di  sfruttare i ribassi del mercato  immobiliare  per puntare su un cavallo alternativo ai titoli di Stato che da mesi ritoccano al ribasso i minimi storici e comprare una seconda casa, da utilizzare durante le vacanze e magari da affittare quando non la si usa


Tuttavia gli operatori del settore concordano su un dato: rispetto ai valori degli immobili residenziali, in città è provincia, quelli delle località turistiche hanno subito nell’ultimo anno un calo più contenuto. Secondo le elaborazioni di Tecnogruppo( www.tecnogruppo.it)  le seconde case nel 2008 hanno subito una flessione media dei prezzi del 3,9%, reggendo meglio alla crisi del mercato. Tra le zone più colpite c’è la Liguria con cali dell’11,3% a Sestri Levante e del 7,6% a Rapallo. Una tenuta che non significa che nel prossimo futuro non ci saranno svalutazioni ulteriori. Secondo Luca Dondi, analista di Nomisma società di studi economici, il vero calo arriverà, con ritardo, ma arriverà.

Quindi, se i prezzi scenderanno,  chi compra ora non azzecca il timing vincente
. Anzi. Anche analizzando la variabile della redditività delle locazioni, il turistico non sembra garantire performance ottimali. Sempre secondo Dondi il consiglio per il turista/investitore interessato puramente alla seconda casa come forma di investimento, dovrebbe individuare in questa estate l’immobile di interesse, per poi ripassare tra sei mesi quando troveranno senza dubbio prezzi migliori. Per Guido Lodigiani dell’Ufficio studi Gabetti, la montagna è da preferire perché offre una maggiore possibilità di destagionalizzare rispetto al mare ma, in ogni caso, il fattore redditività non gioca a favore di questi immobili.

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Pubblicato il 21 Agosto 2009

 




























 

Jesolo. Le nuove torri di Piazza Drago

JESOLO (VE) -  Jesolo,  una delle maggiori località turistiche italiane per presenze estive, oggi potrebbe essere definita per antonomasia la città del cemento. Negli ultimi anni le amministrazioni comunali che si sono succedute alla guida del paese hanno preferito puntare ad uno sviluppo urbanistico esponenziale senza abitanti. Un fatto alquanto anomalo per una qualsiasi cittadina, dove solitamente l'incremento delle strutture urbanistiche viaggia di pari passo con l'aumento demografico. Eppure qui è successo esattamente il contrario, almeno finora.

Da una parte il numero dei residenti, pressocchè invariato nell'ultimo decennio, potrebbe essere paragonato ad una comunità montana, dove soprattutto i giovani immigrano verso le grandi città alla ricerca di maggiori opportunità, dall'altra Jesolo sembra essere diventata una fucina di architetti,  costruttori e immobiliaristi che competono per realizzare e vendere appartamenti su imponenti grattacieli e palazzi avveneristici, che farebbero invidia a metropoli come Miami, o addirittura Dubai negli Emirati Arabi. Ad uno sviluppo verticale si sono aggiunte una miriade di villette e villaggi turistici spuntati come funghi un pò dappertutto.  Una deregulation edilizia in controtendenza con le attuali politiche abitative dei paesi europei più avanzati. E che prezzi.

Se l'ondata della crisi economica mondiale, che sta investendo gran parte dei paesi occidentali ha determinato una battuta d'arresto sul mercato immobiliare, Jesolo è esente anche da questo fenomeno dove si continua a costruire a prezzi che nell'ultimo anno sono aumentati addirittura del 5-10%.
Prezzi che possono partire dai 3mila euro al metro quadrato per le zone più arretrate fino a raggiungere quota 15mila, per non parlare delle abitazioni frontemare, paragonabili agli esclusivi appartamenti dei centri storici italiani. Per soli quaranta metri quadrati in una costruzione delle nuovi torri si può arrivare a sborsare anche 650mila euro alla faccia di un progresso che sicuramente accontenta una risicata fetta di facoltosi e arricchisce le tasche di pochi. Oppure per un 70 mq in una palazzina di 25 anni ci vogliono ben 550 milioni di euro. Lo sanno bene le agenzie immobiliari che fino a pochi anni fa si contavano sulle dita di una mano e ora sono almeno una trentina.

Una contraddizione in termini, direbbe forse l'architetto di fama mondiale, Kenzo Tange, che chiamato dall'amministrazione comunale nei primi anni 90 ebbe per primo il compito di gettare le linee guida per trasformare Jesolo in una città vera, e che in termini pratici avrebbe dovuto dare quell'impulso positivo ad una località balneare che vive solo 4 mesi all'anno per poi cadere nella stagione invernale in una sorta di letargo civile. E forse la causa è proprio da ricercare in questa politica espansionistica che non ha tenuto conto che una cittadina cresce solo quando esiste un collegamento direttamente proporzionale tra persone che vi risiedono e sviluppo urbanistico, e non viceversa.

D'altra parte l'ambizioso "Master Plan" realizzato dal noto giapponese di fama internazionale, presentato nel 1994 e approvato definitivamente con qualche variante il 18 aprile del 2003, aveva ben altri obiettivi, rispetto a quello che oggi è sotto gli occhi di tutti.

L'architetto giapponese Kenzo Tange

L'idea portante mirava principalmente a tre obiettivi. Il primo era quello di creare una zona residenziale permanente (l'attuale progetto di edilizia residenziale popolare Campana ndr) che entro il 2012 avrebbe dovuto portare Jesolo al traguardo di 35mila residenti. La seconda era quella che prevedeva  l'accorpamento volumetrico di alcuni stabili per rilanciare l'arenile sia in termini di qualità che di sobrietà architettonica. E infine, il terzo obiettivo era quello di creare un parco centrale, una specie di Central Park newyorchese, proprio nel bel mezzo della nuova area residenziale. Insomma tutto ruotava attorno ad un elemento fondante, che ogni urbanista prende solitamente in considerazione, cioè una città pensata e costruita a dimensione dei suoi abitanti. Infrastrutture e attività commerciali erano stati studiati per soddisfare i bisogni non solo dei turisti che affollano nei mesi estivi il litorale, ma anche dei residenti, in un contesto che avrebbe portato nuova linfa vitale all'attività turistica che rappresenta il perno economico del territorio, capace però di dare una continuità anche nei lunghi mesi invernali a garanzia di un equilibrato e costante sviluppo socio economico.

Oggi a guardare Jesolo i veri obiettivi sono stati elusi. Quel che resta del famoso master plan, che nel corso degli anni ha subito circa 300 varianti di programma, è un'esasperta cementificazione con la conseguenze perdita anche della flebile identità sociale che ha accompagnato la storia di Jesolo per oltre un secolo.

Indubbio che nell'attuale contesto l'arredo urbano in generale sia stato migliorato grazie all'ormai consueta contrattazione tra amministrazione comunale e costruttori, dove quest'ultimi in cambio di aumenti di cubatura hanno fatto un vero e proprio restyling di piazzette e strade. Ma la fuga specialmente per i giovani è stata comunque inevitabile. I prezzi delle case sono lievitati, tanto che oggi pochi eletti potrebbero permettersi di acquistare un'abitazione a Jesolo, e nonostante la crescita dell'offerta abitativa stagionale il maggiore flusso turistico si è ridotto prevalentemente nei fine settimana. L'attuale sindaco Francesco Calzavara tempo  fa  rilasciò un intervista a un giornale locale giustificando l'attuale espansione immobiliarista come un motivo valido per incentivare il ritorno della "creme" facoltosa lombarda, proprio come avvenne negli anni 50 e 60, periodo in cui Jesolo era considerata una spiaggia d'elite.

Così le intenzioni originarie del tanto discusso Master Plan si sono sempre più affievolite per fare spazio ad una speculazione selvaggia, quasi fosse la panacea di tutti i mali. Ascoltando alcuni dei residenti il mercato immobiliare avrebbe favorito i piccoli e medi imprenditori della regione che avrebbero investito il contante delle loro aziende sul sicuro mattone, determinando una lievitazione dei prezzi incontrollata.
Così jesolo oggi rappresenta un caso alquanto singolare con prezzi che viaggiano da se, a scapito di una crescita demografica parallela, e senza migliorare la qualità della vita per chi ci vive tutto l'anno.

Indubbio che aumentare demograficamente una città comporta un onere maggiore per l'amministrazione: più scuole, più strutture pubbliche e più servizi d'aggregazione sociale, forse ritenuti poco importanti per l'attuale gestione. Ma questo elemento rappresenta il cuore pulsante di una qualsiasi città. Nel 1991 Jesolo, secondo i dati diffusi dall'Istat aveva 22.151 residenti e dieci anni più tardi erano diventati 22.698. Una crescita irrisoria rispetto ai presunti 6 milioni di metri cubi di cemento realizzati negli utlimi anni, e che secondo i demografi si possono tradurre in una capacità insediativa di circa 50mila abitanti. D'altra parte siamo in una regione che registra un primato negativo assieme alla Puglia e al Lazio, per quanto concerne l'avanzata del cemento. Dal 2001 al 2008 il Veneto ha perso ben 100 chilomentri quadrati tra aree verdi e agricole (Rapporto Istat 2009) per far spazio a nuovi insediamenti urbani.

 

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Pubblicato il 21 Agosto 2009

Cina, crescono i prezzi delle nuove case

Piano casa nella Regione Puglia


Stando a diverse analisi compiute nel Paese asiatico, i prezzi delle nuove case nelle 36 città più grandi della Cina avrebbero subito un rialzo durante il mese di giugno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’incremento su base annua, secondo le stesse rilevazioni - sarebbe stato addirittura del 6,3%, denotando un buon ritmo di crescita, e dimostrando un’ottima disponibilità di finanziamento immobiliare da parte dei locali  istituti di credito .


Il prezzo medio di un nuovo appartamento è pertanto salito a 6,554 yuan (circa 960 dollari) per metro quadro, come confermato dalla Commissione Nazionale per le Riforme e lo Sviluppo.
 
I prezzi sarebbero invece aumentati dell’1,1% su base mensile.
 
Per ciò che concerne i finanziamenti finalizzati a tal scopo,
i governo cinese sostiene un incremento dei prestiti bancari fino a 7,37 trilioni di yuan nel primo semestre dell’anno.

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