Pubblicato il 30 Ottobre 2009

Come si sta evolvendo la vetrina immobiliare. Ma soprattutto come si sta evolvendo il rapporto tra agenzia tradizionale e web. Ne abbiamo parlato con Bruno Vettore, Amministratore Delegato di Gabetti Franchising Agency

di Pierpaolo Molinengo

L'importanza della vetrina internet. Come si evolve il rapporto tra agenzia tradizionale e il web?

Per una rete capillarmente diffusa come Gabetti Franchising Agency (oltre 800 agenzie) l'agenzia immobiliare tradizionale è insostituibile. La gestione della relazione personale con il cliente, sia esso il venditore dell'immobile o l'acquirente, è determinante proprio per il tipo di transazione che si compie e per la natura dell'oggetto: la casa.
Inoltre, nuove normative e adempimenti hanno reso l'acquisto e la vendita di un immobile processi più complicati rispetto al passato. E' quindi necessario poter contare sull'esperienza e sul contatto diretto di un professionista esperto e preparato. L'agenzia immobiliare, inoltre, è in grado di fornire consulenza su molti aspetti collegati alla transazione immobiliare, per esempio l'aspetto del finanziamento.
ll ruolo della vetrina virtuale si inserisce in questo contesto di relazioni tradizionalmente dirette, con il merito di potenziarle e amplificarle, agevolando l'attività di ogni singola agenzia.

Quanto è importante presentare gli immobili su un sito per concludere la vendita?

Non sono in grado di citare la percentuale delle compravendite

potenziale acquirente e la tipologia dell'immobile che influenza la scelta dei mezzi da utilizzare per la sua promozione. E non viceversa.
Quindi, in molti casi, gli annunci “tradizionali” sono ancora efficaci.
I cartelli portone, una delle prime modalità di comunicazione, ad esempio, sono validi e funzionali, tanto quanto gli annunci immobiliari.

Come si sta evolvendo la comunicazione immobiliare?

Nel settore immobiliare la comunicazione si evolve al pari degli altri settori. Si assiste alla creazione e a un crescente utilizzo di blog e social media, (facebook, twitter, youtube, friendfeed), non solo per promuovere il singolo immobile ma anche per stabilire un rapporto diretto con i clienti e con gli altri colleghi (= agenti “concorrenti”).
Si sta diffondendo l'utilizzo di strategie e campagne SEM (Search Engine Marketing) e SEO (Search Engine Optimization) per soddisfare la sempre crescente esigenza di informazioni di carattere locale. Cresce, infatti, l'utilizzo di internet nelle aree “non metropolitane.”
Tutti questi elementi funzionano però se usati in modo integrato e sistemico: se è vero che il sito internet da solo non basta, è altrettanto vero che le cosidette “fan page” di Facebook devono fungere da porta di accesso al sito internet della società.

intermediate dalla nostra rete che siano direttamente riconducibili alla presenza dell'immobile sul nostro sito o su un portale.
Posso però affermare con certezza che una buona presentazione su internet agevola l'operato dell'agenzia e rappresenta un ottimo biglietto da visita per acquirenti e investitori. Una presentazione accurata, ricca di informazioni e di foto ben scattate è certamente indice di professionalità e di serietà.
Gli annunci cartacei fanno parte del passato, o sono ancora importanti?
Come ci insegnano gli esperti di marketing è importante partire dal target di riferimento. È il profilo del

Fonte NEWSPAGES

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Con tag #tutto su agenzie immobiliari

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Pubblicato il 30 Ottobre 2009

Mutui su prima casa: raddoppiare le detrazioni da 720 a 1.380 euro a mutuo
Innalzare con urgenza la cifra detraibile sugli interessi passivi dei mutui stipulati per l'acquisto della prima casa, elevando le aliquote dal 19 al 23 per cento e aumentando da 4mila a 6mila euro l'importo massimo su cui calcolare la detrazione. E' quanto prevede la proposta di legge presentata dal deputato del Partito democratico, Franco Ceccuzzi per venire incontro alle famiglie, sempre più numerose, che contraggono mutui per acquistare un bene di prima necessità come la casa e in difficoltà nel pagamento delle rate.
«La proposta di legge – spiega Ceccuzzi – si pone l'obiettivo primario di modificare le norme vigenti per le imposte sui redditi, che fissano le detrazioni sugli interessi passivi dei mutui contratti per l'acquisto della prima casa per un importo pari al 19 per cento degli interessi passivi e su una cifra non superiore a 4mila euro. Questo importo è stato elevato con la Legge Finanziaria 2008 rispetto ai poco più di 3.600 euro, rimasti invariati per circa dieci anni. Oggi, però, di fronte alla crisi economica e all'inefficacia delle misure del governo sui mutui, una revisione dei parametri
è l'unica misura che può venire incontro alle difficoltà delle famiglie nel pagamento delle rate, aiutando soprattutto quelle che devono fronteggiare - oltre all'innalzamento del costo della vita e alle variazioni nell'entità dei mutui contratti, negli importi delle rate e nel valore delle case - la decurtazione o la perdita di un reddito per effetto della cassa integrazione o del licenziamento».
Le misure «di Tremonti – aggiunge Ceccuzzi – hanno aggravato la situazione, perché hanno comportato costi ingenti e inutili per le banche, le quali, a loro volta, non mancheranno di farle pagare ai loro clienti. I provvedimenti di maggio 2008, con la rinegoziazione, e quelli di gennaio 2009, con il limite del 4 per cento, si sono risolti con l'invio di milioni di lettere ai mutuatari, senza che agli stessi sia arrivato alcun beneficio. Per pagare i mutui – conclude il parlamentare Pd – le famiglie hanno bisogno di liquidità. Per questo motivo chiediamo, con la proposta di legge, di innalzare ulteriormente l'importo su cui calcolare la detrazione a 6mila euro e di elevare l'aliquota al 23 per cento».


Fonte :NEWSPAGES

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Pubblicato il 30 Ottobre 2009

Riscaldamenti accesi, ma la sorpresa è che conviene il centralizzato
In questi giorni si riaccendono le caldaie delle case degli italiani, ma la vera sorpresa è che molti stanno ritornando a un vecchio amore: il riscaldamento centralizzato. Se queste parole vi riportano alla mente interminabili liti condominali fra freddolosi e calorosi, costi spaventosi per il gasolio e sprechi assurdi…beh, siete sulla cattiva strada.
Secondo i dati comunicati oggi da Gruppo Immobiliare.it, leader del mercato immobiliare online che, anche grazie al suo sito NuoveCostruzioni.it ha potuto analizzare gli annunci di oltre 2.500.000 immobili in tutta Italia, il 10% delle case di nuova costruzione o ristrutturate, ha un impianto centralizzato di nuova generazione o, in termine tecnico, a termovalvole. Il valore è quasi raddoppiato se confrontato con quello dello scorso anno e quintuplicato rispetto ad appena 24 mesi fa.
Carlo Giordano, Amministratore Delegato del Gruppo Immobiliare.it, commenta così: «fino agli inizi degli anni 90 era consuetudine avere nel condominio un unico impianto termico per il riscaldamento centralizzato che veniva gestito dall'amministratore dello stabile e il cui costo era suddiviso, in base ai millesimi di proprietà, fra i condomini. Poi si è diffuso un forte desiderio di una riduzione delle spese correlato ad una più equa attribuzione dei costi di gestione». E fino a qui la storia è nota, ma, continua Giordano: «dopo anni in cui ha imperato il termo autonomo, che in realtà ha avuto il grande merito di migliorare le
abitudini di consumo più che i costi veri e propri, ci si è resi conto che il risparmio non era poi così rilevante. La novità degli ultimi anni è quella di dotare il riscaldamento centralizzato di una sorta di autonomia nell'utilizzazione del calore appartamento per appartamento».
In pratica ogni radiatore viene munito di una valvola destinata a svolgere la doppia funzione di regolazione della temperatura stanza per stanza e di misura automatica e continuativa della quantità di calore che la caldaia centralizzata fornisce a ciascun radiatore. Risultato: si riscalda con maggiore autonomia e si risparmia. Una sorta di uovo di Colombo.
A guidare questa rivoluzione silenziosa che potrà contribuire a migliorare sia il nostro clima che le nostre finanze sono il Trentino Alto Adige, il Friuli Venezia Giulia e la Lombardia. Fanalino di coda, Sicilia e Campania. Il Nord, in generale, si dimostra molto più pronto a recepire il cambiamento e anche più attento all'ambiente. In questa parte d'Italia solo il 15% delle case nuove ha un riscaldamento centralizzato di vecchia concezione, mentre al Centro Sud il valore cresce fino al 35%. Un ultima curiosità: la regione con la maggior percentuale di riscaldamenti autonomi è la Sardegna dove ben il 73% degli immobili è riscaldato in questo modo. Secondo, ancora una volta, il Trentino Alto Adige; segue, ma a distanza, la Lombardia.


Fonte Newspages

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Con tag #Normative energetiche

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Pubblicato il 30 Ottobre 2009

Il mercato non residenziale può ripartire grazie
alle ecosostenibili

di Pierpaolo Molinengo

“Tipologie immobiliari innovative insediabili nel mercato italiano non residenziale" è il titolo dello studio congiunto realizzato da Associazione nazionale costruttori edili e Reag (Real Estate Advisory group).
La ricerca nasce in una fase di crisi internazionale, che da ottobre 2008 ha avuto ricadute evidenti anche sul mercato immobiliare italiano, caratterizzato oggi da un blocco delle operazioni causato dalle crescenti difficoltà di accesso al credito.
Nel 2008 in Italia sono stati censiti 423 nuovi progetti di sviluppo immobiliare di dimensione medio-grande ed è possibile osservare che i nuovi progetti sono sempre più eco-compatibili e sostenibili.
Nel Nord Italia è localizzato il 65% degli interventi, il 19% al Centro e solamente il 16% nel Sud e nelle Isole. I progetti e programmi di trasformazione urbana rappresentano il 52,2% del totale.
I promotori immobiliari interessati sono 330, nel 67% dei casi si tratta di investitori privati a fronte del 33% di enti pubblici. Solo il 9% dei progetti è promosso da investitori stranieri prevalentemente interessati alla grande distribuzione, alla logistica e alla residenza.
Dal punto di vista finanziario si può

prevedere un investimento di capitale totale di oltre 105 miliardi di euro, a cui corrisponde una media di circa 245 milioni per progetto.
I fondi immobiliari italiani detengono il maggior portafoglio (34,7 miliardi), davanti ad assicurazioni (22,6 miliardi), fondi previdenziali (15,6 miliardi), banche (14,5 miliardi) e società immobiliari quotate (2 miliardi). La maggior parte degli investimenti dei fondi si concentra sugli uffici (57% del totale), seguiti da commerciale (21%), sviluppo (14%), logistica e industriale (7%) e residenziale (1%). I fondi dedicati ai risparmiatori sono 28 mentre quelli riservati agli investitori sono 210.
Fonte: NEWSPAGES

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Con tag #informazioni ed andamenti

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Pubblicato il 30 Ottobre 2009

Il mercato immobiliare di Aosta
Stabili le quotazioni immobiliari ad Aosta nel primo semestre del 2009.
Il mercato residenziale è movimentato prevalentemente da famiglie e coppie in cerca della prima casa oppure di una casa di sostituzione, con una metratura media di 70 mq. Sempre vivace la richiesta di immobili in affitto, in special modo da parte di lavoratori trasfertisti ed impiegati presso la struttura ospedaliera o istituti bancari della città. Per l'affitto di un bilocale si spendono 450 € al mese. Il Centro storico della città, di epoca romana, è caratterizzato da piccoli contesti abitativi quasi sempre ristrutturati e valutati tra 2800 e 3000 € al mq. Le soluzioni più prestigiose si trovano in piazza Chanoux, anche se è molto difficile trovare appartamenti in vendita.
Da segnalare che, in tutto il Centro storico, è stato quasi completato il nuovo tunnel tecnologico che permetterà la manutenzione degli impianti sotterranei. Si prevede inoltre la demolizione dell'attuale stadio e la realizzazione di un parco cittadino e di circa 60 nuovi box auto disposti su due piani seminterrati. Tra via Trottechien e via B.Festaz è stato ultimato il nuovo Teatro Splendor quale struttura Polivalente. Nella parte est della città, nell'area di Regione Borgnalle, sono in costruzione numerosi appartamenti in condomini con particolari accorgimenti ecologici come pannelli solari, caldaie a condensazione e riscaldamenti a pavimento. Nella parte collinare al di sopra dell'Arco D'Augusto si possono acquistare soluzioni indipendenti. Infatti, sia a Porossan che a Villa Chicco ci sono ville singole, bifamiliari, trifamiliari e quadrifamiliari che sono valutate anche oltre i 600 mila € a seconda di finiture, posizione, esposizione e indipendenza. Stabili le quotazioni per le abitazioni nell'area di piazza della Repubblica, anche se il primo semestre dell'anno ha evidenziato un calo del numero di compravendite.
Il mercato immobiliare è movimentato prevalentemente da famiglie alla ricerca della prima casa e da investitori che in genere acquistano bilocali dal valore compreso tra 120 e 150 mila €, con punte che arrivano a 250 mila € per le soluzioni più centrali e prestigiose.
Il canone di locazione di un bilocale è di 450 € al mese e quello di un trilocale è di 550 € al mese. Da segnalare una buona richiesta di immobili in locazione da parte di immigrati nell'area di via Festaz, dove
gestiscono inoltre alcune attività commerciali.
Nei pressi di piazza della Repubblica ci sono soluzioni dei primi del '900, ormai quasi tutte ristrutturate. Si tratta di stabili signorili valutati mediamente 2300 € al mq e sempre molto apprezzati da famiglie ed investitori.
La zona piace perché centrale e servita, ma anche perché è prevista una rivalutazione grazie al futuro insediamento di un polo universitario nell'area attualmente occupata dalle caserme degli alpini. La restante offerta immobiliare riguarda condomini della seconda metà degli anni '60 e '70 ed il prezzo di soluzioni medio usate è di 1900 € al mq.
Invariati i prezzi nella zona Ospedale dove si è registrata una diminuzione delle richieste di soluzioni indipendenti ed un conseguente aumento della domanda di appartamenti, meno costosi e quindi più accessibili agli acquirenti. Le tipologie più richieste sono i trilocali, con una particolare preferenza per le soluzioni usate perché più ampie rispetto ad appartamenti di nuova costruzione. In crescita il mercato delle locazioni, movimentato prevalentemente da immigrati, single e giovani coppie. Il canone di un bilocale è di 500 € al mese mentre quello di un trilocale è di 650 € al mese. Nei pressi dell'Ospedale ci sono palazzi edificati tra gli anni '60 e gli anni '80. Si possono acquistare appartamenti da ristrutturare a 1900-2000 € al mq. Quotazioni più alte si registrano nelle vie più richieste come via XXVI Febbraio, via Roma e via Federico Sciabod, apprezzate perché molto vicine all' Ospedale ed al Centro storico e dove gli appartamenti sono valutati 2200 € al mq da ristrutturare e 2600-2800 € al mq ristrutturati. Nell'area collinare della zona Ospedale (Regione Saraillon e Regione Cossan-Bioula) continua l'espansione residenziale che vede la realizzazione di villette monofamiliari, bifamiliari e trifamiliari valutate da 350 a 500 mila €. Nei prossimi anni si prevede una forte espansione anche per l'area di Entrebin, Arpuilles ed Excenex, dove numerosi terreni sono stati sbloccati grazie alla nuova variante del Piano Regolatore che da maggio consente di costruire con l'obbligo di rispettare alcuni parametri ecologici come pannelli solari e fotovoltaici.


Fonte :Newspages

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Con tag #investimenti dove e come

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Pubblicato il 30 Ottobre 2009

Crif: continua la crescita della domanda di mutui

Continua la tenuta della domanda dei mutui ipotecari, che nel mese di settembre fa segnare un +8% rispetto allo stesso mese dello scorso anno (dato ponderato sui giorni lavorativi). Sempre in crescita la domanda di mutuo per fasce di importo più basse (al di sotto dei 75.000 euro), tornano a ridursi le durate medie; crescono maggiormente le richieste di mutuo con durata superiore ai 25 anni.
Queste considerazioni su importi e durate sono probabilmente la conferma della presenza di una componente non irrilevante di richieste di sostituzione o surrogazione di mutui già esistenti.
Sembra quindi che il picco negativo della crisi possa considerarsi definitivamente alle spalle, dopo che la domanda di mutui registrata in tutti i mesi del 2009, eccezion fatta per il mese di gennaio, ha continuato a confermare l'inversione di tendenza rispetto ai corrispondenti mesi del 2008.
L'uscita dal tunnel e il ritorno della fiducia trova ulteriore riscontro nell'analisi aggregata della domanda nei primi 9 mesi dell'anno, in cui la crescita è stata complessivamente pari al 5%: non siamo ancora ai valori a doppia cifra di crescita del 2007 rispetto al pari periodo del 2006, ma comunque siamo ormai lontani dallo scivolone fatto registrare lo scorso anno, quando a settembre la domanda dei primi nove mesi era calata complessivamente del 3% rispetto allo stesso periodo del 2007.
I principali driver di crescita della domanda dei mutui sono da ricercarsi, oltre che nel contributo dato dalla quota parte di mutui rinegoziati, nell'abbassamento dei tassi di interesse, nel contribuito dato anche dalla percezione da parte degli italiani dell'acquisto della casa come investimento (e non come spesa) e da una rinnovata maturità e fiducia tra mutuatori e mutuatari.
A questo ci pare di poter aggiungere, oltre all'aggiustamento verso il basso dei prezzi degli immobili per adeguarli al periodo di “magra”, una lenta ma graduale crescita della fiducia degli italiani, fiducia sul fatto che il peggio è ormai passato.

Fonte :Newspages

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Pubblicato il 30 Ottobre 2009

La sicurezza in casa
Il tema della sicurezza nelle nostre case è di grande attualità, come denuncia anche la cronaca quotidiana, e le famiglie italiane ormai da anni corrono ai ripari per proteggersi tra le mura domestiche. Per questo motivo, in occasione dell'Indagine Tecnoborsa 2009 sulle sei grandi città, si è pensato di approfondire un aspetto così privato e delicato, tuttavia fondamentale (bisogna dire che, nel corso della rilevazione, ci sono state delle resistenze da parte di quegli intervistati che hanno recepito le domande come intromissioni nel proprio privato e si sono rifiutati di rispondere - anche per pseudo-motivi di sicurezza, cioè per non svelare alcuni segreti di casa). Due sono i temi specifici affrontati: il rischio di intrusioni dall'esterno - che vanno dal furto semplice o con scasso fino alla rapina violenta - e gli innumerevoli incidenti domestici che potrebbero verificarsi in casa per in curia degli impianti, distrazione o tragica fatalità. Questi ultimi, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, sono la prima causa di morte per i bambini dei paesi sviluppati e in Italia ogni anno si verificano circa 4.500.000 casi dichiarati. Invece, per quanto riguarda i furti nel 2007, stando alle statistiche più recenti diffuse dal Ministero dell'Interno, la media nazionale è stata di quasi 280 furti in appartamento per 100mila abitanti: tra le città più colpite, le grandi metropoli come Milano, Roma e Torino.

Fonte :Newspages

Le intrusioni
Per chi vive nelle maggiori città italiane la percezione di sicurezza della zona in cui si risiede, rispetto al pericolo di intrusioni dall'esterno, è piuttosto alta: infatti, circa l'80% si dichiara molto o abbastanza sicuro nella propria zona.
Sotto questo profilo Genova è al primo posto, seguita da Roma e Milano, mentre Napoli è all'ultimo posto e sono i giovani e gli anziani a dichiarare questo; inoltre - forse perché vivono in zone relativamente privilegiate - sono gli intervistati con reddito medio-alto a sentirsi più sicuri. Mediamente, c'è un'ampia fascia di famiglie che va dal 63% al 70% circa che si dichiara abbastanza sicura ma, andando a vedere più da vicino le zone di residenza, si può notare come la percezione di sicurezza sia nettamente superiore nelle aree residenziali al di fuori dei grandi centri, mentre in periferia è maggiore il senso di insicurezza
La rapina è senz'altro il rischio più temuto (circa il 70% degli intervistati) con un notevole distacco troviamo il furto con scasso (17,2%) e i danneggiamenti per scasso o atti vandalici (13,9%).

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Con tag #tutto per la casa

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Pubblicato il 30 Ottobre 2009

Novità legislative in materia di locazione
La nuova legge in materia di sicurezza (l. 15 luglio 2009, n. 94) ha leggermente modificato il previgente art. 12, comma 5 bis del decreto legislativo 286/98 (il cosiddetto Testo Unico sull'immigrazione), risolvendo una situazione di ambiguità che aveva dato luogo ad alcune incertezze interpretative. La precedente formulazione prevedeva la reclusione da sei mesi a tre anni, oltre alla confisca dell'immobile (a meno che esso non appartenga a persona estranea al reato), per chiunque, a titolo oneroso e al fine di trarne un ingiusto profitto, avesse dato in locazione un alloggio ad una extracomunitario privo di titolo di soggiorno.
Ci si poneva il problema del rapporto tra la durata dei contratti di locazione e quella, più breve, dei permessi e dei visti di soggiorno e quindi la possibile insorgenza del reato se la situazione del conduttore, originariamente legittima, avesse perso tale connotato in pendenza del contratto. A semplice buon senso può sembrare questione abbastanza irrilevante, dato che il locatore potrebbe non venire a conoscenza della circostanza, e in tal caso difetterebbe l'elemento psicologico del reato, ovvero che, anche una volta che ne fosse venuto a conoscenza non avrebbe comunque avuto (efficaci) strumenti giuridici per rimediare a tale situazione.
Ad ogni modo la giurisprudenza e la

dottrina penalistica la questione l'avevano posta e ciò ha convinto il legislatore a modificare la norma nel senso di chiarire che la situazione di illegittimità di permanenza in Italia dell'extracomunitario deve, perché possa considerarsi sussistente il reato, sussistere “al momento della stipula o del rinnovo del contratto di locazione”, rendendo così giuridicamente indifferenti le successive variazioni di tale situazione.
Un residuo dubbio può sorgere circa la portata del termine “rinnovo”: se cioè debba intendersi circostanza costitutiva del reato solo la stipula di un nuovo contratto ovvero anche i rinnovi “automatici” per mancanza di disdetta. La ratio della legge sembrerebbe indicare l'insorgenza del reato solo nel primo caso, ma per esserne certi occorrerà attendere qualche pronuncia giurisprudenziale.
La legge 133/08 ha invece espressamente abrogato due risalenti norme del 1973 e 1974 rispettivamente che prevedevano la prima la prescrizione biennale del diritto del locatore a vedersi rimborsare dal conduttore gli oneri condominiali e la seconda che prevedeva la nullità di eventuali clausole contrattuali che prevedessero la corresponsione anticipata del canone per periodi superiori ai tre mesi. Entrambe queste norme erano state ritenute

dalla giurisprudenza tuttora in vigore, anche dopo la legge 392/78 - c.d. dell' “equo canone” - che aveva rielaborato tutte la materia delle locazioni. La prima norma, prevedendo una prescrizione di soli due anni in deroga alla disciplina generale che prevede il termine quinquennale per ottenere il pagamento del canone di locazione e di ogni altro corrispettivo di locazione, dava luogo ad una disparità di trattamento per il locatore, esposto invece nei confronti del condominio ad una prescrizione quinquennale.
La seconda abrogazione espressa, quella relativa alla validità della pattuizione della corresponsione anticipata dei canoni per periodi superiori ai tre mesi, porta certezza ad una situazione in giurisprudenza non univoca, essendosi da alcuni giudici ritenuto che la norma nel '74 non potesse ritenersi implicitamente abrogata dalla legge 392/78 e che quindi fosse tuttora applicabile, mentre altre sentenze avevano manifestato l'orientamento contrario.
In ogni caso tale abrogazione lascia immutata la situazione per i contratti di locazione c.d. “agevolati” (quelli, per intenderci, di tre anni più due di cui all'art. 2 comma 3, l. 431/98) che devono comunque confermarsi al Decreto Ministeriale 30 dicembre 2002.

Avv. Davide Civallero
socio IRCAT


Fonte :Newspages

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Con tag #Affitti locazioni

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Pubblicato il 30 Ottobre 2009

Tecnocasa analizza i tempi di vendita degli immobili
Un'analisi realizzata dall'Ufficio Studi Tecnocasa ha preso in esame l'andamento dei tempi medi di vendita degli immobili nell'ultimo anno. Il periodo analizzato va da Ottobre 2008 a Ottobre 2009. Si sono considerate le grandi città ed i rispettivi hinterland e i capoluoghi di provincia. Gli ultimi dati evidenziano che nelle grandi città le tempistiche di vendita sono intorno a 146 giorni contro i 134 giorni registrati esattamente un anno fa.
A seguire i capoluoghi di provincia con una media di 169 giorni contro i 168 di Ottobre 2008 ed infine i comuni dell'hinterland delle grandi città che hanno fatto registrare 181 giorni contro i 180 di Ottobre 2008.
In un anno si registra quindi una sostanziale stabilità dei tempi di vendita nei capoluoghi di provincia e nell'hinterland delle grandi città.

Da notare come nelle realtà metropolitane i tempi di vendita siano più brevi rispetto alle altre, a conferma di un maggiore turn over.
Da Ottobre 2008 a Ottobre 2009 nelle grandi città si è quindi verificato un aumento dei tempi di vendita di 12 giorni. Tra le grandi città Palermo, Verona e Milano sono state quelle in cui i tempi di vendita sono stati maggiori, rispettivamente con 186, 173 e 155 giorni. Tra i comuni dell'hinterland la tempistica maggiore è stata riscontrata nella province di Verona (231 giorni), Palermo (214 giorni) e Milano (205 giorni). Nei capoluoghi di provincia le tempistiche più lunghe si sono manifestate ad Enna con (229 giorni), Trapani (227 giorni) e Asti (225 giorni).


Fonte :Newspages

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Pubblicato il 30 Ottobre 2009

Roma e Milano, leggero ottimismo per il settore uffici

di Pierpaolo Molinengo

La pausa estiva sembra non aver sfiorato il settore immobiliare degli uffici in Italia. A Milano nel terzo trimestre del 2009 il mercato delle locazioni ha mostrato un’accelerazione rispetto al trimestre precedente, registrando un volume di assorbimento di circa 65.000 mq, mentre Roma, con un assorbimento di circa 30.000 mq è tornata sul livello medio trimestrale.
La variazione annua rispetto allo stesso trimestre del 2008 è tornata positiva, pari al +12% a Milano ed + 2% a Roma. Rimane invece negativo il gap tra il volume totale assorbito nei primi nove mesi del 2009 e quello dello scorso anno, pari ad una contrazione del 43% a Milano e del 32% a Roma.
Gli investimenti nel settore uffici a Milano hanno rallentato nel terzo trimestre dell’anno, complici i mesi estivi, con quasi €75 milioni investiti, portando il totale investito nei primi nove mesi a poco meno di €270 milioni, rispetto a €700 milioni registrati a livello nazionale. Spiega Douglas Babington Smith, responsabile per Jones Lang LaSalle del team di Capital Markets a Milano: «il rendimento netto prime è rimasto stabile nel terzo trimestre 2009, sul livello di 5,15%. Inizia a colmarsi il gap tra domanda e offerta e le richieste attuali per immobili offerti in vendita sono più allineate con le richieste dei potenziali acquirenti».
Anche a Roma nel terzo trimestre l’attività nel mercato delle locazioni è stata vivace ed in crescita rispetto allo scorso trimestre, nascondendo però la realtà di un mercato piccolo.

«La dimensione media delle unità locate a Roma rimane piccola, se paragonata ai mercati più maturi: solo nel terzo trimestre le superfici inferiori a 500 mq hanno rappresentato il 55% dell’assorbimento totale, espresso in numero di unità e solo l’11% del volume totale espresso in superficie», afferma Luca Di Nisio, responsabile dell’Agency per Jones Lang LaSalle a Roma. Il volume investito nel settore uffici della capitale per il terzo trimestre del 2009, ha raggiunto €155 milioni, portando il totale degli investimenti nel settore nei primi nove mesi dell’anno a quasi € 350 milioni. «Continuiamo a rilevare un discreto interesse da parte degli investitori nel settore degli uffici a Roma», afferma Marco Daviddi, responsabile del team di Capital Markets a Roma per Jones Lang LaSalle.
Fonte :Newspages

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