Pubblicato il 29 Marzo 2010

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Pubblicato il 28 Marzo 2010

RIPARTE IL DDL
Condominio, la riforma non copre la «cassa»

È stata una revisione pesante. Il nuovo testo unificato del Ddl di riforma del condominio, che ha ripreso il suo iter al Senato mercoledì scorso, ha perso la fideiussione dell'amministratore, ma ha guadagnato in semplicità e chiarezza.
«Abbiamo buone possibilità di ottenere la sede deliberante», commenta Franco Mugnai, relatore del provvedimento in commissione Giustizia. Questo vorrebbe dire votare il Ddl in commissione e farlo andare alla Camera in poche settimane. Anche se, in realtà, qualche ostacolo sta sorgendo all'interno del gruppo Pd, che sembra più sensibile alla proposta di inserire nel Ddl il principio della personalità giuridica del condominio. Ipotesi che non convince Mugnai: «Pensiamo a cosa succederebbe con i debiti condominiali: i creditori cosa potrebbero pignorare? I beni comuni come l'androne o il giardino?».
Al convegno organizzato venerdì a Milano da Harley & Dikkinson, il market place per amministratori condominiali, Michele Costantino, ordinario di diritto privato all'Università di Bari che sul testo della riforma ha lavorato molto, ha rincarato la dose: «Anche se la riforma non recepisce il principio della sentenza della Cassazione 9148/2008 che ha cancellato la solidarietà passiva, prevede tuttavia la preventiva escussione per i condòmini in regola con i pagamenti».
Sulle garanzie che l'amministratore dovrebbe offrire al condominio, la versione precedente del Ddl chiedeva di prestare una «idonea garanzia» per un importo pari alle spese annue condominiali. Un punto che aveva scatenato le polemiche dei professionisti e che adesso è sparito dal testo della riforma, lasciando però aperta la questione.
Per il presidente dell'Anaci, Pietro Membri, la soluzione sta a monte, nella selezione del professionista e nella sua formazione, tanto che l'associazione ha lanciato un percorso di qualità con certificazione, partecipazione periodica a corsi di aggiornamento specifici su temi attuali come il risparmio energetico, le norme sulla sicurezza e l'inquinamento acustico, con l'utilizzo di software per la gestione condominiale e l'attivazione di un call center dedicato attivo 24 ore su 24, grazie al quale l'amministratore potrà essere sempre rintracciabile. Ma tra le proposte che hanno interessato l'Anaci presto potrebbe diventare operativo anche un Fondo di garanzia per coprire eventuali ammanchi e irregolarità di cassa dell'amministratore. 

Il progetto 
Un progetto in questo senso è stato illustrato venerdì al convegno milanese, dove Fabio Sandrini dell'Anaci e Sergio Corbi di Veco corporate finance hanno spiegato il meccanismo che sarà veicolato da Harley & Dikkinson: il fondo, cui potranno aderire solo amministratori di condominio, raccoglierà le loro quote annuali e ne affiderà le gestioni a una Sgr. In caso di ammanchi attribuibili all'amministratore, il fondo interverrà per ripianarli, purché siano state seguite le regole di trasparenza nella contabilità dettate dal fondo stesso. Il fondo potrà anche agire in surroga per il recupero del credito del condominio, dopo che questo sarà stato risarcito.
I soci (gli amministratori) possono essere esclusi dal fondo (e i loro condomini dal risarcimento) in caso di scorretto comportamento gestionale. Mentre la gestione contabile – questa la novità principale – potrà essere verificata direttamente nello studio dell'amministratore dalla società di servizi cui sarà affidata la gestione. Il contributo sarà di 50 euro per ogni condominio fino a dieci unità, 100 tra le 11 e le 100 unità e 200 euro sopra questo tetto. Gli amministratori dovranno fornire al fondo i propri profili gestionali e ogni altra informazione relativa che sarà richiesta.
Il progetto del fondo è stato elaborato quando l'obbligo di prestare garanzia era previsto dal Ddl. Comunque, anche se sarà confermato il testo attuale, i condòmini dovrebbero riflettere bene sull'opportunità di avere un amministratore iscritto a questo fondo o ad altri analoghi.

Le altre modifiche 
L'eliminazione della garanzia non esaurisce le novità della nuova versione del Ddl (si vedano le schede a destra per i dettagli). Scompaiono anche il consiglio di condominio e la possibilità per l'assemblea di determinare le modalità con cui l'amministratore potrà prelevare le somme dal concorrente condominiale. È stata eliminata anche la possibilità di distacco dall'impianto centralizzato, in contrasto con le norme sul risparmio energetico.

di Cristiano Dell'Oste e Saverio Fossati 

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Pubblicato il 28 Marzo 2010

Gli altri sconti. La risorsa delle detrazioni
Leva fiscale per casa, trasporti e asili

I nuovi incentivi varati dal Governo venerdì scorso si aggiungono alle altre detrazioni Irpef introdotte o prorogate nelle precedenti leggi finanziarie. Ristrutturazioni scontate Sulle ristrutturazioni edilizie, i restauri e risanamenti conservativi e le manutenzioni straordinarie (per le parti comuni dei condomini anche le ordinarie), le persone fisiche possono sempre usufruire di uno sconto Irpef pari al 36% della spesa sostenuta. Questa agevolazione è stata prorogata fino al 31 dicembre 2012. L'incentivo vale anche per l'acquisto di abitazioni ristrutturate da imprese e da cooperative edilizie, a patto che i lavori siano eseguiti dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2012 e la vendita o l'assegnazione avvenga entro il 30 giugno 2013. Risparmio energetico Riguardo al risparmio energetico, la detrazione Irpef del 55% (valevole anche per l'Ires delle imprese) scadrà alla fine di quest'anno. Per le persone fisiche vale con criterio di cassa (conta il momento del pagamento) quindi è necessario effettuare i relativi bonifici entro il 2010. Lo sconto riguarda le spese sostenute sui seguenti interventi effettuati su edifici: installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda; sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaia a condensazione o con pompe di calore ad alta efficienza o impianti geotermici a bassa entalpia; realizzazione di pareti isolanti, cappotti, coperture, pavimenti, finestre comprensive di infissi, con una bassa trasmittanza termica; riqualificazione energetica generale dell'edificio. Detrazione sui mobili Sono invece scadute a fine 2009 le detrazioni Irpef del 20% per mobili, elettrodomestici ecologici, apparecchi televisivi e computer, finalizzati all'arredo di immobili ristrutturati. Però, chi sostituisce il vecchio frigorifero e/o il congelatore con analoghi apparecchi di classe energetica non inferiore ad A+ può avere la detrazione Irpef del 20% ancora fino alla fine del 2010. Ultimo appello sui trasporti Si possono detrarre per l'ultima volta nel modello Unico o nel 730 relativo al 2009 anche le detrazioni Irpef del 19% delle spese per l'acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale e quelli per l'autoaggiornamento e la formazione dei docenti, anche non di ruolo, con incarico annuale. Affitti agevolati Sono a regime le detrazioni forfettarie (introdotte con la finanziaria 2008) per il pagamento dei canoni d'affitto versati per l'abitazione principale da parte delle persone fisiche che vanno da 150 a 300 euro, a seconda del reddito complessivo. Come pure la detrazione di 991,60 euro (per redditi fino a 15.493,71) per gli affitti dell'abitazione principale da parte dei giovani tra i 20 e i 30 anni, se stipulano un contratto d'affitto e se l'abitazione è diversa da quella dei genitori. Un sostegno per l'asilo A regime è anche la detrazione Irpef del 19% delle spese sostenute dai genitori per le rette relative alla frequenza di asili nido pubblici o privati (anche aziendali) da parte dei figli di età compresa fra i 3 mesi e i 3 anni. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte :ilsole24ore 

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Pubblicato il 28 Marzo 2010

Fabbricati. Ridotto il coefficiente per il calcolo dell'imposta
Sugli immobili d'impresa l'Ici sarà più soft nel 2010

Ridotto il coefficiente annuale per la determinazione dell'Ici dei fabbricati delle imprese. Con decreto del ministero dell'Economia 9 marzo 2010, pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» 69 di ieri, è stato infatti fissato a 1,02 (1,03 nel 2009) il coefficiente per quantificare l'Ici dovuta per quest'anno. Nel determinare il parametro – è il più basso da quando è stata istituita l'imposta – si tiene conto dei dati risultanti all'Istat sull'andamento del costo di costruzione di un capannone. Il criterio contabile deve essere utilizzato per i fabbricati classificabili nel gruppo catastale D, non iscritti in Catasto, ma solo se interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati. L'Ici deve essere pagata sul valore risultante dalle scritture contabili fino al momento in cui questi fabbricati vengono censiti in Catasto con attribuzione di rendita. La disciplina Ici (decreto legislativo 504/1992) prevede che per i fabbricati iscritti in Catasto il valore dell'immobile si ottiene facendo riferimento all'ammontare delle rendite vigenti al 1° gennaio dell'anno di imposizione. Solo per quelli interamente posseduti da imprese, nel caso in cui gli stessi siano sforniti di rendita catastale, la base imponibile Ici è costituita dai costi di acquisizione e incrementativi contabilizzati, ai quali vanno applicati dei coefficienti stabiliti annualmente con decreto ministeriale. Il valore dell'immobile, così determinato, ha efficacia fino alla fine dell'anno d'imposta nel corso del quale viene attribuita la rendita catastale oppure viene annotata al Catasto la rendita proposta, con l'osservanza della procedura prevista nel decreto del ministro delle Finanze 701/94. Il valore contabile ha efficacia fino a quando viene attribuita la rendita catastale. Dal momento in cui viene emanato il provvedimento dell'agenzia del Territorio o risulta al Catasto la rendita proposta, il valore del fabbricato deve essere determinato non più con riguardo ai costi contabilizzati bensì in base al valore catastale, a decorrere dall'anno di imposta successivo a quello nel corso del quale l'immobile risulta provvisto di rendita. Da quel momento occorre fare riferimento al valore catastale anche se la rendita è considerata errata (Cassazione, sentenza 15656/2004). La rendita attribuita al fabbricato non dovrebbe avere efficacia retroattiva. Va però sottolineato che la Cassazione da alcuni anni ha cambiato idea. Con la sentenza 13077 del 17 giugno 2005 (il cui principio è stato ribadito con pronunce successive) ha stabilito che le imprese hanno diritto al rimborso dell'Ici versata sulla base delle scritture contabili, dal momento in cui hanno fatto la richiesta di accatastamento, se la rendita catastale comporta il pagamento di una somma minore. Rivisto il principio in base al quale la rendita catastale ha efficacia solo dall'anno d'imposta successivo al momento in cui è stata attribuita. Per i giudici di legittimità, il momento nel quale può dirsi attribuita la rendita catastale non può essere quello della "messa in atti", vale a dire il momento dell'iscrizione della rendita da parte dell'ufficio, ma deve essere quello della richiesta di accatastamento fatta dal contribuente. Dunque, diventano decisivi per risolvere la questione il momento e lo strumento della dichiarazione (o della richiesta del privato) per poter applicare un regime giuridico piuttosto che un altro. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte :ilsole24 ore 

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Pubblicato il 28 Marzo 2010

Agenzia delle entrate. Raggiunti dall'amministrazione finanziaria seimila contribuenti
Nel mirino le ville e i loft all'estero

ROMA Si concentrano principalmente in Lombardia, Piemonte e Liguria i 6mila contribuenti italiani che in questi giorni riceveranno una comunicazione del fisco per gli immobili posseduti in Gran Bretagna e in Francia, ma che non sono stati dichiarati all'amministrazione finanziaria italiana. Una nuova tappa della lotta all'evasione internazionale condotta dalle Entrate e che mette nel mirino - come spiega la nota diramata ieri dall'Agenzia - ville e loft detenute all'estero, individuati dagli uomini del fisco anche grazie alle segnalazioni giunte in Italia dalle rispettive amministrazioni fiscali inglese e francese. Una parte delle lettere (si veda il fac-simile pubblicato qui sotto) sarà recapitata ai contribuenti che nel 2005 risultavano in possesso di immobili in Francia, in particolare nel dipartimento delle Alpi Marittime. Si tratta quindi delle ville intestate a cittadini italiani e situate in Costa Azzurra, sulle Alpi o in Provenza. L'altra parte delle comunicazioni, invece, ha come destinatari i cittadini italiani che nel 2008 erano proprietari di immobili in Gran Bretagna. La comunicazione è una semplice informativa e come tale non prevede necessariamente una risposta scritta all'amministrazione finanziaria. Non preclude, inoltre, in alcun modo la possibilità, entro il 30 aprile prossimo, di rimpatriare o regolarizzare i beni e le attività detenute all'estero sfruttando l'ultima finestra utile dello scudo fiscale. Come si legge nella lettera il destinatario è di fatto informato sui nuovi obblighi di dichiarazione e legati al possesso di immobili all'estero. A partire dall'anno d'imposta 2009, infatti, nel rispetto delle nuove regole sul monitoraggio fiscale degli investimenti e trasferimenti oltre confine, i contribuenti sono sempre tenuti a indicare nel modulo RW di Unico gli immobili detenuti all'estero, anche se gli stessi beni non producono redditi di fonte estera imponibili in Italia, come nel caso di immobili tenuti a disposizione. La comunicazione dell'Agenzia, allo stesso tempo, rappresenta un invito esplicito a sanare le posizioni irregolari per gli anni d'imposta precedenti al 2009. Se i beni immobili, infatti, sono stati locati o venduti e hanno generato plusvalenze imponibili (in base alla normativa fiscale italiana), il contribuente avrebbe dovuto indicare nel modello Unico l'investimento immobiliare all'estero e dichiarare in Italia i redditi ottenuti. La lettera delle Entrate suggerisce così ai contribuenti di regolarizzare gli eventuali illeciti fiscali commessi negli anni precedenti, ricordando loro l'inasprimento dei controlli che prevedono, come disposto recentemente dal decreto "milleproroghe", anche fino al raddoppio delle sanzioni. Per regolarizzare il passato, dunque, si può sfruttare ancora lo scudo fiscale con il versamento dell'imposta straordinaria del 7%, mentre per il solo anno d'imposta 2008 la via per ridurre le sanzioni e mettersi in regola passa attraverso il ravvedimento operoso. Non dovranno temere nulla e non avranno nulla da sanare i contribuenti che, fino al 2008, hanno tenuto gli immobili a disposizione. Prima dell'anno d'imposta 2009, infatti, non era previsto nessun obbligo di dichiarazione con il quadro RW sul monitoraggio fiscale. Ovviamente, chiariscono dalle Entrate, a patto che gli immobili fossero situati in un Paese, come Francia o Regno Unito, che non li assoggetta a tassazione ai fini delle imposte sui redditi. M.Mo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte : il sole 24 ore 

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Pubblicato il 28 Marzo 2010

Dalla lotta alle frodi «carosello» alle semplificazioni sulla casa

Pubblichiamo il testo del decreto legge 25 marzo 2010, n. 40 pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» n. 71 del 26 marzo recante «Disposizioni urgenti tributarie e finanziarie in materia di contrasto alle frodi fiscali internazionali e nazionali operate, tra l'altro, nella forma dei cosiddetti "caroselli" e "cartiere", di potenziamento e razionalizzazione della riscossione tributaria anche in adeguamento alla normativa comunitaria, di destinazione dei gettiti recuperati al finanziamento di un Fondo per incentivi e sostegno della domanda in particolari settori». Il decreto è stato varato dal Consiglio dei ministri lo scorso 19 marzo. ARTICOLO 1 Disposizioni in materia di contrasto alle frodi fiscali e finanziarie internazionali e nazionali operate, tra l'altro, nella forma dei cosiddetti “caroselli” e “cartiere” 1. Per contrastare l'evasione fiscale operata nella forma dei cosiddetti “caroselli” e “cartiere”, anche in applicazione delle nuove regole europee sulla fatturazione elettronica, i soggetti passivi all'imposta sul valore aggiunto comunicano telematicamente all'agenzia delle Entrate, secondo modalità e termini definiti con decreto del ministro dell'Economia e delle finanze da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate e ricevute, registrate o soggette a registrazione, nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in paesi cosiddetti black list di cui al decreto del ministro delle Finanze in data 4 maggio 1999, pubblicato nella «Gazzetta Ufficiale» della Repubblica italiana n. 107 del 10 maggio 1999, e al decreto del ministro dell'Economia e delle finanze 21 novembre 2001, pubblicato nella «Gazzetta Ufficiale» della Repubblica italiana n. 273 del 23 novembre 2001. 2. Il ministro dell'Economia e delle finanze può escludere con proprio decreto di natura non regolamentare l'obbligo di cui al comma 1 nei riguardi di paesi di cui al medesimo comma ovvero di settori di attività svolte negli stessi paesi; con lo stesso decreto, al fine di prevenire fenomeni a particolare rischio di frode fiscale, l'obbligo può essere inoltre esteso anche a paesi cosiddetti non black list nonché a specifici settori di attività e a particolari tipologie di soggetti. 3. Per l'omissione delle comunicazioni di cui al comma 1 ovvero per la loro effettuazione con dati incompleti o non veritieri si applica, elevata al doppio, la sanzione di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471. Nella stessa logica non si applica l'articolo 12 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, e successive modificazioni. 4. Ai fini del contrasto degli illeciti fiscali internazionali, con decorrenza dal 1° maggio 2010, anche la comunicazione relativa alle deliberazioni di modifica degli atti costitutivi per trasferimento all'estero della sede sociale delle società è obbligatoria, da parte dei soggetti tenuti, mediante la comunicazione unica di cui all'articolo 9 del decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, nei confronti degli Uffici del Registro imprese delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, dell'agenzia delle Entrate, dell'Istituto nazionale per la previdenza sociale e dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. 5. Per gli stessi fini di cui ai commi da 1 a 4, le disposizioni contenute negli articoli 15 e 17 della legge 26 luglio 1984, n. 413, e nell'articolo 156, comma 9, del Codice della navigazione si applicano anche all'Istituto di previdenza per il settore marittimo (Ipsema) e all'agenzia delle Entrate. Con riferimento a quest'ultima il previo accertamento di cui all'articolo 15 della legge 26 luglio 1984, n. 413, deve intendersi riferito all'assenza di carichi pendenti risultanti dal l'anagrafe tributaria concernenti violazioni degli obblighi relativi ai tributi dalla stessa amministrati, ovvero alla prestazione, per l'intero ammontare di detti carichi, di idonea garanzia, mediante fideiussione rilasciata da un'azienda o istituto di credito o polizza fideiussoria rilasciata da un istituto o impresa di assicurazione, fino alla data in cui le violazioni stesse siano definitivamente accertate. I crediti per i premi dovuti all'Ipsema di cui all'articolo 2778, primo comma, numero 8), del Codice civile sono collocati, per l'intero ammontare, tra quelli indicati al numero 1) del primo comma del medesimo articolo. 6. Al fine di contrastare fenomeni di utilizzo illegittimo dei crediti d'imposta e per accelerare le procedure di recupero nei casi di utilizzo illegittimo dei crediti d'imposta agevolativi la cui fruizione è autorizzata da amministrazioni ed enti pubblici, anche territoriali, l'agenzia delle Entrate trasmette a tali amministrazioni ed enti, tenuti al detto recupero, ed entro i termini e secondo le modalità telematiche stabiliti con provvedimenti dirigenziali generali adottati d'intesa, i dati relativi ai predetti crediti utilizzati in diminuzione delle imposte dovute nonché ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Le somme recuperate sono riversate all'entrata del bilancio dello Stato e restano acquisite all'Erario. Resta ferma l'alimentazione della contabilità speciale n. 1778 «agenzia delle Entrate - fondi di bilancio» da parte delle amministrazioni e degli enti pubblici gestori dei crediti d'imposta, sulla base degli stanziamenti previsti a legislazione vigente per le compensazioni esercitate dai contribuenti ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 attraverso i codici tributo appositamente istituiti. ARTICOLO 2 Disposizioni in materia di potenziamento dell'amministrazione finanziaria ed effettività del recupero di imposte italiane all'estero e di adeguamento comunitario 1. In fase di prima applicazione della Direttiva Ecofin del 19 gennaio 2010 in materia di recupero all'estero di crediti per imposte italiane: a) all'articolo 60 del decreto del presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo il terzo comma sono aggiunti i seguenti: «Salvo quanto previsto dai commi precedenti e in alternativa a quanto stabilito dall'articolo 142 del Codice di procedura civile, la notificazione ai contribuenti non residenti è validamente effettuata mediante spedizione di lettera raccomandata con avviso di ricevimento all'indirizzo della residenza estera rilevato dai registri dell'anagrafe degli italiani residenti all'estero o a quello della sede legale estera risultante dal registro delle imprese di cui all'articolo 2188 del Codice civile. In mancanza dei predetti indirizzi, la spedizione della lettera raccomandata con avviso di ricevimento è effettuata all'indirizzo estero indicato dal contribuente nelle domande di attribuzione del numero di Codice fiscale o variazione dati e nei modelli di cui al terzo comma, primo periodo. In caso di esito negativo della notificazione si applicano le disposizioni di cui al primo comma, lettera e). La notificazione ai contribuenti non residenti è validamente effettuata ai sensi del quarto comma qualora i medesimi non abbiano comunicato all'agenzia delle Entrate l'indirizzo della loro residenza o sede estera o del domicilio eletto per la notificazione degli atti, e le successive variazioni, con le modalità previste con provvedimento del direttore dell'agenzia delle Entrate. La comunicazione e le successive variazioni hanno effetto dal trentesimo giorno successivo a quello della ricezione.»; b) le nuove disposizioni in materia di notificazione operano simmetricamente ai fini della riscossione e, conseguentemente, al quinto comma dell'articolo 26, del decreto del presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, dopo la parola «decreto» sono aggiunte le seguenti: «; per la notificazione della cartella di pagamento ai contribuenti non residenti si applicano le disposizioni di cui al quarto e quinto comma dell'articolo 60 del decreto del presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600». 2. Per garantire il pieno rispetto dei principi comunitari sulla concorrenza in materia di concessioni pubbliche statali generatrici di entrate erariali, si considerano lesivi di tali principi, e conseguentemente vietati, ogni pratica ovvero rapporto negoziale di natura commerciale con soggetti terzi non precedentemente previsti in forma espressa e regolati negli atti di gara; ogni diverso provvedimento di assenso amministrativo di tali pratiche e rapporti, anche se già adottato, è nullo e le somme percepite dai concessionari sono versate all'amministrazione statale concedente. Le amministrazioni statali concedenti, attraverso adeguamenti convenzionali ovvero l'adozione di carte dei servizi, ivi incluse quelle relative alle reti fisiche di raccolta del gioco, assicurano l'effettività di clausole idonee a garantire l'introduzione di sanzioni patrimoniali, nel rispetto dei principi di ragionevolezza, proporzionalità e non automaticità, a fronte di casi di inadempimento delle clausole della convenzione imputabile al concessionario, anche a titolo di colpa, la graduazione di tali sanzioni in funzione della gravità dell'inadempimento, nonché l'introduzione di meccanismi tesi alla migliore realizzazione del principio di effettività della clausola di decadenza dalla concessione, oltre che di maggiore efficienza, efficacia ed economicità del relativo procedimento nel rispetto del principio di partecipazione e del contraddittorio. 3. Ai fini della rideterminazione dei principi fondamentali della disciplina di cui alla legge 15 gennaio 1992, n. 21, secondo quanto previsto dall'articolo 7-bis, comma 1, del decreto legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, e allo scopo di assicurare omogeneità di applicazione di tale disciplina in ambito nazionale, con decreto del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il ministro dello Sviluppo economico, previa intesa con la Conferenza unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono adottate, entro e non oltre il termine di sessanta giorni decorrenti dalla data di entrata in vigore del presente decreto, urgenti disposizioni attuative, tese a impedire pratiche di esercizio abusivo del servizio di taxi e del servizio di noleggio con conducente o, comunque, non rispondenti ai principi ordinamentali che regolano la materia. Con il suddetto decreto sono, altresì, definiti gli indirizzi generali per l'attività di programmazione e di pianificazione delle Regioni, ai fini del rilascio, da parte dei Comuni, dei titoli autorizzativi. 4. A fini di razionalizzazione della disciplina della liquidità giacente su conti e rapporti definiti dormienti ai sensi della normativa vigente, fatti salvi gli importi che, alla data di entrata in vigore del presente provvedimento, siano stati comunque già versati al fondo di cui all'articolo 1, comma 343, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, le disposizioni del comma 345-quater del citato articolo 1 si applicano esclusivamente ai contratti per i quali il termine di prescrizione del diritto dei beneficiari scade successivamente al 28 ottobre 2008. Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. ARTICOLO 3 Deflazione del contenzioso e razionalizzazione della riscossione 1. Al fine di potenziare il contrasto all'evasione concentrando e razionalizzando le risorse dell'Amministrazione finanziaria, si dispone quanto segue per deflazionare e semplificare il contenzioso tributario in essere e accelerarne la riscossione: a) all'articolo 38, comma 2, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, le parole: «a norma degli articoli 137 e seguenti del Codice di procedura civile» sono sostituite dalle seguenti: «a norma dell'articolo 16» e, dopo le parole: «dell'originale notificato,», sono inserite le seguenti: «ovvero copia autentica della sentenza consegnata o spedita per posta, con fotocopia della ricevuta di deposito o della spedizione per raccomandata a mezzo del servizio postale unitamente all'avviso di ricevimento»; b) all'articolo 48, comma 3, del predetto decreto legislativo, dopo le parole: «previa prestazione» sono inserite le seguenti: «, se l'importo delle rate successive alla prima è superiore a 50.000 euro,» e, coerentemente, all'articolo 8, comma 2, del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, dopo le parole: «e per il versamento di tali somme» sono inserite le seguenti: «, se superiori a 50.000 euro,»; c) il comma 2, dell'articolo 52 del predetto decreto legislativo è abrogato. 2. Le disposizioni di cui all'articolo 68 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, relative alle sentenze delle commissioni tributarie regionali, si intendono applicabili alle decisioni della commissione tributaria centrale. 3. In caso di crisi di società di riscossione delle entrate degli enti locali, le società che, singolarmente ovvero appartenendo a un medesimo gruppo di imprese, hanno esercitato le funzioni di cui all'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni, per conto di non meno di cinquanta enti locali e che siano cancellate, con deliberazione ancorché non dotata di definitività, dall'albo di cui all'articolo 53 del predetto decreto legislativo n. 446 del 1997 ai sensi dell'articolo 11 del decreto del ministro delle Finanze 11 settembre 2000, n. 289, sono ammesse di diritto, su domanda della società ovvero della società capogruppo, alle procedure di cui al decreto legge 23 dicembre 2003, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004, n. 39. Sono altresì ammesse di diritto a tali procedure, anche in assenza di domanda, le predette società per le quali venga dichiarato dal tribunale lo stato di insolvenza. In tali casi il commissario è nominato dal ministro dello Sviluppo economico, su proposta del ministro dell'Economia e delle finanze. L'ammissione alle procedure, fino all'esaurimento delle stesse, comporta la persistenza nei riguardi delle predette società delle convenzioni vigenti con gli enti locali immediatamente prima della data di cancellazione dall'albo di cui al citato articolo 53 del decreto legislativo n. 446 del 1997, ferme in ogni caso le riaggiudicazioni eventualmente effettuate nel frattempo con gara, nonché dei poteri, anche di riscossione, di cui le predette società disponevano anteriormente alla medesima data di cancellazione. Su istanza degli enti locali, creditori di somme dovute in adempimento delle predette convenzioni, il commissario può certificare, secondo modalità e termini di attuazione stabiliti con decreto del ministro dell'Economia e delle finanze, se il relativo credito sia certo, liquido ed esigibile, anche al fine di consentire all'ente locale la cessione pro soluto a favore di banche o intermediari finanziari riconosciuti dalla legislazione vigente. I regolamenti emanati in attuazione dell'articolo 53, comma 3, del decreto legislativo n. 446 del 1997 sono aggiornati entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto prevedendo, fra l'altro, i requisiti per l'iscrizione all'albo di cui al medesimo articolo, in particolare quelli tecnico-finanziari, di onorabilità, professionalità e di assenza di cause di incompatibilità, che sono disciplinati graduandoli in funzione delle dimensioni e della natura, pubblica o privata, del soggetto che chiede l'iscrizione, del numero degli enti locali per conto dei quali il medesimo soggetto, singolarmente ovvero in gruppo di imprese, svolge le funzioni di cui all'articolo 52 del medesimo decreto legislativo n. 446 del 1997, nonché dell'eventuale sospensione, cancellazione o decadenza dall'albo in precedenza disposta nei riguardi di tale soggetto. ARTICOLO 4 Fondo per interventi a sostegno della domanda in particolari settori 1. È istituito presso il ministero dello Sviluppo economico un fondo per il sostegno della domanda finalizzata a obiettivi di efficienza energetica, ecocompatibilità e di miglioramento della sicurezza sul lavoro, con una dotazione pari a 300 milioni di euro per l'anno 2010. Il fondo è finanziato, per 200 milioni di euro, ai sensi del comma 9, nonché per 50 milioni di euro a valere sulle risorse destinate alle finalità di cui all'articolo 1, comma 847, della legge 23 dicembre 2006, n. 296, disponibili iscritte in conto residui e che a tale fine vengono versate all'entrata per essere riassegnate al medesimo Fondo, e per ulteriori 50 milioni di euro mediante riduzione dell'autorizzazione di spesa, per l'anno 2010, di cui all'articolo 2, comma 236, della legge 23 dicembre 2009, n. 191. Con decreto di natura non regolamentare del ministro dello Sviluppo economico, da adottare entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, di concerto con il ministro dell'Economia e delle finanze e, per gli obiettivi di efficienza energetica e di ecocompatibilità, con il ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, sono stabilite le modalità di erogazione mediante contributi delle risorse del fondo definendo un tetto di spesa massima per ciascuna tipologia di contributi e prevedendo la possibilità di avvalersi della collaborazione di organismi esterni alla pubblica amministrazione, nonché ogni ulteriore disposizione applicativa. 2. È escluso dall'imposizione sul reddito di impresa, nel limite complessivo di settanta milioni di euro, il valore degli investimenti in attività di ricerca industriale e di sviluppo precompetitivo finalizzate alla realizzazione di campionari fatti dalle imprese che svolgono le attività di cui alle divisioni 13 o 14 della tabella Ateco di cui al provvedimento del direttore dell'agenzia delle Entrate in data 16 novembre 2007, pubblicato nella «Gazzetta Ufficiale» n. 296 del 21 dicembre 2007, a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2009 e fino alla chiusura del periodo d'imposta in corso alla data del 31 dicembre 2010. L'agevolazione di cui al presente comma può essere fruita esclusivamente in sede di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta di effettuazione degli investimenti. Per il periodo di imposta successivo a quello di effettuazione degli investimenti l'acconto dell'Irpef e dell'Ires è calcolato assumendo come imposta del periodo precedente quella che si sarebbe applicata in assenza delle disposizioni di cui al presente comma. 3. L'agevolazione di cui al comma 2 è fruibile nei limiti di cui al regolamento (Ce) n. 1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti d'importanza minore fino all'autorizzazione della Commissione europea. 4. Con provvedimento del Direttore dell'agenzia delle Entrate da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono stabiliti criteri e modalità di attuazione dell'agevolazione di cui al comma 2, anche al fine di assicurare il rispetto del limite complessivo di risorse stanziate. 5. Fermo restando quanto previsto al comma 1, con decreto di natura non regolamentare del ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il ministro dell'Economia e delle finanze, e con il ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, limitatamente alle attività di cui all'articolo 29 della legge 23 luglio 2009, n. 99, sono stabiliti i criteri e le modalità di ripartizione e destinazione delle risorse di cui all'articolo 1, comma 847, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, rimaste disponibili nel bilancio relativo all'anno finanziario 2010, che a tale fine sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate alla spesa con riguardo alle seguenti finalità: a) realizzazione di piattaforme navali multiruolo da destinare, prioritariamente, a operazioni di soccorso costruite con avanzate tecnologie duali; b) interventi per il settore dell'alta tecnologia, per le finalità e i soggetti di cui all'articolo 1 della legge 24 dicembre 1985, n. 808, e applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662; c) interventi di cui all'articolo 45, comma 3, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e all'articolo 52, comma 18, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, nonché per l'avvio di attività di cui all'articolo 29 della legge 23 luglio 2009, n. 99. All'articolo 2, comma 238, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, l'ultimo periodo è soppresso. 6. È istituito, presso il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, il «Fondo per le infrastrutture portuali», destinato a finanziare le opere infrastrutturali nei porti di rilevanza nazionale. Il Fondo è ripartito con decreto del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, di concerto col ministro dell'Economia e delle finanze. Al fondo è trasferito, con il decreto di cui al comma 8, una quota non superiore al cinquanta per cento delle risorse destinate all'ammortamento del finanziamento statale revocato ai sensi del comma 7, ancora disponibili, da utilizzare come spesa ripartita in favore delle Autorità portuali. 7. È revocato il finanziamento statale previsto per l'opera «Sistema di trasporto rapido di massa a guida vincolata per la città di Parma», fatta salva la quota necessaria agli adempimenti di cui al terzo e quarto periodo del presente comma. Gli effetti della revoca si estendono, determinandone lo scioglimento, a tutti i rapporti convenzionali stipulati dal soggetto aggiudicatore con il contraente generale. Il contraente generale può richiedere, nell'ambito di una transazione e a tacitazione di ogni diritto e pretesa, al soggetto attuatore, un indennizzo. L'indennizzo è corrisposto a valere sulla quota parte del finanziamento non ancora erogata. Il contratto di mutuo stipulato dal soggetto attuatore continua ad avere effetto nei suoi confronti nei limiti della quota del finanziamento erogata, anche per le finalità di cui al terzo e quarto periodo del presente comma. 8. Con decreto del ministro dell'Economia e delle finanze, di concerto col ministro competente, la quota di finanziamento statale residua all'esito della destinazione delle risorse per le finalità di cui ai commi 6 e 7 può essere devoluta integralmente, su richiesta dell'ente pubblico di riferimento del beneficiario originario, ad altri investimenti pubblici. Qualora, ai sensi del presente comma, quota parte del finanziamento sia devoluta all'ente pubblico territoriale di riferimento del beneficiario originario, il predetto ente può succedere parzialmente nel contratto di mutuo. Per la residua parte il mutuo si risolve e le corrispondenti risorse destinate al suo ammortamento sono utilizzate per le finalità del comma 6, ivi incluse le quote già erogate al soggetto finanziatore e non necessarie all'ammortamento del contratto di mutuo rimasto in essere. 9. Agli oneri derivanti dal comma 1, pari a 200 milioni di euro per l'anno 2010, e dal comma 2, pari a 70 milioni di euro per l'anno 2011, si provvede mediante utilizzo di una quota delle maggiori entrate derivanti dall'attuazione degli articoli 1, 2 e 3. A compensazione del minor versamento sull'apposita contabilità speciale n. 5343, di complessivi 307 milioni di euro, dei residui iscritti nello stato di previsione del ministero dello Sviluppo economico, sul capitolo 7342, ai sensi dell'articolo 8, comma 1, lettera a), del decreto legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, una ulteriore quota delle predette maggiori entrate pari a 111,1 milioni di euro per l'anno 2011 e 100 milioni di euro per l'anno 2014, rimane acquisita all'entrata del bilancio dello Stato e una quota pari a 95,9 milioni di euro per l'anno 2012 viene versata sulla contabilità speciale n. 5343 per le finalità di cui all'ultimo periodo del medesimo articolo 8, comma 1, lettera a). La restante parte delle maggiori entrate derivanti dal presente provvedimento concorre alla realizzazione degli obiettivi di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni e dei saldi di finanza pubblica. ARTICOLO 5 Attività edilizia libera 1. L'articolo 6 del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, è sostituito dal seguente: «Articolo 6 (L) – Attività edilizia libera – 1. Salvo più restrittive disposizioni previste dalla disciplina regionale e comunque nell'osservanza delle prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali e nel rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia e, in particolare, delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, di quelle relative all'efficienza energetica nonché delle disposizioni contenute nel Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, i seguenti interventi possono essere eseguiti senza alcun titolo abilitativo: a) gli interventi di manutenzione ordinaria; b) gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all'articolo 3, comma 1, lettera b), sempre che non riguardino le parti strutturali dell'edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici; c) gli interventi volti all'eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di rampe o di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell'edificio; d) le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, a esclusione di attività di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro edificato; e) i movimenti di terra strettamente pertinenti all'esercizio dell'attività agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari; f) le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e a essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni; g) le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell'attività agricola; h) le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano contenute entro l'indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale; i) i pannelli solari, fotovoltaici e termici, senza serbatoio di accumulo esterno, a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori delle zone di tipo A di cui al decreto del ministro per i Lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444; l) le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici. 2. Al fine di semplificare il rilascio del certificato di prevenzione incendi per le attività di cui al comma 1, il certificato stesso, ove previsto, è rilasciato in via ordinaria con l'esame a vista. Per le medesime attività, il termine previsto dal primo periodo del comma 2 dell'articolo 2 del regolamento di cui al decreto del presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37, è ridotto a trenta giorni. 3. Prima dell'inizio degli interventi di cui al comma 1, lettere b), f), h), i) e l), l'interessato, anche per via telematica, comunica all'amministrazione comunale, allegando le autorizzazioni eventualmente obbligatorie ai sensi delle normative di settore e, limitatamente agli interventi di cui alla citata lettera b), i dati identificativi dell'impresa alla quale intende affidare la realizzazione dei lavori. 4. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica». ARTICOLO 6 Entrata in vigore 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

Sabato 27 Marzo 2010

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Pubblicato il 28 Marzo 2010

Detrazione del 36% se il costruttore restaura e vende
Marco Zandonà La detrazione del 36% si applica anche all'acquisto di unità immobiliari facenti parte di edifici interamente ristrutturati da imprese di costruzioni o da cooperative che provvedano alla successiva vendita o assegnazione. L'agevolazione è attualmente riconosciuta nel rispetto delle seguenti condizioni: - i lavori di recupero devono consistere in interventi di restauro o risanamento conservativo o di ristrutturazione edilizia e devono essere eseguiti sull'intero fabbricato entro il 31 dicembre 2011; - il rogito deve avvenire entro il 30 giugno 2012; - i lavori devono essere realizzati da un'impresa di costruzione o ristrutturazione, o da una cooperativa edilizia, che provvede alla successiva vendita o assegnazione dell'immobile agevolato. La detrazione del 36% (da ripartire in 10 quote annuali costanti) va calcolata forfettariamente su un importo pari al 25% del corrispettivo di acquisto, da assumere nel limite massimo di 48mila euro per unità. In presenza di più soggetti che sostengono le spese per l'acquisto di una singola abitazione, la detrazione spetta nel limite massimo di 48mila euro, da suddividere fra i diversi comproprietari, in base al costo di acquisto sostenuto da ciascuno. Nell'ipotesi di pagamento di acconti, la detrazione è ammessa a condizione che venga stipulato un compromesso, regolarmente registrato, ove risulti il prezzo di vendita dell'immobile. Resta fermo che il rogito deve avvenire entro il 30 giugno 2012. Anche gli acconti, per i quali si è usufruito in anni precedenti della detrazione, concorrono al raggiungimento del limite dei 48mila euro. Pertanto, nell'anno in cui è stipulato il rogito, l'ammontare su cui calcolare la detrazione sarà pari ai 48mila euro diminuiti degli acconti già considerati. La detrazione opera solo se oggetto di acquisto sia un'unità residenziale (casa di abitazione). Non si può fruire del beneficio fiscale nell'ipotesi, ad esempio, di acquisto di un box all'interno di un fabbricato ristrutturato. Se con lo stesso atto si acquistano due abitazioni, il limite dei 48mila euro è riferibile a ognuna delle unità. In caso di acquisto di abitazioni all'interno di edifici integralmente ristrutturati non sussiste l'obbligo per l'acquirente/beneficiario di inviare la comunicazione al centro operativo di Pescara e di effettuare i pagamenti con bonifico bancario o postale, come previsto dal Dm 153/02. L'acquirente, in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi, deve indicare il codice fiscale dell'impresa o della cooperativa che ha effettuato i lavori. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Pubblicato il 28 Marzo 2010

tr Venezia. Rientrano in categoria E/9
I padiglioni fieristici sono esclusi dal pagamento Ici

I padiglioni fieristici rientrano nella categoria catastale E. A stabilirlo è la Commissione tributaria regionale di Venezia, con la sentenza 25/6/10 dello scorso 5 marzo. La diretta conseguenza è che, quindi, non è assoggettabile a Ici. La questione del classamento è stata oggetto di differente interpretazioni. Le differenze ruotano intorno al punto se i padiglioni debbano essere censiti nella categoria D/8, (fabbricati costruiti per speciali esigenze) come da qualche anno sta richiedendo l'agenzia del Territorio, oppure nella categoria da sempre attribuita, E/4 (recinti chiusi per speciali esigenze particolari) oppure E/9 (edifici a destinazione particolare). La categoria E non è soggetta a Ici mentre lo è la categoria D. La Ctr veneta ha accolto il ricorso presentato da un ente fieristico in relazione a un avviso di accertamento che assegnava ai padiglioni di sua proprietà la categoria D/8 e attribuiva loro una rendita catastale di oltre 323mila euro. Ad avviso della Ctr, «la categoria E/9, ultima categoria di detto gruppo e concernente gli "edifici a destinazione particolare non compresi nelle categorie precedenti del gruppo E", si presenta come categoria residuale». Di conseguenza, spetta all'interprete provvedere alla concreta individuazione, caso per caso, degli immobili che possono rientrarvi, tenendo presente che, in coerenza con gli altri tipi di edifici appartenenti a tale gruppo, quelli classificabili in categoria E/9, devono possedere la caratteristica essenziale che contraddistingue l'intero gruppo: devono essere destinati a soddisfare particolari esigenze pubbliche, mediante lo svolgimento in essi di attività volte ad assicurare importanti e primari servizi pubblici per la collettività, al pari degli altri fabbricati allocati nelle altre categorie del gruppo. «Peraltro, tale valutazione – sottolineano i giudici – può ritenersi già compiuta dallo stesso legislatore», manifestando la propria considerazione che «i padiglioni fieristici sono destinati (anche per il futuro, come per il passato) all'assolvimento di esigenze di pubblico interesse; ne deriva che gli stessi trovano la loro corretta collocazione in una categoria del gruppo E». Ragion per cui la riqualificazione dalla categoria E/9 alla categoria D/8 del complesso immobiliare al centro della vicenda viene considerata «illegittima» dai giudici tributari. In senso analogo si erano già pronunciate la Ctp di Forlì (n. 97 del 20 novembre 2008), di Bergamo (n. 13 del 9 gennaio-23 gennaio 2009) e di Padova (n. 11 del 17 dicembre 2009). Si ricordano, di segno opposto, le sentenze della Commissione tributaria di Milano (in primo grado, 253/23/2006 e in appello 101/33/2007). Inoltre - conclude la Ctr - il Dl 262/06 riguarda «solo le parti di immobili , compresi nelle fiere, ma utilizzati in maniera autonoma ad usi commerciali; nulla invece ha affermato e quindi nulla ha innovato in tema di classificazione degli immobili fieristici». © R
fonte ilsole 24 ore 

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Pubblicato il 26 Marzo 2010

Sostanzialmente qual è la differenza tra l'annuncio web e quello cartaceo?
Un annuncio cartaceo deve con poche parole, ben studiate, catturare l'attenzione del lettore e invitarlo a contattare l'inserzionista. Questo rimanda al colloquio telefonico con l'agenzia che avrà modo di fornire maggiori particolari sull'immobile e, nel caso, fissare l'appuntamento per la visita.
Solitamente l'annuncio cartaceo contiene nessuna o al massimo una foto; a volte è più oneroso di quello Internet a causa dei costi di produzione e distribuzione, fenomeno questo che si accentua nel caso di giornali diffusi gratuitamente.
Su Internet c'è la possibilità di esprimersi liberamente fornendo una panoramica esaustiva dell'immobile proposto anche con l'ausilio della galleria di immagini, virtual tour e google maps si riesce a dare un'idea molto precisa e permette sia all'agenzia che al cliente di saltare la fase di informazione preliminare, ovvero quella telefonica in cui si approfondisce quanto scritto sull'annuncio cartaceo.
Le agenzie immobiliari oggi hanno compreso fino in fondo quanto sia importante fornire schede dettagliate degli immobili, anche perché l'utente ha possibilità di impostare la ricerca richiedendo solo le proposte complete di immagini.
Le agenzie aggiornano quindi con più frequenza i loro annunci, rispondono agli alert, inseriscono dettagli e sfruttano le opportunità della Rete ma non rinunciano alla pubblicazione sui giornali specializzati di settore, specie i free pay, in quanto sono consapevoli, che solo una sinergia fra carta e web copre nella sua totalità il marketplace.

Virtual tour, immagini, sms: come si sta evolvendo il web 2.0 delle agenzie immobiliari?
Anche qui c'è da fare una breve premessa: sul web, un po' come accade in generale per lo sviluppo economico, il nostro Paese viaggia a doppia velocità: ravvisiamo una media sensibilità al Sud, dove le agenzie reputano la sola presenza su Internet come condizione necessaria e sufficiente, mentre al Centro-Nord si sta già pensando al “come” pubblicizzare i propri immobili, sfruttando a pieno le potenzialità del mezzo.
Probabilmente su questo divario influiscono anche le

diverse condizioni ambientali che garantiscono la diffusione del mezzo tra la popolazione, dalla diffusione della banda larga al profilo socio-economico. Ma comunque la rivoluzione del web interattivo si sta compiendo anche nel nostro settore e l'agenzia immobiliare è chiamata a fare la sua parte.
Vedere delle immagini animate (video), compiere dei virtual tour, ha questo vantaggio: la possibilità di interazione dell'utente con l'immobile di suo interesse, sollecitando il cosiddetto direct response quasi come stesse giocando, aumenta di gran lunga l'interessamento del contatto.

Il web agente sostituirà completamente l'agente tradizionale?
La figura professionale dell'agente immobiliare sta cambiando e deve necessariamente adeguarsi guardando al futuro, con l'obiettivo di erogare servizi innovativi ad alto valore aggiunto che gli consentano di garantire e soddisfare le diverse esigenze di chi vende e chi compra.
Il web permette altresì di semplificare la gestione del lavoro d'agenzia, rendendola più snella ed efficiente. Alcuni professionisti, ad esempio, utilizzano già dei software dedicati, che dal computer aziendale avvisano via sms dipendenti e clienti un'ora prima dell'appuntamento.
La figura del web agente, quindi, diventerà sempre più importante
Fonte :Newspages

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Pubblicato il 26 Marzo 2010

Nei professionisti italiani dell'immobiliare si sta sviluppando la consapevolezza di una necessaria sinergia tra la pubblicità sui canali tradizionali e su quelli multimediali.
Ne abbiamo parlato con Giuseppe Di Lorenzo, Amministratore Delegato di Terra Nova Editore S.p.A. casa editrice delle testate specializzate SoloCase e PiùCase e degli omonimi portali.

di Pierpaolo Molinengo

Aumenta la presenza di annunci immobiliari sul web. Ma quali sono le reali esigenze di una agenzia immobiliare?

Nei professionisti italiani dell'immobiliare si sta sviluppando la consapevolezza di una necessaria sinergia tra la pubblicità sui canali tradizionali (in primis la carta stampata) e l'advertising online.
Nell'ultimo biennio abbiamo assistito ad una flessione del numero di transazioni a livello nazionale, con la conseguente riduzione del fatturato medio per agenzia, e il periodo critico che il settore ha dovuto affrontare ha fatto sì che i professionisti abbiano avuto la necessità di ricorrere a canali supplementari per cercare di mantenere quote di mercato. Internet è quindi diventato un mezzo di supporto importante in grado di far viaggiare l'annuncio portandolo anche molto lontano a caccia dell'acquirente.
Premesso ciò, le richieste delle agenzie sono molteplici ma ciò che più interessa gli addetti ai lavori è poter risparmiare tempo, avere qualcuno che possa fornirgli assistenza in caso di difficoltà e naturalmente, i risultati (in termini di contatti generati e costo/contatto).
Per quanto riguarda il tempo, Internet permette di velocizzare, moltiplicandole in tempo reale, le attività di routine dell'agenzia: dall'invio degli annunci alla stampa di settore con un semplice click, alla realizzazione degli elementi multimediali da inserire online, dalla gestione dei clienti tramite database integrati alla gestione aziendale interna della propria azienda.
Il customer care è il secondo tassello fondamentale: il cliente chiede di poter contare su un'assistenza tecnica che possa fugare dubbi e eventuali inconvenienti in tempo reale. Il customer care per il web sta assumendo sempre più anche un ruolo formativo: l'indispensabile processo di innovazione che gli agenti immobiliari stanno vivendo richiede una guida sicura e competente che gli consenta di cavalcare l'onda del web 2.0.
Le risposte sono poi quello che maggiormente interessano le agenzie, e anche qui è opportuno considerare non soltanto “quanti contatti” arrivano da Internet, bensì “quanti buoni contatti” sono stati generati.
Riassumendo le agenzie da un portale vogliono: serietà, risposte, facilità di inserimento degli annunci, servizi quale l'alert in grado di avvisarli su quali immobili in zona l'utente sta cercando, assistenza tecnica e supporto.

Presenza su Internet dell'agenzia.
L'importanza del sito dell'agenzia e l'importanza del portale di annunci immobiliari: quali sono le differenze?


Le differenze sostanziali ravvisabili tra il sito dell'agenzia e il portale di annunci immobiliare sono tre: la dimensione dell'audience raggiungibile
, l'appetibilità del prodotto agli occhi dell'utenza e la bontà tecnologica che supporta la navigabilità sul web.

Giuseppe Di Lorenzo

L'esposizione mediatica del sito d'agenzia, per quanto si possa cercare di sostenerlo con la pubblicità, ha il limite della competitività nel mare magnum della rete: considerato, infatti, che la principale fonte d'accesso al web avviene attraverso i motori di ricerca, l'agenzia si troverebbe a competere con gli esosi investimenti in ottimizzazione tecnica e in comunicazione dei portali.
L'utente che cerca casa ha poi l'esigenza di confrontare in modo semplice e veloce il maggior numero di proposte possibile, e la mole di prodotti esposti che può reperire all'interno di un portale di annunci soddisfa maggiormente questa esigenza.
Il sito dell'agenzia ha principalmente valenza locale, ovvero ha la funzione di essere una vetrina sul web dei prodotti che si hanno in portafoglio.
Nell'ottica di un contatto già stabilito con un potenziale acquirente, che conosce la tipologia degli immobili trattati o ha ricevuto feedback positivi da terzi sull'operato del professionista, il sito dell'agenzia permette all'utente di navigare tra le proposte ampliando così le potenzialità di chiusura della mediazione. A tutto ciò si aggiunge, considerando i necessari aggiornamenti e le continue evoluzioni che il mezzo Internet richiede, che avere tecnologie competitive comporta degli investimenti importanti, spesso difficilmente sostenibili dai piccoli operatori. Fondamentale per quanto abbiamo analizzato è poi il servizio di “richiesta immobile” che solo un portale immobiliare strutturato può offrire.
Servendosi di esso, tramite le richieste di ricerca, inoltrate dai navigatori, le agenzie possono arricchire il proprio database clienti e proporre, anche in fase successiva, l'immobile giusto al cliente giusto

Fonte : Newspages

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