Il peso dell'attuale crisi economica sul settore delle costruzioni

Pubblicato il 18 Novembre 2009

Il peso dell'attuale crisi economica sul settore delle costruzioni

La crisi in atto, che vede una riduzione del Pil del 6,5% negli ultimi 4 trimestri, risulta di intensità maggiore rispetto alle due crisi precedenti. Nel '74-'75 il prodotto interno lordo si è ridotto infatti del 3,8% in 3 trimestri, mentre nel '92-'93 il calo è stato dell'1,9% in 6 trimestri. L'impatto delle tre crisi sul settore delle costruzioni è più rilevante rispetto a tutti gli altri settori economici: -5,9% (crisi '74-'75), -13% (crisi '92-'93) e -6,9% fino al secondo trimestre 2009 (crisi attuale).
E' pesante anche l'impatto sull'indotto: rispetto al 2008, l'anno in corso fa registrare un calo del 17,9% nel settore del cemento, del 24,1% per calce e gesso, del 30,5% per la fabbricazione di mattoni. Alla luce di tutto ciò, l'Ance stima per le costruzioni nel 2009 una riduzione degli investimenti pari a -9,4% rispetto al 2008.

Abitazioni e Piano Casa
Nel 2009, secondo l'Ance, gli investimenti in abitazioni si riducono del 9,5% rispetto al 2008: particolarmente evidente è il calo della nuova edilizia abitativa (-19%), a fronte di una sostanziale tenuta del comparto del recupero (-1%). La minore produzione di abitazioni è ovviamente collegata all'andamento dei permessi di costruire, scesi da 305.000 nel 2005 a 185.000 nel 2009. Per il 2010 l'Ance conferma le previsioni negative, con un calo produttivo stimato tra -7,1%, non tenendo conto del contributo che potrà derivare dal "piano casa 2", e
-3,9%. Quest'ultimo valore include invece gli effetti sul settore del provvedimento, che prevede per gli edifici residenziali ampliamenti fino al 20% della volumetria esistente e la possibilità di abbattere e ricostruire vecchi edifici industriali con premi di cubatura. Tuttavia, tenendo conto del lasso temporale che intercorre tra il ritiro del permesso di costruire, l'inizio dei lavori e la durata degli stessi, l'Ance ha stimato che l'impatto positivo del Piano Casa sui livelli produttivi possa avvenire solo a partire dalla seconda metà del 2010 e negli anni successivi. Gli investimenti complessivamente attivabili con il provvedimento ammonterebbero a 59 miliardi di euro (41 miliardi nell'edilizia abitativa e 18 in quella destinata alle attività economiche), di cui 4,6 miliardi nel 2010 (2,7 miliardi nel settore residenziale e 1,9% nell'edilizia non residenziale).

crollo, ma situazioni difficili si registrano anche in Val d'Aosta (-57%), Veneto (-33,5%) e Sardegna (-32,8%).
Nel comparto non residenziale il calo è stato del 16,4% a livello nazionale, ma in ben 14 regioni la diminuzione è stata più elevata. Ad aggravare la situazione delle imprese anche le crescenti difficoltà di accesso al credito, che, secondo un'indagine Ance, hanno riguardato circa il 45% delle imprese associate. Inoltre il 33% del campione di imprese dichiara di aver subito un cambiamento unilaterale delle condizioni dei finanziamenti in essere da parte delle banche.
- Famiglie
I dati dimostrano che nelle diverse regioni l'erogazione dei mutui alle famiglie ha subito un pesante calo soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno con punte del
-42,7% in Sicilia, seguita dalla Calabria con un -28,7%. L'unica regione in positivo risulta l'Umbria.
A pesare sulla possibilità delle famiglie di comprare una casa c'è soprattutto l'aumento degli spread sia per i mutui a tasso variabile che per quelli a tasso fisso. Per questi ultimi cresce il differenziale con l'Area Euro: a settembre 2009 i mutui erogati nel nostro Paese erano più cari dello 0,61% rispetto a quelli europei (ad agosto questa differenza era pari allo 0,74%).
Per capire cosa esprima il differenziale d'interesse, l'Ance ha effettuato una simulazione, prendendo come base di riferimento i tassi sui mutui alle famiglie per l'acquisto dell'abitazione della BCE. Si è ipotizzato di sottoscrivere un finanziamento per l'acquisto della casa in Italia e nell'Area Euro pari a 150.000 euro per una durata di 25 anni; dalla simulazione emerge che le famiglie italiane sono costrette a pagare 15.758 euro in più rispetto all'Europa.
E' come se in Italia si pagasse il mutuo per 18 mesi in più rispetto all'Europa!
E questo succede nonostante la rischiosità delle famiglie italiane sia rimasta molto bassa dall'inizio della crisi ad oggi, al contrario di quanto è accaduto in molti Paesi europei, caratterizzati da un forte indebitamento individuale.

Immobiliare
Il 2009 rappresenta il terzo anno consecutivo di calo delle compravendite di abitazioni in Italia. La flessione delle transazioni (complessivamente 595.000) è stata più accentuata nei comuni minori
(-17%) rispetto ai comuni capoluogo di provincia (-12,1%). Nei grandi centri urbani la frenata risulta più contenuta e città come Milano e Bologna, nel secondo trimestre dell'anno, fanno registrare segnali positivi.
Per quanto riguarda l'andamento dei prezzi, nel primo semestre 2009 Nomisma stima una riduzione del 3,5% nelle aree metropolitane. Va sottolineato, comunque, che la diminuzione dei prezzi delle abitazioni registrata in Italia è nettamente inferiore rispetto agli altri paesi: solo il Giappone ha registrato una contrazione dei prezzi inferiore a quella italiana.
Nel 2010 i prezzi delle abitazioni potrebbero subire una ulteriore flessione, del 2-3%.

Mutui
Nei primi sei mesi del 2009 si registra una contrazione dei finanziamenti erogati sia alle imprese (-17,7%) che alle famiglie
(-17,3%).
- Imprese
E' la prima volta che tutte le regioni italiane fanno registrare flussi negativi nell'erogazione di mutui per investimenti in edilizia residenziale. I dati maggiormente preoccupanti provengono dalle Marche (-74,6%), dove si può parlare di un vero e proprio

Fonte Newspages

Scritto da Notizie immobiliari

Con tag #Il mondo del Lavoro

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Il Gruppo Schietti sarebbe la soluzione contro la povertà e il cambiamento climatico?

Domenico Schietti è un famoso ecologista ed inventore, che sta promuovendo il Gruppo Schietti per risolvere il problema della povertà e del cambiamento climatico, dando lavoro a centinaia di
milioni di persone in tutto il mondo, formando un grande gruppo economico per finanziare progetti ecologici. ( vedi http://domenico-schietti.blogspot.com/2009/08/se-mi-lasciassero-produrre-la.html
)

Il Progetto però viene boicottato in ogni modo come il suo ideatore, si tratta perciò di un complotto globale per causare povertà, guerra e cambiamento climatico come spiega appunto Schietti nel
suo sito?

http://domenico-schietti.blogspot.com/2009/10/la-storia-del-potere-in-base-al.html


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