Protezione e risanamento delle strutture in calcestruzzo

Pubblicato il 15 Marzo 2010

Protezione e risanamento delle strutture in calcestruzzo
La durabilità delle opere in calcestruzzo è strettamente legata a molteplici fattori dipendenti dalle tecniche di confezionamento e/o realizzazione dei getti, nelle diverse condizioni ambientali di permanenza, esposizione e/o sollecitazione.
Diverse anche se simili le condizioni ambientali dei manufatti e delle strutture in atmosfere ricche di anidride carbonica, piogge acide ricche di composti solfatici, o in presenza di acque meteoriche e dilavanti con concentrazioni di sali (ad esempio cloruri dei sali disgelanti stradali che provocano degrado chimico delle superfici) o in ricorrente contatto con acque stagnanti e di falda del sottosuolo (presenza di solfati e nitrati). Strutture poco curate in fase di realizzazione, poco protette o mal risanate, presentano e ripresentano a distanza di tempo, nelle zone esposte all'azione degli agenti atmosferici (superfici in c.a. a vista, travi e pilastri, cornicioni e marcapiani, frontalini balconi, ecc.), e delle acque meteoriche, dilavanti, ristagnanti o di falda, in cicli di gelo disgelo (viadotti e ponti, gallerie, canali e dighe, depuratori, serbatoi, garage e depositi interrati, ecc.), progressivo degrado con alterazione dell'aspetto estetico ed elevati costi di manutenzione. Il dilavamento e l'assorbimento meteorico, in strutture porose e non protette, provocano carbonatazione, sfarinamento e sgretolamento, con delaminazione del copriferro per ossidazione delle armature sottostanti; l'imbibizione delle strutture interrate, per umidità dal sottosuolo o immersione (periodica o saltuaria) in acque stagnanti e di falda, provoca, per non tenuta della protezione esterna, infiltrazioni nelle non conformità, nelle 
fessurazioni, nei distanziali e nei tiranti dei casseri, nelle riprese di getto e di frazionamento.
Genericamente si è sempre pensato di affidare la durabilità del calcestruzzo a protezioni esterne sacrificabili (rivestimenti protettivi sopra e impermeabilizzazioni sotto il livello del suolo), senza approfondire gli aspetti concernenti la scelta dei materiali in funzione della tipologia e della situazione ambientale con sufficiente interscambio di informazione formazione tra progettisti, committenti e costruttori.
Gli interventi di manutenzione, ripristino e consolidamento delle strutture esistenti in cemento armato hanno avuto negli ultimi trenta anni un ruolo centrale sia nell'ambito dell'edilizia residenziale e industriale che in quello infrastrutturale. 
I sistemi di risanamento non sono sostanzialmente cambiati, salvo crescita incontrollata della produzione dei diversi premiscelati per aumento del mercato, diverse le tipologie e le caratteristiche, migliori le prestazioni in relazione alle condizioni del supporto, non sempre accompagnate da generale capacità diagnostica preventiva (durata, costi, benefici), formazione e qualifica delle maestranze o adeguato controllo di cantiere.
Per ultimo la non perfetta o completa cognizione di tutti gli addetti sulle potenzialità fisico meccaniche del calcestruzzo hanno portato e comportato ampie criticità nelle scelte dei materiali da costruzione e da risanamento, senza evitare quei fenomeni di ammaloramento che riducono la vita utile di servizio di qualsiasi opera, con aumento dell'incidenza dei costi di contestazione, riparazione e/o
manutenzione a carico della committenza.
Con le Norme Tecniche per le Costruzioni si sono univocamente stabiliti i criteri generali di progettazione, di esecuzione e di collaudo degli interventi di ripristino delle strutture esistenti in calcestruzzo, che devono essere effettuati ricorrendo all'impiego di materiali e prodotti per uso strutturale. Con la pubblicazione della serie di norme europee armonizzate EN 1504, in vigore dal 1° gennaio 2009, per gli interventi di ripristino e manutenzione delle strutture esistenti in c.a. e c.a.p., è fatto obbligo - al progettista di prescrivere in capitolato materiali, le cui prestazioni minime siano in accordo con i requisiti fissati dalle norme EN 1504, provvisti di marcatura CE - ai produttori di materiali speciali di immettere sul mercato solo prodotti identificati, qualificati e provvisti di marcatura CE - all'impresa esecutrice di utilizzare esclusivamente materiali identificati e qualificati in accordo alle N.T.C - al Direttore dei Lavori di accettare in cantiere solo prodotti corrispondenti a queste caratteristiche (per l'adozione di materiali e componenti strutturali marcati CE, la DL deve acquisire e verificare la documentazione di qualificazione all'atto dell'accettazione).
Con validità e vigenza delle Norme Tecniche per le Costruzioni inizia un percorso moderno nella progettazione delle strutture (vita utile di servizio) con prescrizioni fin dal principio legate alla durabilità, per evitare tutte le cause di ammaloramento del calcestruzzo in determinate esposizioni ambientali nelle diverse fasi dell'opera.

Arch. Enrico GASTALDO BRAC IRCAT

Scritto da Notizie immobiliari

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