Pubblicato il 10 Luglio 2009

Surroga mutuo: tutto più facile grazie al Decreto Fiscale

decreto fiscale surroga mutuoBuone notizie per chi ha stipulato un mutuo e vuole applicare la surroga del finanziamento immobiliare passando dalla propria banca ad un’altra. Il Decreto Fiscale, approvato nelle ultime ore dal Consiglio dei Ministri, agevola infatti l’applicazione della surroga imponendo alle banche dei tempi limite al trasloco del mutuo, altrimenti scattano puntuali delle sanzioni pecuniarie.


In questo modo, si vuole rendere più fluida una procedura che risale ai tempi dei Decreti Bersani ma che molto spesso gli istituti di credito hanno applicato in maniera a dir poco personalizzata sia facendo una vera e propria “melina”, sia in alcuni casi anche applicando al mutuatario costi non dovuti per effetto di una errata applicazione delle norme.
 
Il Decreto Fiscale, in particolare, impone alla “vecchia banca” un tempo limite di trenta giorni per il trasloco del mutuo, altrimenti scattano a suo carico le sanzioni pecuniarie; le stesse sanzioni, tra l’altro, possono essere “scaricate” sulla nuova banca se è quest’ultima, invece, che ha la responsabilità nel mancato trasloco entro i termini imposti dalla Legge.
 
Di conseguenza, nel prossimo futuro si vedrà se questo nuovo “giro di vite” sulla surroga sarà tale da permettere liberamente ai mutuatari di traslocare il mutuo senza costi e senza perdite di tempo, cogliendo i vantaggi offerti dalla “nuova banca” in termini di durata del finanziamento immobiliare ma, soprattutto, in termini di tassi di interesse applicati.

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Pubblicato il 10 Luglio 2009

Mutuo Protezione per chi non vuole avere sorprese

costruzione caseSi chiama Mutuo Protezione ed è un finanziamento immobiliare ipotecario disponibile nel sistema bancario italiano, rivolto a chi desidera poter godere degli eventuali vantaggi di un mutuo a tasso variabile senza però correre le sorprese di un eccessivo apprezzamento dell’importo delle rate dovuto a un rapido incremento dei tassi di interesse di riferimento

 

Il Mutuo Protezione è infatti un mutuo a tasso variabile, con indicizzazione all’Euribor, che prevede un cap, ossia un limite annuale del tasso che non potrà essere superato per definizione contrattuale.
 
Il meccanismo del cap permette pertanto al mutuatario di conoscere fin dal momento della stipula del finanziamento quale potrà essere l’importo massimo delle rate che sarà obbligato a pagare, lasciando nel contempo il cliente libero di godere dei vantaggi derivanti da un eventuale ribasso dei tassi.

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Pubblicato il 10 Luglio 2009

Regione Lombardia per l’edilizia di qualità

piano casa regione lombardia 2009

Nell’ambito del rilancio dell’edilizia nella Regione Lombardia, l’obiettivo primario è quello di sfruttare e rivalutare al massimo il patrimonio immobiliare esistente, promuovendo la riconversione a livello urbanistico, e adottando parametri flessibili sia in funzione delle esigenze delle famiglie, sia nel pieno rispetto dell’urbanistica, dell’architettura e della qualità.

Regione Marche

Piano casa nella Regione Marche


Nella giornata di ieri, lunedì 29 giugno 2009, la Regione Marche ha approvato il Piano Casa; trattasi di un provvedimento che, in accordo con quanto dichiarato da Gian Mario Spacca, Presidente della Regione, punta a creare fin da subito posti di lavoro con l’apertura di nuovi cantieri.


Non a caso, il Piano Casa della Regione Marche è stato messo a punto con la chiara finalità di contrastare la crisi economica, rilanciare l’occupazione, promuovere l’edilizia sostenibile e migliorare nel contempo la sicurezza degli edifici esistenti. Il Piano è stato definito per garantire aumenti volumetrici in funzione del miglioramento della sicurezza e dell’utilizzo di tecniche innovative ed orientate al risparmio energetico.
 
Inoltre, le procedure, tanto semplificate quanto snelle, faranno in modo che il Piano Casa diventi per l’economia della Regione Marche un volano a difesa dell’occupazione; ad esempio, gli aumenti di cubatura al 20% vengono estesi nella Regione Marche anche a quegli edifici che come finalità non hanno quello ad uso residenziale.
 
L’aumento della cubatura balza invece al 35% per le opere di demolizione e ricostruzione degli edifici; trattasi chiaramente di opere ed interventi che dovranno garantire sia miglioramenti in termini di sicurezza a livello sismico, sia risparmio energetico con l’utilizzo di fonti rinnovabili; inoltre, nella Regione Marche, con il consenso dei comuni interessati, sarà possibile demolire un edificio e costruirne un altro in un’altra area.

Regione Basilicata

piano casa regione basilicata



Il mese scorso la Giunta della Regione Basilicata ha approvato il piano casa dopo averlo presentato, tra l’altro, ai sindacati, agli ordini professionali, enti ed associazioni al fine di raccogliere eventuali osservazioni. Anche in Basilicata, il piano casa reca tutte quelle norme e quelle misure finalizzate a rilanciare l’edilizia, l’occupazione e l’economia regionale.


Secondo la Feneal-Uil, Federazione Italiana Lavoratori Edili Affini e del Legno, il piano casa nella regione rappresenta una grande opportunità per il comparto delle costruzioni e, di conseguenza, per l’occupazione, ma occorre comunque accelerare i tempi riguardo all’apertura dei nuovi cantieri o alla riapertura di quelli già esistenti.

Regione Piemonte approvato dal Consiglio regionale

Piano casa Piemonte


Mercoledì scorso, 8 luglio 2009, il Consiglio della Regione Piemonte ha approvato il disegno di Legge sul “piano casa” recante norme sul rilancio dell’edilizia nell’ottica della razionalizzazione dei consumi di energia e dello snellimento delle procedure burocratiche per l’apertura dei cantieri e per l’esecuzione dei lavori.


Mercedes Bresso, Presidente della Regione Piemonte, ha rimarcato la propria soddisfazione per l’approvazione del provvedimento, sottolineando come con il “piano casa” saranno garantiti nuovi posti di lavoro, sarà rilanciato il prodotto interno regionale e saranno apportati benefici all’ambiente e maggiori tutele per la salute dei cittadini.
 
Sergio Conti, assessore della Regione Piemonte alle Politiche territoriali, ha inoltre messo in evidenza come i vincoli imposti al “piano casa non siano stati introdotti in senso punitivo, ma garantiranno alle generazioni future la vivibilità sul territorio.
 
Il “piano casa” nella Regione Piemonte prevede ampliamenti di cubatura del 20% sugli edifici bifamiliari e monofamiliari, ed in ogni caso aventi una volumetria non superiore ai 1.000 metri cubi; in caso di demolizione e ricostruzione, invece, il premio di cubatura sale fino al 35%; sono esclusi interventi nei centri storici e in quelle aree di particolare rilevanza a livello artistico, ambientale, storico e paesaggistico.
 
Gli interventi di demolizione e ricostruzione degli edifici, unitamente a quelli di ampliamento della cubatura e dell’utilizzo della bioedilizia rappresentano infatti delle misure in grado di dare una grossa spinta all’occupazione ed al rinnovamento del patrimonio edilizio nella Regione Basilicata.
 
La Feneal-Uil, inoltre, ha ben accolto anche le semplificazioni a livello burocratico legate agli interventi di edilizia; pur tuttavia, la Federazione fa presente come il tutto debba avvenire nel pieno rispetto delle norme vigenti in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, ed in particolare nei cantieri, dei contratti di lavoro e dei diritti in materia di assistenza e di previdenza.

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Pubblicato il 10 Luglio 2009

 


L’ultimo trimestre del 2008 è stato caratterizzato da una situazione di incertezza innescata dalla crisi di liquidità internazionale poi sfociata nella successiva restrizione al credito, con un innalzamento consistente dei tassi di interesse fino a giungere alle manovre anticrisi delle varie nazioni. Molti Stati hanno cercato di tutelare le proprie economie con piani che hanno immesso liquidità, ridotto i tassi, ricapitalizzato banche e sostenuto le imprese così da evitare perdite di altri posti di lavori. Un aspetto comune di quasi tutti gli interventi è stato quello di prevenire, per il futuro, un’altra crisi cercando di depurare il sistema focalizzando gli sforzi verso una valutazione più attenta del rischio.
In questo contesto, nel IV° trimestre 2008, il volume di erogazioni per l’acquisto di abitazioni da parte delle famiglie italiane registra una flessione rispetto allo stesso periodo 2007.
Una differenza negativa, pari a -3,3 miliardi di Euro,(-18%) che conferma il momento non positivo del mercato; i volumi erogati includono anche i mutui di sostituzione.

 Il 2008 si chiude con un volume erogato di 56,4 miliardi di Euro (-10%).

Nel IV° trimestre 2008 tutte le macroaree hanno registrato un andamento negativo, le variazioni negative maggiori si sono registrate nell’area centrale (-22%) e nell’area meridionale (-24%).
Considerando, invece, l’intero anno 2008 rispetto al 2007, si nota come l’andamento negativo dell’ultimo trimestre del 2008 ha notevolmente influenzato l’andamento annuo. Tutte le macroaree registrano una variazione negativa, in particolare l’area Centrale (-14%) e l’area Meridionale (-11%); anche nella macroarea insulare si registra una diminuzione nelle erogazioni, anche se lieve (-3%); quest’area aveva registrato fino allo scorso trimestre un trend positivo.

Per quanto riguarda il valore delle consistenze dei mutui in Italia registriamo una crescita. Dopo un’iniziale decrescita nei mesi di marzo e aprile 2008, l’andamento ha ripreso ad aumentare fino al mese di marzo 2009. Confrontando i primi tre mesi del 2009 con lo stesso periodo del 2008, otteniamo una decrescita dello 0,2% delle consistenze.

Andando ad analizzare l’importo medio erogato nel 2008 questo è pari a 122.000 €. L’andamento trimestrale degli importi medi nel 2008 ha subito diverse fluttuazioni, raggiungendo la performance più alta nel secondo trimestre (125.000€) e la peggiore nell’ultimo (119.000€). Quest’ultimo valore può essere spiegato dalla tendenza di non erogare più mutui al 100% ma solo fino ad un massimo dell’80%. Questa diminuzione dell’importo medio continuerà anche nel primo trimestre 2009 aggirandosi intorno ad un -6%.
A livello regionale, nel 2008, si registrano valori molto eterogenei che vanno dal mutuo medio più alto della Toscana (139.000 €) a quello più basso della Basilicata (102.000 €).

Prendendo in considerazione gli andamenti dell’Euribor (parametro di riferimento della maggior parte dei mutui a tasso variabile), il tasso Bce (parametro per i nuovi mutui a tasso variabile) e l’Irs (uno dei principali parametri utilizzati dai mutui a tasso fisso) si evidenzia che per quasi tutto il 2008 i due tassi, Euribor e Irs, si sono sempre più avvicinati fino a sovrapporsi. Grazie ai diversi provvedimenti avvenuti sia a livello nazionale che internazionale i due tassi sono tornati ad una situazione abituale. Negli ultimi mesi il tasso Euribor ha registrato una serie di importanti diminuzioni; si attesta all’1,42% (valore medio di aprile).
Ad ottobre 2008 il tasso registrava il suo valore massimo (5,39%): si è calcolato che la rata mensile di un mutuo a tasso variabile di 120.000 Euro in 20 anni con uno spread dell’1,20% accesa ad ottobre 2008, costava ad una famiglia 238 Euro in più rispetto a quanto costerebbe utilizzando il tasso medio di aprile 2009.
L’Irs, invece, registra un tasso del 3,98% (valore medio di aprile).

I primi 3 mesi del 2009: il sentiment degli operatori

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Gli studi di settore e le indagini campionare hanno permesso di determinare una serie di indici e sentiment relativi al mercato dei mutui nel primo trimestre 2009.
A livello di volumi erogati nelle macroaree l’area Nord Occidentale si conferma prima per erogazioni, in lieve recupero negli ultimi mesi l’area Meridionale.
Da un’analisi a campione, nel mese di marzo, si può evidenziare una maggior consapevolezza del mercato, trend confermato dall’aumento dell’importo medio del mutuo 115.000 Euro (in flessione di circa il 6% rispetto allo stesso trimestre del 2008) e dal tempo medio per l’erogazione di una pratica, 50 giorni contro i 54,4 del mese di gennaio.
Per quanto riguarda la diminuzione dell’importo medio questo dato è dovuto alla tendenza di non erogare più la totalità del mutuo. Infatti da uno studio campione emerge che circa l’84% dei mutui erogati rientra nella fascia LTV 40%-80%; solo il 5% per i mutui con LTV >80%. Sempre da questo studio si può osservare come le famiglie consumatrici cercano di richiedere un importo più possibile vicino alla soglia LTV dell’80%, circa il 41% dei mutui erogati. La tendenza all’indebitamento è confermata anche dal Rapporto Rata Reddito (RRR) circa il 50% dei mutuatari infatti ha un RRR tra il 31% e il 40%.
Concludendo si può affermare come i primi 3 mesi del 2009 siano stati influenzati dal periodo di transizione attraversato dal mercato finanziario italiano e dal mercato internazionale. Un periodo influenzato da molte riforme in soccorso al credito e alle famiglie, da una consistente diminuzione dei tassi e da una riflessione dei consumatori, delle imprese ma anche degli istituti bancari.
I consumatori come le stesse banche hanno inizialmente visto le nuove riforme e direttive a favore del soccorso al credito e successivamente hanno preso decisioni, delineando le proprie linee guida.
Si può osservare come, soprattutto negli ultimi mesi, è stata premiata la qualità delle pratiche, infatti, le banche hanno sviluppato la tendenza ad erogare mutui con minor grado di rischio a consumatori più solvibili.
Si è anche osservato come i consumatori siano più attenti ad informarsi. Infatti, i siti di settore, , hanno un maggior numero di visite e anche le richieste di consulenza diretta nelle agenzie di mediazione creditizia sono aumentate. Questo conferma la maggior attenzione all’informazione e alla consulenza che i consumatori richiedono.

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Pubblicato il 10 Luglio 2009


Non c'è da temere per il mercato immobiliare italiano. Ad assicurarlo è il presidente dell'Ance, Pao

Paolo Buzzetti, presentando i dati elaborati dall'Osservatorio congiunturale sull'industria delle costruzioni, sottolinea come, a differenza di altri Paesi, come Spagna e Irlanda, dove gli investimenti in abitazioni, dal 1998 al 2007, sono aumentati di oltre il 90%, superando la domanda reale interna, nel nostro Paese, la crescita, nello stesso periodo, sia avvenuta in modo più contenuto (+34%), «lasciando il fabbisogno abitativo italiano ancora lontano dall'essere soddisfatto».

Una situazione, prosegue Buzzetti, che, peraltro, è destinata a peggiorare, già da quest'anno, considerato come, dopo novi anni consecutivi di crescita, per la prima volta il settore stia assistendo a un periodo di difficoltà, con una riduzione dei livelli produttivi pari all'1,1%, che aumenteranno, nel 2009, dove le previsioni già parlano di un calo di investimenti in costruzioni pari all'1,5 per cento. I comparti più in difficoltà sono (e saranno) la nuova edilizia abitativa (-2,8% nel 2008 e -3% nel 2009) e le opere pubbliche (-3,7% nel 2008 e -4,7% nell'anno successivo). «Si sta aprendo - dice Buzzetti - una fase che, senza giri di parole, possiamo definire di recessione».

Fondamentale, quindi, aiutare il settore, in primo luogo, non togliendo liquidità alle imprese. Politica che, purtroppo, sottolinea Buzzetti, non sta avvenendo. Anzi. «I rischi di una stretta creditizia - dice - che l'Ance aveva sottolineato già un anno fa, si sono purtroppo avverati, sia sotto forma di minori prestiti erogati, che di un sensibile aumento dei tassi praticati dalle banche». Basti pensare, prosegue, al costo del denaro per i prestiti a tasso fisso per l'acquisto di immobili da parte delle famiglie, più alto di circa un punto percentuale rispetto alla media dell'area euro. Parla di «situazione anomala» Buzzetti, che sta comportando problemi alle imprese sane, ma, soprattutto, «gravi risvolti sociali», dal momento che, spiega, l'impennata dei tassi «influisce direttamente sulla capacità d'indebitamento delle famiglie e rischia, anche, di avere pesanti ripercussioni sulla sostenibilità delle rate di mutuo». Per Buzzetti «dopo gli interventi pubblici di aiuto alle banche, è necessario, ora, un abbassamento del costo del denaro».

Buzzetti promuove, invece, il piano casa del Governo «a patto - osserva - che non si esaurisca nell'offerta di nuove abitazioni per le fasce più deboli della popolazione, ma rappresenti l'occasione per il rinnovamenti di interi pezzi di città». Un piano, peraltro, che potrebbe essere a costo zero per lo Stato, se solo il fondo già previsto presso la Cassa depositi e prestiti «potesse rappresentare la garanzia per il finanziamento delle iniziative promosse dalle imprese». Critiche, poi, al taglio di investimenti del 14,2%, nel 2009, destinati a nuove infrastrutture, mentre disco verde a un'approvazione rapida del decreto legge contro il caro prezzi dei materiali e garanzia di continuità nei pagamenti delle opere pubbliche in corso. Tra le richieste, infine, per superare velocemente e col minor danno possibile l'attuale situazione di crisi del settore delle costruzioni, da segnalare, nuovi incentivi fiscali per gli immobili destinati all'affitto e ripristino dell'Iva sull'invenduto oltre i 4 anni previsti. Boccate d'ossigeno per l'intero comparto edilizio, che, conclude Buzzetti, «rappresenta pur sempre il motore fondamentale per la nostra economia».

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Pubblicato il 9 Luglio 2009

 

case vacanze. portofino la più cara

case vacanze. porofino la più caraCamere con vista mozzafiato sul mare o sulle piu’ belle montagne del Paese. Le case piu’ care d’Italia sono a Portofino, Cortina d’Ampezzo e Capri. Quotazioni da capogiro, in queste tre mete di vacanza, che lasciano indietro anche i quartieri piu’ esclusivi di Roma o di Milano. A Portofino, precisamente a Calata Marconi e a Piazza Martiri dell’Olivetta, una casa costa in media 17.560 al metro quadrato. Roba da quasi due milioni di euro per un’abitazione da cento metri quadrati. A Piazza Navona a Roma, quartiere piu’ caro tra quelli nei Comuni capoluogo, l’affaccio con vista sulla fontana del Bernini costa oltre un terzo in meno rispetto alla cittadina ligure. Nella piazza romana infatti il prezzo in media a metro quadrato e’ di 10.950 euro. Stupisce poi che nella top ten delle localita’ da sogno non figuri la Sardegna. Ne’ Porto cervo, ne’ Porto Rotondo figurano tra le 20 zone piu’ esclusive d’Italia. La top ten delle zone piu’ care d’Italia, per l’acquisto di immobili, si ricava consultando la banca dati dell’Osservatorio Immobiliare dell’Agenzia del Territorio, aggiornato al 2008.
La classifica dei paesi in cui una casa si vende letteralmente a peso d’oro vede tutti posti di vacanza super-esclusivi: Portofino, Cortina d’Ampezzo, Capri, Madonna di Campiglio, Santa Margherita Ligure, Forte dei Marmi, Selva di Val Gardena, Camogli, Alassio, Finale Ligure. La meta’ delle mete per ‘paperoni’ e’ in Liguria e il mare batte la montagna 7 a 3. I dieci Comuni in questione occupano poi di fatto le prime venti postazioni delle zone piu’ care secondo l’Omi, l’Osservatorio dell’Agenzia fiscale.
Casa, Portofino e Cortina le piu’ care, Sardegna fuori

Capri, per fare un esempio, conquista il terzo posto con le ‘case’ di Via Oratorio e Via L’Abate (che costano mediamente 11.688 euro al metro quadrato) ma nella top-20 occupa cinque caselle. La zona piu’ a buon mercato, si fa per dire, nell’isola campana, e’ ‘Palazzo a Mare’, dove un abitazione vale 7.288 euro a metro quadrato. In ogni caso il solito appartamento da cento metri quadri qui non costa meno di 700.000 euro. Nelle prime venti postazioni delle aree piu’ care nei Comuni capoluogo figurano solo tre citta’: Roma, Milano e Napoli.
Ma e’ la capitale a fare piazza pulita con 18 quartieri su 20 tra i piu’ impegnativi, se si considera il mutuo che ci vuole per comprarle. Da Piazza Navona a Campo Marzio, da Fontana di Trevi a Piazza Colonna: sono qui le case piu’ care in citta’, con quotazioni che vanno dai 6.450 euro in media del quartiere Monti ai 10.950 della zona Parione. Milano fa capolino con San Babila (8.650 euro a metro quadrato) e Napoli con Posillipo (6.931).
Casa, Portofino e Cortina le piu’ care, Sardegna fuori

Ecco una classifica delle dieci zone dell’Osservatorio Immobiliare con le quotazioni medie piu’ alte per le abitazioni nei Comuni non capoluogo.
I dati sono aggiornati al secondo semestre 2008

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Pubblicato il 9 Luglio 2009

 

 

Il mercato immobiliare delle seconde case nel 2009

Il mercato immobiliare delle seconde case nel 2009

Anche quest’anno gli italiani non rinunceranno al mare, ma ci andranno per periodi più brevi, dicendo addio alle ferie lunghe. Meno di quindici giorni il periodo scelto per un italiano su due.
A comprare casa non ci pensano proprio, meglio l’affitto, che non costerà più dell’anno scorso. Crisi economica e timori delle famiglie per il futuro, hanno finito per ridimensionare ferie al mare e il mercato immobiliare delle seconde case.
Il 2008 si è chiuso con un saldo negativo delle compravendite di circa il 20 per cento, per il 2009 non si prevede  che sarà l’anno della riscossa: i volumi di scambio potrebbero registrare una nuova flessione, attorno all’8-10 per cento.
Il 2009 non sarà diverso, anzi molti immobili messi in vendita a metà 2008 e ancora invenduti finiranno a prezzi “di saldo”.
“Da un esame dell’ ufficio studi di Ubh - sembra emergere la figura di un investitore puro, che ricerca appartamenti di piccolo-medio taglio, una tipologia di acquirente che non avendo fretta di concludere, tratta. La caratteristica di questo investitore e che paga in contanti, riesce a spuntare sconti che arrivano al 15-20 per cento”.
Mentre tutti gli altri che più che all’investimento pensano alla vacanza, e consigliabile l’affitto, che non costerà più dell’anno scorso (anzi in qualche caso registrerà un lieve aggiustamento verso il basso del 2-4 per cento).
L’ufficio studi di Ubh (utilizzando i dati dei contratti conclusi lo scorso anno e nei primi mesi di quest’anno dalle agenzie, ha concluso che nel 2009 crescerà la domanda d’affitto di case al mare.

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Pubblicato il 9 Luglio 2009

“La  proprietaria  richiede l’aumento istat  al 100%

 

 

  Per calcolare la nuova rata di affitto si utilizza come base l’indice istat FOI (Famiglie Operai e Impiegati) disponibile due mesi prima della scadenza del contratto (il più recente disponibile pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, se il contratto non specifica diversamente).

I contratti di locazione abitativa stipulati dopo il 30 dicembre 1998, data di entrata in vigore della nuova legge sulle locazioni abitative (legge n. 431 del 9/12/1998) possono essere rivalutati ogni anno in misura libera e quindi anche del 100% se espressamente specificato. In mancanza di una clausola che stabilisca la misura della rivalutazione del canone di locazione, in caso di lite, se le parti ricorrono in giudizio, la rivalutazione sarà calcolata nella misura del 75% dell’indice ISTAT FOI.

Per tutti i contratti di locazione a uso diverso dall’abitativo non importa quando stipulati, e per quelli a uso abitativo stipulati prima del 30 dicembre 1998, la legge stabilisce che per la rivalutazione dell’affitto non si possa superare il 75% di detto indice. Tutti i contratti di affitto si adeguano a questa norma per cui il 75% dell’indice Istat Foi è la base di riferimento per l’adeguamento del canone di locazione ed è per questo che viene sempre già calcolata.

I contratti per uso abitativo stipulati dopo il 30 dicembre 1988 possono contenere la clausola di adeguamento al 100% dell’indice istat foi

Facciamo un esempio

L’indice Istat Foi per il mese di settembre 2008 è del 3,70 %.

Si calcola il 75%: 3,70% x 0,75 = 2,775%

Il nostro canone mensile aumenterà quindi del 2,775%:

Nuovo canone = Vecchio canone x 1,02775

Fonte :www.rivaluta.it

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Pubblicato il 9 Luglio 2009

 

Discesa del 6% dei prezzi

Case scendono i prezzi

Case scendono i prezzi

Casa, i prezzi scendono del 10%

da www.ilsole24ore.com di Cristiano Dell’Oste

Quartieri popolari, come Secondigliano a Napoli. Aree con una forte presenza di stranieri, come San Salvario a Torino. Zone di periferia, come Quarto dei Mille a Genova.

L’onda dei ribassi è partita da qui. Dalle frange più fragili del mercato, che nei primi sei mesi di quest’anno hanno visto scendere di oltre il 10% i prezzi degli immobili nella categoria del «medio usato».
 
Gli ultimi dati dell’agenzia del Territorio mostrano un rallentamento delle compravendite (-14% al 30 giugno), al quale non si accompagna, però, una riduzione dei prezzi della stessa intensità.

 Ora le rilevazioni  gettano uno sguardo oltre i valori medi.E mostrano che l’onda dei ribassi ha già investito molte realtà marginali.
 
«Otto volte su dieci, dietro un calo dei prezzi superiore al 10% c’è la contrazione della capacità di spesa degli acquirenti: giovani coppie, stranieri e famiglie monoreddito sono quelli che negli ultimi tempi non hanno potuto accedere al credito o hanno ottenuto importi minori che in passato », eIl balzo maggiore della domanda risale al 2001, quando grazie alle basse rate dei mutui ci furono 200mila compravendite in più». È inevitabile, dunque, che i più coinvolti siano gli immobili cui si rivolgono gli acquirenti più sensibili alla stretta creditizia. Ed è altrettanto inevitabile che tra questi i più penalizzati siano gli alloggi di minore qualità: quelli molto grandi, ai piani alti senza ascensore, da ristrutturare o poco serviti dai mezzi pubblici.
 
SI evidenzia un altro aspetto: «A fronte di un calo medio dei prezzi del 2,7% nelle grandi città, in alcuni casi anche gli appartamenti di alto livello hanno visto una limatura. La causa però non sono le dinamiche creditizie, ma gli orientamenti della clientela facoltosa, che conosce il mercato e oggi non è disposta spendere più di tanto».
 
Si tratta, comunque, di situazioni particolari: in generale, l’onda dei ribassi ha risparmiato il centro delle grandi città e gli immobili di pregio.«Per le abitazioni di livello medio alto  il prezzo di vendita è lo stesso di gennaio 2008, con un calo in termini reali al netto dell’inflazione.E questo, per la prima volta, ha interessato anche le località di provincia».
Molto più complicato, invece, è chiedersi se l’onda si propagherà nel 2009. Finora molti piccoli proprietari hanno preferito non vendere anziché ridurre il prezzo. Lo conferma Luca Dondi di Nomisma: «L’offerta è rimasta rigida e ha sostenuto i prezzi, che potrebbero scendere quando si prenderà coscienza della situazione ». Sulla stessa linea Franco Arosio, presidente della Fiaip: «Il 2008 si sta chiudendo con un decremento delle transazioni cui non corrisponde un pari decremento dei prezzi. Per il 2009 ci aspettiamo che il trend rimanga negativo. Il mercato prima o poi ripartirà, ma forse questa crisi ha tracciato un solco che non finirà nel nulla».
 
Le previsioni per l’anno prossimo sono tutte in discesa mediamente del 6% ma ci sono almeno due fattori che potrebbero arginare la tendenza.
 
Il primo è il credito. I mutui potrebbero ripartire dopo una riduzione dell’Euribor e potrebbe aggiungersi a questo andamento un taglio dei tassi da parte della Banca centrale europea.  Si assisterà a un calo dell’Euribor più veloce di quello che ci si aspettava e questo dovrà essere valutato».
 
Il secondo fattore è l’eventualità che la liquidità si sposti verso l’immobiliare. Chi ha ha investito in Borsa difficilmente potrà lasciare l’azionario (a meno di incassare le perdite), ma i bassi rendimenti dei titoli di Stato potrebbero far crescere l’interesse per il mattone.
 
Nessuno però si illude.  La domanda di case da investimento è il 12% del totale. E Dondi di Nomisma sottolinea: «Sarà difficile che avvenga uno spostamento dalla Borsa agli immobili come nel 2001, perché ora siamo in una fase negativa per tutti gli impieghi. Sempre che tra gli investitori non si faccia strada l’idea che è il momento di fare uno spostamento».

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Pubblicato il 9 Luglio 2009

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 61 del 12/03/2008 il Decreto Ministeriale “Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici” (Decreto 22 gennaio 2008, n. 37) che entrerà in vigore il 27/03/2008
 Il CEI (Comitato elettrotecnico italiano), mentre sottolinea che ha dato un significativo contributo alla stesura del Decreto ministeriale, ha subito adeguato i propri programmi e le proprie attività editoriali, in particolare quelli relativi ai Convegni Istituzionali 2008 organizzati gratuitamente su tutto il territorio per gli operatori del settore, particolarmente per progettisti e installatori, coinvolti in prima persona dalle nuove disposizioni legislative.

Il nuovo programma dei Convegni è:

NUOVO DECRETO 37/08 (ex 46/90) NOVITA’ NORMATIVA IMPIANTISTICA NEGLI EDIFICI

presentazione del nuovo Decreto Ministeriale n. 37 del 22 gennaio 2008: verranno evidenziate le novità introdotte dal Decreto.

impianti di emergenza: approfondimenti circa le tipologie dei circuiti di sicurezza e delle sorgenti di alimentazione di sicurezza, nonché i criteri per la scelta delle apparecchiature in tali impianti. Ampio spazio verrà dato, oltre che alla parte normativa, anche alle disposizioni legislative e regole tecniche vigenti in materia.

approfondimenti sugli impianti in locali di ricarica batterie, che sono classificati come luoghi con pericoli di esplosione, e alla individuazione delle tipologie di cavi da utilizzare in condizioni particolari.

edilizia residenziale e predisposizione delle infrastrutture per impianti elettrici, elettronici e per le comunicazioni negli edifici, si illustreranno i contenuti delle linee-guida che il CEI ha elaborato sull’argomento.

Il calendario già fissato rimane invariato:


• CAGLIARI – 24 settembre
• PADOVA – 9 ottobre
• TORINO – 22 ottobre
• CATANIA – 5 novembre


Nel corso delle giornate verrà riservato ampio spazio ai quesiti del pubblico presente che avrà a disposizione molte occasioni di interagire con gli esperti del CEI.

I Convegni sono realizzati in collaborazione con i principali protagonisti del comparto elettrotecnico ed elettronico.

Ciascun Convegno riconoscerà dei crediti formativi secondo quanto stabilito dal nuovo Regolamento per la formazione continua del Perito Industriale.

La partecipazione è gratuita, l’iscrizione è obbligatoria fino ad esaurimento posti.

Coloro che si sono già iscritti, non dovranno fare nulla; per coloro che desiderano partecipare è possibile iscriversi online compilando la scheda dal sito CEI alla voce “Convegni e Seminari” oppure inviando la scheda via fax allo 0221006.210 o per e-mail: relazioniesterne2@ceiweb.it

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Scritto da Notizie immobiliari

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