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Pubblicato il 2 Giugno 2010

Tecnocasa analizza l’andamento delle compravendite a Verona
Nella seconda parte del 2009 le quotazioni degli immobili a Verona sono diminuite dell'1,4% e su base annua del 3,7%.
I quartieri del Centro, San Zeno, Val Verde e Cittadella, hanno registrato stabilità dei prezzi nella seconda parte dell'anno. Il mercato si è rivelato più dinamico, i potenziali acquirenti hanno ripreso fiducia e si sono realizzati acquisti da parte di investitori e di famiglie che hanno lasciato una precedente situazione d'affitto oppure hanno migliorato la loro condizione abitativa. I primi si sono orientati per lo più sui bilocali che hanno poi messo a reddito affittando ai lavoratori fuori sede presenti nella zona. Le famiglie invece hanno ricercato tagli più grandi orientandosi verso i trilocali e i quattro locali.
I tre quartieri diversi tra loro, offrono soluzioni abitative in grado di soddisfare diverse esigenze, tra cui anche la presenza di posto auto nelle soluzioni degli anni '60.
San Zeno, registrando prezzi più contenuti, attira soprattutto coloro che hanno un budget più ridimensionato. In questa zona si possono acquistare immobili di tipo popolare, ex
Ater, oppure soluzioni d'epoca. Il prezzo dell'usato oscilla tra 1500 e 2000 € al mq.
Soluzioni d'epoca e tipologie degli anni '60 sono disponibili invece a Cittadella zona più centrale, caratterizzata da soluzioni d'epoca e da tipologie degli anni '60. Per l'acquisto di un appartamento medio usato si spendono 2100 € al mq. Il mercato delle locazioni è rimasto abbastanza stabile e registra una domanda alimentata da famiglie e da giovani coppie.
Tra gli interventi in corso sul territorio da segnalare la costruzione a ValVerde di 150-160 di box, in parte da vendere ed in parte da affittare. Prezzi medi intorno a 60-70 mila € per un box auto e 50 mila € per un posto auto.
La macroarea che ha segnalato la contrazione più sensibile è stata quella di Borgo Milano-Stadio- Navigatori dove si segnala una contrazione delle quotazioni nei quartieri di Stadio, Saval e San Massimo.

Fonte :Newspages

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Con tag #informazioni ed andamenti

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Pubblicato il 2 Giugno 2010

Il mercato di Palermo
è in controtendenza

Il mercato immobiliare di Palermo va in controtendenza rispetto allo scenario nazionale, almeno secondo i dati rilevati dall'indagine sull'andamento del mattone cittadino e suburbano del capoluogo siciliano effettuata dal Centro Studi di REplat S.p.A.: dopo vari scossoni la situazione si è assestata rimanendo comunque frastagliata sotto il profilo dei prezzi e della loro variazione annuale percentuale.
L’offerta ha invece subito almeno due ribassi rilevanti a giugno (-14,04) e ottobre (-8,20) ma ha comunque chiuso l'anno in positivo (+1%), perdendo solo il -2,91% dall’inizio 2009.
Come spesso accade nelle maggiori città italiane, poi, la performance del mercato in provincia è stata migliore dal momento che dal mese di luglio ha registrato entrambi gli indici positivi.
«I dati su domanda e offerta sono piuttosto interessanti se confrontati con quelli italiani perché mostrano come il mercato palermitano abbia maggiori chance di incassare i colpi della particolare congiuntura economica mondiale grazie alla forte componente turistica che lo contraddistingue», commenta Roberto Avarello, responsabile dello sviluppo del MLS REplat in Sicilia.

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Con tag #informazioni ed andamenti

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Pubblicato il 2 Giugno 2010

Secondo DTZ, questo è il momento giusto per investire in Europa
Secondo le previsioni riportate nel dossier Money into Property, il momento peggiore del declino del settore immobiliare è ormai stato superato e si prospetta una crescita del 5% nei volumi di investimento globali nel 2010.
È prevista una crescita del 4% nel volume degli investimenti in Europa grazie al costante miglioramento dei valori capitali. Questo ottimismo è in contrasto con il fatto che il 2009 sia stato il secondo anno consecutivo di declino dei volumi investiti in Europa, scesi dell’8%, e il primo anno di declino dell’Europa Continentale.
Hans Vrensen, Global Head of Research di DTZ, commenta: «il 2009 è stato un anno difficile per i mercati immobiliari di tutto il mondo e ha segnato un declino dei volumi investiti a livello globale pari al 6%».
Secondo le previsioni di DTZ, la Cina diventerà il secondo mercato degli investimenti a livello globale entro la fine del 2011 - posizionandosi dietro gli Stati Uniti ma sorpassando Giappone e Regno Unito. Si prevede che nel 2011 il Regno Unito e la Francia saranno gli unici paesi europei a posizionarsi nella top 5 della classifica globale di volumi investiti. I volumi di transazione in tutta Europa sono diminuiti del 44% nel 2009, malgrado l’incremento trimestre su trimestre rispetto al livello più basso nel 1° trimestre del 2009. Gli investimenti europei e
cross-bordersi sono quasi prosciugati nel 2009, con un ulteriore declino del 59% rispetto al picco del 2007.
In questo scenario globale negativo, i flussi in entrata in Europa, e in modo particolare il Regno Unito, provenienti dall’Asia sono stati l’unica nota positiva, crescendo del 31% nel 2009. Secondo le previsioni di DTZ, le opportunità di comprare immobili prime saranno limitate a livello globale nel 2010. DTZ consiglia agli investitori che non sono confinati ai loro mercati nazionali di ricercare opportunità in Europa Continentale e Asia, in cui ci sono più opportunità di acquistare immobili prime.
Nell’insieme, l’ottimismo di DTZ è rafforzato dalle indagini sugli Investitori e Creditori che rilevano entrambi maggiore fiducia per il 2010 e il 2011. Due investitori su tre prevedono di incrementare i prestiti lordi nuovi nel 2010 e nel 2011, e nessuno degli intervistati prevede di ridurre i crediti al settore immobiliare commerciale durante questo periodo. La fiducia è cresciuta notevolmente rispetto allo scorso anno, quando la metà dei creditori prevedevano di diminuire i volumi di prestiti lordi nel 2010. L’indagine di DTZ sugli investitori indica fiducia in crescita: il 76% degli intervistati prevede di aumentare i propri investimenti netti in immobili commerciali nel 2010, per arrivare al 94% nel 2011.

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Con tag #investimenti dove e come

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Pubblicato il 2 Giugno 2010

I parcheggi pertinenziali: chi li può costruire?
L'Ance spiega che ribaltando la posizione assunta dai giudici di primo grado, il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 1842 del 31/3/2010 ha ritenuto che l'articolo 9, comma 1, della Legge 122/1989, in materia di parcheggi pertinenziali, deve essere letto nel senso che la possibilità di realizzare detti parcheggi, in deroga alle disposizioni degli strumenti urbanistici, non è limitata soltanto ai proprietari di immobili esistenti sulla base di un vincolo materiale di pertinenzialità preesistente fra detti immobili e i parcheggi medesimi. Secondo l'Ance, infatti, nella parte in cui la norma prevede che detti parcheggi «possono essere realizzati, ad uso esclusivo dei residenti, anche nel sottosuolo di aree pertinenziali esterne al fabbricato» si intende che tale possibilità è attribuita anche a soggetti terzi. In tale ipotesi ovviamente i box così realizzati dovranno poi essere c eduti a proprietari di immobili esistenti in zona, venendosi a configurare quindi solo ex post il vincolo pertinenziale.

L'Ance spiega che secondo il Consiglio di Stato i parcheggi collocati in aree esterne ai fabbricati, a differenza di quelli posti nel sottosuolo o al piano terreno degli stessi, non devono essere realizzati necessariamente dai proprietari dell'immobile, ma possono esserlo anche da terzi.
Anche per essi vale la possibilità di eseguire gli interventi in deroga agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi vigenti.
Inoltre, ha precisato, il Consiglio, deve ritenersi ammissibile che «le aree pertinenziali esterne» cui fa riferimento la disposizione richiamata, possano anche essere collocate non in rapporto di immediata contiguità materiale con il fabbricato cui i realizzandi parcheggi sono destinati ad accedere. Dette aree esterne possono altresì essere anche di proprietà di soggetto diverso dal proprietario dell'immobile nei cui confronti i parcheggi sono destinati a divenire «pertinenziali».

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Con tag #tutto per la casa

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Pubblicato il 2 Giugno 2010

Importanti novità sulla trasparenza nei mutui
Di Pierpaolo Molinengo

Ed ecco arrivare una pesante novità nel settore dei finanziamenti fondiari. L’Isvap, l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, ha emanato un nuovo Regolamento per rafforzare la trasparenza dei contratti assicurativi e la protezione degli assicurati.
Rilevanti novità a vantaggio del consumatore sono previste in particolare per i contratti legati alla stipula di mutui o prestiti personali.
Per tali contratti l’Isvap è intervenuta:
1) per risolvere alla radice il conflitto d’interessi dei soggetti, come le banche e gli altri intermediari finanziari, che, per proteggere il credito erogato agiscono nella veste di beneficiari delle coperture e nel contempo assumono il ruolo di intermediari arrivando a percepire rilevanti provvigioni, in media pari al 50% ma in qualche caso anche superiori all’80% del premio;
2) per rendere effettiva la portabilità dei mutui stabilendo i criteri per la restituzione di quota parte del premio assicurativo pagato, incluse le provvigioni, creando le condizioni per una riduzione del costo di estinzione del mutuo stesso.
Denunciato già il fenomeno nella Relazione Annuale dello scorso anno, l’Autorità è intervenuta a più riprese per sollecitare interventi virtuosi da parte del mercato.
ABI e ANIA hanno prodotto alla fine dello scorso anno un apprezzabile documento congiunto in merito; nonostante ciò le analisi condotte dall’Isvap confermano un quadro estremamente penalizzante per il consumatore, sotto il profilo sia delle provvigioni assicurative percepite dagli enti erogatori sia della portabilità delle coperture assicurative. I risultati emersi hanno reso necessario un intervento regolamentare dell’Autorità. Il Regolamento stabilisce, nell’ambito della disciplina del conflitto d’interessi, il divieto di assumere contemporaneamente, direttamente o indirettamente, la qualifica di beneficiario/vincolatario delle prestazioni assicurative e di intermediario del contratto.

Fonte . newspages

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Con tag #Il mondo dei finanziamenti

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Pubblicato il 2 Giugno 2010

Ritorna di moda il baratto.
Anche quello
della casa

Cambio casa, anzi “scambio”. Così gli italiani fanno fronte alle difficoltà della crisi economica riscoprendo il baratto. Se accedere a un mutuo è più difficile e i prezzi delle abitazioni non calano per quelle che sono le attuali disponibilità di reddito delle famiglie, la permuta diventa un'alternativa valida per vendere e acquistare immobili. L'ufficio studi di idealista.it ha rilevato negli ultimi mesi il costante aumento di annunci che recano nella descrizione la possibilità di permuta parziale o totale dell'immobile.
«Un interessante trend che, a nostro avviso, si è generato proprio grazie alla crisi e che è destinato a espandersi viste anche le prospettive economiche future», spiega Vincenzo de Tommaso, responsabile dell'ufficio studi di
idealista.it.

 

fonte : Newspages

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Con tag #informazioni ed andamenti

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Pubblicato il 2 Giugno 2010

Al via dal 1 luglio le modifiche per chi affitta casa
Si stringe il cerchio anche sulle case fantasma affittate. Dal 1° luglio diventerà un problema registrare i contratti di locazione e affitto degli edifici estranei al catasto, come stabilisce il Dl 78/2010 all'articolo 19, comma 15. Lo scopo è quello di costringere i proprietari delle case a farle emergere anche sotto il profilo catastale, rendendo più difficile l'evasione fiscale Irpef e Ici.
Nella norma è stabilito infatti che dal 1° luglio 2010 occorrerà indicare i dati catastali nella «richiesta di registrazione» (il modulo che va compilato, in via telematica o su carta, per ottenere la registrazione del contratto) dei seguenti contratti, verbali o scritti:

° i contratti di locazione o affitto;
° i contratti di cessione, risoluzione o proroga, anche tacita di questi contratti di locazione e affitto;

Questi contratti devono avere per oggetto "beni immobili" esistenti nel territorio dello Stato (e quindi senza distinzione tra terreni e fabbricati e, in quest'ultimo ambito, nemmeno senza distinguere a seconda della tipologia del fabbricato).
In caso di mancata o errata indicazione, si applica una sanzione di entità compresa tra il 120 e il 240% dell'importo dell'imposta di registro dovuta per la registrazione del contratto. Per esempio, con un contratto di locazione di un appartamento con canone mensile di 600 euro, l'imposta di registro è del 2% e ammonta a 144 euro; la sanzione andrebbe quindi da 172,80 euro a 345,60 euro.

Questa richiesta di indicazione di dati catastali concerne quindi non tanto il contratto (sul quale è comunque opportuno riportarli, come del resto è previsto da tempo sui moduli di Confedilizia), quanto la «richiesta di registrazione». Cioè il modulo (cartaceo o informatico, in gergo detto "modello 69") con la quale gli atti soggetti a registrazione vengono veicolati verso l'agenzia della Entrate, che ha la competenza sull'imposta di registro.

Questo modulo attualmente non contempla l'introduzione di dati catastali, essendo idoneo a ospitare solo i dati dei soggetti che partecipano all'atto soggetto a registrazione, il loro "ruolo" nel contratto (ad esempio, la loro natura di "danti" o di "aventi" causa), la natura e il valore dell'atto del quale si richiede la registrazione

In realtà, finora, quando si tratta di atti da registrare nei quali i dati catastali hanno già oggi rilevanza (si pensi alla registrazione di una locazione ultranovennale, la quale, oltre che essere registrata, deve essere trascritta nei Registri immobiliari), occorre aprire un modulo informatico o (la cosiddetta nota di trascrizione) diverso da quello che serve per la registrazione. Questo adempimento, però, è "curato" non più dall'agenzia delle Entrate ma dall'agenzia del Territorio.

In pratica, dunque, in vista dell'entrata in vigore di questa norma occorrerà che l'agenzia delle Entrate ridisegni i moduli (cartacei e telematici) occorrenti per la registrazione e che gli utenti adeguino i loro software, al fine di permettere appunto di integrare i dati necessari per la registrazione con gli identificativi catastali degli immobili oggetto dei contratti di locazione e affitto e loro cessioni, risoluzioni e proroghe.

Lo scopo della disposizione non è solo quello di rendere più difficile la vita ai proprietari immobiliari delle case non accatastate. Il nodo che il provvedimento vuole affrontare è anche quello degli immobili abusivi. Ci sono parecchi fabbricati regolarmente edificati ma per i quali è stato trascurato l'adempimento catastale: qui tutto si risolve con la denuncia e il pagamento delle sanzioni e degli arretrati di imposte dirette e Ici (sempre che l'ultimazione dell'edificio non sia avvenuta meno di 30 giorni prima). Inoltre l'indicazione dei dati catastali, grazie all'incrocio delle banche dati dell'anagrafe tributaria e del catasto, l'eventuale evasione di Irpef e Ici emergerà immediatamente.

Quando invece il fabbricato è abusivo, non si potrà ottenere l'accatastamento, in quanto è necessario avere il certificato di agibilità, rilasciato dal comune. Di conseguenza anche la registrazione del contratto di locazione diventa difficoltosa ed espone il proprietario alla sanzione.

Fonte :il sole 24 roe

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Con tag #Affitti locazioni

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Pubblicato il 29 Maggio 2010

Nel primo trimestre diminuisce la domanda di mutui
Secondo il bollettino di maggio della Banca Centrale europea la domanda netta di mutui per l'acquisto di abitazioni è diminuita significativamente nel primo trimestre (-2 per cento, dal 16 per cento del quarto trimestre del 2009), dopo un aumento per tre trimestri consecutivi e in contrapposizione con la domanda netta positiva, che le banche si erano attese nella precedente edizione dell'indagine.
Il calo della domanda netta è riconducibile in particolare a un contributo meno positivo delle prospettive del mercato immobiliare (3 per cento, a fronte dell'8 per cento del quarto trimestre del 2009) e a un contributo maggiormente negativo da parte della fiducia dei consumatori (-13 per cento, rispetto al -2 per cento del quarto trimestre del 2009).
In aggiunta, la concorrenza di altre banche ha contribuito negativamente alla domanda di mutui per l'acquisto di abitazioni (dallo 0 al -6 per cento).
In prospettiva, gli istituti si attendono che la domanda netta di mutui per l'acquisto di abitazioni aumenti nel secondo trimestre del 2010 (al 21 per cento).

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Con tag #Il mondo dei finanziamenti

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Pubblicato il 29 Maggio 2010

Agenzia del Territorio, cresce del 3,4% il volume delle compravendite
L’Agenzia del Territorio ha pubblicato la Nota trimestrale, che fornisce una breve sintesi sull’andamento dei volumi delle compravendite effettuate in Italia nel corso del primo trimestre 2010, messi a confronto con i dati dello stesso periodo nel 2009. La Nota trimestrale, realizzata a cura dell’Osservatorio del mercato immobiliare, evidenzia che nel primo trimestre 2010 il volume di compravendite complessivo è stato di 309.947 transazioni (NTN), con incremento del 3,4% rispetto al primo trimestre 2009 (tasso tendenziale annuo). L’andamento del mercato immobiliare, pertanto, mostra chiaramente un’inversione di tendenza rispetto a quanto rilevato negli ultimi tre anni. È bene tener presente che il confronto è effettuato sul primo trimestre 2009, periodo in cui si verificò un drastico ridimensionamento delle transazioni, uno dei più bassi degli ultimi anni (nel I trimestre 2009 si r egistrò -17,8% sul I trimestre 2008).
Se si effettua il confronto con il I trimestre 2008, il volume di compravendite del I trimestre 2010 risulta ancora inferiore del 15% circa. Gli andamenti si differenziano sensibilmente per i diversi settori.
In particolare, andamenti positivi si registrano per il ‘residenziale’ (+4,2%), le ‘pertinenze’ che annoverano posti auto e magazzini (+5,6%) e per le tipologie conteggiate in ‘altro’ (+5,6%). Appare, invece, ancora in difficoltà il mercato non residenziale. Il settore commerciale e quello produttivo, con, rispettivamente, -0,6% e -0,2%, risultano oramai alla fine del ciclo negativo assumendo valori tendenziali di sostanziale stazionarietà. Il mercato del terziario registra una variazione negativa più consistente (-1,3%), che, sebbene modesta, segnala una perdurante incertezza negli andamenti altalenanti che hanno contraddistinto il
mercato di questo segmento immobiliare del settore nel corso del 2009. In particolare:
- il settore residenziale con 141.770 compravendite presenta un tasso tendenziale positivo in tutte le macro aree, sebbene più contenuto per il Nord (+2,7%), leggermente più elevato per le regioni del Sud (+3,9%) e decisamente positivo nel Centro (+7,9%).
- il settore terziario con 3.409 transazioni, è il settore che registra il calo più elevato dovuto al tasso tendenziale decisamente negativo che si registra nelle regioni del Centro, -16% circa, mentre il settore è in leggera crescita nel Nord, +1,8%, e, soprattutto, nel Sud, +6,8%, area che risultava in crescita anche nel trimestre precedente;
- il settore commerciale con 8.677 NTN complessivi è praticamente stazionario con andamenti migliori nel Sud (+5,9%) e nel Centro (+1,9%) ed ancora negativi nel Nord (-5,9%);
- il settore produttivo con 2.525 compravendite è complessivamente stazionario, ma risulta ancora in calo sia nel Nord (-4,5%) sia nel Centro (-4,7%) mentre nelle regioni del Sud si evidenzia un andamento decisamente positivo, +28,2%.
Si conferma, inoltre, come già messo in evidenza in precedenza, il miglior andamento del settore residenziale nei Capoluoghi con un recupero di compravendite pari al 9,7%, mentre nei Comuni non capoluogo il mercato stenta ancora a riprendersi (+1,8%), pur segnando un tasso positivo dopo un biennio fortemente negativo. Anche per le principali 8 città e relative province si conferma tale tendenza, con uno scarso recupero nei Comuni non capoluogo (+2,5%) ed una sensibile ripresa delle compravendite nelle città, +10,7% mediamente, con ottimi risultati (tasso superiore al 15%) per Roma, Napoli e Firenze

Fonte : Newspagwes

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Pubblicato il 29 Maggio 2010

L’analisi del mercato della Bce

Secondo il bollettino di maggio della Banca Centrale europea i prezzi degli immobili residenziali nell'area dell'euro hanno mostrato una sostenuta dinamica ciclica nell'ultimo decennio. Ai forti rincari antecedenti al 2005 ha fatto seguito negli ultimi anni un rallentamento costante della crescita dei prezzi degli immobili residenziali, culminato con una contrazione nel 2009. Il presente riquadro esamina gli andamenti dei prezzi più recenti, analizza determinati fattori della domanda e dell'offerta di abitazioni e, su questa base, valuta le prospettive per i prezzi degli immobili.
Secondo i dati più recenti, nella seconda metà del 2009 i prezzi delle abitazioni nell'area dell’euro sono scesi del 3,1 per cento su base annua, dopo un calo della stessa ampiezza nella prima metà dell'anno. Tale flessione sull'anno precedente è stata la contrazione più pronunciata dal 1982 e sembra costituire parte di una correzione dei prezzi in seguito ai forti rincari registrati tra il 1999 e il 2005 (quando l'incremento annuo medio è stato pari al 6,4 per cento).
La riduzione dei prezzi delle abitazioni nell’area dell’euro è stata generalizzata in termini geografici, interessando nel 2009 quasi tutti i paesi. Decrementi dei prezzi superiori al 5 per cento sono stati osservati nel 2009 in Irlanda, Spagna, Francia, Cipro, Slovenia e Slovacchia. Più in generale, i paesi che hanno registrato le correzioni più pronunciate sono stati tendenzialmente quelli che avevano mostrato i rincari maggiori nel periodo precedente al 2005. L'approccio basato sulla determinazione dei prezzi delle attività per la valutazione degli andamenti del mercato immobiliare suggerisce che le quotazioni delle abitazioni sono ancora relativamente elevate in confronto ai canoni di locazione per l'aggregato dell’area euro così come per quattro dei cinque maggiori paesi: il rapporto fra l'indice dei prezzi delle abitazioni e la componente del canone di locazione dello IAPC rimane elevato rispetto ai livelli di un decennio fa.
Ciò detto, i dati sui prezzi delle abitazioni con una frequenza maggiore indicano che il ritmo del calo sembra essere rallentato lievemente alla fine del 2009 e agli inizi del 2010, andamento che potrebbe essere un segnale precoce di una possibile stabilizzazione della situazione in alcuni paesi.

 

Fonte : Newsapages

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