Pubblicato il 10 Ottobre 2009

Aumentano le garanzie richieste
dalle banche agli italiani

di Pierpaolo Molinengo

La CGIA di Mestre lancia un preoccupante allarme: in Italia sono in aumento le garanzie reali richieste dalle banche alle imprese e alle famiglie italiane. Ed è il Mezzogiorno l’area del paese che risente maggiormente di questa situazione. Al Sud su ogni 100 euro di prestiti erogati dalle banche sono mediamente più di 40 quelli richiesti di copertura. In Italia, invece, per ogni 100 euro di finanziamenti per cassa erogati dagli istituti al 31 marzo 2009, mediamente sono stati richiesti agli affidatari 29,6 euro di garanzie reali. Rispetto al 31 dicembre 2008 la situazione è peggiorata: l’aumento delle garanzie reali richieste dalle banche è stato di 1,6 punti. Ma la preoccupazione della CGIA si fa ancor più seria quando si analizzano i risultati emersi a livello territoriale. Ebbene, sono le imprese e le famiglie del Sud quelle più penalizzate da questa situazione. In Sardegna, al 31 marzo 2009, per og ni 100 € di prestiti erogati sono stati richiesti 49,3 euro di garanzie reali (+ 3,4 rispetto al 31 dicembre 2008). In Puglia 44,5 euro (+2,1), in Sicilia 43,2 (+2,6), in Calabria 42,7 (+2,2), in Basilicata 40,1 (+3,5) e in Campania 39,8 (+2,1).
«E’ evidente che le maggiori coperture richieste dalle banche del Sud - esordisce Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre - sono dovute ai maggiori tassi di insolvenza presenti in questi territori. Tuttavia, con il perdurare della crisi, questo comportamento rischia di aumentare le difficoltà di accesso al credito con il pericolo di far scivolare molte piccole aziende e famiglie del Sud nelle mani degli usurai».
Più in generale dalla CGIA sottolineano come il determinarsi di questo scenario sia una conseguenza della difficile situazione congiunturale
«E’ il segno inequivocabile della crisi economica in atto - conclude Giuseppe Bortolussi -. Di fronte alle difficoltà che i piccoli imprenditori, i lavoratori autonomi e le famiglie italiane si sono trovate ad affrontare in questi ultimi mesi, gli istituti di credito hanno cercato di tutelarsi sempre di più chiedendo maggiori garanzie agli affidatari».
Fonte : Newspages

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Pubblicato il 10 Ottobre 2009

Agenzia del Territorio: in calo le compravendite
L'Agenzia del Territorio ha pubblicato la Nota trimestrale, che fornisce una breve sintesi sull'andamento dei volumi delle compravendite effettuate in Italia nel corso del 2° trimestre 2009, messi a confronto con i dati dello stesso periodo nel 2008.
La Nota trimestrale, realizzata a cura dell'Osservatorio del mercato immobiliare, evidenzia che nel 2° trimestre 2009 il volume di compravendite complessivo è stato di 361.844 transazioni (NTN), con una variazione del -12,3% rispetto al 2° trimestre 2008 (tasso tendenziale annuo). L’Agenzia del Territorio conferma, pertanto, il trend negativo già segnalato a partire dal 2° semestre 2006, dopo un lungo periodo di crescita più o meno continua. In particolare:
• il settore residenziale con 163.894 compravendite segna un valore
(-12,9%) che rispecchia l'andamento di tutti gli altri settori;
• il settore terziario con 4.347 transazioni, registra il calo più contenuto (-5,4%);
• il settore commerciale con 10.209 NTN è pari a -14,5%;
• il settore produttivo con 3.170 NTN è quello con il calo maggiore (-20,3%).

Il mercato del settore residenziale subisce un decremento maggiore nel Centro (-14,4%), che è più limitato nel Nord (-12,7%) e nel Sud (-12,3%). L’Agenzia del Territorio conferma che la contrazione del mercato residenziale risulta più marcata nei Comuni non capoluogo (-14,6%), mentre nei capoluoghi la contrazione è leggermente inferiore (-8,9%). Anche per le principali 8 città e relative province si conferma tale tendenza, con una sensibile contrazione delle compravendite soprattutto nei Comuni minori
(-13,9% in media) e sensibilmente più contenuta nelle città principali
(-5,7%). Per quanto riguarda i prezzi degli immobili residenziali nel 1° semestre 2009 è stata registrata una lieve flessione del valore medio nazionale, per unità di superficie.
La quotazione media scende a 1.578 €/mq, segnando un -0,5% rispetto al 2° semestre 2008.
L'andamento dei prezzi riflette la forte riduzione delle compravendite. Si evidenzia, tuttavia, la stabilità dei prezzi immobiliari verso valori bassi. Infatti, seppure per la prima volta, si segnala una variazione media nazionale negativa.

Fonte : Newspages

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Pubblicato il 10 Ottobre 2009

Il mercato della casa dopo la crisi
L’Agenzia del Territorio ha reso noto i nuovi dati che fotografano il mercato immobiliare italiano al primo semestre del 2009 attraverso l’informazione sul numero delle compravendite e sui prezzi.
Il calo nel numero di compravendite è ancora una volta consistente (-15,6% tendenziale nel primo semestre dell’anno) anche se meno forte rispetto al momento di massima intensità della crisi, ovvero alla seconda metà del 2008 quando il fallimento di Lehman Brothers gelò i mercati finanziari e immobiliari.
Rispetto al massimo del 2006 quando le case compravendute erano arrivate a toccare quota 845.000 oggi, proiettando i dati dell’Agenzia su tutto il 2009 Nomisma stima, a fine di quest’anno, un numero di case compravendute pari a 600.000, -12,6% in un solo anno.
Nel cercare di individuare le differenze territoriali del mercato delle compravendite, Nomisma segnala come nei capoluoghi i volumi di compravendite tengano meglio che nel resto delle provincie mentre, al sud, la crisi è ancora acuta dato che, a differenza del nord e del centro, qui la diminuzione dei volumi di compravendite è ancora più forte di quella registrata precedentemente.
Secondo le analisi Nomisma i volumi di compravendite, diversamente da quanto accadeva in passato, sono oggi largamente dipendenti dalle scelte delle famiglie, in una fase di incertezza e turbolenza finanziaria, di investire la
loro liquidità mettendola al riparto del mattone; lo dicono i dati sui mutui che oggi consentono di stimare che circa il 60% del numero totale di case compravendute non è assistito da un mutuo e quindi è acquistato “in contanti”.
Sul fronte dei prezzi delle abitazioni, seppur in un mercato con domanda calante, sostanzialmente tengono. Ciò sembra confortare l’interpretazione, proposta da Nomisma in più occasioni, secondo la quale le famiglie italiane, che come noto sono poco indebitate, non stanno immettendo le loro case sul mercato espandendo l’offerta, fenomeno questo che potrebbe incidere negativamente sui prezzi.
L’altra componente del mercato italiano è rappresentata dal mercato istituzionale, oggi dominato, con numeri molto più piccoli di quelli di un anno fa, da operatori liquidi e aggressivi, disposti a investire direttamente il proprio danaro, mentre il capitale di debito avrebbe un ruolo decisamente marginale rispetto al passato.
Le poche compravendite di immobili commerciali si stanno quindi effettuando con rendimenti prime nell’ordine del 7% e con sconti del 30-40% sui valori massimi raggiunti oltre un anno fa.
A questo proposito nel I semestre del 2009, secondo i dati diffusi da Jones Lang LaSalle, gli investimenti commerciali in Italia ammontano a 1,4 miliardi di Euro, riducendosi così del 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e tornando ad un livello simile a quello del 2003-2004.
Fonte :Newspages

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Pubblicato il 10 Ottobre 2009

L’Umbria preadotta DDL
su costruzioni in zona sismica
Aumentare il controllo e la vigilanza sulle costruzioni in zona sismica in tutto il territorio regionale: è quanto si propone il disegno di legge illustrato dall’assessore alle Opere pubbliche Lamberto Bottini e preadottato della Giunta regionale dell’Umbria.
Il DDL punta a riorganizzare le funzioni regionali e locali in materia, sulla base delle innovazioni introdotte a livello nazionale, sia per quanto riguarda la normativa tecnica delle costruzioni in zona sismica, che per i mutamenti intervenuti nella classificazione sismica del territorio.
Il disegno di legge (che andrà a sostituire la legge regionale 61/81) delega le funzioni di controllo e vigilanza alle Province, chiamate a potenziare le proprie strutture tecniche anche con la costituzione di uffici di vigilanza e controllo decentrati sul territorio. Alla Regione Umbria sono invece attribuite funzioni di indirizzo e coordinamento e il controllo e la vigilanza sulle opere di propria spettanza.
In Umbria sono 18 i territori comunali che ricadono nelle zone ad elevata sismicità (zona 1), 51 quelli classificati a media sismicità (zona 2) e 23 a bassa sismicità (zona 3).
Fonte Newspages

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Pubblicato il 10 Ottobre 2009

Piemonte: contributi per gli alluvionati
La Giunta regionale del Piemonte ha approvato il 28 settembre i criteri e le modalità di attribuzione dei 4 milioni di euro, stanziati dal collegato alla Finanziaria, per il rimborso dei danni subiti dai privati nel corso dell’alluvione dell’aprile 2009.
«Con quest’atto - annuncia l’assessore alla Difesa del suolo, Daniele Borioli - nonostante la permanente latitanza del Governo nell’emanazione dell’ordinanza, la Regione si è messa in grado di operare uno stanziamento che certo non sarà sufficiente a coprire tutti i danni subiti dai privati, ma che almeno potrà dare una piccola boccata d’ossigeno alle famiglie. È evidente che procederemo al riparto delle risorse sulla base dei criteri individuati dalla delibera, assumendocene la responsabilità. Logica avrebbe voluto che si fosse atteso l’atto del Governo, anche per evitare possibili incongruenze tra i due provvedimenti. Ma l’inspiegabile e ingiustificabile ritardo nell’emanazione dell’ordinanza non ci consentiva di attendere oltre». Nei prossimi giorni le amministrazioni comunali che hanno segnalato danni a privati, circa un centinaio, dovranno comunicare agli uffici regiona li l’elenco delle situazioni specifiche per poi procedere all’erogazione delle prime tranche di rimborso. Contestualmente saranno resi noti i criteri e le modalità per accedere ai finanziamenti.
Fonte :Newspages

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Pubblicato il 10 Ottobre 2009

Semplificazione procedure detrazione 55%
per riqualificazione energetica degli edifici

L’Ance spiega che con la pubblicazione del D.M. 6 agosto 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 224 del 26 settembre 2009, è stato modificato ed integrato il D.M. 19 febbraio 2007, che regolamenta la detrazione fiscale del 55% delle spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti (introdotta dall'art. 1, commi 344-349, della legge 296/2006, Finanziaria 2007 e prorogata fino al 2010 dall'art. 1, commi 20-24 della legge 244/2007, Finanziaria 2008). Il decreto, che entrerà in vigore l'11 ottobre 2009, prevede le seguenti novità:
- Le modalità di calcolo per la determinazione dell'indice di prestazione energetica;
- L'asseverazione dell’intervento da parte del tecnico abilitato;
- L'asseverazione dei requisiti per la sostituzione delle finestre e l'installazione di pannelli solari realizzati in autocostruzione;
- I requisiti prestazionali per le pompe di calore;
- La non cumulabilità dell'incentivo con il premio per gli impianti fotovoltaici abbinati ad uso efficiente dell'energia.
Fonte :Newspages

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Pubblicato il 10 Ottobre 2009

Torino, frenano i prezzi delle case di seconda mano nel terzo trimestre

 

·          per la prima volta quest’anno, prezzi giù sotto la mole

·          prosegue il trend negativo dei quartieri del centro (-0,5%; 2.975 euro/m2) dove il prezzo medio di un bilocale ora ammonta a 202.300 euro. circa 2mila euro in meno rispetto allo stesso periodo del 2008

 

 

milano, 6 ottobre 2009 –in flessione le quotazioni degli immobili a torino: un calo dell’1% che fissa il prezzo medio a 2.324 euro/m2. è quanto emerge dall’analisi sui prezzi realizzata dall’ufficio studi di idealista.it su un campione di 668 immobili del portale

 

dopo un primo semestre all’insegna delle quotazioni in rialzo, anche il mattone nel capoluogo piemontese segna una prima battuta d’arresto

 

guidano la discesa dei prezzi i quartieri san paolo–san donato (-0,9%; 2.365 euro/m2) - una flessione che ribalta i dati positivi emersi nei precedenti sei mesi- e il centro storico (-0,5%; 2.975 euro/m2), dove un appartamento di 68 m2 – la dimensione standard degli immobili di torino secondo idealista.it – costerebbe ora 202.300 euro, oltre 2mila euro in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso

prezzi in aumento per borgo vittoria–vallette (+1,7%; 1.938 euro/m2), mentre prosegue il trend positivo per i quartieri santa rita–lingotto–mirafiori (+1,3%; 2.200 euro/m2) iniziato nel trimestre scorso. la periferia nord-orientale di aurora–rebaudengo rimane la più economica della città, con una media di 1.747 euro/m2 nonostante abbia fatto registrare un nuovo lieve incremento dei prezzi nell’ordine dello 0,5%

a causa di un’offerta immobiliare ancora esigua, al momento non è possibile fornire un dato di riferimento univoco per la zona collinare di vanchiglia–borgo po–moncalieri. tuttavia si tratta di una zona di pregio le cui quotazioni possono superare i 5.000 euro/m2 per immobili siti nei quartieri pre-collinari di borgo po e di cavoretto

Fonte : http://www.idealista.it/pagina/comunicacion

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Pubblicato il 10 Ottobre 2009

Milano, i prezzi crescono del 2,8% nel terzo trimestre

·          aumenta la differenza di prezzo tra il centro e le zone periferiche

·          nonostante l’incremento dei prezzi, in quasi la metà dei quartieri della città il valore degli immobili è sceso ancora nel corso dell’estate

 

milano, 6 ottobre 2009 – le quotazioni immobiliari hanno ripreso a crescere nel terzo trimestre di quest’anno con un incremento pari al 2,8%. il prezzo medio delle case sotto la madonnina ora è di 3.714 euro/m2. è quanto emerge dall’ultimo rapporto sui prezzi degli immobili a milano di idealista.it, portale di annunci gratuiti per privati

 

quello attuale è un anno che sembra delineare due opposte tendenze del mercato meneghino con zone, in genere nella fascia medio-alta, che hanno registrato un ulteriore incremento delle quotazioni in questi mesi e zone che hanno sofferto maggiormente la crisi economica

 

garibaldi-porta venezia, che supera per la prima volta la soglia dei 5mila euro/m2 da quando è in atto questa rilevazione, guida la graduatoria dei quartieri più cari di milano (+5,7%; 5.142 euro/m2) dopo il centro storico. segue navigli-bocconi (+2,3%; 4.925 euro/m2) che ha proseguito la sua ascesa per il terzo trimestre consecutivo

 

prezzi al di sopra della media cittadina in porta vittoria (+1,3%; 4.170 euro/m2) e fiera-de angeli, nonostante le quotazioni in questa zona abbiano registrato una frenata (-0,7%; 4.762 euro/m2) tra giugno e settembre

 

città studi-lambrate conferma il trend positivo registrato nell’arco di quest’anno con un prezzo pari a 3.558 euro/m2, che colloca il valore degli immobili della zona in prossimità della media cittadina. sempre nella fascia media di prezzo troviamo lorenteggio-bande nere (+1,5%; 3.400 euro/m2) , vigentino-chiaravalle (+5,1%; 3.281 euro/m2), forlanini (-0,6%; 3.222 euro/m2), famagosta-barona (-2,5%; 3.022 euro/m2) e greco-turro (+0,1%; 3.021 euro/m2)

 

i quartieri che hanno sofferto di più sono quelli nella fascia al di sotto dei 3mila euro: 4 su 6 hanno infatti registrato un calo dei prezzi. chiesa rossa-gratosoglio (-1,5%; 2.952 euro/m2), certosa (-1,5%; 2.882 euro/m2), corvetto-rogoredo (-0,5%; 2.930 euro/m2); baggio (-0,5%; 2.716 euro/m2). tengono soltanto comasina-bicocca (+0,2%; 2.801 euro/m2) e vialba-gallaratese (+0,3%; 2.534 euro/m2), il quartiere più economico della città

 

in provincia, sale sesto san giovanni (+1,6%; 2.742 euro/m2), invariati i valori a  corsico (+0,1%; 2.419 euro/m2) mentre calano monza (-4,6%; 2.550 euro/m2) e cinisello balsamo (-0,4%; 2.349 euro/m2) rispetto a tre mesi fa

 

questo mese è stato possibile rilevare i prezzi in altri 8 comuni della provincia. fanno il loro ingresso nella lista brugherio (2.521 euro/m2), rozzano (2.426 euro/m2), cologno monzese (2.361 euro/m2), desio (2.225 euro/m2), rho (2.148 euro/m2) e legnano, con 1.790 euro/m2, il comune con i prezzi più bassi tra quelli rilevati

 

secondo vincenzo de tommaso, portavoce di idealista.it: “l’euribor ai minimi storici ha aiutato la tenuta dei prezzi nel capoluogo lombardo soprattutto verso coloro che disponendo di risorse finanziare hanno approfittato di questa fase di incertezza per acquistare casa. tuttavia rileviamo un aumento del divario tra i prezzi degli immobili di fascia alta e quelli di fascia bassa, segno di una maggiore selettività da parte dei consumatori, disposti a investire in questa fase solo a patto che il rapporto qualità/prezzo sia bilanciato”
Fonte .http://www.idealista.it/pagina/comunicacion

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Pubblicato il 9 Ottobre 2009

L’acquisitore immobiliare non è un dipendente dell’agenzia
L'acquisizione di immobili, da vendere o da locare, è, evidentemente, un'attività tipica e necessaria dell'agente immobiliare il quale cerca, continuamente, di mantenere ed incrementare il cosiddetto portafoglio clienti, cioè il numero di immobili da offrire. Nella fase di acquisizione si racchiude, sostanzialmente, la bontà dell'affare, nel senso che è in questa fase che si devono acquisire tutte le informazione necessarie per avviare una migliore campagna promozionale, una miglior trattativa e concluderla in tempi brevi. L'agente immobiliare, solitamente, affida tale attività di ricerca e acquisizione di incarichi a persone, che non sono suoi dipendenti, ma con le quali collabora in modo continuativo, impartendo loro delle direttive di carattere generale riferite agli obiettivi, (zone, tipologia di immobile, etc.), esercitando un controllo sui risultati ottenuti, determinando un rimborso spe se, per esempio, in misura fissa, che, magari, viene corrisposto, mensilmente, unitamente ad un compenso determinato in percentuale agli incarichi acquisiti, mettendo a sua disposizione i locali e le attrezzature dell'agenzia, ovviamente, secondo l'orario di lavoro dell'agenzia.
Nella prassi questa tipologia di rapporto, solitamente, veniva regolato nell'ambito del cosiddetto contratto di collaborazione coordinata e continuativa, (altrimenti detto co.co.co.), ora sostituito dal contratto di lavoro a progetto (co.pro.) . Tuttavia, come sempre accade, non è mancato chi ha ritenuto che tale rapporto andasse regolato nell'ambito delle norme codicistiche in tema di rapporto di lavoro subordinato e, conseguentemente, ha portato la questione avanti un magistrato, in funzione di Giudice del Lavoro perché accertasse, cosi dice, il cosiddetto vincolo della subordinazione, con conseguente riconoscimento del diritto all'inquadramento nel 1° livello del CCNL commercio e con la condanna al pagamento delle somme derivanti dalla detta contrattazione collettiva.
La Corte d'Appello di Roma nella sentenza del 27 agosto 2009 si è occupata della richiesta, nei termini di cui sopra, di un acquisitore di incarichi di vendita e di proposte di acquisto che, appunto, operava all'interno dei locali di un’agenzia immobiliare, in forza di un contratto di collaborazione coordinata e continuativa. I Giudici d'Appello hanno confermato la sentenza di primo grado, che aveva escluso il vincolo della subordinazione, respingendo le richieste dell'acquisitore immobiliare, con la seguente motivazione: “
… tra le parti sono stati stipulati e sottoscritti, in data … maggio 1997 e … dicembre 1999, due contratti di collaborazione coordinata e continuativa, integrati con allegati in pari data. I detti contratti descrivono in dettaglio l'oggetto della prestazione (acquisire incarichi di vendita e raccogliere proposte di acquisto), la zona e le modalità di svolgimento dell'incarico, prevedendosi anche la messa a disposizione all'interno degli uffici aziendali, dietro compenso, di alcuni servizi e strutture, nonché il

corrispettivo determinato in percentuale rispetto ai risultati conseguiti (art. 5 e allegato 3).
Sono anche disciplinati la durata dell'incarico, a tempo indeterminato con possibilità di recesso con preavviso ovvero senza preavviso in caso di giusta causa e l'obbligo per il collaboratore di stipulare apposita assicurazione contro il rischio di infortuni.
Secondo la previsione contrattuale il rapporto ha, quindi e senza dubbio alcuno, natura autonoma, dovendo il signor X rispondere solo del risultato, non essendo soggetto a orari di lavoro, non essendo tenuto a minimi di prestazione né a giustificare le ragioni della mancata prestazione e con facoltà di svolgere o meno le attività previste, salva la mancata acquisizione del compenso; l'accordo, inoltre è a tempo indeterminato con possibilità di recesso senza giustificazione, salvo preavviso e i compensi, come detto sono determinati, in relazione agli incarichi e proposte procurati, in misura percentuale e omnicomprensiva, ciò comportando per il ricorrente l'onere delle spese sostenute per la prestazione.
Orbene a fronte delle riferite risultanze documentali e quindi della non equivoca volontà delle parti intesa alla stipulazione di un rapporto di natura autonoma, l'esito dell'espletata istruttoria … non consente di ritenere provata in n relazione al periodo compreso tra maggio 1997 e dicembre 1999, la sussistenza di un rapporto di lavoro caratterizzato dal vincolo della subordinazione, inteso come vincolo di natura personale che sottopone il lavoratore al potere direttivo, organizzativo e disciplinare dell'imprenditore, elemento questo fondamentale da valutare anche nel caso in esame, né quelle relative agli indici sussidiari della subordinazione richiamati in premessa. Infatti, i testi indotti, compresi quelli di parte ricorrente … non hanno indicato alcuna sottoposizione al potere direttivo, che si sia concretato in ordini precisi, specifici e vincolanti, emergendo dalle deposizioni rese solo la prova di semplici direttive di carattere generale specie in ordine agli obiettivi di produttività da raggiungere e al relativo controllo dei risultati conseguiti.
Neppure è risultato che lo … fosse assoggettato al potere disciplinate dell'imprenditore, non ravvisabile certo nei meri solleciti alla presenza in ufficio o, comunque, al lavoro emersi dalla prova, ovvero nel controllo sull'effettivo svolgimento dell'incarico e sull'andamento degli affari (poteri che l'imprenditore può esercitare nel rapporto di collaborazione autonomo), anche in difetto di qualsiasi elemento, seppur indiziario, su possibili conseguenze sfavorevoli ovvero sanzionatorie a carico del collaboratore che, peraltro aveva un proprio specifico interesse alla prestazione, essendo retribuito in percentuale in rapporto agli incarichi procurati. Allo stesso modo non appare decisiva ai fini dell'accertamento della subordinazione la riferita costante presenza in ufficio dello …, posto che, per un verso, il predetto aveva per contratto, la disponibilità a pagamento di
servizi e strutture all'interno dell'agenzia … di zona ed era quindi suo chiaro interesse utilizzare detti

supporti e, per altro verso, non sono emersi elementi certi sul fatto che una tale presenza fosse comunque conseguente ad un preciso obbligo imposto al collaboratore dalla parte datoriale; neppure risulta la teorica possibilità di subire sanzioni disciplinari in caso di mancata presenza, né l'obbligo per il collaboratore di giustificare le assenze, rilevandosi in proposito che non vi e prosa che il richiesto preavviso di esse costituisse un obbligo e potesse dar luogo a sanzioni, trovando tale richiesta ragione nella comprensibile e logica necessità di coordinamento della attività dell'allora ricorrente con le esigenze aziendali: infine nessuna prova è emersa circa l'avvenuto riconoscimento allo … di ferie retribuite, non essendo significativa a tal fine la sola mancata prestazione del lavoro nel periodo di chiusura estiva della agenzia (tre settimane in agosto)….
In conclusione, le circostanze di fatto come sopra accertate non descrivono modalità di svolgimento del rapporto di lavoro, nel periodo per cui è causa, incompatibili con quelle che si desumono dalle dichiarazioni di volontà delle parti espresse nei contratti scritti di collaborazione coordinata e continuativa, e ciò nonostante la compiuta verifica di esse alla luce dell'atteggiarsi in concreto dei rapporto tra lo X e l'odierna appellata … Pertanto, sulla base delle previsioni contrattuali e delle concrete modalità di esecuzione del contratto, nonché di tutte le circostanze emerse e sopra esposte, … atteso che l'attività svolta dall'odierno appellante nell'intero periodo … ben può essere inquadrato nella fattispecie della para subordinazione, che si individua nella prestazione d'opera continuativa coordinata, prevalentemente personale e non a carattere subordinato, i cui elementi caratterizzanti sono appun to la continuità, che ricorre quando la prestazione sia non meramente occasionale o istantanea, e quindi sia destinata a protrarsi per un tempo apprezzabilmente lungo, la coordinazione, che implica che il lavoro sia strutturalmente e funzionalmente in relazione con l'attività svolta dal committente, in modo da collegarsi con la sua organizzazione produttiva, e che consiste nella soggezione alle direttive generali del preponente circa le modalità della prestazione, senza che questa sia svolta in regime di subordinazione, e la prevalenza dell'attività del lavoratore rispetto agli altri fattori impiegati per l'esecuzione dell'obbligazione, nonché il rischio della attività svolta posto a carico dello stesso prestatore d'opera.

In sintesi, dalla lettura della motivazione della sentenza emerge che i punti salienti a favore della mancanza del vincolo della subordinazione sono stati rivenuti nella obbligazione di risultato senza orari di lavoro e senza minimi di produzione dell'acquisitore, nella determinazione del compenso in relazione percentuale agli incarichi e nella prova di semplici direttive di carattere generale riferite agli obiettivi.
Avv. Roberto Bella Presidente IRCAT

Fonte :Newspages

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Pubblicato il 9 Ottobre 2009

Dal 2018 nuovi edifici ad emissione zero
Una nuova direttiva europea sull'efficienza energetica nel settore edilizio mira a predisporre gli strumenti perché anche gli edifici facciano la loro parte nella lotta ai cambiamenti climatici ingaggiata dall'Unione europea.
Dal 2018 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere 'a emissioni zero', ovvero dovranno produrre tanta energia quanta ne consumano. Le regole del Parlamento prevedono anche parametri di efficienza energetica per le ristrutturazioni, e obbligo di pubblicizzare il consumo delle installazioni domestiche.
La nuova legislazione, che ne modifica una del 2002, dovrebbe portare a una riduzione del consumo energetico del 5-6% e un taglio nelle emissioni di CO2 del 5% entro il 2020. L'Europarlamento ha deciso su alcuni temi prioritari: una definizione europea comune di edifici a emissioni zero, specifici target nazionali di riduzione del consumo energetico nell'edilizia, l'obbligo per tutti i paesi europei di

Fonte Newspages

garantire che tutti i nuovi edifici siano completamente autosufficienti, cioé producano energia in proprio da fonti rinnovabili, entro il 2018.
In particolare il Parlamento ha previsto che entro il 2011 vengano predisposti dei piani nazionali per l'efficienza energetica degli edifici che comprendano anche specifiche misure finanziarie: incentivi e facilitazioni oltre che contributi e stanziamenti. Ha inoltre raccomandato alla Commissione di darsi il termine del 2010 per aumentare la quota dei Fondi europei di sviluppo destinata a finanziare il risparmio e l'eco-edilizia. E infine ha dato il via libera a importanti incentivi europei, quali la creazione di un fondo per l'efficienza energetica, che sostenga progetti innovativi di bioedilizia, oltre a sconti fiscali e riduzione dell'Iva per tutti i prodotti che aumentino l'efficienza energetica degli edifici a livello regionale, come già accade in molti paesi europei.

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