Pubblicato il 23 Settembre 2009

Secondo la rilevazione UBH non si era mai visto un calo delle compravendite nel mercato residenziale di questa portata. Da almeno tre anni il numero delle compravendite è in discesa
Mercato immobiliare, calo inarrestabile delle compravendite

Sostiene Alessandro Ghisolfi, direttore dell’ufficio studi UBH, che “L’andamento ciclico del mercato immobiliare residenziale italiano sta conoscendo una fase, che negli ultimi 25 anni non si era mai verificata. La frenata del mercato, attribuibile, da una parte alla crisi congiunturale e, dall’altra ad una crescita continua degli scambi durata 9 anni, sta riportando i volumi generali ai livelli di metà anni 90. La differenza principale rispetto all’ultimo ciclo negativo iniziato nel ‘92 è che nell’attuale fase i prezzi stanno mostrando una maggiore resistenza rispetto ai cali traumatici di quegli anni e l’offerta di abitazioni nelle aree di maggior qualità non dà segnali di forte aumento”.

Il trend di discesa delle compravendite è stimato fra il -14,0% e il -16,0% rispetto al primo semestre 2008.

Quanto a valori l’Ufficio studi UBH riferisce che nei primi sei mesi del 2009 i prezzi di vendita delle abitazioni sono calati del 6,1% rispetto allo stesso periodo del 2008.

Lieve miglioramento rispetto al primo trimestre 2009 che aveva registrato un calo su base annua del -7,8%.

Negativi i principali centri urbani: -8,3% Palermo, -7,6% Napoli, -6,3% Roma, -5,7% Milano, -5,4% Torino, -5,3% Bari.

Previsioni di medio periodo per il mercato residenziale italiano

Timidi segnali di ripresa della domanda nel secondo trimestre del 2009.

Non c’è però da lasciarsi andare all’ottimismo in quanto - come ricorda lo studio UBH - questo è il periodo tradizionalmente favorevole alle compravendite.

Ragion per cui “a previsione per fine anno è che il mercato segnerà una nuova flessione, meno pesante rispetto a quella del 2008, probabilmente compresa fra l’11% e il 13% tendenziale annuo”.

Una prima inversione del ciclo si potrebbe avere a partire dalla primavera del 2010, ma qualcosa di maggiormente concreto si potrà vedere nella primavera del 2011.

Fonte : http://www.quotidianocasa.it

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Pubblicato il 23 Settembre 2009

UK, prezzi case in recupero a settembre

(Teleborsa) - Roma, 21 set - Segnali di recupero arrivano ancora dal mercato immobiliare in Regno unito. Secondo l'ultimo rapporto della Rightmove, un operatore immobiliare britannico, l'indice dei prezzi delle case ha registrato a settembre un incremento dello 0,6% a 223.996 sterline, segnando un calo su anno dell'1,5%. A favorire il recupero, dopo il calo del 2,2% registrato ad agosto, ha contribuito un generale recupero della domanda, come confermano i dati sugli stocks che sono ai minimi da 18 mesi.

FOnte :Repubblica.it

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Pubblicato il 23 Settembre 2009

MF Dow Jones Market Report
MF/DOWJONES News    


MARKET TALK: Portogallo; in vista elezioni, impatto su mercato (Ubs)

   

 MILANO (MF-DJ)--Le imminenti elezioni in Portogallo, che si terranno il 27 settembre, fanno
discutere sulle prospettive del Paese. Una conferma dell'attuale governo socialista, secondo Ubs, promuoverebbe i progetti infrastrutturali su larga scala e stimolerebbe l'attivita' di M&A nel comparto tlc. Il panorama bancario non verrebbe particolarmente toccato. Secondo gli ultimi sondaggi e' in testa il partito socialista, di 6 punti avanti al Psd, risultato al di sotto della differenza di 16 punti registrata nelle elezioni del 2005. I dati economici restano deboli (Pil 2010 pari a +0,4%), non ci sono particolari novita' per il mercato immobiliare ed il deficit risulta sotto controllo (4% nel 2010 Ubse). Bene l'indice locale che ha sovraperformato l'Eurostoxxx 50 del 14%, ma i titoli di spicco sono ancora pochi. Ubs ha stabilito una valutazione positiva per Bes (tp di 4,9 euro), Mota (tp di4 euro), Zon (tp di 5,5 euro), Sonaecom (tp di 2,6 euro), Galp (tp di 13 euro) e Brisa (tp di 7,3 euro). red/bia carlottabianchini@mfdowjones.it

FOnte: http://www.borsaitaliana.it

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Pubblicato il 23 Settembre 2009

 
 
   
Real Estate


Uk, aumentano ancora le approvazioni dei mutui

22 Sep 2009

 

Il prestito al settore immobiliare commerciale è stato sorprendentemente solido. Settimanale sul mercato immobiliare di Rics


a cura di Stefania Basso


• L’ulteriore aggiornamento sulla situazione del mercato immobiliare sarà fornito dalla British Bankers Association (BBA) mercoledì 23 settembre, con la pubblicazione delle statistiche sui mutui per il mese di agosto.
A luglio, i membri della BBA hanno approvato solo poco più di 38.000 mutui per l’acquisto di case (su un totale di 50.000 secondo la Bank of England). Questa è stata la lettura migliore dal febbraio del 2008. Nel frattempo, anche i prestiti approvati per riaccendere i mutui hanno raggiunto i loro livelli massimi dall’ottobre dello scorso anno. E tuttavia, l’attività dei mutui è ancora contenuta rispetto sia al picco toccato di recente sia alla media di lungo corso.

• La serie riguardo “alle richieste dei nuovi acquirenti” condotta dallo studio di ricerca di Rics Housing Market è stata un buon indicatore chiave dell’attività dei mutui. L’ultima lettura di bilancio netto pari a +49 (ovvero il 49% in più degli analisti ha riportato un aumento delle richieste degli acquirenti rispetto ai mesi precedenti più che una diminuzione) è leggermente in discesa rispetto ai recenti massimi ma è ancora al di sopra della norma storica. E cosa importante, questo indica che le approvazioni dei mutui potrebbero aver superato 40.000 secondo le stime di BBA per il mese di agosto. Inoltre, la probabilità è che ci saranno ulteriori moderati incrementi dell’attività sul bilancio di quest’anno, che riflettono il desiderio di un paio di grandi società specializzate nei mutui di aumentare la loro quota di mercato.

• La ricerca della BBA conterrà anche i dettagli del prestito concesso tanto al settore delle costruzioni quanto al settore dell’immobiliare corporate. Se il prestito al primo è sceso notevolmente negli ultimi mesi, esso è rimasto comunque sorprendentemente solido rispetto al settore dell’immobiliare corporate (questo è stato attribuito soprattutto al calo delle linee di credito esistenti). Malgrado alcuni segnali incerti secondo cui il mercato immobiliare commerciale è ormai vicino al fondo, come evidenziato nei recenti dati di IPD (banca dati internazionale del settore immobiliare), è comunque probabile che le banche ridurranno gradualmente la loro esposizione a quest’area

Fonte : http://www.fondionline.it

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Pubblicato il 21 Settembre 2009

Certificazione energetica degli edifici: nuovi chiarimenti dei Notai
 

Il Consiglio Nazionale del Notariato torna sul tema della certificazione energetica degli edifici. A partire dal 1° luglio 2009 - spiegano i Notai - tutti gli immobili devono essere dotati dell'Attestato di certificazione energetica (ACE) (così come previsto all'art. 6 del Dlgs 192/2005) a prescindere dall'epoca di costruzione e dalla superficie utile, ferma restando la possibilità di alienare un immobile non dotato di ACE.

Dal 25 luglio scorso è in vigore il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 26 giugno 2009 che definisce in modo puntuale le Linee Guida Nazionali sulla certificazione energetica e gli strumenti di concertazione e cooperazione tra Stato e regioni. L'obiettivo è quello di rendere trasparente la qualità energetica degli immobili, garantire l'efficienza, il risparmio energetico e una maggiore sicurezza per i cittadini che acquistano una casa, ma anche promuovere adeguati livelli di qualità dei servizi di certificazione, assicurarne l'utilizzo e la diffusione omogenea sull'intero territorio nazionale.


L'art. 3 co. 3 delle Linee Guida, dispone la loro applicazione nelle regioni e province autonome che non hanno ancora provveduto ad adottare propri strumenti di certificazione energetica e comunque sino all'entrata in vigore dei predetti strumenti.

L'emanazione delle Linee Guida Nazionali - chiariscono i Notai - pone fine al periodo transitorio, disciplinato dall'art. 11 co. 1-bis del decreto 192/2005, rendendo obbligatoria la dismissione definitiva l'Attestato di Qualificazione Energetica (AQE) in favore dell'Attestato di Certificazione Energetica (ACE). Gli Attestati di Qualificazione Energetica fino ad ora utilizzati perderanno la loro efficacia trascorsi dodici mesi dall'emanazione delle Linee guida nazionali, pertanto, dal 26 giugno 2010 la certificazione energetica degli edifici sarà affidata esclusivamente ai modelli di ACE come predisposti all'Allegato 6 del decreto.

Fino a quella data, gli immobili già dotati dell'AQE potranno continuare a circolare con tale Attestato, ma dal 26 giugno 2010 per trasferirli a titolo oneroso sarà necessario procedere alla sostituzione del predetto Attestato ormai inefficace, con un nuovo documento, l' ACE, contenente l'indicazione della classe energetica dell'edificio e del Soggetto certificatore.

Con riferimento ai Soggetti certificatori, le Linee guida nazionali rimandano a successivi decreti presidenziali che definiranno i requisiti professionali e i criteri di accreditamento per assicurare la qualificazione e l'indipendenza degli esperti o degli organismi a cui affidare la certificazione energetica degli edifici e l'ispezione degli impianti di climatizzazione. In attesa di tali decreti, nelle regioni che non hanno legiferato in materia energetica o la cui normativa è in attesa di attuazione, secondo i Notai, deve essere applicata la normativa nazionale prevista dal comma 6 dell'art. 18 del d.lgs. 30 maggio 2008, n. 115.


Uno degli aspetti più innovativi della Linee Guida, è la definizione dell'ambito applicativo del decreto legislativo 192/2005 e successive modifiche, in ordine alle diverse tipologie immobiliari. L'All. A del decreto prevede, al punto 2, l' applicazione delle disposizini a tutti gli edifici delle categorie di cui all'articolo 3, del D.P.R. 26 agosto 1993, n.412, indipendentemente dalla presenza o meno di uno o più impianti tecnici esplicitamente od evidentemente dedicati ad uno dei servizi energetici di cui è previsto il calcolo delle prestazioni. Tra queste categorie non rientrano box, cantine, autorimesse, parcheggi multipiano, depositi, strutture stagionali a protezione degli impianti sportivi, ecc. se non limitatamente alle porzioni eventualmente adibite ad uffici e assimilabili, purché scorporabili agli effetti dell'isolamento termico.


Infine, il documento del Notariato prende in esame la disposizione contenuta nel punto 9 dell'All. A, secondo la quale, per immobili di superficie utile inferiore o uguale a 1000 mq, il proprietario "consapevole della scadente qualità energetica dell'immobile", anziché dotarlo dell'ACE, può ricorrere ad un'autodichiarazione in cui afferma che:

- l'edificio è di classe energetica G;

- i costi per la gestione energetica dell'edificio sono molto alti.

L' autodichiarazione costituisce un'alternativa alla dotazione dell'ACE da rendere in sede di trasferimento dell'immobile. I Notai affermano che la circostanza che il bene possa essere trasferito con l'autodichiarazione, non sposta le conclusioni cui è pervenuto il Consiglio Nazionale del Notariato nello Studio n. 334-2009/C in ordine all'ammissibilità delle pattuizioni con cui le parti stabiliscono le modalità per assolvere all'obbligo di dotazione.


 

 

 

Tutte le disposizioni in materia, con commenti ed approfondimenti di autorevoli esperti sono disponibili, per gli abbonati, nella banca dati "Codice degli Immobili".
Fonte  Il sole 24 ore

 

 

 

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Pubblicato il 21 Settembre 2009

Il compromesso è valido anche se la Società di costruzione fallisce
Parere a cura dell' Avv. Raffaele Cusmai, Carpineti - Cusmai Studio legale

Quesito:

Una Società di costruzione realizza un edificio composto da 6 unità immobiliari una adibita ad ufficio e cinque abitazioni. Prima della dichiarazione di fallimento e la nomina del curatore fallimentare, la Società vende con atto notarile due unità immobiliari, mentre per altre tre unità viene concluso un compromesso, una unità immobiliare rimane di proprietà della società fallita. I proprietari ed i promissari acquirenti prendono possesso degli appartamenti e sostengono spese comuni. I problemi del costituendo condominio sono i seguenti: come ripartire le spese tra i condomini? chi dovrò essere convocato per partecipare all'assemblea condominiale? se viene nominato un amministratore esterno chi sono i suoi referti?

Risposta
1.Inquadramento normativo

Art. 72 Legge Fallimentare: "Se un contratto è ancora ineseguito o non compiutamente eseguito da entrambe le parti quando, nei confronti di una di esse, è dichiarato il fallimento, l'esecuzione del contratto, fatte salve le diverse disposizioni della presente Sezione, rimane sospesa fino a quando il curatore, con l'autorizzazione del comitato dei creditori, dichiara di subentrare nel contratto in luogo del fallito, assumendo tutti i relativi obblighi, ovvero di sciogliersi dal medesimo, salvo che, nei contratti ad effetti reali, sia già avvenuto il trasferimento del diritto. Il contraente può mettere in mora il curatore, facendogli assegnare dal giudice delegato un termine non superiore a sessanta giorni, decorso il quale il contratto si intende sciolto. La disposizione di cui al primo comma si applica anche al contratto preliminare salvo quanto previsto nell'art. 72-bis. In caso di scioglimento, il contraente ha diritto di far valere nel passivo il credito conseguente al mancato adempimento, senza che gli sia dovuto risarcimento del danno. L'azione di risoluzione del contratto promossa prima del fallimento nei confronti della parte inadempiente spiega i suoi effetti nei confronti del curatore, fatta salva, nei casi previsti, l'efficacia della trascrizione della domanda; se il contraente intende ottenere con la pronuncia di risoluzione la restituzione di una somma o di un bene, ovvero il risarcimento del danno, deve proporre la domanda secondo le disposizioni di cui al Capo V. Sono inefficaci le clausole negoziali che fanno dipendere la risoluzione del contratto dal fallimento. In caso di scioglimento del contratto preliminare di vendita immobiliare trascritto ai sensi dell'art. 2645-bis del codice civile, l'acquirente ha diritto di far valere il proprio credito nel passivo, senza che gli sia dovuto il risarcimento del danno e gode del privilegio di cui all'art. 2775-bis del codice civile a condizione che gli effetti della trascrizione del contratto preliminare non siano cessati anteriormente alla data della dichiarazione di fallimento. Le disposizioni di cui al primo comma non si applicano al contratto preliminare di vendita trascritto ai sensi dell'art. 2645-bis del codice civile avente ad oggetto un immobile ad uso abitativo destinato a costituire l'abitazione principale dell'acquirente o di suoi parenti ed affini entro il terzo grado".

Art. 1138, comma 3, cod. civ.: "Il regolamento deve essere approvato dall'assemblea con la maggioranza stabilita dal secondo comma dell'articolo 1136 e trascritto nel registro indicato dall'ultimo comma dell'art. 1129".

Art. 1123 cod. civ.: "Le spese necessarie per la conservazione e per il godimento delle parti comuni dell'edificio, per la prestazione dei servizi nell'interesse comune e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, salvo diversa convenzione. Se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione dell'uso che ciascuno può farne. Qualora un edificio abbia più scale , cortili, lastrici solari , opere o impianti destinati a servire una parte dell'intero fabbricato, le spese relative alla loro manutenzione sono a carico del gruppo di condomini che ne trae utilità".
Art. 1101, comma 2, cod. civ.: "Il concorso dei partecipanti, tanto nei vantaggi quanto nei pesi della comunione, è in proporzione delle rispettive quote".

2.Conclusioni

Innanzitutto occorre precisare che la legge fallimentare, come emendata dal d.lgs. n.169 del 2007, stabilisce, con particolare riferimento agli immobili ad uso abitativo, che con l'apertura del fallimento del venditore il contratto preliminare (al cui genus deve essere ricondotto il c.d. compromesso, tanto diffuso nella prassi) prosegue tra le parti ed il curatore è tenuto a stipulare il contratto definitivo,se l'immobile è destinato a costituire l'abitazione principale del promissario acquirente. Limitatamente invece agli immobili ad uso non abitativo si applicherà la regola generale posta sempre dal legislatore del fallimento secondo cui il curatore può scegliere se stipulare il definitivo o sciogliere unilateralmente il contratto. In tale ultima ipotesi l'acquirente, se il preliminare è stato trascritto presso la Conservatoria dei Pubblici Registri Immobiliari, avrà diritto di far valere il proprio credito nel passivo del fallimento senza che gli sia dovuto il risarcimento del danno e gode del privilegio speciale (che costituisce una causa legittima di prelazione nel concorso fra i creditori del fallito) sul bene oggetto del preliminare a condizione che gli effetti della trascrizione del contratto de quo non siano cessati anteriormente alla data della dichiarazione di fallimento

Inoltre, si osserva ancora che dalla sentenza dichiarativa del fallimento l'amministrazione e la disponibilità dei beni del fallito spetta al curatore fallimentare.

Ciò necessariamente precisato sugli effetti della sentenza di fallimento per quel che interessa in questa sede, con riferimento al primo ed al secondo interrogativo sottoposto osserviamo che potranno partecipare all'assemblea in cui si dovrà deliberare la formazione del regolamento di condominio e relative allegate tabelle millesimali (la redazione di queste ultime da delegare ad un consulente tecnico), ai sensi dell'art. 1138 cod. civ., con la maggioranza assoluta (maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno la metà del valore dell'edificio), solamente i proprietari ed il curatore fallimentare, quest'ultimo in rappresentanza del fallimento della società per quattro unità immobiliari, ovvero le tre oggetto del compromesso-preliminare e l'altra che residua, essendo di tali beni la società fallita ancora proprietaria.

Per quanto riguarda il terzo interrogativo osserviamo che i referenti dell'amministratore devono essere nominati dall'assemblea di condominio.

Infine, limitatamente al quarto interrogativo, osserviamo che le spese cui ci si riferisce – presumiamo quelle per il compenso dell'amministratore piuttosto che per la gestione dei servizi comuni – esse dovranno essere sostenute dai condomini secondo il criterio di cui all'art. 1123, comma 1, cod. civ., per la retribuzione dell'amministratore, oppure a seconda del caso concreto secondo uno dei tre criteri previsti dalla medesima norma, riprodotta integralmente al par. 1, per le spese relative a beni e servizi comuni. In mancanza di regolamento di condominio dovrà applicarsi la norma generale di cui all'art. 1101, comma 2, cod. civ., per cui le spese di cui trattasi dovranno ripartirsi fra tutti i condomini in parti uguali, ovvero tra i soggetti proprietari di due unità immobiliari e dal fallimento della società per le quattro restanti. Ma è evidente che per ottenere qualsiasi pagamento in riferimento a queste ultime sarà necessario che il condominio si insinui al passivo della procedura fallimentare.


Quesito pervenuto attraverso il servizio "Chiedi il Parere dell'Esperto". Il servizio è riservato agli abbonati della banca dati "Codice degli Immobili".

Fonte : ILSOLE 24 ORE

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Pubblicato il 19 Settembre 2009

Istat, riparte l'industria italiana

A luglio fatturato in crescita: +0,7%

L'industria italiana ingrana la marcia della ripresa. Secondo i dati Istat a luglio gli ordinativi hanno registrato un rialzo del 3,2% su base mensile, il dato migliore da gennaio 2008. E anche il fatturato ha invertito la rotta: è cresciuto dello 0,7% rispetto a giugno, registrando così la prima variazione positiva da oltre un anno. Il bilancio rispetto a luglio 2008, però, rimane ancora in rosso: -23,2% per gli ordini e -21,7% per il fatturato. Il ministro Scajola è ottimista: "Si rafforza la ripresa, ora dobbiamo accelerare al massimo per sostenere le imprese e l'occupazione ed evitare contraccolpi sul mercato del lavoro".

Ancora in difficoltà l'industria dell'auto
Non riesce a invertire la rotta, ma rallenta almeno la caduta l'industria dell'auto che, sempre a luglio, ha registrato un calo del fatturato tendenziale del 25% (-27,3% a giugno), mentre gli ordinativi hanno registrato un calo del 21,8% (-28,9% a giugno). In particolare, il fatturato nazionale ha segnato un calo del 12,5% (-25,8% a giugno) mentre quello estero è sceso del 37,1% (-29% a giugno). Gli ordinativi nazionali sono scesi del 2,8% (+2,6% a giugno) mentre quelli esteri sono scesi del 41,9% (-57,9% a giugno).

Il mercato estero fa ripartire l'industria italiana
A trainare in area positiva l'industria italiana sono state soprattutto le vendite all'estero. Il fatturato sul mercato estero, infatti, è cresciuto del 2,7%, mentre è diminuito dello 0,1% su quello interno. Ancora meglio il trend degli ordinativi che hanno registrato un +15,6% sul mercato estero, mentre in Italia hanno registrato un calo del 2,9%.
Nel confronto degli ultimi tre mesi (maggio-luglio) con i tre mesi immediatamente precedenti (febbraio-aprile) le variazioni congiunturali sono state pari a -2% per il fatturato e a +0,6% per gli ordinativi.

La miglior performance congiunturale del fatturato l'hanno segnata i beni intermedi, che sono saliti dell'1,7%, seguiti dai beni strumentali (+0,6%): fermi invece i beni di consumo, contrastati tra un miglioramento di quelli durevoli (+2,1%) e un calo di quelli non durevoli (-0,4%). Male invece i prodotti energetici, che perdono lo 0,7%.

Su base annua numeri ancora in rosso
Rispetto al luglio dell'anno scorso, però, le variazioni di fatturato per raggruppamento di industrie (corrette per gli effetti di calendario) sono tutte negative: l'energia crolla del 38,4%, i beni intermedi perdono il 26,5%, mentre quelli strumentali segnano un calo del 23,4%. Meno drammatico il calo dei beni di consumo, che scendono del 7,9%: migliore performance dei beni non durevoli, che si assesta al -6,7%, mentre i durevoli cedono il 13,8%.

Male il fatturato del settore dei prodotti energetici, in particolare per il coke e i derivati raffinati del petrolio (-38,6%), sempre espressi in termini tendenziali. Giù anche la metallurgia (-36,5%) e i macchinari (-26,5%). Gli unici ordinativi che crescono rispetto al luglio 2008 riguardano il settore delle apparecchiature elettriche e domestiche: la forte domanda estera le spinge infatti a salire del 16%. Non sono altrettanto fortunati i settori dei mezzi di trasporto, che vedono crollare gli ordini di quasi la metà (-46,6%), la metallurgia (-38,1% su luglio 2008) e le attrezzature (-21,5%).

Scajola: "Si sta rafforzando la ripresa"
Dopo la produzione industriale (+1%) e l'export extraeuropeo (+5%), a luglio è aumentato anche il fatturato dell'industria (+0,7%) e, soprattutto, gli ordinativi (+3,2%) che si tradurranno in produzione e fatturato nei prossimi mesi. Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, è ottimista e sottolinea in una nota che "questo significa che la ripresa si sta rafforzando e potrebbe essere più sostenuta di quanto indicato nei giorni scorsi dalla Commissione Europea, la quale prevede per il terzo trimestre un aumento del Pil dello 0,2% dopo i forti cali dei trimestri scorsi. E' evidente - aggiunge Scajola -che dobbiamo accelerare al massimo la ripresa per sostenere le imprese e l'occupazione ed evitare contraccolpi sul mercato del lavoro".

Fonte tg.com

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Pubblicato il 18 Settembre 2009

Assicurazione sulla casa 3

Per legge, ogni individuo in possesso di un veicolo motorizzato (automobile, motorino, moto, camion, furgone), è obbligato a stipulare un’assicurazione per la responsabilità civile sul veicolo stesso. Se le offerte della compagnia assicurativa scelta per il proprio veicolo ci soddisfano anche per l’eventuale polizza per la casa, stipulare un contratto di assicurazione anche per la propria abitazione con la stessa compagnia, non sarebbe una cattiva idea: spesso infatti, stipulare più polizze, anche se di tipo diverso, con una stessa compagnia, significa ricevere degli sconti cumulativi sul premio, che possono sempre far comodo. Risparmiare è sempre una buona idea!

Quando ci si addentra nel mondo delle assicurazioni, è bene essere a conoscenza del significato di alcuni termini che fanno parte dell’ambiente e che sono utilizzati nella stesura del contratto. Prima di firmare, occorre essere consapevoli di tutto ciò che è scritto nella polizza.

1) Indennizzo
La legge lo chiama anche “equa indennità”: è il compenso riconosciuto al danneggiato, qualora l’autore stesso del danno sia sollevato dall’obbligo di procedere all’integrale risarcimento (perché ha agito in stato di necessità o per incapacità dovuta a infermità). In questo caso, il risarcimento è pagato appunto dall’assicurazione e per questo indicato con la parola “indennizzo”.

2)Massimale
E’ la cifra massima che l’assicurazione si impegna a pagare nel caso di un determinato danno previsto dalla polizza. Se il danno supera quella cifra, l’assicurazione non lo copre interamente, ma solo per quanto è indicato dal massimale stesso. Per questo si scelgono massimali sempre piuttosto alti, in previsione di danni anche ingenti. Esiste il massimale per il furto e quindi per il contenuto della casa, per lo scasso di porte e finestre, per l’incendio della casa, etc Più i massimali sono alti, più è alto il premio della polizza.

3) Premio
E’ il costo della polizza, da pagare annualmente o in più rate (con eventuale applicazione di addizionali, in parole povere interessi relativi ai tempi di frazionamento), a seconda degli accordi presi tra contraente e assicuratore. Ovviamente il premio è pagato dal contraente alla compagnia assicurativa.

4) Franchigia
E’ il tetto minimo sotto il quale la compagnia assicurativa non risarcisce il danno. Nel caso dell’assicurazione per la casa, la franchigia può riguardare i danni che si verificano con maggiore frequenza, come spargimenti d’acqua e ricerche del guasto, fenomeni elettrici, eventi atmosferici e vandalici; tale voce non è eliminabile dal contratto. Solitamente la franchigia di un contratto assicurativo si aggira intorno ai 100-150 euro. Bisogna tener presente che più è alta la franchigia, più risulta basso il premio della polizza assicurativa.

Assicurare un’abitazione diventa quasi necessario se:
1) è di proprietà
2) oltre ad essere di proprietà, la si occupa direttamente
3) ci sono animali domestici in casa
4) ci sono bambini piccoli in casa
5) ci si trova a un piano alto con terrazzo o balconi e possono cadere oggetti che potrebbero danneggiare cose o persone al di sotto
6) si posseggono molti beni di valore in casa
7) si posseggono molti dispositivi elettronici che oltre a poter essere rubati, possono subire danni derivanti da guasti elettrici.

Prima di decidere a quale compagnia affidarsi, valutare attentamente le opzioni che vengono offerte e rapportarle alle proprie singole esigenze. Inoltre è consigliabile confrontare i costi delle polizze di varie compagnia, prima di scegliere. Molte compagnie assicurative offrono preventivi immediati online, compilando dei form con i propri dati e i dati dell’immobile da assicurare; altre compagnie forniscono preventivi direttamente in agenzia. Recatevi nelle agenzie o effettuate preventivi online, tenendo conto su un vostro foglio a parte dei costi delle varie compagnie rapportate ai servizi offerti e scegliete poi la compagnia che vi offre un buon rapporto qualità/prezzo, cioè maggiori garanzie utili a voi, a un costo minore. Le compagnie assicurative online sono da considerarsi valide al pari di quelle tradizionali.

Fonte; http://blog.mioaffitto.it/

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Pubblicato il 18 Settembre 2009

Assicurazione sulla casa 2

In genere quando la casa è provvista di sistemi di sicurezza, la polizza viene scontata.

Maggiore è la tecnologia e l’efficacia del sistema di sicurezza e maggiore è lo sconto.

Quando si tratta di sistemi di sicurezza passivi, cioè di porte e finestre blindate, presenza di inferriate, vetrate blindate, etc, gli sconti sono minimi. Quando si tratta di sistemi di antifurto più avanzati, detti attivi, che segnalano cioè la presenza di estranei nell’appartamento, come sirene, lampeggiatori, telecamere, sensori perimetrali o ancor di più il telecollegamento con le forze dell’ordine, gli sconti sono in genere più elevati.

Innanzitutto è bene tener presente che la polizza assicurativa per la casa è strettamente legata alle caratteristiche dell’abitazione: se per esempio subiamo un furto di oggetti all’interno della casa, senza che i mezzi di chiusura (porte e finestre) subiscano scasso (quindi da persone che potremmo aver noi stessi introdotto in casa), l’assicurazione per la casa non è tenuta a risarcire tale danno. In secondo luogo, subito dopo aver stipulato una polizza assicurativa per la casa, occorre:
 

1) fare una stima il più precisa possibile del valore totale dei beni posseduti all’interno della casa (tra mobili, oggetti di valore e apparecchi elettronici)
 

2) comunicare il cambiamento di valore in caso di acquisti di un certo tipo successivi alla stipula della polizza, per modificare anche il massimale dell’indennizzo in caso di furto
 

3) tenere traccia, con documenti e scontrini e magari anche con fotografie, del valore dei beni che si posseggono e che si sono conteggiati per stipulare la polizza
 

4) se alcuni beni di valore che si intende comprendere nella polizza sono dei regali, è bene fornirsi della dichiarazione del rivenditore, in merito al valore economico degli stessi
 

5) in caso di furto, la prima cosa da fare è la denuncia alle forze dell’ordine, dove oltre all’elenco degli oggetti rubati, bisogna fornire una stima del loro valore: in questo caso se si dichiara il falso, si è perseguibili dalla legge
 

6) le compagnie assicurative devono essere fornite della copia della denuncia: questa, data la consapevolezza dell’illegalità del dichiarare dati falsi, dovrebbe bastare all’assicurazione come garanzia dei beni rubati e del loro valore.

Tutto questo è necessario per evitare che la compagnia assicurativa non riconosca l’entità del danno subito e quindi che non risarcisca il valore pattuito nella polizza appunto in caso di furto. In teoria poi, il valore dei beni assicurati si può ottenere rimpiazzando i beni stessi con altri nuovi uguali o equivalenti per rendimento economico.

Nelle polizze che riguardano incendio, furto con scasso, atti vandalici, fenomeni elettrici, perdite d’acqua, rottura dei cristalli, etc, il risarcimento è rappresentato dalla riparazione dei danni da parte di tecnici specializzati. Questa opzione è solitamente compresa nel contratto base: il preventivo per la riparazione dei danni, preparato da un tecnico scelto dal contraente ed eventualmente comprovata da un tecnico dell’agenzia di assicurazioni, sarà il corrispettivo che dovrà essere rimborsato al contraente da parte della compagnia assicurativa.

In caso di trasloco da un’abitazione ad un’altra è possibile nella maggior parte dei casi, trasferire anche la polizza assicurativa. Naturalmente prendendo accordi con la compagnia di assicurazioni, è necessario confrontare la compatibilità delle garanzie, delle somme assicurate e delle condizioni stipulate nella polizza, con le caratteristiche della nuova casa. Se le caratteristiche coincidono, l’assicurazione provvederà semplicemente a cambiare i dati relativi all’abitazione. Se le caratteristiche cambiano in modo tale da prevedere una variazione del contratto assicurativo, questo sarà quindi modificato adeguatamente: se per esempio nella casa nuova sono presenti sistemi di antifurto che nell’abitazione precedente non c’erano, il premio dell’assicurazione sarà diminuito, e viceversa
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Pubblicato il 18 Settembre 2009

Assicurazione sulla casa

Se è vero che prevenire è meglio che curare, per quanto riguarda una casa calcolare ogni evenienza e pagare poco per volta, è meglio che ritrovarsi con debiti enormi o l’appartamento defraudato di ogni suo avere. Per far questo, occorre stipulare una polizza assicurativa sulla casa: dai rischi legati alle responsabilità civili e quelli che provengono da fattori esterni, una buona polizza protegge da quasi tutte le brutte evenienze, prevenendo danni ingenti. Vediamo quali opzioni cercare in una polizza di questo tipo, anche perché l’assicurazione per la casa è diventata ormai un prodotto altamente personalizzabile e completo, che permette di scegliere specificatamente cosa tutelare e i relativi massimali: dalla morosità degli inquilini al rischio di danni quando si trasloca, dai danni causati da cani o gatti ai rischi che invece provengono dalla nostra casa a danni di terzi.

Secondo l’articolo 1882 del Codice civile, l’assicurazione è un contratto mediante il quale l’assicuratore, dietro pagamento di un premio concordato, si obbliga entro i limiti decisi a rimborsare una parte o tutto il danno che deriva da un sinistro. Nel caso dell’assicurazione per un’abitazione i danni possono essere a terzi oppure al proprietario stesso: la polizza può coprire entrambi a seconda delle scelte effettuate. Il contratto assicurativo è da approvare per iscritto e l’assicuratore è tenuto a fornirne l’originale al contraente, mentre le altre eventuali copie sono a richiesta e a spese del contraente. Ormai le polizze assicurative per la casa non si dividono più tra polizze per l’incendio e polizze per le responsabilità civili, ma vengono invece indicate come “polizze globali”, che includono cioè l’una e l’altra cosa.

La polizza condominiale assicura il patrimonio immobiliare dei proprietari di appartamenti, la responsabilità civile che deriva dal possesso degli stessi e la responsabilità civile degli amministratori degli stabili. Tali coperture assicurative, comprendono tutti i danni economici subiti da terzi, in conseguenza alla responsabilità che si può riferire all’assicurato e alla proprietà e alla conduzione dell’abitazione. Spesso nella polizza condominiale è compresa la copertura per incendio. Nel caso in cui si decida di stipulare un’assicurazione per la propria abitazione, e in tale polizza sono presenti coperture sullo stesso danno, ognuno dei due contratti assicurativi (quello personale e quello di condominio) risponderanno e pagheranno la loro spettante parte di risarcimento fino al raggiungimento dell’indennizzo dovuto. E’ bene tener presente in ogni caso, che la polizza condominiale copre soltanto le situazioni di cui sopra: tutti gli altri casi possono essere compresi solo nella polizza assicurativa sulla propria abitazione. L’assicurazione condominiale quindi non preclude affatto la stipula di un contratto assicurativo per la casa di tipo personale, che offre invece una gamma molto più ampia di garanzie.

E’ bene verificare, prima della sottoscrizione di una polizza assicurativa per la casa, che quest’ultima possegga le garanzie relative alle seguenti situazioni:

1) incendio dei locali e del loro contenuto
 

2) rimborso spese per spargimenti d’acqua e per la ricerca e la riparazione dei guasti conseguenti
 

3) rimborso spese per danni causati dal fenomeno elettrico, quando cioè guasti o sbalzi di tensione danneggiano dispositivi elettronici, come il computer o la tv
 

4) rimborso spese per gli atti vandalici, nonché per i danni causati a pareti, porte, finestre, inferriate e infissi che possono essere causati da ladri
 

5) rimborso per la rottura di cristalli, vetri e altri materiali trasparenti (come il pvc)
 

6) rimborso per i danni derivati dalla presenza di animali domestici, nel caso se ne posseggano
 

7) rimborso spese per i danni derivati da eventi atmosferici, quali: grandine, trombe d’aria, acqua piovana che passa attraverso le brecce provocate dall’evento atmosferico, fulmine e danni elettrici conseguenti, danni provocati dal sovraccarico da neve; non è prevista assicurazione per i danni provocati da alluvione, allagamento e inondazione
 

8 ) rimborso per i danni che la propria abitazione può causare a terzi (allagamenti, infiltrazioni, oggetti che cadono dall’alto di terrazzi e balconi o finestre)
 

9) responsabilità civile del nucleo familiare, che copre tutti i danni che gli abitanti della casa possono causare a terzi all’interno o all’esterno dell’abitazione
 

10) rimborso relativo al furto di oggetti di un certo valore all’interno dell’abitazione, arredi e apparecchi elettronici
 

11) la presenza nel contratto di un servizio di assistenza 24 ore su 24 per informazioni, reperimento e invio di tecnici

Per quanto riguarda le garanzie relative ai danni elettrici, d’acqua o relativi a incendi, è necessario fornire all’assicurazione la certificazione che gli impianti dell’appartamento siano a norma di legge.

Inoltre è bene considerare per quanti anni si sottoscrive la polizza: la scadenza annuale del contratto è preferibile, in quanto lascia la libertà di cambiare compagnia assicurativa qualora ci si sia trovati male con la compagnia con cui si è firmata la polizza, durante l’anno di contratto trascorso.

Prima di firmare il contratto, oltre alle garanzie incluse, prestare molta attenzione anche a quelle escluse, cui solitamente è dedicato un paragrafo della polizza.

Infine considerate anche se la polizza prevede la copertura legale di eventuali cause derivanti dai danni a terzi: il premio ovviamente sale nel caso in cui sia presente questa voce, ma le garanzie aumentano.

fonte ;http://blog.mioaffitto.it/

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