Pubblicato il 30 Aprile 2010

Agevolazioni fiscali per i trasferimenti di immobili in attuazione di piani urbanistici

In considerazione della rilevanza del tema della fiscalità urbanistica per le imprese associate, l’ANCE ha provveduto ad aggiornare la Guida alle agevolazioni fiscali per i trasferimenti di immobili nell`ambito di piani urbanistici.
In particolare, il vademecum contiene un’analisi dettagliata dei regimi fiscali agevolati applicabili per i trasferimenti di immobili diretti all’attuazione di:
- piani urbanistici particolareggiati.
Con riferimento a tali trasferimenti di aree, nella Guida sono riportate le diverse disposizioni succedutesi nel corso degli anni.
Infatti, dal 1° gennaio 2001 al 3 luglio 2006, per tutti i piani urbanistici particolareggiati, comunque denominati, sono state applicate l’imposta di registro pari all’1% e le imposte ipotecaria e catastale in misura fissa (art.33, comma 3, legge 388/2000, e successive modificazioni).

Fonte :Newspages

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Pubblicato il 30 Aprile 2010

Il mercato dei mutui in Italia

Di Pierpaolo Molinengo

Secondo l’ultima analisi dell’ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, sezione Kìron mediazione creditizia il volume di erogazioni per l'acquisto di abitazioni da parte delle famiglie italiane registra, nel quarto trimestre del 2009, una crescita rispetto allo stesso periodo 2008 (dati del 20/04/2010 fonte Banca d'Italia).
La differenza positiva è pari a circa 133 milioni di euro, che tradotto in termini percentuali rappresenta un aumento del +0.9%* (i volumi erogati includono anche i mutui di sostituzione/surroga). Tale valore (+0.9%) indica un cambiamento di tendenza del mercato, seppur lieve; infatti è la prima variazione positiva dopo 6 trimestri. Il dato cumulativo 2009 mostra una variazione negli erogati pari a circa 5,5 miliardi di euro (-10,7% rispetto al 2008), fermo restando che sul valore influiscono i volumi erogati nel primo trimestre 2009. Nel IV° trimestre 2009 tre macroaree su cinque (Area Meridionale +21%, Area Insulare +16% e Area Centrale +1%) hanno registrato un andamento positivo.
La maggior erogazione dell'ultimo periodo non è stata comunque sufficiente a invertire il segno negativo del 2009 (-10,7%), influenzato dalle basse erogazioni registrate nel primo trimestre 2009.
Per quanto riguarda il valore delle consistenze dei mutui in Italia, la tendenza rimane in crescita. Dopo un'iniziale decrescita nei mesi di marzo e aprile 2008, l'andamento ha ripreso ad aumentare fino a raggiungere il volume record di 284,7 miliardi di euro a febbraio 2010. Se si considera l'arco temporale di un anno, confrontando il mese di febbraio 2010 con il pari periodo 2009, otteniamo una crescita media delle consistenze dell'8,13%. In crescita l'importo medio nazionale dei mutui nel IV° trimestre 2009 pari a Circa 122.000 €, mentre su base annuale si stima un importo

pari a 118.000 € nel 2009.
L'aumento è da attribuire alle agevolazioni legislative in supporto al credito, all'aumento della domanda dei mutui nel 2009 (+7%) e dalla maggior fiducia delle famiglie italiane.
Questa lieve inversione di tendenza ha influenzato l'aumento progressivo dell'importo medio nell'anno.
A livello regionale, nel quarto trimestre 2009, si registrano valori molto eterogenei che vanno dal mutuo medio più alto dalla Toscana (134.000 €) a quello più basso della Calabria (85.000 €). Comunque, in tutte le macroaree si evidenzia un aumento del ticket medio.
Sul fronte tassi, grazie ai provvedimenti avvenuti sia a livello nazionale che internazionale, si sono registrati una serie di cali significativi dall'ultimo trimestre 2008. Negli ultimi mesi il tasso Euribor ha registrato una serie di importanti riduzioni, si attesta attorno a 0,64% (valore medio di marzo), nell'ottobre 2008 il tasso registrava il suo valore massimo (5,11%, tasso medio). Si è calcolato che la rata mensile di un mutuo a tasso variabile di 120.000 euro in 20 anni con uno spread dell'1,30% acceso nell'ottobre dello scorso 2009, costava ad una famiglia 356 euro in più di quanto costerebbe stipularlo utilizzando il tasso medio di marzo. L'Irs, invece, registra un tasso del 3,85% (valore medio di marzo). Nel mese di febbraio 2009 i tassi di interesse bancari in Italia sono inferiori rispetto alla media europea di circa 43 bps.

Fonte NewspagesF

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Pubblicato il 21 Aprile 2010

Dopo quasi 2 anni di stasi assoluta il mercato immobiliare negli ultimi mesi è in lieve ripresa, è ipotizzabile una stabile inversioni di tendenza? Ne abbiamo parlato con Paolo Morando, Responsabile affiliati Retecasa.

di Pierpaolo Molinengo

Il mercato immobiliare. Come sta procedendo e come si evolve il trend delle vendite?
Il mercato immobiliare negli ultimi 4 mesi è in leggera ripresa, tenuto presente che arrivava da 1 anno e 9 mesi di completa apatia, direi che stiamo intravedendo una luce in fondo al tunnel. Vedere la luce non significa che il peggio è passato ma solamente che ora siamo consapevoli che come in tutte le cose del mondo, ad ogni grande trasformazione/evoluzione segue il momento della stabilità e dell'equilibrio vissuto da chi si è maggiormente adattato al cambiamento. Come ho sempre sostenuto con i nostri affiliati, la casa rimane un bene necessario e pertanto improrogabile e insostituibile della quale non possiamo fare a meno o in acquisto o in locazione è un passaggio obbligato. La differenza rispetto al passato è nelle aspettative del cliente il quale è propenso a incrementare i propri standard di richiesta in cambio dello stesso prezzo.

Quali sono le principali tipologie richieste dagli acquirenti?
Le tipologie che vanno per la maggiore sono dal monolocale al quadrilocale è questo il mercato che maggiormente interessa alla clientela, mentre per attici ville singole o semindipendenti le richieste variano al variare della zona.
Sempre più, anche in funzione degli incentivi ricevuti, gli operatori si stanno muovendo verso un'edilizia sostenibile e questo porta il cliente a conoscere un sistema costruttivo diverso dal tradizionale e lo induce sempre più a sensibilizzarsi ad un'idea di abitare eco compatibile. 
Siamo ancora lontani dalla consapevolezza che abitare in uno spazio che rispetti determinati canoni di sostenibilità è un'abitare diverso dal tradizionale ma, anche con l'aiuto degli incentivi, stiamo andando in quella direzione.

Milano, Roma e Torino. Come si differenziano i mercato di queste città?
Milano rimane sempre la città dove il mercato, in qualsiasi direzione vada, si muove più velocemente rispetto ad altre città mentre Roma e Torino risentono più lentamente ed in modo meno accentuato della crisi del mercato. Infatti Milano registra sempre un più alto calo delle compravendite rispetto alle altre città.
I tempi di vendita oggi sono più o meno gli stessi, si passa dai 3 ai 6 mesi, ciò che fa la differenza è il prezzo di vendita e gli strumenti adottati dagli operatori immobiliari. 
Per strumenti intendo sia di marketing che strategie e capacità personali dell'operatore stesso.

 

Fonte Newspages 

Paolo Morando

Mercato dell'affitto. Come e dove si sta evolvendo il mercato in Italia?
Il mercato dell'affitto secondo le nostre previsioni, è in continua crescita in termini di richieste le quali arrivano sempre più da persone che non hanno la certezza del lavoro o hanno un contratto a tempo determinato mentre i prezzi si stanno stabilizzando verso il basso.
L'offerta è rimasta pressoché invariata rispetto al secondo quadrimestre del 2009 dove per la prima volta dopo tanti anni di “bolla immobiliare”, abbiamo visto trasformare intere palazzine invendute nuove alla messa in locazione e a ritornare, in alcune aree, al concetto del patto di acquisto dopo l'uso in locazione e cioè la formula dell'affitto con accordo il quale prevede l'acquisto dopo 1-2-3 anni, scontando parte della locazione pagata, sistema questo non nuovo nel panorama dell'edilizia convenzionata in Italia.
Se in passato la leadership del mercato delle locazioni apparteneva esclusivamente alla città e alla prima periferia oggi anche in forza di quello che ho detto in precedenza e cioè della trasformazione di intere palazzine” dal vendesi all'affittasi”, anche la periferia offre buone opportunità sia nel nuovo e sia nell'usato recente e a prezzi inferiori, pertanto il cliente, spesso opta per queste soluzioni a scapito della comodità.

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Pubblicato il 21 Aprile 2010

Mutui più semplici e costi più bassi. Cresce il mercato delle nuove costruzioni
Dopo una fase di stallo, il mercato immobiliare italiano è in ripresa e il settore delle nuove costruzioni è sicuramente uno degli elementi trainanti di questo processo. Secondo un'analisi condotta da Gruppo Immobiliare.it, nel solo 2009 la richiesta per gli appartamenti di nuova costruzione è salita del 18%, complici una maggiore facilità ad ottenere il mutuo per questa categoria di immobili, una disponibilità da parte dei costruttori a concedere prezzi più vantaggiosi e, in sintesi, una maggiore efficienza energetica dell'immobile nuovo rispetto ad uno usato. 
Gli italiani scelgono sempre più di acquistare la loro prima casa in uno stabile appena costruito o addirittura su progetti ancora su carta. Le ragioni sono diverse, ma per lo più riconducibili a un vantaggio nel rapporto qualità/prezzo.
Altra ragione fondamentale è che, per l'acquirente di un immobile di nuova costruzione, l'accessibilità ad un mutuo di valore importante si semplifica; se su un immobile usato gli Istituti di credito sono disposti a finanziare mediamente fino ad un massimo del 53% del valore, negli immobili di nuova costruzione si arriva al 61%. 
Chi compra un immobile nuovo, lo fa soprattutto per l'acquisto della prima casa (44%) o in sostituzione di essa (33%). E ben il 18% degli acquisti di questo settore viene fatto per investimento.
Nella maggioranza dei casi, gli acquirenti che richiedono il mutuo per una casa di nuova costruzione, desiderano un finanziamento che copra fino al 40% del valore della casa (35% dei casi). Ma è sorprendente vedere come il 25% degli acquirenti di immobili nuovi dichiara di non aver bisogno del mutuo.
Dall’analisi è emerso che i costruttori sono oggi più aperti a contrattare sul prezzo dell'immobile e si stima che, in 

media, al compromesso si arrivi ad ottenere una diminuzione della richiesta iniziale del 10-15%. 
Carlo Giordano, Amministratore Delegato del Gruppo Immobiliare.it, commenta così: «il comportamento del costruttore è ben diverso da quello del privato che vuol vendere il suo immobile. Per quest'ultimo la vendita è generalmente legata all'acquisto di un nuovo immobile, per cui il bisogno di ottenere la cifra obiettivo è di primaria importanza e lo spazio alla contrattazione molto limitato. Viceversa per il costruttore la mancata vendita implica costi finanziari, per cui è molto più orientato a andare incontro alle esigenze di prezzo dell'acquirente». 
Dallo studio risulta che in Italia le richieste di case nuove sono cresciute del 18%. Se si guarda poi al dettaglio delle diverse aree geografiche, si nota che il dato sale maggiormente al Nord Est, dove la percentuale di richieste è aumentata del 17%.
A livello di singola città, Torino primeggia su tutte, mostrando un aumento del 21% nella ricerca di immobili nuovi, a seguire troviamo Milano e Verona che registrano un + 19% e di poco distaccata Padova, dove il dato è cresciuto del 17%. Napoli è la città dove l'interesse è cresciuto di meno e che ha registrato solo un aumento dell'5% della domanda di case nuove.
Se si guardano poi i dati riferiti alla grandezza dell'immobile si vede che, quando acquistano un immobile di nuova costruzione, gli italiani scelgono nel 38% dei casi i 2 vani. Da questo elemento è evidente un altro punto di forza delle Nuove Costruzioni, l'ottimizzazione degli spazi. La disposizione degli spazi pensata in modo efficiente permette di sfruttare più spazio anche su una superficie piccola.

Fonte :Newspages

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Pubblicato il 21 Aprile 2010

Scudo fiscale: le residenze esclusive meta dei grandi capitali

Con lo scudo fiscale 2009 sono rientrati in Italia ingenti capitali. Una considerevole parte finirà nel Mercato Immobiliare di Pregio, come accadde nel 2002. Ci aspettiamo dunque un anno di intensa attività - afferma Marco Tirelli, senior partner di Tirelli&Partners. Lo scudo fiscale precedente, quello che ebbe termine il 4/03/2002, aveva infatti determinato un aumento delle transazioni immobiliari attestandosi, nella città di Milano, su un +14%. Il dato fu assolutamente eccezionale considerato che nei due anni precedenti e nei tre successivi allo scudo, la variazione non superò mai l'1%.
«Noi Italiani siamo storicamente favorevoli all'investimento immobiliare. Se con il primo scudo fiscale gli investimenti sono stati indirizzati al mercato immobiliare, è plausibile che si verificherà la stessa cosa nel 2010. La situazione degli investimenti alternativi è infatti ancora meno attraente per i capitali di quanto fu nel 2002. Il rendimento dei titoli a basso rischio è oggi più basso di ieri, così come è per il tasso di sconto (1% 2009 vs 3,25% 2002) un parametro che influisce sul costo di finanziamento. La borsa è caduta dal punto di massimo molto di più di quanto fece allora (49% del 2009 vs 35% del 2002) ed ha recuperato molto di più rispetto al minimo (73% 2009 vs 31% 2002) facendo supporre a molti una possibile ulteriore correzione al ribasso». 

 

Fonte :Newspages

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Pubblicato il 21 Aprile 2010

Rivalutazione delle aree edificabili

Alla luce della riapertura dei termini per la rivalutazione delle aree agricole ed edificabili possedute da privati al 1° gennaio 2010, mediante il pagamento di un'imposta sostitutiva del 4% sul valore rivalutato dell`area (art.2, comma 229, della legge 191/2009 (legge Finanziaria 2010), l'Ance ha predisposto una guida operativa alla rivalutazione, che tiene conto delle recenti novità normative ed individua i soggetti beneficiari, le aree rivalutabili, e gli adempimenti necessari.
Come noto, l'agevolazione è stata introdotta per la prima volta dall’art.7 della legge 448/2001, e, nel corso degli anni, si sono avute diverse proroghe e riaperture di termini.
In sintesi, la legge Finanziaria 2010 prevede:
- la possibilità di rivalutare le aree edificabili ed agricole possedute alla data del 1° gennaio 2010 da privati non esercenti attività commerciale;
- la riapertura dei termini al 31 ottobre 2010 (con slittamento al 2 novembre 2010 a causa di festività) per il versamento dell'imposta sostitutiva delle imposte sul reddito pari al 4% dell'intero valore rivalutato dell'area.

 

Fonte : Newspages

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Pubblicato il 21 Aprile 2010

 

Imposta unica sulla casa: le osservazioni di Confedilizia

Fonte Newspages

In relazione alle notizie inerente l’elaborazione a livello governativo di una proposta di imposta unica sulla casa, sostitutiva degli attuali tributi sugli immobili, il Presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, ha dichiarato: «apprezziamo lo sforzo di semplificazione del Governo e della Commissione tecnica sul federalismo, più che mai necessario in un settore - quello delle tasse sulla casa - che soffre da anni di un eccesso di complicazione oltre che di un'onerosità non più sopportabile. Occorre peraltro comprendere con esattezza come tributi così diversi come quelli attualmente gravanti sugli immobili - fondati sul patrimonio, sul reddito, sui trasferimenti, sui servizi - possano essere accorpati in un'unica forma di imposizione. Così come è necessario stabilire in modo inequivoco quali spazi di autonomia impositiva saranno riservati ai Comuni nella gestione del nuovo tributo. Auspichiamo quindi che Governo e Commissione tecnica sul federalismo chiariscano meglio la proposta allo studio, che interferisce anche con problemi di trasparenza catastale e in particolare di accertamento e controllo nel merito degli estimi, oltre che con disposizioni fiscali come quella sul reddito minimo da locazione stabilito su base catastale, l'innalzamento del quale potrebbe costringere all'aumento dei canoni».

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Pubblicato il 21 Aprile 2010

Le tendenze del mercato al 31 marzo 2010
Di Pierpaolo Molinengo
Fonte :Newspages
L’ufficio studi UBH ha fornito un aggiornamento al 31 marzo 2010 sulle tendenze e le previsioni relative al mercato immobiliare residenziale italiano.
Un mercato ancora debole ma confortato dai primi concreti segnali di ripresa, a partire dai volumi di scambio nei capoluoghi di provincia. Se alla fine del 2008 non vi era stato un comune capoluogo di Provincia che avesse chiuso l’anno con il segno “+” davanti al numero delle abitazioni compravendute, fotografia ineccepibile della crisi del mercato immobiliare residenziale italiano, alla fine dell’anno scorso le città capoluogo che hanno chiuso l’anno con il segno positivo relativamente alla variazione delle compravendite di abitazioni sono state 16 (circa il 14% sul totale dei capoluoghi).
Di queste, ricordiamo Bergamo (+4,8%), Bari (+4,5%) e Padova (+10,7%) per il numero di abitanti; mentre la città che ha registrato la maggiore variazione di scambi è stata Vibo Valentia (+15,3%), seguita da Oristano (+14,5%), Isernia, Grosseto e Salerno tutte con variazioni comprese fra il +12,0% ed il +11,0%. Delle grandi città, nessuna è riuscita a chiudere l’anno in positivo, anche se Napoli, Roma e Bologna ci sono andate molto vicino con flessioni contenute: -1,2% (Bologna), -1,7% (Napoli) e -2,7% (Roma).
E’ invece proseguita la caduta degli scambi nei comuni non capoluogo, in 
particolare in quelli localizzati nelle cinture urbane più vicine alle città capoluogo del nord e del centro del Paese che hanno fatto segnare rispettivamente delle flessioni comprese fra il 15% ed il 12%.
In linea generale il mercato residenziale negli ultimi due anni ha visto scendere i volumi di scambio del 26%, con il Nord Italia che ha perso il 30%, il Centro il 26% circa ed il Sud il 20,0%. Il Mezzogiorno si conferma la macroarea meno colpita dalla crisi, ovviamente anche per il minor numero di famiglie acquirenti e di abitazioni presenti sul
mercato.

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Pubblicato il 21 Aprile 2010

Tornano a ridursi gli spread dei mutui nel primo trimestre 2010

Secondo l’Osservatorio di MutuiOnline, il primo trimestre del 2010 conferma per il mercato dei mutui i segnali positivi riscontrati negli ultimi tre mesi del 2009.
I dati dell’Osservatorio di MutuiOnline mostrano infatti come l’attuale situazione del costo del denaro, fermo oramai da agosto del 2009 ai minimi storici di sempre, consenta ai diversi istituti di credito di proporre un’offerta di mutui a condizioni sempre più interessanti e con soluzioni diversificate.
La scelta dei mutuatari è sempre più orientata verso i tassi variabili, che rappresentano quasi l’80% delle nuove erogazioni.
Le migliori offerte di mutui variabili con cap rate fissano il tetto massimo tra il 5,5% e il 5,8%, quindi molto simile ai migliori tassi fissi attuali, stabili intorno al 5%.
Un’ offerta di tassi fissi così convenienti spiega allo stesso tempo perché, nonostante la fase attuale di tassi bassi, quasi il 20% dei mutuatari preferisca pagare un po’ di più per avere la certezza di un tasso sempre uguale ma a livelli storicamente convenienti.
La convenienza dei tassi si riflette anche sui mutui di surroga, che continuano a rappresentare una grossa fetta del mercato e permettono ai mutuatari che ne abbiano necessità di cambiare mutuo a costo zero passando a condizioni più convenienti
.

Fonte Newspages

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Pubblicato il 19 Aprile 2010

'ordinanza. Sollecitato un intervento risolutivo sulla rendita catastale
Immobili d'impresa alle sezioni unite

Luigi LovecchioAuspicato l'intervento delle Sezioni unite della Cassazione sulla natura costitutiva o dichiarativa, ai fini Ici, della rendita catastale dei fabbricati di categoria D delle imprese, non censiti. La Sezione tributaria della Corte, con l'ordinanza 8485 depositata il 9 aprile, ha rilevato il contrasto all'interno della Cassazione e ha quindi trasmesso gli atti al primo presidente per il coinvolgimento delle Sezioni Unite. I giudici hanno colto l'occasione per suggerire che la risoluzione del contrasto avvenga anche tenendo conto della sentenza 87/2006 della Corte costituzionale che ha dichiarato la legittimità della disciplina Ici di questi fabbricati. Ai sensi dell'articolo 5, comma 3 del Dlgs 504/92, gli immobili di categoria D, privi di rendita e interamente posseduti da imprese, sono assoggettati al tributo comunale sulla base del valore risultante dalle scritture contabili, rivalutato con appositi indici ministeriali. Questa modalità di tassazione vale fino all'anno nel corso del quale avviene l'attribuzione della rendita. Secondo l'opinione tradizionale, confortata dalla prassi ministeriale (circolare 27/E/98) e dalla prima giurisprudenza della Cassazione (12271/2004), la disciplina comporta che la tassazione a valore contabile sia definitiva e non sia quindi suscettibile di alcun conguaglio, rispetto all'imponibile catastale. Questo significa, in pratica, che la rendita successivamente attribuita dagli uffici del Territorio ha effetti costitutivi e trova applicazione a partire dall'anno successivo alla sua attribuzione. Nell'impostazione più recente (Cassazione 10969/2009), invece, si ritiene che la rendita catastale debba essere adottata ai fini Ici a partire dalla data della presentazione della denuncia di accatastamento. In sostanza, il periodo che va dall'ultimazione del fabbricato sino alla domanda di accatastamento è soggetto a imposta sulla base del valore contabile, in via definitiva. Il periodo che inizia successivamente e termina con l'attribuzione della rendita è tassato solo in via provvisoria a mezzo delle scritture contabili, poiché una volta ottenuta la rendita si effettuano i conguagli tra quanto pagato e quanto dovuto in virtù del valore determinato con l'ordinario criterio catastale. Sull'argomento è intervenuta la Consulta, con la sentenza 67/2006, che ha ritenuto che non vi sia alcuna irragionevolezza nell'adozione di un criterio di tassazione specifico per i fabbricati D delle imprese, diverso da quello degli altri fabbricati. Tanto, in ragione della necessità di procedere a stima diretta di tali immobili e quindi dell'estrema difficoltà di individuare una rendita provvisoria. È in questo quadro che la sezione tributaria della Cassazione ha avvertito l'esigenza di giungere a un'interpretazione uniforme della disciplina, sollecitando la convocazione delle Sezioni Unite

Fonte :ilsole24ore

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