normative energetiche

Pubblicato il 13 Maggio 2010

Ulteriori chiarimenti forniti dal Ministero sui contributi per l'acquisto di immobili ad alta efficienza energetica

Il 25 marzo 2010 è stato pubblicato in GU il decreto legge n. 40, che all'articolo 4, comma 1, prevede l'istituzione di un fondo per il sostegno della domanda finalizzata a obiettivi di efficienza energetica, eco compatibilità e di miglioramento della sicurezza sul lavoro riservato all'acquisto di immobili ad alta efficienza energetica, gru a torre, macchine movimento terra e rimorchi. I chiarimenti riguardano in particolare i criteri di calcolo, certificazione e soggetto certificatore, requisiti, procedura per accedere al contributo e modalità di erogazione dello stesso.

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Pubblicato il 4 Maggio 2010

Agevolazioni per il risparmio energetico

Di Pierpaolo Molinengo

L’Ance ci spiega che ai fini della detrazione del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti, il mancato o tardivo invio all’Agenzia delle Entrate della comunicazione da trasmettere in caso di lavori pluriennali, non comporta la decadenza dall’agevolazione. 
Allo stesso modo, nel caso di errori di compilazione della scheda informativa da inviare all’Enea, entro 90 giorni dal termine dell`intervento, il contribuente può correggerne il contenuto entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi nella quale viene effettuata la detrazione.
L’Ance spiega che queste sono alcune delle precisazioni contenute nelle Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 21/E del 23 aprile 2010, nella quale, in vista dell’imminente presentazione della dichiarazione dei redditi per il periodo d’imposta 2009, vengono forniti alcuni chiarimenti in ordine a deduzioni, detrazioni e crediti d’imposta.

Fonte :newspages

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Pubblicato il 19 Aprile 2010

GLI INTERVENTI AGEVOLATI
Lo sconto del 55% può arrivare a 100mila euro


La detrazione fiscale del 55% per il risparmio energetico premia quattro tipi di interventi, per ognuno dei quali è previsto un tetto massimo di spesa (e quindi di sconto fiscale). Al momento – e salvo proroghe – il bonus è previsto per le spese sostenute fino al 31 dicembre di quest'anno e dovrà essere suddiviso in cinque rate annuali di uguale importo. Per le spese sostenute nel 2007 e nel 2008, la rateazione è diversa.
La procedura per il 55% non richiede una comunicazione di inizio lavori all'agenzia delle Entrate (che è invece richiesta per il 36%), ma prevede l'invio telematico della documentazione all'Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori. La documentazione varia a seconda del tipo di intervento.

Riqualificazione globale. Occorre raggiungere determinati valori annui di fabbisogno di energia, che dipendono dal rapporto superficie/volume dell'edificio nonché dalla zona climatica attribuita al Comune in cui è situato. I parametri sono fissati dal decreto del ministero dello Sviluppo 11 marzo 2008.
Si tratta di combinare interventi "attivi" sugli impianti e "passivi" di contenimento del calore sulle strutture, quindi di affrontare spese notevoli. E questo ne fa la categoria di opere meno "gettonata", anche perché coinvolge quasi solo le villette o le case isolate: i condomìni sono penalizzati dal fatto che i limiti di detrazione previsti valgono per tutto il palazzo, e andrebbero quindi spartiti tra tutti i comproprietari, a differenza di quel che capita per le altre opere agevolate dal 55 per cento. Non è finita: la detrazione sulla riqualificazione non è cumulabile con le altre detrazioni previste (coibentazioni e caldaie a condensazione), fatta l'unica eccezione dell'installazione di pannelli solari termici. Il Dm 26 gennaio 2010 ha sciolto il nodo dei casi in cui la riqualificazione prevede impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili (per esempio, a legna), identificandone i requisiti minimi.

Coibentazioni e finestre. Occorre raggiungere particolari requisiti di "trasmittanza termica", stabiliti per il biennio 2009-10 dal decreto dello Sviluppo 11 marzo 2008, come modificato da quello del 26 gennaio 2010. I limiti dipendono dalla zona energetica, nonché da quattro tipi di strutture coibentate: pareti, tetti, pavimenti e finestre comprensive di infissi. Ogni singolo intervento è agevolato: ciò ha reso questo tipo di opera la più popolare tra quelle per cui si chiede l'agevolazione.
Queste opere prevedono, come quelle di riqualificazione globale, la compilazione dell'attestato di qualificazione energetica (Aqe) rintracciabile sul sito dell'Enea, nonché di quello di certificazione energetica (Ace), da conservare in caso di controlli. Fanno eccezione gli infissi, per cui basta la certificazione del produttore, nonché la compilazione dell'allegato F al decreto Economia e finanze 19 febbraio 2007. Dall'11 ottobre 2009 non è più necessaria la certificazione dei singoli componenti (vetri e profilati) e ora sono incluse anche le porte che danno sull'esterno o su locali non riscaldati.

Pannelli solari termici. Lo scopo è la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali. I pannelli e i bollitori devono avere garanzia di almeno cinque anni e gli accessori e i componenti di due anni. Così come per gli infissi, anche l'installazione dei pannelli solari termici non serve la compilazione dell'Aqe ma solo della scheda informativa (allegato F) che richiede i dati dei metri quadrati dei pannelli, il tipo (piani o sottovuoto), la modalità di installazione (su tetto piano o falda), l'accumulo di litri d'acqua.

Sostituzione di caldaie. Dal 2008 è ammesso sostituire i vecchi apparecchi non più solo con caldaie a condensazione, ma anche con «pompe di calore ad alta efficienza e impianti geotermici a bassa entalpia». Le prestazioni delle pompe di calore sono riportate negli allegati H e I al Dm 19 febbraio 2007, (modificato dal Dm 6 agosto 2009).
Per l'installazione di caldaie a condensazione, ad aria o ad acqua, il decreto pone requisiti aggiuntivi. Occorre che l'apparecchio abbia una certa «potenza termica utile nominale». Devono essere installate valvole termostatiche su tutti i caloriferi, con unica eccezione per gli impianti a pavimento. L'impianto deve essere dotato di bruciatore di tipo modulante, regolazione climatica sul bruciatore, pompa di tipo elettrico a giri variabili. Si tratta di dispositivi che mirano a far sì che il bruciatore non funzioni al massimo regime, ma quanto basta. È infine esclusa la trasformazione dell'impianto da centralizzato a individuale o autonomo. È stato abrogato, dal 16 ottobre 2009, l'obbligo di produrre l'Aqe (allegato A al decreto Economia e finanze 19 febbraio 2007) in caso di sostituzione di caldaie.

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Pubblicato il 15 Aprile 2010

Risolvere le liti sulla casa senza spese

Avete comprato un immobile da una società immobiliare o siete ancora in fase di preliminare e stanno sorgendo dei problemi? Cercate uno strumento per risolvere la situazione in modo rapido, efficace ed economico?
La Casa del Consumatore ha pensato a voi.

 

L’avv. Giovanni Ferrari, presidente nazionale della Casa del Consumatore, e l’avv. Federico Oriana, presidente nazionale di Aspesi (l’associazione che riunisce e rappresenta le più importanti società di promozione e sviluppo immobiliare in Italia) hanno infatti siglato pochi giorni fa un accordo nazionale che prevede per tutte le aziende che aderiscono ad Aspesi e loro clienti la possibilità di risolvere i conflitti senza dover subito ricorrere ad avvocati e giudici.

Lo strumento è quello della cd. “negoziazione paritetica”: si incontrano cioè due negoziatori, uno di nomina dell’azienda e l’altro in rappresentanza del cliente/consumatore i quali, sentite le parti ed esaminata la questione, entro trenta giorni sottopongono alle parti la possibile soluzione della lite. Solo se la soluzione proposta viene accettata da entrambe la controversia si definisce. In caso contrario… liberi tutti!

L’esperienza acquisita nella telefonia ed in altri campi (dove la negoziazione ha consentito di risolvere positivamente il 95% dei casi) induce la Casa del Consumatore a nutrire speranze di successo per questa iniziativa: l’intervento dei conciliatori è infatti spesso utile a far ragionare le parti e trovare una soluzione equa e soddisfacente per tutti.

Ultimo, ma non cero in termini di importanza, il costo: per il cliente/consumatore è 0 euro!

Fonte :TGcom

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Pubblicato il 26 Marzo 2010

Le case italiane diventano antisismiche
Dopo i drammatici eventi abruzzesi dello scorso anno, ci si è resi conto della necessità di una nuova normativa che regolasse la costruzione, secondo criteri antisismici, degli immobili di nuova costruzione.
Un'analisi condotta da Gruppo Immobiliare.it, attraverso i dati raccolti dal sito NuoveCostruzioni.it, ha cercato di tirare le fila di cosa sia successo nell'ultimo anno e di come norme, costi e tempi di realizzazione di un immobile antisismico cambino rispetto a quelli di un immobile “tradizionale”.
I criteri di sicurezza antisismica secondo cui vengono realizzate le case dipendono dal rischio stimato che in quella zona si verifichino dei terremoti. Ciò che sorprenderà è scoprire che fino al 30 Giugno scorso, in molte zone d'Italia questo rischio era definito come non classificato e, ad esempio nell'area di Milano, non era necessario alcun accorgimento antisismico particolare per vedere approvato il progetto di edificazione. Il primo e importante cambiamento è che oggi non esistono più zone “non classificate” e tutti gli immobili il cui progetto è stato depositato dopo il 30 Giugno 2009 devono rispettare criteri di sicurezza antisismica.
Fino ad oggi, le nuove costruzioni che, in Italia, corrispondono ai criteri stabiliti dalle nuove norme antisismiche sono il 27% del totale, ma data l'obbligatorietà della norma che non lascia più zone grigie di non classificazione, in futuro la percentuale è destinata a crescere notevolmente.
Ma quanto costa la sicurezza della nostra casa? Secondo i dati raccolti da NuoveCostruzioni.it, veramente poco. Mediamente, costruire una casa secondo i nuovi criteri antisismici costa appena il 10% in più.
Se in un immobile “tradizionale”, infatti, la struttura incide sul costo totale per circa il 30% del valore, attenendosi alle regole imposte dalla nuova norma si passa a circa il 33%. Tradotto in cifre, se realizzare la struttura di un immobile prima costava 100.000€, ora creare un immobile assolutamente identico da un punto di vista estetico ne

costa 110.000€, ma la sua struttura è antisismica.
La sicurezza ha i suoi tempi e realizzare una casa a prova di terremoto comporta un'attesa maggiore per il compratore. Secondo i dati comunicati oggi, circa il 30% in più per la costruzione della sola parte strutturale; ma è un tempo decisamente ragionevole se si considera il beneficio che ne deriva.
Secondo Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it, «realizzare una costruzione antisismica significa sostanzialmente creare una struttura che sia in grado di sopportare le sollecitazioni dovute ai sismi che si prevede possano accadere in quella zona.
Per fare queste verifiche il progettista della struttura deve sottoporre il suo progetto al vaglio di un software che simula sollecitazioni orizzontali sulla struttura (quelle tipicamente originate da un terremoto) e ne verifica la tenuta». La struttura, per essere conforme alla nuova normativa, deve superare il test con sollecitazioni tipiche della zona in cui viene costruita (ad esempio i vincoli per poter definire antisismica una costruzione a Milano sono molto meno stringenti che nella provincia dell'Aquila in quanto all'Aquila i sismi che possono verificarsi sono di grado molto superiore nella scala Richter).
Per costruire una casa che rispetti i vincoli di resistenza ai sismi attualmente in vigore vi sono prevalentemente tre tecniche: la prima e più semplice è l'allargamento delle sezioni dei pilastri portanti (pilastro più largo significa maggiore resistenza alle sollecitazioni); la seconda e più invasiva, almeno dal punto di vista estetico, è la simmetria in massa (ovvero rispetto ad una ipotetica linea verticale che delimita a metà la costruzione ci devono essere gli stessi pesi a destra e a sinistra); la terza è la regolarità in altezza, ovvero la struttura non deve presentare dissimmetrie evidenti sul piano verticale.

FOnte : Newspages

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Pubblicato il 26 Marzo 2010

Gli investimenti nella logistica

Gli investimenti diretti nei mercati europei della logistica hanno totalizzato €6.2 miliardi nel 2009, registrando una decrescita pari al 26%. Secondo il report European Industrial Markets - Spring 2010 di prossima pubblicazione da parte di Jones Lang LaSalle, il volume degli investimenti nella seconda metà del 2009 è aumentato del 60% rispetto al primo semestre dell’anno.
Grazie ai rendimenti interessanti e al cambio favorevole, quello del Regno Unito si è confermato il mercato più forte, registrando €2.6 miliardi di investimenti, pari a oltre il 40% del volume complessivo registrato nel settore logistico a livello europeo nel 2009, e in aumento del 7.5% rispetto all’anno precedente. Il secondo mercato più forte è stato quello dei Paesi Bassi, che ha registrato €755 milioni, con una diminuzione del 10% su base annuale. La Francia ha osservato la crescita più importante nell’attività degli investitori (€595 milioni, con un incremento annuale del 40%. Chris Staveley, Direttore EMEA Capital Markets di Jones Lang LaSalle, ha dichiarato: «in tutta Europa i rendimenti si sono stabilizzati e, durante la seconda metà del 2009, hanno iniziato a diminuire nei mercati prime più importanti; il Regno Unito, in particolare, ha osservato una significativa compression e dei rendimenti negli ultimi mesi dell’anno. Il mercato europeo degli investimenti logistici sembra ora aver superato la parte più bassa del suo ciclo».
Gli immobili prime, con buoni tenant, localizzati nei principali mercati dell’Europa Occidentale (Regno Unito, Francia, Germania e Paesi Bassi) saranno ancora gli obiettivi principali degli investitori. Nel breve periodo, la compressione dei rendimenti continuerà, sebbene in modo limitato, anche nel 2010. Gianluca Sinisi, Responsabile del dipartimento Logistics and Industrial Capital Markets di Jones Lang LaSalle Italia, ha sottolineato: «l’attenzione degli investitori per i prodotti logistici prime nei mercati core europei resterà forte durante il 2010. L’Italia potrebbe beneficiare di un aumento di interesse grazie alla recente forte compressione dei rendimenti in alcuni paesi europei e del desiderio di diversificazione verso altri mercati quali l’Europa Continentale, Occidentale e Centrale».

Fonte :Newspages

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Pubblicato il 26 Marzo 2010

CAMPANIA
Vincenzo De Luca
Candidato centro-sinistra
Le prerogative comunali in tema di governo del territorio sono intangibili. La regione è dotata di una buona legge urbanistica ( la 16 del 2004) , ma occorre snellire le procedure di approvazione dei piani urbanistici comunali e di coordinamento provinciale. Tema delicato è il regime dei vincoli di tutela ambientale. Io penso a una profonda revisione dei piani paesaggistici trovando il giusto equilibrio tra la tutela delle risorse ambientali e lo sviluppo dell'edilizia residenziale, turistica e delle infrastrutture. Occorre semplificare le procedure amministrative e decentrare agli enti locali ed ai comuni piene competenze in materia.

Stefano Caldoro
Candidato centro-destra
Il piano casa del governo aveva l'obiettivo di consentire limitati aumenti di volumetrie come strumento per affrontare la crisi economica. La legge approvata dalla regione Campania invece non ha utilizzato appieno le possibilità del piano casa nazionale. Nel mio programma è già prevista una revisione di questa legge regionale, introducendo la reale possibilità di fare interventi di manutenzione interna senza Dia. Non solo penso di introdurre procedure snelle anche per altro tipo di interventi. Ad esempio: il recupero e l'adeguamento antisismico dell'edilizia turistica abusiva. Dal rilancio dell'edilizia ci aspettiamo una spinta alla ripresa dell'economia in una regione che attraversa un declino senza precedenti.

PUGLIA
Nichi Vendola
Candidato centro-sinistra
Non abbiamo norme regionali in materia edilizia e quindi vige la norma statale. Vedo problemi nella mancata previsione di attestazione di un tecnico e rischi di confusione normativa per contrasto con norme di strumenti urbanistici comunali non adeguati alla nuova disciplina. Poichè al centro della nostra attenzione c'è la tutela dei cittadini e la trasparenza e c'è attesa delle regole per le imprese valuteremo, come sempre abbiamo fatto, dopo aver ascoltato le loro rappresentanze se è opportuno migliorare il provvedimento governativo.

Rocco Palese
Candidato centro-destra
Dobbiamo disboscare le norme che ostacolano l'edilizia: oggi ci sono norme carcere che bloccano tutto lo sviluppo edilizio. Per questo il decreto legge del Governo è una base importante. Sull'edilizia abitativa in Puglia faremo di più, faremo un nuovo piano casa più liberale che davvero consenta anche alla Puglia di usufruire dei benefici della legislazione nazionale.

(interviste a cura di Marco Alfieri, Andrea Biondi, Celestina Dominelli, Katy Mandurino, Mariano Maugeri, Vincenzo Rutigliano, Vera Viola e Maria Chiara Voci)
Fonte : Il sole 24 ore

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Pubblicato il 26 Marzo 2010

LOMBARDIA
Filippo Penati
Candidato centro-sinistra
Il Piano del governo per la realizzazione di 50mila alloggi destinati alle fasce più deboli della popolazione può essere un passo nella giusta direzione solo a condizione che si proceda in tempi rapidi alla riforma del mercato privato delle locazioni. L'housing sociale senza nuove regole per le locazioni non basta. Decisiva è, inoltre, la mia proposta di cambiare la tassazione con l'introduzione della cedolare secca del 20% sui proventi degli affitti. Il superamento della Dia mi lascia perplesso per il venir meno del ruolo dei Comuni nell'opera di contrasto dell'abusivismo.

Roberto Formigoni
Candidato centro-destra
La Regione Lombardia ha già introdotto elementi di semplificazione per accelerare le procedure previste dalla normativa nazionale. In particolare con la legge regionale 12 del 2005 ha esteso alla quasi totalità degli interventi edilizi la facoltà di utilizzare la dichiarazione di inizio attività (Dia) - in sostituzione del permesso di costruire - con formazione del silenzio assenso in caso di mancata risposta entro 30 giorni da parte del Comune. Proprio a partire da questi passi concreti compiuti in Lombardia porteremo a livello nazionale la nostra positiva esperienza. Rispetto alla disciplina approvata dal Governo, raccoglieremo tutti gli elementi di ulteriore semplificazione nel rispetto delle garanzie di qualità e sicurezza degli interventi. Fedeli allo stile di Regione Lombardia, eventuali modifiche alla normativa regionale saranno effettuate con il dialogo e il confronto tra tutti i soggetti coinvolti, enti locali e operatori del sistema edilizio.

EMILIA ROMAGNA
Vasco Errani
Candidato centro-sinistra
C'è da fare innanzitutto una considerazione sul metodo. Le disposizioni a favore della semplificazione contenute nel decreto non sono state per nulla condivise con le Regioni. E arrivano con oltre undici mesi di ritardo rispetto all'accordo tra governo e regioni del 1° aprile 2009. Inoltre non vorremmo che ci fosse un rischio di sovrapposizione normativa nella traduzione nella realtà di questi principi e che si perda l'obiettivo centrale della sicurezza. Dal canto suo la Regione ha già avviato, con la legge regionale 6 del 2009, un proprio articolato percorso di semplificazione in materia urbanistica puntando inoltre a edifici ambientalmente compatibili, ad alto risparmio energetico e sicuri sismicamente. Insomma: non siamo contrari a priori, ma occorre valutare bene le ricadute del testo del decreto.

Anna Maria Bernini
Candidata centro-destra
Queste norme vanno recepite, ma bisogna anche riaprire una discussione a più ampio raggio sulle norme urbanistiche. Basta con la pianificazione millimetrica da parte delle amminstrazioni: lo Stato deve essere un buon regolatore, non un pianificatore ansioso e ansiogeno.

LAZIO
Emma Bonino
Candidata centro-sinistra
Ridurre il peso della burocrazia non deve andare a scapito della sicurezza. E dunque una liberalizzazione senza regole così come la propone Berlusconi mi pare che rechi in sé alcuni pericoli. Occorre in questi casi essere equilibrati. Ognuno a casa sua fa quello che gli pare mi sembra uno slogan di facile presa che contribuisce alla cultura dell'irresponsabilità. A Roma negli anni scorsi i proprietari di una tipografia, per ampliare gli spazi, hanno eliminato anche travi portanti e il palazzo è crollato facendo molte vittime. Dunque ci vuole prudenza. Piuttosto credo sia necessario semplificare le norme, dare certezze nei tempi di risposta delle amministrazioni competenti, ottenendo il via libera ai lavori però anche in base al parere di un tecnico. Pratiche più snelle ma non a scapito della sicurezza.

Renata Polverini
Candidata centro-destra
È assolutamente condivisibile la linea del Governo di ampliare il campo di applicazione dell'attività di edilizia libera nella direzione di una maggiore semplificazione delle procedure. Peraltro la Regione Lazio non ha allo stato attuale una normativa regionale specifica che indichi in modo più restrittivo quanto contenuto nel decreto. Per questo riteniamo opportuno che venga meglio disciplinata la modalità di esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria. L'inizio dei lavori dovrebbe essere subordinato a una previa comunicazione nella quale il proprietario, con il tecnico di fiducia, descriva e asseveri le opere da eseguire e che le stesse non interessino le parti strutturali dell'edificio. È poi opportuno che il proprietario depositi, successivamente all'esecuzione dei lavori, la variazione catastale ove dovesse essere intervenuta una diversa distribuzione planimetrica.

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Pubblicato il 26 Marzo 2010

Il piano casa nei sogni dei futuri governatori
di Giorgio Santilli
           
 
Il piano casa nei sogni dei futuri governatori

 


Piena adesione dei candidati governatori di centro-destra alla deregulation del governo, con la promessa di adeguare le norme regionali là dove non prevedano il regime semplificato o non consentano l'applicazione del provvedimento del governo. Atteggiamenti non così monolitici sulle misure da prendere tra i candidati governatori di centro-sinistra dove la linea unitaria è data semmai da una maggiore attenzione al problema della sicurezza e delle verifiche tecniche da affiancare alla liberalizzazione. L'obiettivo dichiarato è quello di evitare conseguenze sulla tenuta statica degli edifici e anche di coinvolgere le professionalità tecniche (architetti, geometri, ingegneri) oggi escluse dal percorso della liberalizzazione.

Questa la sintesi delle risposte che i candidati governatori dei due schieramenti danno in sette grandi regioni (Veneto, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Campania e Puglia) alla domanda se si intenda rendere possibile o meno l'applicazione del decreto legge che prevede un regime libero per le manutenzioni edilizie straordinarie, senza più l'obbligo per il proprietario di casa di presentare la denuncia di inizio attività.

VENETO
Giuseppe Bortolussi
Candidato centro-sinistra
Istintivamente sono per la nuova norma, che va nella direzione della semplificazione e della sburocratizzazione. Le manutenzioni straordinarie, che comprendono interventi sugli infissi o sugli impianti energetici – non destano certo problemi o allarmi. Ma in Veneto, e in particolare in luoghi come Venezia, Verona e molte altre città d'arte, nelle Ville Venete e via enumerando, anche il più semplice intervento è sottoposto al vaglio della Sovrintendenza ai monumenti. Stando così le cose, lo spostamento di tramezzi interni, nelle dimore "censite", creerebbe sicuramente delle situazioni delicate, che potrebbero mettere a repentaglio il patrimonio artistico e architettonico del Veneto. Una possibilità potrebbe essere quella di distinguere queste due situazioni, mantenendo il controllo più stringente sulle dimore di pregio rispetto a tutte le altre, per cui è auspicabile la liberalizzazione.

Luca Zaia
Candidato centro-destra
Come noto all'interno del decreto incentivi sono state inserite delle misure riguardanti gli interventi all'interno delle abitazioni, che in qualche modo dovrebbero anticipare il piano casa. Ho votato in quanto membro del governo a favore del decreto incentivi. Ho condiviso questi provvedimenti come condivido quelli del piano casa perché rispondono al criterio che ognuno di noi sia padrone a casa propria e per questo possa, superando gli ostacoli burocratici, che finora hanno rallentato questo processo, realizzare ampliamenti all'interno e all'esterno della propria casa. Siamo convinti che questo non solo consentirà a chi ha avuto un figlio di costruirgli una stanza, e a chi ha bisogno di un po' più di spazio di costruirselo, ma farà anche da volano per l'economia del territorio. Fortunatamente il settore dell'edilizia del nostro paese non è stato sottoposto a uno stress simile a quello della bolla speculativa spagnola quindi crediamo che questo provvedimento sia adeguato alle esigenze del settore edilizia e che possa attribuire far uscire definitivamente dalla crisi internazionale. Resta fermo, però, il punto che per noi ogni intervento deve essere pienamente rispettoso dell'ambiente e del paesaggio circostante. Quando parliamo di sviluppo sostenibile ci riferiamo anche a questo.

PIEMONTE
Mercedes Bresso
Candidata centro-sinistra
Già oggi gli interventi di manutenzione straordinaria previsti dal decreto possono essere portati a termine senza Dia. Il provvedimento governativo riguarda infatti una serie di opere che, a un primo esame, escludono gli aumenti di volumetria e gli interventi in aree di pregio architettonico. È evidente che una distribuzione diversa degli spazi interni, l'apertura di una finestra sul cortile, l'eliminazione di barriere architettoniche e l'installazione di pannelli fotovoltaici possono essere attuati senza Dia. È altrettanto evidente che se occorrerà adeguare la normativa regionale per agevolare tutti quegli interventi che non prevedono aumenti di volumetria, questo sarà un compito della prossima legislatura.

Roberto Cota
Candidato centro-destra
Da presidente della Regione seguirò le linea guida tracciate dal Piano casa del Governo, che la Bresso ha invece osteggiato e annullato scientificamente non per ragioni di merito, ma solo per approccio ideologico. Questo modo di fare è stato del resto la costante del suo governo in questi cinque anni: non ha governato per qualcosa, ma quasi sempre contro qualcuno. E a rimetterci sono stati i piemontesi. Ovviamente un punto irrinunciabile della nostra legge sulla casa legge sarà la tutela dell'ambiente e dei nostri impareggiabili centri storici. Cambierò senz'altro la nuova legge regionale nell'ottica di una sburocratizzazione. Si può pensare anche a soluzioni alternative alla Dia per alcuni piccoli interventi, come opere interne, manutenzioni straordinarie o interventi che non cambino la volumetria dell'immobile.

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Pubblicato il 5 Marzo 2010

DL 194/2009 sulla proroga di termini previsti da disposizioni legislative: dal Senato il via libera definitivo
L'Aula del Senato ha approvato, definitivamente, in terza lettura, il Disegno di legge di conversione del decreto recante ''Proroga di termini previsti da disposizioni legislative”(DDL 1955-B/S - Relatore Sen. Lucio Malan del Gruppo parlamentare PdL), nel testo trasmesso dalla Camera dei Deputati.
Tra le novità introdotte nel corso dell'iter legislativo, si segnalano le seguenti.
In materia ambientale, come l'Ance aveva richiesto ed auspicato, viene disposta la proroga al 1° gennaio 2011 del termine previsto dal DPR 380/2001 recante ''Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, già prorogato dall'art. 1, comma 289, della L. 244/2007 (Legge Finanziaria 2008), entro il quale, ai fini del rilascio del permesso di costruire, deve essere prevista, per gli edifici di nuova costruzione, l'installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1 kW per ciascuna unità
abitativa, compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell'intervento.
L’Ance spiega che viene disposta la proroga al 31 dicembre 2010 della esecuzione dei provvedimenti di rilascio per finita locazione degli immobili adibiti ad uso abitativo prevista dal DL 58/2008, convertito in L.199/2008 recante ''Misure urgenti per contenere il disagio abitativo di particolari categorie sociali (esecuzione già prorogata al 31 dicembre 2009 dall'art. 1 del suddetto decreto legge).
Nei confronti dei soggetti comunque residenti o aventi sede nei comuni colpiti dal sisma dell'Abruzzo del 6 aprile 2009, individuati ai sensi del comma 2 dell'art.1 del DL. 39/2009 convertito dalla L. 77/2009, si prevede la proroga, da disporsi con apposita ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri, della sospensione degli adempimenti e dei versamenti tributari, nonchè dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali.

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