notizie dal mondo

Pubblicato il 5 Agosto 2012

immagine del giorno: la preoccupante siccità degli usa

la grave siccità che sta colpendo gli stati uniti rischia di mettere in ginocchio l'agricoltura mondiale, con effetti disastrosi sulle riserve alimentari e i prezzi di prodotti come i cereali. il prezzo del grano potrebbe infatti subire una scalata tale da muovere l'inflazione nel resto del mondO

 

INFO IDELAISTA

Leggi i commenti

Scritto da Notizie immobiliari

Con tag #Notizie dal mondo

Repost0

Pubblicato il 5 Agosto 2012

fuga da parigi?

fuga da parigi?

per qualcuno sarà una buona notizia, per altri invece la dimostrazione che non c'è modo di far pagare chi ha di più. i milionari di parigi, che in questi anni hanno trovato nella capitale francese un bene rifugio contro la crisi, scappano a gambe levate in seguito alle nuove imposte sui redditi alti introdotte da hollande. e mentre si affrettano a vendere i loro immobili, per non essere colpiti dalla patrimoniale, attraversano il canale della manica e se ne scappano a londra, dove cameron li aspetta a braccia aperte

una delle prime iniziative del neo presidente francese è stata infatti quella di colpire con il 75% di trattenute i redditi superiori a 1 milione di euro. la misura sarà in vigore da settembre inoltre la nuova finanziaria del 2012 introduce una patrimoniale sulle grandi fortune ed elimina alcuni vantaggi fiscali prima esistenti sotto il governo sarkozy

secondo un articolo di le figaro, stanno aumentando di giorno in giorno le richieste agli studi fiscali più prestigiosi di francia per avere informazioni su come spostare il domicio fiscale altrove. anche per questo aumenta l'interesse per acquisire delle proprietà di lusso a londra (+32% da maggio a luglio, secondo sothesby's) da parte dei francesi

del resto il presidente britannico cameron ha già fatto sapere che stenderà un tappeto rosso a tutti coloro che vorranno lasciare la francia perché si sentono perseguitati dal fisco. i ricconi sono avvisati

articolo visto in  le figaro

Leggi i commenti

Scritto da Notizie immobiliari

Con tag #Notizie dal mondo

Repost0

Pubblicato il 2 Marzo 2010

Vacanze. Locazioni abbastanza vivaci nei centri più noti
Settimane da 400 euro

Per chi non fosse interessato ad acquistare casa in zona ma a recarsi qui per una vacanza esiste un mercato degli affitti vivace, ma solo nelle località a maggiore trazione turistica come Forni di Sopra e Ravascletto, dove gli operatori segnalano un trend stabile anche negli ultimi tempi. Nella stagione invernale a Forni di Sopra, «il canone di affitto settimanale per un appartamento da quattro posti letto si aggira intorno ai 450 euro in bassa stagione per arrivare a 700-800 euro nei periodi di maggior richiesta, mentre in estate si colloca tra 400 e 550 euro» spiega Giorgio Di Bert, operatore immobiliare titolare a Tolmezzo dello Studio Tre. Sia sul fronte delle compravendite che su quello delle locazioni il mercato presenta valori molto più bassi a Forni di Sotto, anche nell'ordine del 50% in meno. A Ravascletto l'offerta di case in locazione è sostanzialmente basata su appartamenti oppure su immobili bifamiliari. «La soluzione più ricercata nella località più vicina al Monte Zoncolan sono comunque le baite, ma l'offerta è molto scarsa – dice l'operatrice immobiliare Loredana Bellina –. I clienti ripiegano quindi sui piccoli appartamenti da 50-60 metri quadrati». Da febbraio a marzo, dice «i canoni settimanali vanno dai 400 ai 500 euro, mentre in alta stagione sono compresi tra i 700 e i 900 euro». Esistono, poi, centri minori, poco conosciuti e ancora incontaminati - come del resto tutta la zona - in cui invece il mercato immobiliare sia per le compravendite che per le locazioni è decisamente limitato. Tra queste località c'è Pesariis, comune costituito da sette villaggi dove la tradizione degli orologi per l'arredo urbano e domestici data sin dal 18° secolo. In questo borgo l'amministrazione comunale porta avanti il progetto del rilancio economico della Val Pesarina come vero e proprio distretto produttivo. Oggi gli orologi di Pesariis attirano un turismo esclusivamente giornaliero. Inoltre essendo classificato come centro storico primario, il territorio di questo comune non è aperto ad alcuna espansione immobiliare. Secondo i promotori turistici locali, nell'arco dell'anno le compravendite sono pochissime. Negli ultimi tempi, però, hanno riguardato in via pressoché esclusiva acquirenti, provenienti dal Triveneto e dal centro nord, che non hanno nessun legame familiare con la Carnia, ma hanno scelto questo luogo come buen retiro. A Pesariis il mercato delle locazioni è centrato o sull'albergo diffuso di Comeglians o sulle due case per ferie funzionanti nel centro abitato. In queste strutture, che offrono complessivamente un centinaio di posti letto , i prezzi variano da 40 euro per l'affitto di un monolocale da quattro posti fino a 60-75 euro (a seconda delle tipologia di camere) per un bivani da 6 posti. Altra località di riferimento nello scenario delle Alpi Carniche è Arta Terme, centro noto per le acque termali. Anche in questa zona il mercato fa i conti con un'offerta bassa. Secondo le indicazioni delle agenzie immobiliari locali i prezzi di compravendita partono da 600 euro per gli immobili da ristrutturare fino a un massimo di 1.600 euro/mq. Secondo le indicazioni dell'agenzia immobiliare Bombardier (l'unica attiva nel paese) sono in netto calo gli affitti, per lo più basati sui pochi bed & breakfast della zona (prezzi giornalieri tra i 20 e i 35 euro a persona).
Fonte : Ilsole24 ore

Leggi i commenti

Scritto da Notizie immobiliari

Con tag #Notizie dal mondo

Repost0

Pubblicato il 2 Marzo 2010

Legambiente: il rischio idrogeologico in Italia
Bastano poche piogge per provocare una tragedia. Il nostro Paese paga un altissimo prezzo per aver devastato il territorio con enormi e incontrollate colate di cemento. E’ dunque necessario insistere per risalire alle responsabilità e tornare sulla necessità di investire nella manutenzione del territorio.
A venirci incontro è l’indagine di Legambiente del Dipartimento della protezione Civile dal titolo: Ecosistema Rischio che ci aiuterà a conoscere la reale condizione dei comuni italiani considerati a rischio idrogeologico e valutare le attività messe in opera dalle amministrazioni locali per la prevenzione e la mitigazione del rischio.
Le recenti tragedie di Messina e di Ischia mettono in luce l’urgenza di assicurare al Paese un piano complessivo di riassetto idrogeologico con il quale affermare una nuova cultura del suolo e del suo utilizzo, scegliendo come prioritaria la sicurezza della collettività e mettendo fine agli attuali usi speculativi e abusivi del territorio. Le problematiche connesse con il rischio idrogeologico diventano anno dopo anno più consistenti e preoccupanti. Gli episodi recenti testimoniano della fragilità del territorio nazionale. Ma se da una parte non si può impedire alla natura di fare il suo corso (tanto le frane che le alluvioni sono fenomeni naturali, parte integrante dell’evoluzione del territorio), sicuramente si devono e si possono evitare gli immensi disastri sul territorio, operando per mitigare il rischio e limitando i danni e i pericoli per i cittadini in caso di calamità. Abusivismo edilizio, estrazione illegale di inerti e cementificazione degli alvei contribuiscono in maniera determinante a sconvolgere l’assetto idraulico del territorio. Accanto a questi fattori l’urbanizzazione diffusa e caotica, l’eccessiva antropizzazione delle aree a rischio, determinano un’amplificazione del rischio in caso
di calamità naturali. Inoltre sono sempre più tangibili gli effetti dei cambiamenti climatici in atto: si osservano piogge sempre più concentrate, arrivando in alcuni casi anche a 200 millimetri di pioggia in un solo giorno (quantitativo scioccante, visto che la media annuale italiana nelle zone di pianura è di 800/1000 millimetri) che si alternano a periodi di siccità. Le conseguenze sono più disastrose in quei territori dove negli ultimi decenni la pericolosità conclamata si è tramutata in rischio concreto ( il rischio per definizione nasce dalla combinazione di tre diversi fattori, la pericolosità, il valore esposto (abitazioni, strutture, popolazione, etc…) e la vulnerabilità (dei beni esposti). E’ sufficiente ricordare, a questo proposito, l’evento del luglio 2006 a Vibo Valentia, dove in poche ore sono caduti oltre 200 mm di pioggia causand o lo straripamento di molti corsi d’acqua, ingenti danni e ancora una volta alcune vittime. Oppure a Villagrande in Sardegna nel 2004, dove sono caduti 500 mm in 24 ore, e gli ultimi tragici eventi che tra ottobre e inizio novembre 2009 hanno sconvolto le popolazioni e i territori di Messina e Ischia. In tutti questi casi, la cattiva gestione del territorio, l’urbanizzazione intensa e incontrollata dei versanti, hanno causato un’amplificazione dei rischi legati alle calamità naturali.
Se osserviamo le aree vicino ai fiumi, salta agli occhi l’occupazione crescente delle zone di espansione naturale con abitazioni, insediamenti industriali, attività agricole e zootecniche. In altre parole, uno dei principali problemi è l’antropizzazione di tutte quelle aree dove il fiume in caso di piena può “allargarsi” liberamente. Nonostante questa verità, ormai condivisa e accettata da tutti, dagli enti locali alle comunità scientifiche fino ai cittadini, non si nota in Italia una concreta e diffusa inversione di tendenza capace di

rendere il territorio più sicuro.
Anche gli interventi di difesa idraulica continuano a seguire filosofie tanto vecchie quanto evidentemente inefficaci. In molti casi vengono realizzati argini senza un serio studio sull’impatto che possono portare a valle, vengono cementificati gli alvei e alterate le dinamiche naturali dei fiumi, si assiste a pratiche di escavazione selvaggia, e così via. Soprattutto, troppo spesso le opere di messa in sicurezza si trasformano in alibi per continuare a costruire nelle aree golenali.
Il rischio frane e alluvioni interessa praticamente tutto il territorio nazionale. Sono ben 5.581 i comuni a rischio idrogeologico, il 70% del totale dei comuni italiani, di cui 1.700 a rischio frana, 1.285 a rischio di alluvione e 2.596 a rischio sia di frana che di alluvione. Il nostro territorio è reso ancora più fragile dall’abusivismo, dal disboscamento dei versanti e dall’urbanizzazione irrazionale. Sono la Calabria, l’Umbria e la Valle d’Aosta le regioni con la più alta percentuale di comuni classificati a rischio (il 100% del totale), subito seguite dalle Marche (99%) e dalla Toscana (98%). Sebbene in molte regioni la percentuale di comuni interessati dal fenomeno possa apparire ridotta, la dimensione del rischio è comunque preoccupante. In Sardegna e in Puglia, ad esempio, nonostante la percentuale dei comuni a rischio sia tra le più basse d’Italia, le frane e le alluvioni degli ultimi anni hanno pr ovocato vittime e notevoli danni, come dimostrano gli eventi tragici che hanno colpito la provincia di Cagliari nell’ottobre del 2008.
Oltre a tanti piccoli comuni, anche molte delle grandi città italiane sono considerate a rischio idrogeologico come risulta dallo studio del Ministero dell’Ambiente e dell’UPI.

Fonte Newspages

Leggi i commenti

Scritto da Notizie immobiliari

Con tag #Notizie dal mondo

Repost0

Pubblicato il 24 Gennaio 2010

Rafforzare le forti vendite case prospettive dell'economia americana

Di Lucia Mutikani - WASHINGTON (Reuters)

Il
vendite case esistenti US è salito il mese scorso al suo livello più alto in quasi tre anni, l'ultimo segnale che la ripresa economica sta guadagnando velocità, nonostante una più lenta del previsto di espansione nel terzo trimestre.

Il
National Association of Realtors Real Estate
Martedì ha annunciato che le vendite di case esistenti è aumentato del 7,4 per cento ad un tasso annuo di 6,54 milioni di unità, il ritmo più elevato dal febbraio 2007, rispetto ai 6,09 milioni di unità nel mese di ottobre.

Tale aumento è stato superiore alle attese del mercato, che punta a 6,25 milioni di unità.

Inoltre, la
Dipartimento Commerce detto che la sua stima finale del prodotto interno lordo (PIL) ha mostrato una crescita ad un tasso annuo del 2,2 per cento nel terzo trimestre, in calo dal 2,8 per cento segnalato il mese scorso.

I mercati si aspettavano che il PIL, che misura tutti i beni e servizi prodotti all'interno dei confini degli Stati Uniti, di non rivedere dal 2,8 per cento in precedenza.

"I rapporti economici sono stati molto ottimisti. Maggior parte delle persone si attendono ora una crescita del PIL 3,5 a 4,0 per cento nel quarto trimestre e cifre
alloggi sono la ciliegina sulla torta ", ha detto Bruce Bittles, chief strategist investimenti Robert W. Baird & Co.

Wall Street sale dopo i dati in suo terzo consecutivo anticipata al giorno, mentre i prezzi del debito pubblico è sceso per il secondo giorno. Il dollaro ha guadagnato terreno nei confronti dell'euro e dello yen.

Housing Market Stabilizzare

Il
mercato immobiliare, La causa principale della recessione più dolorosi negli Stati Uniti negli ultimi 70 anni, è il livellamento off, dicono gli analisti.

Il miglioramento della
mercato immobiliare
aiuterà la psicologia delle famiglie, che è stato scosso dalla disoccupazione più elevati in un quarto di secolo.

Poi c'è il calo dei prezzi delle case è in calo. Il prezzo mediano home diminuito 4,3 anni per cento su base annua nel mese di novembre a $ 172.600, il calo più piccolo dei prezzi dal novembre 2007, l'associazione ha detto.

Un altro rapporto della Federal Housing Finance è emerso che i prezzi delle case è aumentato dello 0,6 per cento nel mese di ottobre a partire da settembre.

"Abbiamo creato una svolta definitiva nel mercato immobiliare, ma rimane affidamento sul sostegno dello Stato. Dovremmo vedere che il testimone passa da un rimbalzo in casa con il sostegno del governo di uno che è autosufficiente," ha dichiarato Richard DeKaser, presidente della Woodley Research Park.

Mentre l'espansione economica nel periodo da luglio a settembre è stata inferiore alle aspettative, è stato il più alto dal terzo trimestre del 2007 e si è conclusa con quattro trimestri consecutivi di diminuzione della produzione.

"Spero che il PIL () per il quarto trimestre saranno forti, con le vendite al dettaglio superiore alle attese, ma gli investimenti delle imprese è ancora un jolly. Ci sono un sacco di denaro, ma non sono sicuro che la spesa delle imprese è rimbalzato", ha detto Christopher Low, capo economista FTN Financial capo.

Le aziende cedute le scorte di beni invenduti accumulati in modo più aggressivo di quanto si pensasse, ma secondo gli analisti, questo è un buon segno per il PIL nel quarto trimestre.

Inventari Business cadde 139.200 milioni di euro nel terzo trimestre, più di 133.400 milioni di euro che il governo stima di novembre.

Stock immerso un record di 160.200 milioni di euro nel secondo trimestre. Il numero di inventari aggiunto 0,69 punti percentuali di PIL nel terzo trimestre.

La relazione del PIL ha inoltre rivelato che i profitti delle imprese al netto delle imposte è aumentato del 12,7 per cento nel terzo trimestre, invece del 13,4 per cento previsto il mese scorso, che è stato il guadagno più elevato dal primo trimestre del 2004.

Leggi i commenti

Scritto da Notizie immobiliari

Con tag #Notizie dal mondo

Repost0

Pubblicato il 24 Gennaio 2010

Prima metà del 2010, il buon momento per comprare casa

 
Segretario di Stato dell'economia, José Manuel Campa, ritiene che entro il 2010, soprattutto la prima metà, può essere un buon momento per acquisire alloggi grazie ad una combinazione di fattori che possono costituire "forte incentivo" per le famiglie che intendono acquistare un immobile, piuttosto che aspettare per l'adeguamento dei prezzi ulteriori.

In un'intervista con Europa Press, Campa apprezzato il fatto che fattori come il calo dei prezzi, bassi tassi d'interesse (1%), il piano di aiuti per l'alloggio, il mantenimento della detrazione fiscale per l'acquisto, che è soppresso a decorrere dal 2011, e il divario IVA sorgerà nella seconda metà dell'anno, rappresentano "incentivi significativi" per coloro che sono interessati a
L'acquisto di una casa
adesso.

Così, egli ha sottolineato che per la maggior parte delle famiglie il loro potere d'acquisto, inclusi sia i beni e gli alloggi di quest'anno, è aumentato, a causa dei tassi d'interesse e dei prezzi ha contribuito, e anche un aiuto alloggi di sostegno. Inoltre, Campa ritiene che le difficoltà del settore finanziario spagnolo nel 2010, possono contribuire a rilanciare la
mercato immobiliare se gli istituti di richiamare gran parte del 'stock' di Real Estate che si sono accumulati.

"Nella misura in cui portano il patrimonio
Real Estate all'interno del bilancio, tutte le istituzioni finanziarie sono interessati, se non in maiuscolo, che è, se non si hanno in affitto o una qualche forma di generazione di reddito, di metterli in vendita e renderli sicuri. Che avrà sempre un incentivo ", ha detto.

Segretario di Stato per gli affari economici ha detto che il governo non dispone di stime su quanto si può cadere "e può diminuire ulteriormente se" il prezzo del
Alloggi in SpagnaE ha riconosciuto che è difficile stabilire quanto si è finora prezzo, perché è un mercato molto eterogeneo ...

Leggi i commenti

Scritto da Notizie immobiliari

Con tag #Notizie dal mondo

Repost0

Pubblicato il 24 Gennaio 2010

Secondo INDEC, l'inflazione nel mese di dicembre è stato più costoso per la costruzione della Grande Buenos Aires
Real Estate in Argentina



Secondo l'Istituto Nazionale di Statistica e Censimenti (INDEC), costruita nel Gran Buenos Aires ha un valore più alto in dicembre.

I dati derivati da una relazione del soggetto, che indica che nell'ultimo mese del 2009, l'indice del costo di costruzione ha registrato un aumento del 0,3 per cento rispetto agli stessi dati per il mese di novembre. Questo risultato, secondo INDEC, l'inflazione è una conseguenza della crescita del 0,4 per cento e 0,2 di lavoro materiale e spese generali. Quando si confrontano i complessiva dicembre 2009 con lo stesso mese, ma nel 2008, l'Istituto ha registrato un aumento del 10,8 per cento.

Le cause sono in aumento delle variabili stessa: lavoro, materiali e spese generali.

Leggi i commenti

Scritto da Notizie immobiliari

Con tag #Notizie dal mondo

Repost0

Pubblicato il 16 Gennaio 2010

La ripresa che verrà

di Gianfranco Aurisicchio - da formazionepolitica.org

Anche se l’economia mondiale sembra ormai aver imboccato un cambio di direzione, ci aspetta in realtà un decennio o quasi di instabilità finanziaria e debolezza strutturale, a causa del nuovo pattern che il sistema economico ha preso, caratterizzato da elevata disoccupazione e crescita frammentaria, e per le enormi iniezioni di liquidità che rischiano di scatenare una impennata inflazionista o peggio una stagflazione, dati appunto i deboli segnali di crescita del trend economico.  È come se un malato che è appena uscito dal coma si ritrovi al risveglio nelle condizioni di uno che è appena stato salvato dall’affogamento in mare, con in corpo tanta di quell’acqua da farlo gonfiare… per rendere l’idea.

Lo scenario che ci aspetta non è in realtà ben chiaro. Sia tra i neokeynesiani che tra gli stessi monetaristi si fa fatica a capire se l’enorme liquidità iniettata nel sistema tra il 2008 ed il 2009, per evitare un effetto domino dato dal fallimento di alcune grosse istituzioni bancarie, sia destinata a causare un’elevata inflazione, come negli anni Settanta del secolo scorso, con cui ci sono molte analogie, o se invece il perdurante alto tasso di disoccupazione (che negli Stati Uniti è ancora intorno al 10%, addirittura più elevato che in Italia) continuerà a deprimere la domanda e quindi avrà un effetto di tappo sul livello dei prezzi. I teorici dell’effetto monetario della disoccupazione notano che il costo del lavoro è di gran lunga la componente più importante dell’inflazione, e in questo scenario di alta e perdurante disoccupazione è molto probabile che anche lievi aumenti dei salari siano poi in realtà seguiti da un blocco prolungato all’aumento degli stessi, che porteranno successivamente a loro volta a tagli nelle buste-paga. In questa situazione, anche diminuzioni di un punto percentuale nel tasso di disoccupazione nei prossimi anni non causeranno comunque sostanziali aumenti del tasso di crescita dei salari e quindi dell’inflazione.

Dopo decenni di crescita dei bilanci del settore privato maggiore della crescita dei redditi (nelle famiglie, nel settore non finanziario e soprattutto nel settore finanziario), l’economia mondiale è entrata in un periodo in cui il debito privato e le attività finanziarie si contrarranno profondamente. Siamo cioè nella prospettiva di entrare in una depressione, sebbene non in una “Grande Depressione”, come quella cioè degli anni Trenta del Novecento. Grazie infatti agli aiuti governativi all’economia e al settore finanziario (gli stimulus ed i salvataggi finanziari così abusati nel biennio appena passato), ci troveremo probabilmente in presenza di una depressione “contenuta”. Il processo di aggiustamento implicherà perciò necessariamente investimenti fissi cronicamente deboli, deboli profitti, problemi finanziari, ed una incostante, globalmente sottotono, crescita economica. Che quadro confortante…  In questo scenario idilliaco sembra perciò altamente improbabile che l’enorme quantità di liquidità nel sistema inneschi spirali inflazionistiche, poiché in realtà cioè che causa propriamente l’inflazione è la velocità di circolazione della moneta, che in tale contesto tende allo zero data una domanda depressa dei consumi. Ed in effetti, contrariamente alle aspettative, in questo trimestre passato la domanda al dettaglio è calata, segno questo inequivocabile di una ripresa economica anomala e quanto mai debole.  È come se ad un lago di benzina manca un cerino o una fiamma per farlo esplodere: finché non c’è, rimane così com’è.

Un’altra visione sostiene invece che ad influenzare il livello dei prezzi nel lungo periodo sia invece la quantità di moneta per un dato livello di produzione di beni e servizi. È poiché siamo in presenza di una vasta, enorme, quantità di liquidità nel sistema, rispetto invece ad un livello del ciclo economico basso con bassa produzione di beni e servizi, inevitabilmente questo si tradurrà in un’inflazione elevata. E in tale scenario non sembra plausibile un intervento della Fed o di altre banche centrali per ritirare dal sistema tutta questa liquidità, le quali temono con ciò di deprimere ulteriormente una debole ripresa, considerando anche il costo “politico” di una tale manovra.  Questo scenario punta perciò a previsioni ancora più fosche per una stagflazione del sistema economico (inflazione + bassa o nulla crescita economica), come era successo alla fine degli anni Settanta del Novecento. Allegria!

In entrambi gli scenari si sottolinea comunque la bassa crescita economica, causata da una debole ed incerta ripresa del ciclo, come in effetti stiamo sperimentando. Se quindi queste sono le previsioni per la congiuntura mondiale, improntata all’economia americana, il sistema Italia ne soffrirà in realtà in misura maggiore, caratterizzato come è sempre stato da una crescita economica inferiore a quella dei suoi partners. Continuiamo a portarci addosso un deficit ed un debito pubblico pesanti come una zavorra, che non permettono di liberare risorse verso i settori trainanti dell’economia e questo governo, immancabilmente e cronicamente, è molto più interessato a risolvere situazioni personali e contingenti piuttosto che ad impegnarsi in una sana e seria politica economica di sviluppo, ormai davvero inderogabile.  In questo scenario non poteva quindi che essere una boutade pre-elettorale la proposta di riforma del sistema fiscale con due sole aliquote, al 23% ed al 33%.  Oltre ad essere l’ennesimo ladrocinio a favore dei ricchi e contro i meno abbienti, una sorta di Robin Hood al contrario, tale proposta è anche finanziariamente insostenibile per il nostro sistema fiscale, causando anche un considerevole aumento della pressione fiscale per quelle fasce della popolazione già deboli, che vedrebbero un aumento della loro aliquota fiscale.

Leggi i commenti

Scritto da Notizie immobiliari

Con tag #Notizie dal mondo

Repost0

Pubblicato il 11 Gennaio 2010

Cina: comunicato sul sano sviluppo del mercato immobiliare
 

Il 10 gennaio l'Ufficio Generale del Consiglio di Stato cinese ha reso noto un comunicato sulla promozione dello sviluppo sano e stabile del mercato immobiliare.

Viene affermato che a partire dell'ultimo trimestre del 2008, una serie di politiche e misure relative hanno avuto un'efficacia positiva, tuttavia, a seguito della ripresa del mercato immobiliare, di recente in alcune città i prezzi delle case sono aumentati troppo velocemente, fenomeno al quale occorre prestare alta attenzione.

I contenuti principali del comunicato includono la necessità dell'aumento dell'offerta efficace di case popolari e di quelle ordinarie, l'innalzamento dell'offerta di terreni e lo sviluppo dell'efficienza di utilizzo, la ragionevolezza dei consumi, il rafforzamento ulteriore della gestione dell'offerta di terreni e della vendita delle case commerciali, nonché l'accelerazione della costruzione di progetti di case popolari.
Fonte : italian.cri.cn 

Leggi i commenti

Scritto da Notizie immobiliari

Con tag #Notizie dal mondo

Repost0

Pubblicato il 8 Gennaio 2010

Neve: nessun obbligo per i proprietari
Nei giorni in cui la neve cade abbondantemente vi possono essere sindaci tentati di addossare la pulizia delle strade ai proprietari dei tratti limitrofi, i cosiddetti “frontisti”. Ogni obbligo in merito sarebbe illegittimo. Lo specifica la Confedilizia, sulla base di inoppugnabili indicazioni di legge.
Infatti i marciapiedi sono una “parte della strada, esterna alla carreggiata”, secondo la definizione del Codice della strada. All'interno dei centri abitati le strade pubbliche sono quasi sempre comunali: compete ai Comuni la “pulizia” delle strade di loro proprietà, sempre sulla base del Codice della strada; quindi, anche la pulizia dei marciapiedi. Nella pulizia rientra lo sgombero da qualsiasi materiale, compresa la neve. Spetta perciò ai Comuni togliere la neve dai marciapiedi di strade comunali (la Cassazione, con sentenza 16226/'05, ha stabilito che è ius receptum della stessa Corte il principio secondo il quale spetta alla Pubblica Amministrazione la manutenzione in genere tanto della strada quanto dei marciapiedi laterali).
Non può il Comune far carico ai privati proprietari di immobili che affacciano su strade pubbliche (singoli proprietari o condominii) dell'obbligo di provvedere alla pulizia delle strade in generale o allo sgombero della neve in particolare, trattandosi di prestazione personale imposta la cui introduzione è riservata alla legge.
Il Testo Unico per la finanza locale del 1931 consentiva al Comuni di “istituire prestazioni d'opera per la costruzione e manutenzione delle strade”, purché “nei limiti ed in conformità delle leggi vigenti”, permettendo d'imporre ai frontisti o la prestazione in giornate di lavoro o la corresponsione di una somma; ma nel 1961 tale disposizione venne esplicitamente soppressa dalla legge 1014/'60.
Non sussiste oggi alcuna legge che obblighi i frontisti (o conceda ai Comuni facoltà d'imporre tale obbligo) di provvedere alla pulizia dalle strade o di sgomberarne la neve.
La legge, invece, impone l'obbligo della pulizia proprio ai Comuni, proprietari delle strade comunali.
Tale obbligo non può essere imposto ad altri: né con ordinanza, né con regolamento comunale, né con delibera. Eventuali disposizioni di tal genere presenti in qualche regolamento di polizia urbana sono prive di valore.

Fonte Newspages
La Confedilizia ricorda che solo in casi eccezionali, relativi ad emergenze non prevedibili, il sindaco può avvalersi di ordinanza contingibile ed urgente per far obbligo ai frontisti di procedere allo sgombero della neve, limitatamente a quella particolare circostanza.
Deve però trattarsi di evento straordinario per quantità e continuità di precipitazione, tale da essere ritenuto fuori della norma e dunque della disponibilità di uomini, mezzi, strutture di cui il Comune deve disporre per far fronte alla caduta della neve nelle dimensioni prevedibili per quella specifica zona territoriale.
In ogni caso, tale obbligo deve essere accompagnato dalla disposizione relativa all'integrale rimborso delle spese sostenute dai proprietari per lo sgombero della neve.
Il sindaco può, insomma, in casi rigorosamente limitati ed eccezionali, imporre ai privati di sostituirsi - ma soltanto per quella specifica occasione (e non certo in via generale, cioè sempre ogni qual volta si determini una precipitazione atmosferica) - al Comune con uomini e mezzi; però le relative spese fanno carico all'ente proprietario della strada

Leggi i commenti

Scritto da Notizie immobiliari

Con tag #Notizie dal mondo

Repost0