tasse e fisco

Pubblicato il 5 Agosto 2012

si apre un importante spiraglio per l'edilizia ma anche un'opportunità per i proprietari di immobili. il decreto sviluppo è infatti stato approvato dal senato con ampia maggioranza. secondo il ministro  per lo sviluppo economico, corrado passera, aiuterà la crescita dell'economia italiana. tra le novità più importanti l'atteso stimolo per le ristrutturazioni

tra le misure contenute nel provvedimento vi è infatti la proroga a giugno del 2013 per la detrazione irpef del 55% per interventi di risparmio energetico degli edifici. per quanto le ristrutturazioni edilizie, la detrazione irpef salirà dal 36% al 50%  e il limite sale a 96.000 euro

le detrazioni sulle ristrutturazionin riguarderanno anche tutti gli interventi di messa a norma delle abitazioni, dato che, secondo una stima del ministero, sono 8 milioni quelle che hanno bisogno di un intervento urgente, come per esempio il rinnovo degli impianti elettrici o l'installazione di rilevatori del gas

secondo l'ance nel 2013 ci sarà un notevole incremento degli investimenti in manutenzionestraordinaria, con delle conseguenze positive sull'occupazione.

sarà inoltre rafforzato lo sportello unico per l'edilizia, che diventa l'unico canale cui rivolgersi per tutte le pratiche, ed è prevista l'elevazione da 200mila a 2 milioni di euro della soglia di volume d'affari delleimprese che possono posticipare il pagamento dell'iva all'atto di emettere fattura

 

Fonte :IDEALISTA 

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Pubblicato il 29 Maggio 2010

La manovra 2011-12 in pillole
La manovra 2011-12 ammonta a circa 24 miliardi.
Eccone i punti principali.
- Fino al 2013, ci sarà un congelamento degli stipendi degli statali e dei dirigenti. Secondo il provvedimento, gli stipendi resteranno così fermi ai livelli del 2009.
- Un taglio del 10% agli stipendi di ministri e parlamentari che eccedono la quota di 80 mila euro l'anno.
- I lavoratori che nel 2011 avranno maturato un'anzianità contributiva inferiore ai 40 anni e vorranno accedere alla pensione d'anzianità, andranno a riposo il 1 luglio 2012.
- Chi, nel 2011, avrà maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia (65 anni per gli uomini e 60 anni per le donne) potrà accedere al trattamento con uno slittamento di 6
mesi rispetto alla data in cui ha maturato i requisiti.
- Il tetto alla tracciabilità contante torna a 5.000 euro dagli attuali 12.500. Il tetto ovviamente varierà a seconda delle disposizioni Ue. La misura è propedeutica a un rafforzamento dei controlli antievasione.
- Ai Comuni sarà riconosciuta una quota pari al 33% delle maggiori somme relative ai tributi statali riscosse a titolo definitivo.
- Arriva nella manovra una "razionalizzazione catastale" per cui sarà possibile regolarizzare eventuali cambiamenti catastali ma solo se dichiarati entro il 31 dicembre di quest'anno (per approfondire questo punto rimandiamo all’articolo di spalla).

Fonte : Newspages

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Pubblicato il 29 Maggio 2010

Ed ecco la nuova sanatoria.
Anzi, no, la razionalizzazione

Ci sarà o non ci sarà? Questo è stato il grande dilemma di inizio settimana. Ma alla fine ci sarà: stiamo parlando del condono edilizio, che potrebbe assumere la veste di sanatoria per gli immobili fantasma.
Secondo le prime indiscrezioni che stanno uscendo in questi giorni sembra che nell’operazione potrebbero essere coinvolte 1,4 milioni di unità immobiliari non risultanti al catasto. Questi immobili rappresentano gli abusi stratificatisi nei decenni, quelli che non sono mai entrati nei condoni per indifferenza o ignoranza dei proprietari, e al cui interno ci sono sicuramente quelle 350mila unità costruite negli ultimi sei anni.
Per questi immobili arriva una "razionalizzazione catastale" per cui sarà possibile regolarizzare eventuali cambiamenti catastali ma solo
se dichiarati entro il 31 dicembre di quest'anno. Decorsa tale
data, incapperanno in una sanzione che varrebbe 1/3 del valore
catastale. Non si tratta quindi di un condono edilizio, così
come nell''edizione del 2003.

Fonte : Newspages

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Pubblicato il 29 Maggio 2010

Evasione sulle compravendite? Ecco cosa ne pensano Fiaip ed Anama

di Pierpaolo Molinengo

Nei giorno scorsi, su queste pagine, riferivamo che la Guardia di Finanza, a seguito di operazioni condotte nel 2009 sulle compravendite e sulle intermediazioni immobiliari, ha denunciato quasi 7 miliardi di basi imponibili non dichiarate e 1,2 miliardi di Iva evasa.
Ma proviamo a vedere cose ne pensano i diretti interessati.
«Non riteniamo che l'evasione si annidi nelle compravendite immobiliari. Questo poteva avvenire di più in passato, soprattutto quando le operazioni avvenivano tra privati.
A frenare il fenomeno è arrivata dal 2006 la legge sul prezzo-valore, ispirata da una logica di trasparenza nella contrattazione immobiliare e di equità nel prelievo fiscale - spiega Paolo Righi, presidente di Fiaip -.
Il problema del nero oggi invece arriva principalmente dalle locazioni immobiliari. Soprattutto quelle turistiche. Non è esagerato affermare che il 70% di queste ultime sia in nero. Per poter superare il problema sarebbe necessaria una legislazione più stringente in materia. E che tra l'altro preveda anche la possibilità di far transitare, ancora di più di quello che avviene oggi, gli affitti attraverso le agenzie immobiliari. In questo modo si potrebbe riuscire a portare alla luce la maggior parte delle locazioni turistiche. A questo, poi, si dovrebbe aggiungere la cosiddetta “cedolare secca” al 20%, ed intervenire sulla materia dell'emergenza abitativa, per venire incontro alle esigenze dei ceti meno abbienti, e di chi invece potrebbe beneficiare dell'imposta sostitutiva per i redditi da locazione.
Sotto il punto di vista del mercato delle compravendite, i Comuni dovrebbero altresì ripensare le strategie di sviluppo urbano delle aree edificabili, dove spesso si sono creati quartieri “vuoti”, o di scarso valore immobiliare, e ripensare ad un’edilizia sociale per le esigenze di giovani e famiglie.
In alcune zone, infatti sono presenti troppi immobili, e questo ne ha

svalutato i prezzi.
Bisognerebbe costruire pensando alle locazioni per le fasce di popolazioni più deboli, che hanno problemi ad acquistare un immobile, e non possono accedere al mercato dei mutui. Sarebbe più opportuno che i Comuni sviluppassero nuove politiche di housing sociale, che all'estero hanno avuto molto successo. Potrebbe essere utile rispolverare politiche simili a quelle dell'Ina Casa, che, in passato, ha permesso alle famiglie di riscattare le abitazioni, dopo che per decenni ne erano state affittuarie».
Il nero «è sicuramente un cancro - aggiunge Paolo Bellini, presidente Anama -. E come tale viene considerato dalle imprese che sono associate ad Anama, i cui professionisti inorridiscono, quando qualcuno chiede che non venga emessa la fattura e quindi evasa l'Iva per una transazione.
Detto questo, comunque, il problema del nero è una costante che fa parte del mondo immobiliare, tanto che già in passato il Governo aveva introdotto il prezzo congruo degli immobili proprio per contrastare il fenomeno.
Anama ha avanzato ai propri interlocutori di Governo due proposte per sconfiggere il nero:
1. Detrarre al 100% le provvigioni degli agenti immobiliari. In questo modo si verrebbe a creare un circolo virtuoso, tipo quello dei bonus delle ristrutturazioni edilizie, attraverso il quale quello che viene detratto dai clienti, viene recuperato dallo Stato tramite il maggior gettito dovuto dalle fatturazioni
2. L'Iva delle fatture delle provvigioni deve seguire l'Iva dell'atto. Attualmente l'Iva è al 20%: dovrebbe essere portata al 3% quando si compra la prima casa e al 4% quando è a regime. Considerando che il lavoro dell'agente immobiliare è principalmente quello di consulenza, a cui si aggiunge anche quello di vendita, è corretto che l'Iva sia modulata in funzione all'atto di compravendita che si sta concludendo».

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Pubblicato il 26 Maggio 2010

Proprietà contadina:
i benefici anche Senza ispettore
La piccola proprietà contadina si libera dell’ispettore agrario.
Per effetto delle novità introdotte dal decreto legge “mille proroghe” (Dl 194/2009), per fruire del regime di favore che prevede l’applicazione in misura agevolata delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, non è più necessario produrre la certificazione dell’ispettorato agrario attestante l’abitualità della lavorazione manuale della terra e l’idoneità del fondo alla formazione della piccola proprietà.
E’ la risposta fornita dall’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 36/E di oggi, ad alcune associazioni di categoria che, con l’entrata in vigore, lo scorso 28 febbraio, delle nuove disposizioni contenute nel Dl 194, avevano sollevato alcuni dubbi su condizioni e modalità per beneficiare del regime agevolato.
In particolare, le associazioni chiedevano se, per usufruire del trattamento fiscale di favore, fosse ancora necessario presentare la certificazione dell’ispettorato agrario, come previsto dalla legge 604/54.
Un adempimento che, secondo l’Agenzia, è venuto meno dal momento in cui le nuove disposizioni contenute nel “milleproroghe” hanno definito in maniera innovativa i presupposti soggettivi e oggettivi necessari per accedere al regime agevolato della piccola proprietà contadina, delineando di fatto un’autonoma disciplina, che si applica agli atti stipulati tra il 28 febbraio e il 31 dicembre 2010.
Esclusa l’applicabilità delle “vecchie” condizioni (la qualità dell’acquirente che deve dedicare abitualmente la propria attività alla lavorazione della terra, l’idoneità del fondo alla formazione e all’arrotondamento della piccola proprietà contadina, la mancata alienazione nel biennio precedente di fondi rustici di oltre un ettaro), viene dunque meno anche la necessità di produrre la certificazione
.

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Pubblicato il 26 Maggio 2010

Sugli immobili gravano 43 miliardi di euro di tasse. I dati della CGIA di Mestre
E’ di 43,2 miliardi di euro il gettito riferito al 2008 (ultimo dato disponibile) relativo ai tributi gravanti sui cespiti immobiliari.
Il 62,8% di questo importo (pari a 27,1 miliardi di euro) va nelle casse dello Stato centrale, il 34,6% ai Comuni (pari a 14,9 miliardi di €), il 2,5% alle Province (1,06 miliardi di €) e il rimanente 0,10% alle Regioni (46 milioni di €). Nonostante l’abolizione sulla prima casa, l’Ici rimane ancora l’imposta più “pesante”: nel 2008 ha garantito ai Sindaci entrate per quasi 10 miliardi di €. Complessivamente, sono 15 le imposizioni che insistono sulle case, i negozi e i fabbricati industriali, artigianali e commerciali presenti nel Paese.
Questi 43,2 miliardi di €, sottolineano dalla CGIA di Mestre che ha curato l’analisi, sono il “frutto” dell’applicazione di 10 imposte (le principali sono l’Irpef, l’Iva, l’Imposta di registro, l’Imposta ipotecaria e catastale, l’Ici, etc., etc.), 2 addizionali (quella provinciale e quella comunale sul consumo di energia elettrica), 2 tributi (la Tarsu o la Tia e il tributo provinciale della protezione ambiente) e una accisa sul consumo di energia elettrica.
L’importanza di queste cifre assume una valenza ancor più significativa in virtù delle dichiarazioni rilasciate qualche mese fa dal ministro Calderoli. In sostanza il ministro della Semplificazione ha ipotizzato la creazione di un’imposta unica chiamata a sostituire gli attuali balzelli applicati dagli enti locali sugli immobili.
«Stando ai numeri - commenta il segretario Giuseppe
Bortolussi della CGIA di Mestre - il gettito che oggi va alle Regioni e alle Province è poco più di 1 miliardo di euro. Una cifra importante, anche se non smisurata che, comunque, farebbe sicuramente comodo ai Sindaci.
Per contro, però, si dovrebbero trovare delle misure compensative per i Presidenti di Provincia che sarebbero, da questa novità, i più penalizzati. Ma la cosa più importante è la necessità che con i decreti attuativi sul federalismo fiscale che verranno approvati nei prossimi mesi, si arrivasse ad una semplificazione del quadro normativo, oggi ancora troppo frammentato. Questo per consentire ai proprietari degli immobili sia la riduzione del peso fiscale, sia una impellente semplificazione burocratica. Con un quadro normativo più chiaro, gli enti locali, invece, si troverebbero nelle condizioni di combattere più efficacemente l’abusivismo edilizio che, soprattutto in alcune aree del Paese, continua avere dimensioni molto consistenti».
Ritornando alle cifre, l’importo più significativo in termini di gettito è “garantito”, come dicevamo più sopra, dall’Ici che, nonostante la completa abolizione dell’imposta sulla prima casa avvenuta nel 2008, consente ai primi cittadini di incassare ancora adesso quasi 10 miliardi di euro l’anno. Dall’applicazione dell’Irpef e dell’Iva arrivano altri 8,1 miliardi di euro per ciascuna imposta, mentre dall’imposta di registro l’Erario incassa 4,7 miliardi di €.
Dalla Tarsu o dalla Tia (a seconda che i Comuni applichino il tributo o la tariffa) arrivano altri 4,2 miliardi di euro.

Fonte : Newspages

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Pubblicato il 30 Aprile 2010

Agevolazioni fiscali per i trasferimenti di immobili in attuazione di piani urbanistici

In considerazione della rilevanza del tema della fiscalità urbanistica per le imprese associate, l’ANCE ha provveduto ad aggiornare la Guida alle agevolazioni fiscali per i trasferimenti di immobili nell`ambito di piani urbanistici.
In particolare, il vademecum contiene un’analisi dettagliata dei regimi fiscali agevolati applicabili per i trasferimenti di immobili diretti all’attuazione di:
- piani urbanistici particolareggiati.
Con riferimento a tali trasferimenti di aree, nella Guida sono riportate le diverse disposizioni succedutesi nel corso degli anni.
Infatti, dal 1° gennaio 2001 al 3 luglio 2006, per tutti i piani urbanistici particolareggiati, comunque denominati, sono state applicate l’imposta di registro pari all’1% e le imposte ipotecaria e catastale in misura fissa (art.33, comma 3, legge 388/2000, e successive modificazioni).

Fonte :Newspages

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Pubblicato il 21 Aprile 2010

Scudo fiscale: le residenze esclusive meta dei grandi capitali

Con lo scudo fiscale 2009 sono rientrati in Italia ingenti capitali. Una considerevole parte finirà nel Mercato Immobiliare di Pregio, come accadde nel 2002. Ci aspettiamo dunque un anno di intensa attività - afferma Marco Tirelli, senior partner di Tirelli&Partners. Lo scudo fiscale precedente, quello che ebbe termine il 4/03/2002, aveva infatti determinato un aumento delle transazioni immobiliari attestandosi, nella città di Milano, su un +14%. Il dato fu assolutamente eccezionale considerato che nei due anni precedenti e nei tre successivi allo scudo, la variazione non superò mai l'1%.
«Noi Italiani siamo storicamente favorevoli all'investimento immobiliare. Se con il primo scudo fiscale gli investimenti sono stati indirizzati al mercato immobiliare, è plausibile che si verificherà la stessa cosa nel 2010. La situazione degli investimenti alternativi è infatti ancora meno attraente per i capitali di quanto fu nel 2002. Il rendimento dei titoli a basso rischio è oggi più basso di ieri, così come è per il tasso di sconto (1% 2009 vs 3,25% 2002) un parametro che influisce sul costo di finanziamento. La borsa è caduta dal punto di massimo molto di più di quanto fece allora (49% del 2009 vs 35% del 2002) ed ha recuperato molto di più rispetto al minimo (73% 2009 vs 31% 2002) facendo supporre a molti una possibile ulteriore correzione al ribasso». 

 

Fonte :Newspages

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Pubblicato il 21 Aprile 2010

Rivalutazione delle aree edificabili

Alla luce della riapertura dei termini per la rivalutazione delle aree agricole ed edificabili possedute da privati al 1° gennaio 2010, mediante il pagamento di un'imposta sostitutiva del 4% sul valore rivalutato dell`area (art.2, comma 229, della legge 191/2009 (legge Finanziaria 2010), l'Ance ha predisposto una guida operativa alla rivalutazione, che tiene conto delle recenti novità normative ed individua i soggetti beneficiari, le aree rivalutabili, e gli adempimenti necessari.
Come noto, l'agevolazione è stata introdotta per la prima volta dall’art.7 della legge 448/2001, e, nel corso degli anni, si sono avute diverse proroghe e riaperture di termini.
In sintesi, la legge Finanziaria 2010 prevede:
- la possibilità di rivalutare le aree edificabili ed agricole possedute alla data del 1° gennaio 2010 da privati non esercenti attività commerciale;
- la riapertura dei termini al 31 ottobre 2010 (con slittamento al 2 novembre 2010 a causa di festività) per il versamento dell'imposta sostitutiva delle imposte sul reddito pari al 4% dell'intero valore rivalutato dell'area.

 

Fonte : Newspages

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Pubblicato il 21 Aprile 2010

 

Imposta unica sulla casa: le osservazioni di Confedilizia

Fonte Newspages

In relazione alle notizie inerente l’elaborazione a livello governativo di una proposta di imposta unica sulla casa, sostitutiva degli attuali tributi sugli immobili, il Presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, ha dichiarato: «apprezziamo lo sforzo di semplificazione del Governo e della Commissione tecnica sul federalismo, più che mai necessario in un settore - quello delle tasse sulla casa - che soffre da anni di un eccesso di complicazione oltre che di un'onerosità non più sopportabile. Occorre peraltro comprendere con esattezza come tributi così diversi come quelli attualmente gravanti sugli immobili - fondati sul patrimonio, sul reddito, sui trasferimenti, sui servizi - possano essere accorpati in un'unica forma di imposizione. Così come è necessario stabilire in modo inequivoco quali spazi di autonomia impositiva saranno riservati ai Comuni nella gestione del nuovo tributo. Auspichiamo quindi che Governo e Commissione tecnica sul federalismo chiariscano meglio la proposta allo studio, che interferisce anche con problemi di trasparenza catastale e in particolare di accertamento e controllo nel merito degli estimi, oltre che con disposizioni fiscali come quella sul reddito minimo da locazione stabilito su base catastale, l'innalzamento del quale potrebbe costringere all'aumento dei canoni».

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