tutto per la casa

Pubblicato il 18 Maggio 2020

SMART WORKING- Una specie reattiva ai cambiamenti !

 

Maggio 2020 stiamo tornando alla normalita’? 

Forse e’ troppo  presto ?

Si poteva fare meglio ?

 

Cio’ che e’ successo con  il Coronavirus ha qualcosa di incredibile  e di innaturale e su questo non c'e nessun dubbio.

 

Tutte le certezze che avevamo tutte le liberta’ che oramai non apprezzavamo piu’ tanto erano scontate banali dovute ecco ……tutto questo e’ stato momentaneamente spazzato via,  dalla nostra quotidianita‘

 

Il colpevole e’ ben chiaro  a tutti e ha un nome COVID 19 o per gli  amici CORONAVIRUS  quasi fosse un lontano parente di un conosciuto  personaggio che ha dato a vedere molto in questi anni .

 

Con il suo avvento abbiamo riscoperto valori e situazioni oramai purtroppo , dimenticate dalla quotidianita’ quale la famiglia , il passare del tempo con i propri figli,  fare i maestri per loro, fare i mariti o le mogli a tempo pieno   e lavorare da casa in Smart Working 

 

Tutti bloccati in casa tutti chiusi dentro le proprie  alcove , in attesa che tutto passi e si torni presto alla normalita’ .

 

Ma in questa situazione il TURISMO ha subito, insieme ad altri settori delle vere e proprie batoste !!!

 

Si parla che i Big del settore degli affitti brevi ,Aribnb per primo abbia dovuto procedere ad un drastico licenziamento  di massa, quasi fossimo arrivati ad un punto senza ritorno 

 

Va bene, e’  tutto  corretto che nel momento in cui un evento prende il sopravvento sulla normale vita quotidiana di una persona , paese ,citta’ ,nazione o come in questo caso tutto il MONDO si debbano effettuare scelte difficoltose e dolorose magari anche per chi le fa e non solo, per chi le riceve .

 

Ma dopo la burrasca arriva sempre il sereno per cui che fare ora, in attesa che tutto torni alla normalita’ .

 

Ecco che nascono I PIONIERI DEGLI  EVENTI !

Cosi io li chiamo chi all'interno di un emergenza cercano e trovano la via di uscita anche se questo comporta mutazione della loro  ordinaria qualità' di vita 

 

Questi PIONERI nel settore del turismo , stanno convertendo gli appartamenti da sempre affittati come casa vacanze   con alte  rendite incaca/Ufficio.

Questa nuova relata offre' l'opportunità a chi necessita' e abbiamo la possibilita'  di lavorare in Smart Working di  stare in  un ambiente senza dover dividere i propri impegni lavorativi con quelli familiari .

Con questa nuova realtà i proprietari o le societa  si trovano a mantenere una rendita dei loro immobile degli immobili che gestiscono in attesa che le nubi si diradino  

Queste location si stanno trasformando temporaneamente in veri e propri ambienti lavorativi che cognugano un ambiente confortevole con un ufficio a tutto TONDO .

 

Una delle caratteristiche di queste nuove realta’ sono gli accessori di ufficio che vengono acquistati al fine  di rendere  confortevole agevole e comoda l’attivita’ lavorativa 

Gli accessori da una classifica che identifica  i piu ricercati per tipologia sono  

 

1- Poltrone - eccone alcune comode. 

Songmics Poltrona Girevole Sedia Direzionaleda Ufficio, Finta_Pelle, Nero

 

2-Poggiapiedi

Techly 305564 Poggiapiedi Regolabile Nero

 

 AmazonBasics - Poggiapiedi

 

3-Monitor 

Philips Monitor 223V5LHSB2 Monitor LCD-TFT per PC Desktop 21,5" LED, Full HD, 1920 x 1080, 5 ms, HDMI, VGA, Attacco VESA, Nero

 

4-Lavapavimenti -Sanificazione

Vileda Turbo Sistema Lavapavimenti Rotante con Manico Telescopico e Fiocco, 55 - 130 cm, Rosso/Nero

 

5-Guanti da Lavoro ;

12 paia di guanti in lattice NITRAS Nylotex mano scarpe, 3520

 

6-Cuffie ;

Logitech H110 Cuffie Cablate, Stereo con Microfono per Computer, Cancellazione Rumore, ‎Doppio Jack Audio da 3.5 mm, PC/Mac/Laptop, Grigio

 

7-Tavolino da caffe' ;

ZHILONG Nordico Soggiorno Tavolino da caffè, Tondo Tavolino Divano in Vetro Temperato, Piano Tavolo in Vetro Trasparente E Base Metallica Dorata,23.6''×17.7''

 

8- Scanner 

CZUR ET18 Pro Professionale Scanner Portatile con Funzione OCR per Documenti A3, Libro, Compatibile per Mac e Windows, Convertito in PDF/PDF Ricercabile/TIFF/Word/Excel

 

Questa nuova realta’ mi fa tornare alla mente i miei  anni scolastici dove studiando i cambiamenti della natura e dell’adattamento che la stessa comporta ogni volta che un evento muta le caratteristiche originali  in una citazione di Darwin :

 

“Non è la più   forte delle specie che sopravvive, né la più  intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti.”


ecco allora che questo CORONAVIRUS  ci lascia in eredita’ un grosso cambiamento strutturale e di adattamento a nuove realta’ che se  pur per un periodo , una parentesi della nostra vita  ha dato sicuramente spunto a degli  animali di reagire ai cambiamenti 

 

By Fabio 

 

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Con tag #Affitti locazioni, #informazioni ed andamenti, #tutto per la casa

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Pubblicato il 25 Marzo 2020

Ciao , come state ?
Da tempo non postavo degli articoli , e mi sono reso conto invece, quanto questo sia utile ai  Locatori  che gestito nelle Citta' Italiane in qui opero da nord a sud 
Tutti hanno simili esigenze immobiliari ,  per cui ,mi sono ripromesso di ricominciare a informare i clienti , tornando a postare su questo blog  dedicando quindi del tempo con tematiche e punti che auspico riescano a essere utili  a tutti voi 

In caso abbiate dei punti che volete affrontare scrivetemeli  pure rispondendo a questo blog  e faro il possibile per rispondervi 

In questo articolo affronterò la tematica della Contrattualistica in esente alla Locazione a livello nazionale di immobili residenziali coadiuvato dall'Avvocato Loredana Gentile  esperta nelle Locazioni immobiliari ;

Avv. Loredana Gentile 

P.zza Castello n.16 , Cologno Monzese 

Via E. Visconti Venosta n.7 , Milano 

Tel 340.930.48.07 

mail : loredana.gentile.avv@gmail.com

Pec:  loredana.gentile@milano.pecavvocati.it

www.avvocatoloredanagentile.it( under construction) 

 

 

LA LOCAZIONE

Il contratto di locazione, ai sensi dell’art. 1571 c.c., è il contratto con il quale un soggetto – locatore - si obbliga nei confronti di un altro soggetto – conduttore (o, nel linguaggio corrente, inquilino/affittuario) - a fargli godere una cosa mobile o immobile per un dato tempo, verso un determinato corrispettivo in denaro.

CONTRATTO DI LOCAZIONE: COS'È
Con il contratto di locazione il conduttore non acquista alcun diritto reale sul bene, bensì semplicemente il diritto di godere e di usare quel bene per un tempo determinato e solo per l'uso consentito e specificato nel contratto medesimo, a fronte di un corrispettivo, con l’obbligo di restituzione, al termine della locazione, nel medesimo stato iniziale.

UNA PRECISAZIONE: DIFFERENZA FRA LOCAZIONE E AFFITTO
Nonostante nel linguaggio corrente si senta parlare quasi sempre di "affitto" riferendosi alla locazione, come se i due termini fossero sinonimi, in realtà sia ha affitto, ai sensi dell’art. 1615 c.c., quando la locazione ha per oggetto il godimento di una cosa produttiva, mobile o immobile (es. l’azienda, terreni coltivabili, esercizi commerciali). In tal caso, l’affittuario deve curarne la gestione in conformità alla destinazione economica della cosa e dell’interesse della produzione.  

LA DISCIPLINA DELLA LOCAZIONE
La locazione è regolata, oltre che dagli artt. 1571 e seguenti del codice civile, altresì dalla L. 431/1998 (c.d. legge sull’equo canone, che disciplina anche le locazioni non abitative) e dalla L. 392/1978, in materia di locazione ad uso abitativo

POSSIBILI CONTRATTI DI LOCAZIONE 


1. Contratto ordinario a canone libero (4+4)

Principali caratteristiche:
- Le parti possono definire del tutto autonomamente l'entità del canone di locazione
- il contratto ha una durata minima di 4 anni, con rinnovo automatico per altri 4 anni
- alla scadenza dei primi 4 anni il locatore potrà recedere dal contratto, previa comunicazione al conduttore con preavviso di almeno sei mesi, esclusivamente per i motivi tassativamente previsti dalla legge, fra cui i. necessità di utilizzare l'immobile per sé o per i propri familiari (coniuge, figli, parenti entro il secondo grado), vendita dell'immobile, immobile da sottoporre a radicali opere di risanamento ecc..
- il conduttore potrà recedere dal contratto con invio di lettera raccomandata almeno sei mesi prima di ogni scadenza quadriennale. Il contratto può, comunque, stabilire che il conduttore possa recedere anticipatamente, sempre con disdetta da inviare al locatore almeno sei mesi. Indipendentemente dalle previsioni contrattuali. In ogni caso, il conduttore, qualora ricorrano gravi motivi, può recedere in qualsiasi momento dal contratto con preavviso di almeno sei mesi da comunicare con lettera raccomandata.
- Decorsi gli 8 anni, nell'inerzia delle parti, il contratto si considera tacitamente rinnovato alle medesime condizioni, salvo diritto delle parti di sostituire il vecchio contratto con uno nuovo, pattuendo diverse condizioni. 

2. Contratto di locazione ad uso transitorio

Principali caratteristiche:
- Con questo tipo di contratto, il locatore concede il godimento di un immobile destinato ad abitazione per un limitato periodo di tempo e per un’esigenza transitoria ben individuata (escluso finalità turistiche), che dovrà essere specificata nel contratto di locazione. Tale esigenza deve essere comprovata da idonea documentazione allegata al contratto (ad esempio, dichiarazione del datore di lavoro relativa a un trasferimento temporaneo del dipendente in altra sede). In caso di mancata specificazione dell’esigenza temporanea, il contratto è soggetto alla disciplina ordinaria e quindi la durata sarà di 4 anni + 4 anni.
- La durata della locazione non può essere inferiore a un mese e non superiore a 18 mesi.
- Le "motivazioni" che permettono di concretizzare questi rapporti locatizi sono individuate a livello locale fra le organizzazioni dei proprietari e degli inquilini.
- Il canone di locazione, per gli immobili ricadenti in comuni con numero di abitanti superiore a 10.000 (DM 16.01.2017) è definito secondo gli accordi territoriali all'interno dei valori minimi e massimi fissati a livello locale per i contratti "concordati"; con variazioni fino al 20% di tali valori. 
- Per la cessazione del contratto non è necessaria disdetta: la cessazione si verifica automaticamente al termine del periodo stabilito di locazione . 

 

3. contratto di locazione convenzionato o a canone concordato (3+2)

Principali caratteristiche:
- La durata del contratto non può essere inferiore a 3 anni, prorogati di diritto di due anni ove le parti non concordino sul rinnovo.
- Alla scadenza dei tre anni è fatta salva la facoltà di disdetta da parte del locatore per i motivi tassativamente previsti dalla legge, fra cui i. necessità di utilizzare l'immobile per sé o per i propri familiari (coniuge, figli, parenti entro il secondo grado), vendita dell'immobile, immobile da sottoporre a radicali opere di risanamento ecc..
- Alla scadenza del periodo di proroga biennale ciascuna delle parti ha diritto di attivare la procedura per il rinnovo a nuove condizioni o per la rinuncia al rinnovo del contratto comunicando la propria intenzione con lettera raccomandata da inviare all'altra parte almeno sei mesi prima della scadenza. In mancanza della comunicazione il contratto è rinnovato tacitamente alle medesime condizioni.
- Il canone di locazione è calmierato (cioè più basso di quello di mercato). L’importo del canone viene calcolato sulla base di accordi tra le associazioni dei proprietari e degli inquilini che hanno elaborato delle vere e proprie tabelle con i parametri valutati in base alle qualità e caratteristiche dell'immobile: zona ove ubicato, dimensione, rifiniture, accessori ecc...
- Sono previste agevolazioni fiscali per chi decide di stipulare un contratto di locazione a canone concordato, per un immobile sito in un comune ad alta densità abitativa, fra cui i. per il locatore, abbattimento del 30% del canone su cui è calcolata l’Irpef, sommata alla detrazione forfetaria del 5%, sconto del 30% dell’imposta di registro (divisa in parti uguali tra il locatore e conduttore); per il conduttore è prevista una detrazione d’imposta (pari ad €.495,80 per redditi fino a € 15.493,71 e pari ad €.247,90 per redditi compresi tra €.15.493,72 e €.30.987,41). Alla scadenza dei primi tre anni

4. contratto transitorio per studenti

Principali caratteristiche:
- Questa tipologia di contratto prevede una durata dai 6 ai 36 mesi e può essere sottoscritta sia dal singolo studente sia da gruppi di studenti universitari fuori sede o dalle aziende per il diritto allo studio, con espresso riferimento al fatto che il conduttore fuori sede è iscritto a un corso universitario presso la locale Università, debitamente indicata.
- Può essere, quindi, stipulato solo nei comuni sede di università o di sedi universitarie distaccate.
- Il canone può essere liberamente concordato fra le parti, salvo la presenza di accordi locali. 
- E’ previsto il rinnovo automatico per pari periodo, alla prima scadenza, a meno che il conduttore non comunichi disdetta al locatore almeno tre mesi prima del termine.
- Anche per questo tipo di contratto sono previste agevolazioni fiscali per il locatore.


5. locazioni per finalità turistiche e cav
Sono prevalentemente regolate su base regionale.

Se vuoi avviare in proprio un’attività oppure di mettere a reddito il tuo immobile puntando su questa nuova tipologia di investimento, in alternativa alla locazione ordinaria, scrivi alla seguente mail: prenotatuoviaggio@gmail.com

 

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Pubblicato il 6 Giugno 2010

Al via la liberalizzazione della manutenzione straordinaria
L’Ance spiega che è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 120 del 25 maggio 2010 la Legge n. 73 del 22 maggio 2010 di conversione del Decreto - Legge 40/2010 che all'art. 5 sostituisce integralmente la disposizione contenuta nell'art. 6 TU Edilizia (DPR n. 380/2001) che disciplina i casi di intervento che possono essere realizzati senza alcun titolo abilitativo. 
In particolare, viene ampliata la categoria degli interventi soggetti ad attività di edilizia libera.
Tra questi la più rilevante è la manutenzione straordinaria (per la quale fino ad oggi era necessaria la DIA), ivi compresa l'apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che gli interventi non riguardino parti strutturali dell'edificio, non comportino aumento delle unità immobiliari e non implichino incremento degli standard urbanistici.
Prima dell'inizio dei lavori è comunque
obbligatorio per tale intervento comunicare all'amministrazione comunale il nominativo dell'impresa a cui affidare i lavori oltre a disporre delle ulteriori eventuali autorizzazioni.
Unitamente alla comunicazione di inizio lavori è obbligatorio anche trasmettere all'amministrazione comunale una relazione tecnica a firma di un tecnico abilitato il quale dichiari di non avere rapporti di dipendenza nè con l'impresa nè con il committente e che asseveri, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che per essi la normativa statale e regionale non prevede il rilascio del titolo abilitativo.
L’Ance spiega che la mancata comunicazione dell'inizio dei lavori ovvero la mancata trasmissione della relazione tecnica sono sanzionate con una somma pari a 258 euro. 
Tale sanzione può essere ridotta di due terzi se la comunicazione è effettuata
spontaneamente nel corso dell'intervento.
Da ultimo, il provvedimento dispone che le Regioni a statuto ordinario possono: estendere la disciplina anche ad interventi edilizi ulteriori a quelli previsti; - individuare ulteriori interventi edilizi per i quali sia obbligatoria la trasmissione della relazione tecnica; 
- stabilire ulteriori contenuti per la relazione tecnica.
L’Ance segnala, infine, che durante l'esame al Parlamento per la conversione del Decreto-Legge il Governo ha accolto come raccomandazione un ordine del giorno con il quale si è impegnato a prevedere che il soggetto interessato agli interventi di manutenzione straordinaria debba allegare alla comunicazione di inizio lavori anche la documentazione prevista dall'art. 90 comma 9 lett. b) e c) del Dlgs 81/2008 ossia il documento unico di regolarità contributiva.

Fonte :newspages

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Pubblicato il 2 Giugno 2010

I parcheggi pertinenziali: chi li può costruire?
L'Ance spiega che ribaltando la posizione assunta dai giudici di primo grado, il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 1842 del 31/3/2010 ha ritenuto che l'articolo 9, comma 1, della Legge 122/1989, in materia di parcheggi pertinenziali, deve essere letto nel senso che la possibilità di realizzare detti parcheggi, in deroga alle disposizioni degli strumenti urbanistici, non è limitata soltanto ai proprietari di immobili esistenti sulla base di un vincolo materiale di pertinenzialità preesistente fra detti immobili e i parcheggi medesimi. Secondo l'Ance, infatti, nella parte in cui la norma prevede che detti parcheggi «possono essere realizzati, ad uso esclusivo dei residenti, anche nel sottosuolo di aree pertinenziali esterne al fabbricato» si intende che tale possibilità è attribuita anche a soggetti terzi. In tale ipotesi ovviamente i box così realizzati dovranno poi essere c eduti a proprietari di immobili esistenti in zona, venendosi a configurare quindi solo ex post il vincolo pertinenziale.

L'Ance spiega che secondo il Consiglio di Stato i parcheggi collocati in aree esterne ai fabbricati, a differenza di quelli posti nel sottosuolo o al piano terreno degli stessi, non devono essere realizzati necessariamente dai proprietari dell'immobile, ma possono esserlo anche da terzi.
Anche per essi vale la possibilità di eseguire gli interventi in deroga agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi vigenti.
Inoltre, ha precisato, il Consiglio, deve ritenersi ammissibile che «le aree pertinenziali esterne» cui fa riferimento la disposizione richiamata, possano anche essere collocate non in rapporto di immediata contiguità materiale con il fabbricato cui i realizzandi parcheggi sono destinati ad accedere. Dette aree esterne possono altresì essere anche di proprietà di soggetto diverso dal proprietario dell'immobile nei cui confronti i parcheggi sono destinati a divenire «pertinenziali».

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Pubblicato il 26 Marzo 2010

NORME&TRIBUTI

Come cambiano gli incentivi, da Internet ai giovani alla casa eco-efficiente
di Nicoletta Cottone
 
 

 


Pronto il decreto attuativo del dl incentivi, con una serie di novità. La principale riguarda le case eco-efficienti, che otterranno i contributi da 5mila solo se si tratta di acquisto di immobili di nuova costruzione, da utilizzare come prima abitazione. Per l'incentivo da 7mila euro nessuna modifica. Largo, poi, a Internet veloce per i giovani. Nel pacchetto entra un contributo fino a 50 euro per i giovani fra i 18 e i 30 anni per una nuova attivazione di banda larga.

Il decreto attuativo sarà firmato dal ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, subito dopo l'entrata in vigore del decreto incentivi, che istituisce il Fondo incentivi. Al cliente sarà praticato uno sconto pari all'incentivo - a patto che il plafond a disposizione della misura non sia esaurito - direttamente dal negoziante, al netto da eventuali sconti commerciali. Nella maggior parte dei casi il bonus è concesso a fronte di rottamazione del vecchio articolo. Arriva anche un call center di Poste italiane che informerà in consumatori e comunicherà al venditore la capienza dell'incentivo all'atto della richiesta da parte del consumatore. I prodotti saranno incentivati a partire dal 6 aprile.

Altra novità del decreto attuativo, rispetto alle notizie circolate finora, interessa le cucine componibili. Il bonus, infatti, scatterà solo se la nuova cucina sarà corredata da almeno due elettrodomestici ad alta efficienza, scelti fra frigorifero/congelatore in classe A+ e A++, forno in classe A, piano cottura a gas (se inserito) con dispositivo di sorveglianza fiamma, lavastoviglie (se inserita) in classe tripla A. Attenzione: se gli elettrodomestici non rientrano nelle classi energetiche ad alta efficienza, il prezzo di acquisto comunque non concorre a formare il valore in base al quale viene calcolato il contributo.

Una precisazione relativa alla cilindrata riguarda l'acquisto di un motociclo Euro 3, in cambio della rottamazione di un motociclo o di un ciclomotore Euro 0 o Euro 1. Si può acquistare un Euro 3 con motore fino a 400 cc di cilindrata o con potenza non superiore a 70 kw, rottamando contestualmente l'usato.

Salta, invece, il ventilato incentivo previsto per apparecchi a biomassa, che era pari al 20% del prezzo di acquisto, fino a un massimo di 380 euro per chi sostituiva apparecchi a biomassa privi di marcatura Ce o con rendimento inferiore al 63% con caminetti e stufe a legna con rendimento certificato pari o maggiore al 75% e/o caminetti e stufe a pellets con rendimento certificato pari o superiore al 90 per cento. Niente da fare, dunque, su questo fronte.

Altra novità, invece, riguarda l'incentivo per rimorchi e semirimorchi, sui quali erano circolate voci contrastanti. Spetta un bonus di 1.500 euro, se si rottamano rimorchi con più di 15 anni di età e senza sistema di frenata Abs, a patto che si acquisti un nuovo rimorchio a timone o ad assi centrali, categoria 04. Il bonus sale a 2mila euro se oltre all'Abs, il nuovo rimorchio ha anche sistemi di controllo elettronico della stabilità. Spettano, invece, 3mila (senza Esp) o 4mila euro (se il nuovo ha anche l'Esp) per l'acquisto di un semirimorchio di categoria 04 con Abs e contestuale radiazione di un semirimorchio con più di 15 anni e senza Abs.

Per la nautica, oltre all'incentivo sui motori fino a mille euro, è stato anche varato un bonus per scafi da diporto. La norma prevede per il 50% del prezzo di acquisto, fino a un massimo di 200mila euro per azienda, un incentivo per l'acquisto di stampi per la laminazione sottovuoto degli scafi da diporto dotati di flangia perimetrale.
Fonte :Il sole 24 ore

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Pubblicato il 24 Febbraio 2010

Le porte in vetro Henry glass nascono nel 1988 come azienda artigianale specializzata nella realizzazione di vetrate decorate. Lo staff tecnico proviene dagli ambienti artistici e della grafica, ha una forte connotazione accademica e uno stretto legame con la tradizione vetraia di Venezia e Murano, oltre che una lunga esperienza diretta nel mondo dell’edilizia.
Henry glass è la prima azienda a lanciare la porta in vetro tuttovetro non intelaiata e a renderla un prodotto accessibile, alla portata di ciascuno, pur distinguendosi per l’esclusività dell’estetica e delle soluzioni tecnologiche. Henry glass è in grado così di fornire installazioni e soluzioni esclusive per l’arredamento home e contract: la porta in vetro entra come oggetto d’arredo in ogni ambiente.

Porte in vetro

Dalla filosofia e dall’evoluzione aziendale Henry glass nascono due collezioni di porte in vetro, che rispondono alle due anime dell’azienda: quella volta a fornire un prodotto di alta qualità alla portata di tutti e quella volta a esaltare il valore artistico della tradizione vetraia, in chiave moderna.
La collezione Segni di Vetro propone porte in vetro dalle decorazioni essenziali, geometriche, delicate, ma dal forte impatto distintivo. Segni, appunto, colorati o monocromatici, impressi nel vetro con diverse tecniche di lavorazione, dalla fusione in vetro, all’incisione sabbiata.
Vi si riconoscono i legami con la tradizione vetraia veneziana nell’utilizzo delle gemme di Murano e nella preziosità dei vetri soffiati.
La collezione Vetroveneto riprende la tradizione artistica dell’azienda e la esalta, elevando le porte in vetro a vere e proprie opere d’arte. Pezzi unici in cui trovano collocazione i decori prestigiosi di alcuni tra i più famosi creativi italiani di fama internazionale.
Creazioni uniche che portano la firma di Alessandro Mendini, Bruno Munari, Afra e Tobia Scarpa, Riccardo Dalisi, Renata Bonfanti, Emilio Tadini. Una lunga lista di nomi alla quale se ne aggiungeranno presto altri, per proseguire la storia di questa grande passione tra vetro e decoro artistico.
Entrambe le collezioni si traducono in porte in vetro di ogni tipologia adatte a tutte le esigenze: porte a battente, porte a ventola, porte scorrevoli esterno muro e porte scorrevoli a scomparsa
Sin dal primo giorno fino ad oggi le porte in vetro Henry glass, che in oltre vent’anni di attività hanno portato l’azienda a diventare membro dell’ADI (Associazione per il Design Industriale), si sono sempre caratterizzate per gli stessi valori: design, eleganza, innovazione, cura nei dettagli e tecnologia coniugata alla creatività.
Fonte :www.comunicati-stampa.com

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Pubblicato il 11 Febbraio 2010

50mila milanesi aspettano una casa popolare

50mila milanesi aspettano una casa popolare

negli ultimi mesi l'emergenza casa è tornata prepotentemente al centro della scena. da milano arriva una notizia che conferma questa situazione: 50mila abitanti aspettano l'assegnazione di una casa popolareventiduemila famiglie sono infatti in graduatoria come aventi diritto, perché hanno un reddito isee inferiore ai 14mila euro

fino a due giorni fa erano 20mila i nuclei familiari aventi diritto. con l'ultimo bando emesso dal comune alle liste si sono aggiunte altre 1.965 famiglie. ciò significa che gli assegnatari effettivi di un alloggio (1.076 nel 2009) sono stati meno che i nuovi aventi diritto. e così la fila si ingrossa. tra questi 454 famiglie erano in graduatoria di emergenza, avevano cioè ricevuto lo sfratto

ma tra coloro che aspettano oggi un alloggio, sono ancora 841 i casi con uno sfratto in corso e avranno priorità sugli altri. se si continuasse a questo ritmo di assegnazione, ci vorrebbero vent'anni solo per sistemare le famiglie attualmente in graduatoria. senza contare le prossime che si aggiungeranno

per avere diritto ad una casa popolare in lombardia bisogna essere residenti da 5 anni e avere la certificazione isee. l'attestazione isee, rilasciatata dall'inps (o dal comune di residenza, i centri autorizzati di assistenza fiscale ecc.), permette di valutare sinteticamente la situazione economica del nucleo familiare considerandone redditi, patrimonio e le caratteristiche (numero di componenti, presenza di persone con handicap, presenza di figli minori con un genitore solo, ecc.). sul sito dell'inps  è possibile effettuare una simulazione di calcolo del reddito isee
Fonte : Idealista.it 

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Pubblicato il 16 Gennaio 2010

Dal 2010 si aggraveranno le  per le cause di impugnativa di  e di locazione (esclusi i procedimenti speciali). Con la Finanziaria 2009, infatti, viene abolito il contributo fisso (pari a 103,30 euro) finora previsto per queste materie indipendentemente dal valore della causa, con ciò determinando l’applicazione per esse degli ordinari contributi per scaglioni di valore (fino ad un massimo di 1.110 euro).

Lo segnala la Confedilizia, sottolineando i riflessi di carattere sociale che tali aumenti comporteranno in due materie delicate che interessano da vicino le famiglie.
Nei giudizi di impugnazione di deliberazioni delle assemblee condominiali, ad esempio, in cui non si contesti la legittimità di una certa spesa deliberata dall’assemblea (es.: contestazione del diritto di un determinato uso di 
), si dovrebbe applicare il contributo nella misura di 340 euro e, quindi, con un carico più che triplo per la proprietà. Qualora, invece, si tratti di contestazione di precise somme richieste dall’amministrazione condominiale, l’aggravamento di costi sarà comunque rilevante ma determinato in relazione alla somma contestata.Analogo discorso per le locazioni. In caso di giudizi su questioni di valore indeterminabile – come quelli relativi ad obbligazioni che nascono dal contratto (es.: uso dell’immobile diverso da quello pattuito) – il costo delle cause sarà anche qui più che triplo (da 103,30 a 340 euro). Quando invece in contestazione siano precise somme dovute, l’aggravio dei costi dipenderà dal valore della causa.
Fonte: immobiliareblog.it 

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Pubblicato il 8 Gennaio 2010

L'installazione di un ascensore nel condominio fa sempre discutere
Come è noto, l'installazione di un ascensore in un condominio che ne sia privo comporta quasi sempre animati contrasti e spesso anche liti giudiziarie. In estrema sintesi l'ascensore può essere installato o in forza di decisione della maggioranza condominiale, con il quorum dei 2/3 dei millesimi trattandosi indiscutibilmente di una innovazione (ovvero con la ridotta maggioranza prevista dall'art. 78 del DPR 6.6.2001, n. 380, testo unico dell'edilizia - ex art. 2 l. 13/89 - qualora si tratti di un impianto atto al superamento delle “barriere architettoniche”), oppure può essere frutto dell'iniziativa anche di un solo condomino o gruppo minoritario di condomini, quale estrinsecazione del diritto di comproprietà sulle parti comuni dell'edificio ex art. 1102 c.c. Nel primo caso l'innovazione non potrà comunque travalicare i limiti imposti dall'art. 1120, 2° comma: “Sono vietate le innovazioni che possano recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato, che ne alterino il decoro architettonico o che rendano talune parti comuni dell'edificio inservibili all'uso o al godimento anche di un solo condomino”. In più, trattandosi di innovazione sicuramente “gravosa” e suscettibile di utilizzazione separata, chi non intende usufruirne è esonerato dalla relativa spesa (e non entra nella comproprietà dell'impianto) ex art. 1121, 1° e 3° comma, c.c. Nel secondo caso a farsi carico dei costi dell'impianto saranno solo i promotori (con l'obbligo di consentire l'uso anche agli altri condomini che desiderino in un secondo tempo aderire all'iniziativa,

pagando la propria quota di spesa) e l'innovazione dovrà rispettare, oltre che i limiti di cui al citato art. 1120 c.c., anche quelli, peraltro analoghi, di cui all'art. 1102 c.c., 1° comma, che attribuisce appunto tale diritto, delimitandone i confini: “Ciascun partecipante puo' servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine puo' apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il migliore godimento della cosa”.
Sin qui la teoria, che pare semplice: tutt'altro è invece la pratica, data l'amplissima casistica delle circostanze che possono verificarsi nel singolo caso specifico. Particolarmente interessante è in proposito una recente sentenza del Tribunale di Milano (la 22.6.09, n. 8081) che affronta insieme la tematica della diminuzione di utilità del bene comune e quella, sempre spinosa, delle distanze. Qui l'innovazione era condominiale, ma un condomino aveva impugnato la delibera affermando che l'impianto travalicasse i limiti dell'art. 1120, in quanto la porta dell'ascensore, essendo situata sul ballatoio condominiale antistante la sua abitazione e a poche decine di centimetri dalla sua porta di ingresso, lo costringeva ad attendere che la porta dell'ascensore fosse chiusa prima di poter accedere alla sua abitazione. La tesi appare già a prima vista infondata e strumentale, vista la modestia del disagio lamentato, ma il Tribunale di Mila no ne approfitta per sviluppare un ben articolato discorso

sull'argomento, respingendo anzitutto la domanda perché il divieto previsto dal 2° comma dell'art. 1120 prevede non la compromissione dell'uso o del godimento di cose comuni, ma la loro piena inservibilità.
Poiché però non tanto rileva in questo caso il pregiudizio all'uso dei beni comuni quanto quello alla pienezza di utilizzo della proprietà privata, il giudice affronta specificamente il tema del rispetto della normativa sulle distanze in condominio, affermando essere necessaria una valutazione comparativa degli interessi in conflitto, per cui “il giudice del merito è tenuto a verificare se la rigorosa osservanza di tali norme non sia nel caso concreto irragionevole, considerando che la coesistenza di più appartamenti in un unico edificio implica di per sé il comportamento dei vari interessi al fine dei rapporti condominiali, con la tendenziale prevalenza, in caso di contrasto, della normativa speciale in materia di condominio”.
Ha quindi concluso il Tribunale di Milano “Nel caso di specie, diritti e facoltà vantati dagli attori in ordine a distanze, luci e vedute, stenditura di panni (oltre all'agevole fruizione della porta d'accesso, di cui già si è detto) e asseritamente lesi dal posizionamento dell'ascensore, per la loro intrinseca natura e per le caratteristiche stesse dell'immobile cui ineriscono (stabile condominiale di ringhiera), non appaiono meritevoli di tutela prevalente sul contrapposto interessi di tutti i condomini a utilizzare l'ascensore”.

Avv. Davide Civallero
socio I.R.C.A.T.
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Pubblicato il 8 Gennaio 2010

Permesso di Costruire … cos’è















Il Permesso di costruire viene introdotto nell'ordinamento nazionale dal D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380e sostituisce la “Concessione Edilizia“ di cui alla Legge 10/77 (Cd. Legge Bucalossi) e la Licenza edilizia di cui alla Legge 457. Si tratta di un provvedimento amministrativo emesso dal Comune, che autorizza  attività edilizie  in conformità agli strumenti di pianificazione urbanistica, deve essere richiesto  dai soggetti che ne hanno titolarità  e che saranno soggetti agli oneri concessori
Fonte: ANAMA

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