1 luglio 2009 finalmente si fa sul serio in materia di risparmio energetico

Pubblicato il 5 Luglio 2009

lunedì 29 giugno 2009

Certificazione Energetica obbligatoria



Dal primo luglio Costo tra 400 e mille euro. Può essere rilasciato da architetti, geometri, ingegneri e periti
Casa, arriva il certificato energetico Sarà obbligatorio per la vendita
Sanzioni Le sanzioni sono previste se l' immobile è venduto dal costruttore, ma non nelle transazioni tra privati
Dall' 1 luglio diventa più complicato vendere casa. Entra infatti in vigore la norma che impone l' obbligo di dotare di un attestato di certificazione energetica tutte le unità immobiliari trasferite a titolo oneroso: la possibilità di cedere l' immobile diventa quindi subordinata al possesso da parte del venditore di un documento ufficiale che classifichi l' appartamento a seconda della sua efficienza energetica. Questa si esprime principalmente attraverso la quantità di energia che serve per riscaldare un metro quadro per un anno. Si estende così anche alle transazioni tra privati una disposizione già in vigore per alcune categorie di immobili: quelli costruiti con una concessione edilizia posteriore all' 8 ottobre 2005 o che dopo tale data abbiano subìto una radicale ristrutturazione e gli appartamenti per cui si sia chiesta l' agevolazione fiscale per interventi finalizzati al risparmio energetico. La norma presenta problemi interpretativi e suscita dubbi sull' effettiva applicabilità. Innanzitutto si parla di dotazione, ma non c' è obbligo di allegare al rogito la certificazione. In secondo luogo, le sanzioni ci sono se l' immobile è venduto dal costruttore, ma non nelle transazioni tra privati. Ciliegina sulla torta, alcune regioni (come la Lombardia) hanno emanato norme che prevedono comunque l' obbligo di allegare il certificato al rogito. C' è, però, chi sostiene, per esempio Confedilizia, che le norme regionali in questa materia non possano sostituirsi a quella nazionale. Districarsi non è facile. Un ruolo fondamentale lo gioca il notariato, che ha redatto linee-guida alle quali i professionisti si dovranno attenere. In tutti i casi il notaio al rogito deve rendere noto alle parti che esiste questo obbligo di dotazione e deve invitarle ad accordarsi su come procedere: la legge non dice che la dotazione debba essere precedente alla compravendita e nemmeno che il certificato debba essere pagato dal venditore. Sono, quindi, validi accordi con cui si preveda che l' acquirente farà fare poi a sue spese la certificazione. E' però importante, sottolineano i notai, che l' acquirente sia informato del problema prima di entrare in possesso della casa. Il rischio, altrimenti, è che si possa successivamente rivalere sul venditore avviando un' azione civile per danni. I notai non lo possono scrivere, ma lo scenario «all' italiana» che si prefigura è quello di generici impegni tra le parti che rimarranno lettera morta. In una condizione più sicura è chi non vuole vendere subito. Se ha già avviato una trattativa ma non ha ancora stilato il compromesso, la cosa migliore è accordarsi proprio nella redazione del compromesso. La certificazione energetica - che può essere rilasciata da ingegneri, architetti, geometri, periti anche non estranei alla proprietà - appare comunque destinata a diventare indispensabile. E ha un costo non indifferente: da 400 a 1.000 euro in media per un singolo appartamento. Ma se attesta una buona efficienza ha anche un valore aggiunto non trascurabile, perché una casa per cui si possono attestare buoni consumi ha maggiore vendibilità sul mercato. I costi poi possono essere abbattuti drasticamente con certificazioni cumulative: è possibile ad esempio far certificare tutto il condominio. L' obbligo di dotazione scatta comunque soltanto in caso di trasferimento immobiliare. Le regole Il certificato energetico classifica l' appartamento o la casa a seconda della sua efficienza nel consumo di energia. Tutte le vendite a titolo oneroso di un' unità immobiliare devono avere il certificato energetico. La certificazione energetica costa dai 400 ai 1.000 euro. La legge non specifica se il certificato debba essere pagato dal venditore o dal compratore. Non è previsto l' obbligo di allegare la certificazione al rogito. Le sanzioni ci sono se l' immobile è venduto dal costruttore. Non sono previste sanzioni nelle transazioni tra privati.
Fonte: il corriere della sera
http://www.tecnogruppo.blogspot.com/


Elementi bioclimatici nella progettazione bioclimatica residenziale
Ad ogni cambio rilevante di stagione con l'aumento dei consumi d'energia e con le nuove esigenze di comfort ambientale all'interno degli edifici, si propongono strategie progettuali in grado di integrare climatizzazione estiva con consumi energetici invernali.
Le tipologie edilizie degli ultimi decenni, spesso con vincoli dimensionali e geometrici molto restrittivi, difficilmente offrono la possibilità di conseguire il rispetto delle nuove esigenze normative all'interno delle caratteristiche originarie; per gli edifici esistenti come per i nuovi la sfida progettuale diventa, nel rispetto delle normative, riuscire ad ottenere la massima efficacia sul piano bioclimatico e la massima efficienza sul piano energetico. Per ottimizzare i comportamenti termodinamici nel periodo estivo e invernale, nei nuovi edifici si sono realizzati spazi bioclimatici e/o spazi buffer vetrati che in inverno funzionano come elemento d'assorbimento passivo del calore e in estate come spazi utili a convogliare la ventilazione naturale all'interno degli edifici. I cortili interni degli edifici esistenti, negli isolati urbani, si prestano alla possibilità di utilizzare involucri vetrati, su facciate orientate sia a nord che a sud, che in inverno funzionano da filtro termico e controllo della dissipazione del calore, e in estate possono potenziare la movimentazione d'aria secondo gli orientamenti naturali. Nel momento in cui diventa difficile coibentare le facciate nei centri storici, è possibile intervenire sui sistemi di vetrazione delle finestre e delle partizioni trasparenti delle logge e/o verande all'interno delle corti, ottenendo spazi per l'assorbimento passivo del calore durante l'inverno e per l'innesco dei processi di fluidodinamica d'estate.
L'utilizzo di facciate ventilate, con verde pensile e parietale, torri di espulsione dell'aria ascendente calda e viziata estiva, porticati e/o spazi connettivi
adattati ad ospitare flussi d'aria passiva, vani scala aperti e spazi a ballatoio, atri, cavedi e piccoli cortili interni, possono diventare esempi e punti di partenza per ristrutturazioni con canoni di progettazione bioclimatica, a vantaggio della qualità architettonica dell'intero edificio.
Ad esempio spazi a ballatoio (atrio, scala, ballatoio) possono diventare da semplice elemento distributivo a complesso sistema energeticamente efficiente, ospitante, nell'atrio o nel cortile interno vetrato, essenze vegetali caducifoglie, verdi d'estate per fare ombra ed evapotraspirazione, spoglie d'inverno per non ostacolare l'ingresso dei raggi solari, utilizzate come serre chiudibili (elementi d'accumulo dell'energia solare) in inverno, completamente apribili (elementi d'innesco dei processi di fluidodinamica) in estate.
I corpi scala, possono diventare serre solari invernali o spazi di movimentazione dell'aria collegabili all'interno degli spazi collettivi dell'edificio per effetto Venturi.
Ballatoi involucrati verso l'esterno, con sistemi di vetrazione basso emissivi e serramenti ad alta tenuta d'aria e a tenuta termica per la stagione fredda, con parti alte apribili ad orientamento variabile per il periodo caldo estivo.
Un atrio bioclimatico interamente vetrato con partizioni apribili ed orientabili consente un comportamento completamente differenziato in estate e in inverno, con spazi di sosta a verde e impatto visivo di qualità.
I serramenti ad alta tenuta all'aria lo possono chiudere ermeticamente, diminuendo drasticamente la dissipazione energetica e termica, innescando processi d'accumulo del calore passivo per effetto serra, mentre con la completa apertura si può favorire la ventilazione naturale interna.
Le logge e le verande, schermate con brise soleil scorrevoli e orientabili o con partiture vetrate a soffietto,
possono garantire d'inverno l'accumulo termico per effetto serra, mentre d'estate permettono un tradizionale utilizzo aperto, ventilato od ombreggiato.
Non dimentichiamo in fase di progettazione e/o ristrutturazione di verificare la disposizione interna degli ambienti secondo i principi della bioclimatica. Disporre ad esempio di ingressi e servizi, cucine o connettivi, nelle parti centrali degli edifici, in zone meno raggiungibili dall'illuminazione naturale e dai benefici del riscaldamento passivo per irraggiamento d'inverno e/o dal raffrescamento passivo d'estate, con funzione di contenimento termico invernale e di cuscinetto termodinamico estivo.
La simulazione con software, per il controllo termodinamico e fluidodinamico, permette di verificare preventivamente i modelli digitali del reale comportamento dell'edificio e delle sue singole parti, nelle diverse stagioni dell'anno, in condizioni di comfort termoigrometrico anche in edifici free-running (senza impianti di climatizzazione estiva), con possibilità di monitoraggio continuo in opera.
La successione stratigrafica funzionale dell'involucro (dall'interno verso l'esterno), la specializzazione degli strati e dei materiali, le ricerche nel campo della fisica tecnica, la progettazione di spazi bioclimatici con miglior attenzione al dettaglio costruttivo sia in fase di progettazione sia in fase di costruzione, sono quindi gli elementi che determinano il cambiamento della tecnica costruttiva rispetto alle esigenze di miglioramento del comfort ambientale, di risparmio delle risorse energetiche, di controllo della qualità e dei costi del manufatto edilizio, con possibilità di privilegiare soluzioni affidabili ad elevate prestazioni in termini di durabilità e manutenibilità

 

Scritto da fabio

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