CALA IL VOLUME COMPLESSIVO DEGLI INVESTIMENTI NON RESIDENZIALI
Pubblicato il 5 Agosto 2009
CALA IL VOLUME COMPLESSIVO DEGLI INVESTIMENTI NON RESIDENZIALI
Nomisma: le famiglie investono nella casa
Anche nel mercato immobiliare italiano, la crisi colpisce prevalentemente gli investitori istituzionali: tra le motivazioni per l'acquisto di un'abitazione che spinge i singoli fa invece un balzo in avanti la spinta all'investimento. In Italia - rileva l'osservatorio immobiliare di Nomisma, nel II rapporto 2009- il volume complessivo di investimenti non residenziali da parte degli investitori istituzionali, nel primo trimestre dell'anno, è caduto del 68% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Il segmento degli uffici raccoglie il 53% del monte investimenti seguito da un 32% del retail; gli investitori locali rappresentano il 63% del totale; Milano concentra il 55% degli investimenti mentre Roma appena il 4%. A causa della crisi, le famiglie, nel corso dell'ultimo anno, hanno invece risparmiato piu che in passato, sia in Italia che all'estero (la quota che è riuscita a risparmiare, dal 34,2% nell'anno passato, è passata al al 37,7% attuale, una cifra corrispondente a circa 9 milioni).
La motivazione per l'acquisto dell'abitazione è prevalentemente quella per prima casa (47,5%), seguita da quella per sostituzione (26,9%), seconda casa (8,6%), mentre e' in forte - spiega Nomisma - la spinta all'investimento: le compravendite effettuate per investimento, erano infatti poco meno del 12% l'anno passato e quello prima, mentre oggi si registra circa il 17%, un balzo in avanti, dunque, di circa il 40%. Per quanto riguarda i prezzi degli immobili nelle 13 principali aree urbane prese in esame dall'indagine, si registra un calo generalizzato: - 3,7% le abitazioni nuove, - 3,4% le abitazioni usate, -2,1 gli uffici, -1,4% i negozi; in piccola crescita (+1%) box e garage. Crescono anche i tempi di vendita (6,1 mesi per le abitazioni sia nuove sia usate).
Fonte: Affaritaliani.it
INCREMENTO DELL'8% A GIUGNO RISPETTO ALLO STESSO MESE DEL 2008
Mutui: cresce la domanda per il quinto mese consecutivo
Cresce per il quinto mese consecutivo la domanda di mutui richiesti dalle famiglie italiane. A giugno 2009 si è registrato un incremento dell'8% su base annua a parità di giorni lavorativi, rispetto allo stesso mese del 2008.
È quanto emerge dalla consueta indagine di Eurisc, il sistema di informazioni creditizie di Crif che raccoglie i dati relativi ad oltre 70 milioni di linee di credito (la gran parte dei finanziamenti erogati al mercato retail).
Nello specifico, maggio e giugno dello scorso anno furono i primi mesi di consolidamento del trend negativo della domanda di mutui (rispetto al pari periodo dell'anno precedente) che si è poi concretizzato nella forte contrazione di fine 2008 e di gennaio 2009.
Da febbraio di quest'anno, invece, la domanda di mutui, sostenuta anche dalle operazioni di rinegoziazione, è ritornata a un indice positivo, che ha toccato l'apice a marzo (+21%) per poi assestarsi appena sotto la doppia cifra di crescita nei mesi di maggio e giugno 2009 (8% entrambi i mesi).
"L'uscita dal tunnel e il ritorno della fiducia - commenta Enrico Lodi, general manager Credit Bureau Services di Crif - trova ulteriore riscontro nell'analisi aggregata della domanda nel primo semestre dell'anno, in cui la crescita è stata complessivamente pari al 4% rispetto al primo semestre 2008, assestandosi su valori analoghi a quelli del 2007" . Rinegoziazione di mutui esistenti e il calo repentino dei tassi di interesse che hanno toccato i minimi storici da diversi anni a questa parte (l'Euribor a 3 mesi a fine giugno era di poco superiore all'1%).
Il confronto tra il primo semestre 2009 e il medesimo periodo del 2008 evidenzia un calo delle classi di importo più elevate (oltre i 300mila euro e tra 150 e 300mila euro) a fronte della crescita della classe di importo fino a 75mila euro, che sale da una quota del 20,5% al 22,1. Si segnala inoltre il significativo calo di quelli superiori ai 25 anni (dal 41% del primo semestre 2008 al 34% del primo semestre 2009), pur continuando a rimanere la classe maggiormente preferita dalle famiglie italiane. Le preferenze si sono poi concentrate rispettivamente sui mutui di durata fino a 15 anni (27% del totale) seguiti da quelli tra i 15 e 20 anni (22%) e da quelli tra i 20 e i 25 anni (16%).
Fonte: Il Giornale.it
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