Il mercato immobiliare italiano dà segni di ripresa
Pubblicato il 18 Settembre 2009
Il mercato immobiliare italiano dà segni di ripresa
Mercato immobiliare italiano in miglioramento nel primo semestre dell'anno, con alcuni segnali di fiducia e di ripresa da parte delle famiglie: l'analisi è dell'ufficio studi di Gabetti che ha elaborato i dati provenienti dalle oltre 800 agenzie immobiliari della propria rete. La discesa dei prezzi è rallentata, soprattutto nelle metropoli (-0,9% a fine giugno), anche se in un panorama di sensibile riduzione del numero delle transazioni.
Nei capoluoghi la flessione è stata del 3,6%, rispetto al -4% accusato del secondo semestre del 2008: hanno tenuto meglio le zone centrali e prestigiose, rispetto a quelle periferiche e dell'hinterland, dove si è confermato un eccesso di offerta di nuove abitazioni.
Si stanno inoltre stabilizzando i prezzi a Milano (-1,9%) e Roma (-1,3%). E alcune tipologie di acquirenti, come i piccoli investitori, si sono riaffacciati sul mercato. Per le giovani coppie e i cittadini stranieri la situazione potrebbe invece migliorare nei prossimi mesi.
Più in genere Gabetti ha riscontrato, a partire da marzo, un ritorno di interesse per il mattone tra le famiglie italiane. In aumento anche la domanda di abitazioni usate e di tagli più efficienti.
Per chiudere positivamente le trattative in media i proprietari devono però concedere sconti, sul prezzo iniziale, nell'ordine del 15 per cento. Crescente anche l'interesse per gli affitti, in un contesto di leggera riduzione dei canoni.
Complessivamente i capoluoghi settentrionali (-3,8% la media dei prezzi nel primo semestre) hanno fatto registrare una performance in linea con i capoluoghi dell'Italia meridionale (-3,7%). Migliore la situazione del centro Italia (-3,2%).
Restano però alcune incognite, che dimostrano la vulnerabilità del settore: i lunghi tempi necessari per assorbire l'eccesso di offerta di nuove case (spesso proposte a prezzi da boom immobiliare); il tasso di disoccupazione atteso in crescita in autunno; l'andamento del costo del denaro destinato in prospettiva a risalire.
Fonte www.ilgiornale.it
Nei capoluoghi la flessione è stata del 3,6%, rispetto al -4% accusato del secondo semestre del 2008: hanno tenuto meglio le zone centrali e prestigiose, rispetto a quelle periferiche e dell'hinterland, dove si è confermato un eccesso di offerta di nuove abitazioni.
Si stanno inoltre stabilizzando i prezzi a Milano (-1,9%) e Roma (-1,3%). E alcune tipologie di acquirenti, come i piccoli investitori, si sono riaffacciati sul mercato. Per le giovani coppie e i cittadini stranieri la situazione potrebbe invece migliorare nei prossimi mesi.
Più in genere Gabetti ha riscontrato, a partire da marzo, un ritorno di interesse per il mattone tra le famiglie italiane. In aumento anche la domanda di abitazioni usate e di tagli più efficienti.
Per chiudere positivamente le trattative in media i proprietari devono però concedere sconti, sul prezzo iniziale, nell'ordine del 15 per cento. Crescente anche l'interesse per gli affitti, in un contesto di leggera riduzione dei canoni.
Complessivamente i capoluoghi settentrionali (-3,8% la media dei prezzi nel primo semestre) hanno fatto registrare una performance in linea con i capoluoghi dell'Italia meridionale (-3,7%). Migliore la situazione del centro Italia (-3,2%).
Restano però alcune incognite, che dimostrano la vulnerabilità del settore: i lunghi tempi necessari per assorbire l'eccesso di offerta di nuove case (spesso proposte a prezzi da boom immobiliare); il tasso di disoccupazione atteso in crescita in autunno; l'andamento del costo del denaro destinato in prospettiva a risalire.
Fonte www.ilgiornale.it
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