Lo scudo 2 privilegia gli immobili

Pubblicato il 20 Febbraio 2010

Paradisi fiscali. Le prime indicazioni sugli effetti della proroga dell'emersione dei capitali all'estero
Lo scudo 2 privilegia gli immobili

Federica Micardi MILANO Da uno scudo di massa a uno scudo di nicchia. La riapertura dei termini della regolarizzazione, non sta più registrando i grandi numeri di novembre/dicembre, ma sta raccogliendo quanti, per difficoltà dell'operazione, per incertezza normativa e per scarsa informazione ne erano rimasti fuori. Si tratta dei casi "particolari" che non sono rientrati nei tempi iniziali che, ricordiamo, andavano dal 15 settembre al 15 dicembre 2009. Questa seconda fase sta richiamando l'attenzione dei proprietari di immobili all'estero, soprattutto se situati fuori dai confini europei, preoccupati dall'obbligo di indicare dal 2009 (anno di imposta) queste proprietà nel quadro RW, anche se non produttive di reddito. «Specialmente – spiega Stefano Curzi, commercialista di Trento – se la provvista per acquistare l'immobile non è stata segnalata a suo tempo». L'interesse per le proprietà immobiliari in paesi fuori dalla white list è confermato anche da Assofiduciaria, che ricorda come una serie di dubbi sono stati chiariti dalla circolare 49/E uscita, però, il 23 novembre, a ridosso della scadenza. Anche lo scenario mondiale sembra far gioco allo scudo fiscale e alla sua proroga. «Un buon volano - spiega Assoholding - è il perdurare della crisi finanziaria. Le famiglie con holding o trust all'estero stanno pensando di riportare tutto in Italia, per poter gestire meglio i passaggi ereditari, per accentrare il controllo e anche perché i risultati ottenuti dalla gestione oltre confine non sono stati così soddisfacenti». L'allungamento dei termini - si ha tempo fino a dicembre 2010 per concludere l'operazione - ha aperto "strada di casa" anche agli yacht (un iter che richiede circa sei mesi). «Sono circa 200 i proprietari che vogliono regolarizzare – spiegano da Assoholding – e stiamo parlando di imbarcazioni che valgono dagli 8 ai 40 milioni di euro». Professionisti, banche e associazioni sembrano piuttosto soddisfatti di quanto sta accadendo. Va detto che l'aspettativa era molto bassa e per questo l'interesse registrato soprende. «Pensavamo a questa seconda fase come a un mero strascico della prima con quasi esclusivamente rimpatri giuridici – racconta Arturo Pisapia, responsabile area commerciale privati di Monte dei Paschi – e invece no: da inizio anno stiamo registrando un flusso costante di adesioni con un 30% di clientela nuova sul totale e nelle ultime due settimane abbiamo curato rimpatri reali (non giuridici) anche del valore di 10 milioni di euro. Noi nello scudo prima versione – prosegue Pisapia – abbiamo raccolto 2,2 miliardi di euro, di cui 200 milioni di rimpatri giuridici, un risultato importante visto che non abbiamo consorelle estere che hanno "travasato" da noi i loro clienti. Ora è diverso: se prima era prevalente la liquidità, adesso la regolarizzazione riguarda soprattutto le azioni». Molto soddisfatto dei risultati raggiunti a dicembre anche Unicredit Group, che ha raccolto 3,3 milardi di euro. Sulla fase due, però, non si scompone. È presto per trarre conclusioni, il grosso delle domande si registrerà probabilmente ad aprile (alla vigilia della scadenze), ma è chiaro che il successo sarà legato agli immobili, al timore per l'instabilità finanziaria e alla stretta del Fisco sul fronte dei controlli. © RIPRODUZIONE RISERVATAIl primo bilancioSul Sole 24 Ore di ieri sono stati illustrati i dati del consuntivo Bankitalia sui capitali rientrati nella prima fase dello scudo fiscale. Secondo le rilevazioni di via Nazionale, 60 degli 85 miliardi rientrati in Italia sono partiti dalla Svizzera, che ha così staccato il Lussemburgo (7,3 miliardi) e il Principato di Monaco (4,1)
Fonte :il sole 24 ore

Scritto da Notizie immobiliari

Con tag #tasse e fisco

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