Roma 2020: la candidatura
Pubblicato il 16 Marzo 2010
| Roma 2020: la candidatura |
| Per il 2020 Roma propone Olimpiadi eco-sostenibili: lo ha detto il sindaco della Capitale Gianni Alemanno nella Sala Sinopoli dell'Auditorium, presentando il dossier con cui la Capitale si candida a ospitare i XXXII Giochi Olimpici e i XVI Giochi Paralimpici. Un progetto senza nuovi stadi, con un grande parco fluviale, molto verde e un forte impegno per abbattere sprechi e modernizzare le strutture esistenti, come quelle lasciate in eredità dalle Olimpiadi del 1960. Per sapere tutto sullo spirito e sui contenuti del progetto, basta visitare www.2020roma.it, il sito ufficiale della candidatura romana, cui lo stesso Sindaco ha dato il via sul web dal podio dell'Auditorium. E che in poche ore ha registrato oltre 5.000 contatti, mentre la diretta video (in streaming sullo stesso sito della candidatura) è stata seguita da oltre 10 mila persone. Cuore del progetto, il Parco Olimpico a Roma nord con un nuovo parco fluviale del Tevere come ossatura e "trait-d'union" tra le parti: il Villaggio Olimpico a Tor di Quinto, il Foro Italico e lo Stadio Olimpico per l'atletica e la finale di calcio maschile, lo Stadio del Nuoto; gli impianti dell'Acqua Acetosa per il pentathlon, l'hockey e il tiro con l'arco, fino a Settebagni dove sono previste le gare di canoa e canottaggio. E il "villaggio media" a Saxa Rubra. Lungo l'intera dorsale dell'area olimpica, il parco fluviale - destinato a rimanere in eredità ai romani dopo i Giochi - si estenderà dalla diga di Castel Giubileo fino a Ponte Milvio e a Ponte Duca d'Aosta: 12 chilometri di fiume reso navigabile, un vero e proprio sistema di collegamenti alternativo alla viabilità su asfalto; con approdi, piste ciclabili e ponti pedonali. Il tutto, raggiungibile da parcheggi di scambio e stazioni ferroviarie. Un esteso intervento urbanistico e ambientale che coinvolge e collega zone e quartieri (Saxa Rubra, Salaria, Grottarossa, Tor di Quinto, Acquacetosa) in un unico asse verde, "ricucendo" parchi pubblici e ville storiche (Villa Ada, Villa Glori, Parco di Veio); e che prevede, tra l'altro, un nuovo sistema di depurazione e ossigenazione delle acque del Tevere. Un polmone di oltre 500 ettari che resterà alla città, se Roma vincerà la sfida olimpica. Fonte : Newspages |
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