Un altro anno nero per il mercato immobiliare

Pubblicato il 20 Marzo 2010

Un altro anno nero per il mercato

immobiliare Vendite in calo

dell'11%

di Claudio Tucci

 

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Il 2009 si conferma un anno nero per il mercato immobiliare: le compravendite sono diminuite dell'11,3%. Un calo a doppia cifra sull'intero anno che è ancora più pesante per la prima parte, se si tiene conto del -4% registrato nel quarto trimestre e che lascia ben sperare per il 2010. Le transazioni più colpite sono le compravendite di case: dal 2006 a oggi la diminuzione ha toccato quota 28%, nonostante i prezzi siano rimasti sostanzialmente stabili. La quotazione media di un immobile, oggi, si aggira intorno ai 1.578 euro al mq, appena lo 0,2% in meno rispetto a inzio 2009. «Un'anomalia», ha commentato il direttore dell'Agenzia del Territorio, Gabriella Alemanno, nel corso della presentazione, a Roma, degli ultimi dati annuali del mercato immobiliare in Italia. Una possibile spiegazione al modesto calo delle quotazioni, rispetto al numero delle transazioni effettuate (nel 2009, 609.145, -11,3 per cento) è stata fornita dal responsabile dell'Osservatorio immobiliare del Territorio, Gianni Guerrieri. «Un'abitazione - ha detto - ha un rendimento netto in media del 2,4%, molto simile a Bot, Cct e quindi viene vista dal proprietario come una riserva di valore (alla stregua di una plusvalenza attesa), piuttosto che come un investimento per acquisire un rendimento immediato».

Sottolineando invece le minori contrazioni registrate negli ultimi mesi in un po' tutti i settori anche diversi dal residenziale, Alemanno ha parlato di «timidi segnali di ripresa» per l'intero mercato immobiliare, «che sembra - ha aggiunto - aver superato la fase più acuta, registrata a fine 2006». Uno stimolo esterno al comparto, ha proseguito, può venire dai capitali rimpatriati dall'estero, per effetto dello scudo fiscale, che, ha sottolineato Alemanno, potrebbero essere intercettati dal mattone. «Anche se per vederne gli effetti - ha detto - bisognerà comunque attendere il 2010».

Tuttavia, il calo significativo delle compravendite nel settore residenziale ha fatto scendere il "fatturato" complessivo del comparto: dai 113,5 miliardi di euro del 2008, ai 100,2 miliardi del 2009, -11,7 per cento. La contrazione delle vendite di case è stata più ampia al Nord (-13,3%), a seguire il Centro (-9,5 per cento). Meglio il Sud: -8,8 per cento. A livello di singole città, Bologna mette a segno il calo minore (-1,2%), seguita da Napoli (-1,7%) e Roma (-2,6 per cento), che contengono le riduzioni per via delle operazioni di cartolarizzazione degli immobili previdenziali. A Firenze e Torino, maglia nera delle flessioni: entrambe a quota -13,1 per cento. Performance 2009 da ultimo banco anche per gli altri comparti non residenziali. Il settore produttivo è calato del 20,2% (12.281 transazioni), il terziario, del 10,1% (16.163), il commerciale dell'17% (37.577).

Il segno meno nelle transazioni di abitazioni si è fatto sentire anche sull'accensione dei mutui ipotecari per l'acquisto di casa: -10,8 per cento. Un dato giudicato "positivo" dal Territorio, che ha ricordato come nel 2008 la contrazione fosse stata del 27%, quando le compravendite scendevano del 15 per cento circa. Anche il capitale erogato è calato a circa 31,4 miliardi, -9,1% rispetto al 2008, dove toccava quota 34,5 miliardi. Nonostante, evidenziano, una diminuzione dei tassi d'interesse (pagati sulla prima rata di mutuo) di circa 2 punti percentuali (da 5,55 del 2008 al 3,68% del 2009)

Fonte :ILSOLE24ORE

Scritto da Notizie immobiliari

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