Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto-legge 1 luglio 2009, n. 78, è entrato in vigore il nuovo blocco degli sfratti, che la Confedilizia considera frutto di una ritualità irresponsabile da ritenersi indotta dalla diffusione di dati sulla morosità, evidentemente non controllati, che denunciano una situazione inesistente. In proposito, si rinvia all'articolo pubblicato ieri da Italia Oggi, il cui testo è reperibile sul sito Internet della proprietà immobiliare (www.confedilizia.it). I termini esatti del nuovo blocco – che scadrà il 31 dicembre 2009 – sono illustrati in una tabella sinottica predisposta dalla Confedilizia e scaricabile on line. | Firmato il decreto sulla certificazione | | Firmato dal ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola il decreto sulla certificazione energetica degli edifici, che entrerà in vigore nei prossimi giorni con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Il decreto, emanato in attuazione della Direttiva europea del 2002, definisce le linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici e gli strumenti di raccordo, co-ncertazione, cooperazione tra lo Stato e le Regioni, alcune delle quali hanno già definito proprie procedure di certificazione, che si integrano alla normativa nazionale, nel rispetto delle peculiarità di ciascuna Regione. Il provvedimento segue il decreto del Presidente della Repubblica del 2 aprile scorso (n. 59), che fissa i requisiti energetici minimi per i nuovi edifici e per le ristrutturazioni di quelli esistenti. Con queste nuove procedure i cittadini che vendono la propria abitazione potranno rispondere in modo più appropriato e con oneri assai contenuti all'obbligo di informare l'acquirente della qualità energetica dell'abitazione ceduta. Un altro regolamento definirà infine nelle prossime settimane le figure | dei certificatori energetici abilitati al rilascio delle certificazioni. «Rendere trasparente la qualità energetica degli immobili è un ulteriore passo avanti per garantire l'efficienza e il risparmio energetico e una maggiore sicurezza per i cittadini che acquistano una casa. L'obiettivo è quello di promuovere adeguati livelli di qualità dei servizi di certificazione, assicurarne l'utilizzo e la diffusione omogenea sull'intero territorio nazionale» ha spiegato | | | | I mutui secondo Obama | Diamo un’occhiata a cosa succede oltre oceano. Quello che ci interessa è puntare l’attenzion e sui finanziamenti ipotecari. Le leggi introdotte dall'amministrazione Obama, per rinegoziare i mutui immobiliari e renderli meno onerosi per i debitori, sembrano funzionare. Nel primo trimestre, i cambiamenti delle condizioni contrattuali dei mutui hanno interessato 185 mila contratti, un aumento del 55% rispetto all'ultimo trimestre del 2008 e del 172% rispetto all'analogo periodo dello scorso anno. Ma non si fermano nemmeno i mutui in sofferenza. I debitori che non riescono a pagare le rate (almeno 60 giorni di ritardo) stanno soprattutto crescendo in quella categoria, la prime borrower, ritenuta da sempre la più affidabile. L'aumento della morosità è pari al 20,3% rispetto all'ultimo trimestre del 2008 e del 163,7% rispetto al corrispondente trimestre dello scorso anno. Nel complesso, il 2,9% dei mutui ''prime'' sono in sofferenza, i mutui ''prime'' rappresentano circa il 66% del totale dei mutui concessi negli Usa. Crescono meno le categorie più rischiose, nel segmento mutui subprime la morosità è salita dell'1,5% su base trimestrale e del 54,9% su base annuale. | Riscatto di un leasing abitativo | L’Ance spiega che in presenza di un contratto di leasing, avente ad oggetto un immobile ad uso abitativo, il relativo riscatto configura un’operazione esente da Iva, alla quale si applicano l’imposta di Registro del 7%, l’imposta Ipotecaria del 2% e l’imposta Catastale dell’1%. In tal caso, la base imponibile, su cui calcolare le imposte indirette, è rappresentata dal valore venale in comune commercio dell’immobile oggetto del riscatto. Questi i principali chiarimenti contenuti nella Risoluzione Ministeriale n.163/E del 22 giugno 2009, con la quale l’Agenzia delle Entrate precisa la corretta tassazione in capo all’utilizzatore del bene, qualora quest’ultimo preveda di esercitare l’opzione di riscatto. L’Agenzia delle Entrate, nel sottolineare che nel caso prospettato dal contribuente la volontà delle parti è quella di far acquistare la proprietà dell’immobile all’utilizzatore, specifica che «l’acquisto da parte del concedente ed il riscatto finale da parte dell’utilizzatore sono disposizioni perfettamente autonome ai fini delle imposte sui trasferimenti». L’Ance aggiunge che l’imposta di Registro dovrà essere assolta sia dalla società concedente, al momento dell’acquisto del bene immobile, sia dall’utilizzatore, nel caso di riscatto, nonostante tale imposta sia stata inclusa nei canoni da questi versati. | Considerando che la fattispecie prospettata non rientra nelle ipotesi di imponibilità previste dal numero 8-bis dell’art.10 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n.633, il trattamento tributario cui assoggettare l’operazione prevede: - Esenzione ai fini Iva; - Imposta di Registro pari al 7%; - Imposte Ipotecaria e Catastale, rispettivamente pari al 2% e all’1%. Inoltre, l’Agenzia delle Entrate, richiamando espressamente la Circolare Ministeriale n.12/E del 1° marzo 2007, estende anche agli immobili ad uso abitativo il calcolo della base imponibile basato sul criterio utilizzato in sede di riscatto della proprietà di un immobile strumentale, utile al fine del calcolo delle imposte d’atto. Tale ammontare è dato dal valore venale in comune commercio, individuato dal «prezzo di riscatto finale del bene, aumentato dei canoni, depurati della componente finanziaria». Infine, l’Agenzia delle Entrate precisa che, diversamente da quanto disposto per gli immobili strumentali, nel caso di leasing ad uso abitativo, non si può beneficiare né della riduzione del 50% delle aliquote delle imposte Ipotecaria e Catastale, né della possibilità di operare la detrazione da tali imposte dell'importo corrispondente all'imposta di Registro pagata sui canoni di locazione finanziaria. | | | Ricostruzione: come si applica il credito d’imposta | Esaminati in una nota Ance i principali contenuti delle Ordinanze del presidente del Consiglio dei ministri 3779 e 3780, del 6 giugno scorso, pubblicate in Gazzetta, che contengono ulteriori disposizioni a sostegno delle popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto. Nel primo provvedimento, in particolare, si stabiliscono le modalità applicative del credito d’imposta, ai fini Irpef, per la copertura integrale delle spese di riparazione dell’abitazione principale. Contributo che per le altre tipologie di immobili, invece, è riconosciuto fino all’80% delle spese sostenute ed entro un limite massimo di 80.000 euro. La seconda ordinanza - spiega la nota dei costruttori - modifica le norme relative alla sospensione dei termini per gli adempimenti e i versamenti tributari per il periodo compreso tra il 6 aprile e il 30 novembre 2009, come in origine disposto dall’art. 1 del decreto del ministro dell’Economia 9 aprile 2009. | Lombardia: piano per lo sviluppo rurale | Grazie a un nuovo riparto dei fondi a livello di Conferenza delle Regioni crescono le risorse a disposizione per il sostegno al settore lattiero-caseario, all'ammodernamento delle aziende e alle misure ambientali, compreso l'ampliamento della banda larga nelle aree rurali, all'interno del Psr (Piano di sviluppo rurale) 2007-2013. La Conferenza delle Regioni ha accolto la proposta del Ministero per le Politiche agricole e forestali e determinato così anche l'aumento delle risorse per il Psr della Lombardia. Ai 900 milioni di euro già disponibili per il Psr della Lombardia il nuovo riparto aggiunge altri 75,2 milioni provenienti da fondi comunitari e in attesa delle decisioni tecniche per i finanziamenti nazionali e regionali. La Regione Lombardia ha ottenuto circa 20 milioni in più di quanto si aspettasse per il pressante lavoro dell'assessore all'Agricoltura Luca Daniel Ferrazzi in sede di Conferenza delle Regioni. | Mercato immobiliare europeo e mercato immobiliare italiano. Come viene visto da un operatore che ha una visione europea. Ne abbiamo parlato con Jesús Encinar fondatore di idealista.com | | di Pierpaolo Molinengo | Come si sta sviluppando il mercato immobiliare europeo? Quali sono le differenze tra il mercato Italiano e quello delle altre nazioni europee? Il ciclo immobiliare è cambiato in molti paesi europei già a partire dalla fine del 2007, per ragioni che cambiano da paese a paese. La crisi immobiliare che minaccia il vecchio continente, ha provocato lo scoppio della bolla immobiliare in Irlanda, Spagna e Regno Unito, ed è giunta anche in Italia dove però le quotazioni sono scese ma non crollate e dove si può parlare di sopravvalutazione del valore delle case. Il 2008 in Italia si è chiuso con un saldo negativo delle compravendite (-15% su base annua) ed erogazione di mutui . Le previsioni per quest'anno parlano di 604.000 compravendite entro la fine del 2009, meno delle 686.587 transazioni dello scorso anno e delle 809 mila effettuate nel 2007 secondo l'Agenzia del Territorio. Le previsioni parlano di un calo dei prezzi che a fine anno potrebbero perdere tra l'8% e il 10% su scala nazionale, mentre lo scorso anno il prezzo delle abitazioni è sceso del 2%. Per molti i prezzi dovrebbero stabilizzarsi a partire dal 2010, tuttavia come idealista non possiamo fare a meno di rilevare una forbice sempre più ampia tra prezzo e redditi medi. Proprio in un recente studio abbiamo rilevato come a Milano sia pressoché impossibile comprare casa (bilocale 65 m2 circa) al reddito calcolato dall'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), pari a meno di 16 mila euro netti l'anno (1.300 euro al mese). Un'estremizzazione che però fa emergere il problema in maniera inequivocabile. Così solare da sembrare banale. In realtà i prezzi delle case in Italia sono più che raddoppiati nell'ultimo decennio a fronte di un potere di acquisto fermo al '93. Ragioni che inducono a pensare che la ripresa non sarà rapida e che per invertire la tendenza i prezzi dovranno scendere in maniera più marcata. Come viene vista l'Italia dagli altri paesi? Una nazione dove comprare ed investire? O ci sono ancora troppi limiti burocratici? L'Italia è un mercato realmente interessante per gli investitori spagnoli. Ci sono molti cose in comune e una maniera simile di fare business. Per noi l'operazione | | E' questa la ricetta che ha decretato il successo di idealista.com in Spagna - dove siamo leader con una quota di mercato che si aggira intorno al 55% su circa 6,5 milioni di utenti che cercano casa sul web ogni mese – come di altri portali leader dei loro rispettivi mercati, da inmobilienscout (Germania) 3,5 utenti unici/mese, con il 70% di market share, a rightmove.(U.K.) 3,5 utenti unici/mese, detentore del 90% della quota di mercato, a seloger (Francia) con i suoi 2,8 milioni di utenti unici/mese e 65% del mercato. L'Italia, dove siamo presenti dal 2007, con idealista.it è un mercato con grandi prospettive di crescita. Lo scorso anno i navigatori dei portali immobiliari italiani sono passati dai 500 mila del 2005 ai 2,7milioni del 2008 secondo Nielsen Online e stimiamo che possano superare i 3 milioni entro la fine dell'anno nonostante la congiuntura negativa. Se si pensa che solo una agenzia su quattro pubblica i propri annunci sui portali immobiliari, si capisce quanto questo mercato possa essere interessante. Come vengono sviluppate le sinergie tra agenzia tradizionale e web in Europa? L'adozione di queste nuove tecnologie ha significato un cambiamento importante da parte dei professionisti del settore. Nel settore immobiliare c'è un prima e un dopo l'espansione della rete con l'accesso ad essa di milioni di persone. Oggi è semplicemente impossibile per un'agenzia o per un costruttore vendere casa come si faceva 5 anni fa. Il professionista immobiliare non ha più molta scelta tra l'utilizzare o non utilizzare la rete. Chi non lo fa rimane semplicemente fuori dai giochi con un futuro davanti a se poco promettente. Un'agenzia non può pensare di commercializzare il proprio portafoglio di immobili senza l'aiuto di internet. Sarebbe come pretendere di lavorare senza telefono e fax. L'espansione di internet modificherà anche il modo di vendere e comprar casa nei prossimi anni. Probabilmente assisteremo anche ad un calo delle commissioni fisse pretese dai professionisti immobiliari, mentre ci saranno più commissioni personalizzate, a seconda del tipo di servizio che l'utente richiede al proprio agente e di quanto è disposto a pagarlo. | | idealista.it è prioritaria e crediamo che ci darà grandi soddisfazioni in futuro. Tuttavia Spagna e Italia vengono viste dal mondo anglosassone come posti dov'è complicato investire: ci sono molti ostacoli amministrativi, non c'è un livello soddisfacente di produttività e così ogni processo diviene più costoso in termini di tempo e danaro. Immobiliare 2.0. Come viene sviluppata la presenza del mattone on line in Europa? In Europa Internet è stata una rivoluzione per il mercato degli annunci immobiliari. La Rete è senz'altro il canale più efficace per promuovere gli immobili perché funziona meglio sia per chi vende (agenzie e costruttori), che ha risultati più misurabili ad un costo per contatto decisamente inferiore ad altri media, sia per chi cerca casa, che può sfruttare tutto il potenziale del web per trovare rapidamente ciò che sta cercando con la massima chiarezza e trasparenza. Nei principali mercati europei il numero di utenti che cercano casa sul web è aumentato in questi anni grazie alla presenza di portali che hanno prestato particolare attenzione alla qualità dei contenuti. Qualità per noi significa aggiornamento continuo, ovvero ridurre al minimo la presenza di annunci duplicati o scaduti e presentare tutte le informazioni in maniera chiara, con contenuti visivi (foto, visite virtuali, video) che consentono agli utenti di “visitare” la casa dei loro sogni sul web. | | | | |