Piano casa, il vademecum per costruire
Pubblicato il 16 Luglio 2009
Più spazi per nuove abitazioni, recupero delle aree dismesse e incentivi. Il nuovo piano casa della Regione si preannuncia come una rivoluzione per le norme urbanistiche dei Comuni lombardi. Secondo l’assessore regionale all’Urbanistica Davide Boni, il piano casa avrà «ricadute anche sull’economia e l’occupazione». L’insieme degli investimenti potenziali è stimato tra i 5,8 e i 6,5 miliardi di euro. E secondo la Regione la ricaduta sull’indotto occupazionale sarà di 30 mila nuovi posti di lavoro, mentre sul profilo energetico si avrà un risparmio annuo valutabile in circa 44 milioni di euro. La Regione ha previsto la possibilità di aumentare le volumetrie delle abitazioni del 20 e del 35%. La medesima possibilità è stata riservata anche ad artigiani e imprenditori. Le nuove norme regionali hanno incassato il favore dei costruttori riuniti dall’Ance, che parlano di un piano «in grado di rilanciare il settore attraverso interventi orientati sulla qualità». Di parere opposto, invece le opposizioni in Consiglio regionale, con il verde Carlo Monguzzi che lamenta la «mano libera dei cementificatori su parchi e aree protette». La nuova legge prevede infatti che possano essere applicati gli incentivi «volumetrici» anche nelle aree interessate dai parchi regionali. Solo nelle zone di elevato interesse naturalistico, invece, saranno vietate nuove costruzioni.
1) Cosa cambia con il nuovo piano della Regione?
Con il Piano casa approvato martedì scorso dal Consiglio regionale sarà possibile ampliare le volumetrie degli edifici esistenti. La Regione ha previsto il recupero delle aree dismesse che potranno essere trasformate in abitazioni a patto che si trovino in aree a destinazione d’uso residenziale. È stato anche prevista la riqualificazione di quartieri di edilizia pubblica.ù
2) Di quanto è possibile ampliare un’abitazione?
La legge prevede un aumento del 20% dei volumi per gli edifici residenziali mono o bi-familiari di volumetria inferiore ai 1.200 metri cubi (circa 400 metri quadrati). Le abitazioni devono trovarsi fuori dai centri storici. In caso di demolizione e ricostruzione dell’edificio è possibile salire fino al 35% della volumetria.
3) Come si calcola la volumetria degli edifici?
Il consiglio è di affidarsi a un tecnico qualificato. Per avere un’indicazione, basta calcolare la superficie in metri quadrati e moltiplicarla per l'altezza. Ad esempio una casa di 100 metri quadrati alta 5 metri corrisponde — indicativamente — a 500 metri cubi. Box, cantine e aree comuni vengono calcolate in maniera differente da ogni Comune.
4) Le aree dismesse possono essere trasformate in nuove case?
E' possibile recuperare le aree dismesse e trasformale in nuove abitazioni a patto che si trovino in zone per le quali è prevista dal Piano regolatore comunale una destinazione d’uso residenziale. In questo caso la superficie volumetrica rimane invariata ed è vincolata alle disposizione degli indici di edificabilità dei singoli Comuni.
5) E per un imprenditore è possibile ingrandire le aree produttive?
Se il capannone o la fabbrica si trovano in un’area a destinazione d’uso produttivo, è possibile ampliare l’edificio esistente con un incremento massimo dei volumi del 35%. In ogni caso l’applicazione della legge regionale è vincolata alle disposizioni delle singole amministrazioni che dovranno stabilire entro il 15 ottobre quali aree artigianali o industriali saranno interessate dal piano.
6) La legge regionale sostituisce il Piano regolatore comunale?
In parte. Per quanto riguarda la destinazione delle aree (residenziale, produttivo, verde) non cambia nulla. Le singole amministrazioni hanno la possibilità di indicare in quali aree non è prevista l’applicazione della nuova legge. Nel caso di aree residenziali, i Comuni possono decidere quali zone escludere. Nel caso di aree produttive, invece, il Comuni dovranno indicare quali aree potranno beneficiare della legge regionale.
7) Ma gli indici di edificabilità restano invariati?
No. La legge regionale consente l’ampliamento dei volumi, di conseguenza autorizza indici di edificabilità superiori a quelli stabiliti dai Prg dei singoli comuni. Le amministrazioni avranno però la possibilità di indicare le aree dove non sarà possibile applicare le nuove norme.
8) Se un’amministrazionecomunale non si esprime sull’applicazione della nuova legge cose succede?
In questo caso, la legge regionale non può essere applicata. Il termine ultimo per presentare i piani è il 15 ottobre. Dal 16 i piani devono essere operativi.
9) Quando la legge regionale diventerà operativa?
Dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.
10) Fino a quando sarà possibile beneficiare delle nuove norme?
La legge regionale resterà in vigore per 18 mesi. Più o meno fino a gennaio 2011.
11) Le nuove abitazioni dovranno rispondere a particolari requisiti?
Sì. In particolare per le disposizioni sul fronte energetico. È richiesta maggiore attenzione per l’isolamento termico degli edifici, per la coibentazione, per gli infissi anti-dispersione, per caldaia e impianto di riscaldamento.
12) La nuova legge permette di costruire nei parchi?
In parte. Le aree protette come il parco del Ticino o quello delle Groane, ad esempio, sono divise in aree a parco regionale e a parco naturale. Nel primo caso, si considera l’intera zona d’influenza del parco, che comprende anche centri abitati (come Pavia). In questo caso è consentito costruire, con limitazione degli ampliamenti volumetrici, che sono diminuiti del 30%. Per un’abitazione si passa dal 20% al 13.3%.
13) E dove è invece vietato?
Nelle aree a parco naturale, che sono zone più circoscritte rispetto all’intero parco regionale. Nel caso del Parco del Ticino, si tratta dei boschi e delle zone a ridosso del fiume, le cosiddette aree umide. Qui non è consentito costruire.
14) Le nuove norme prevedono deroghe per le distanze tra gli edifici?
No. Le norme relative alle distanze tra gli edifici, così come quelle igienico-sanitarie, non saranno mutate. Lo stesso avviene per i regolamenti in materia di beni culturali e paesaggio. In ogni caso la nuova legge regionale è disciplinata dalle norme del Codice civile.
15) Il Comune potrà vietare l’ampliamento delle abitazioni?
Sì. Le amministrazioni potranno esprimere parere negativo vincolante sulla compatibilità paesistica degli interventi. Le norme non si applicano a edifici abusivi.
giovedì 16 luglio 2009
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