Real Estate Notizie dal mondo segni di ripresa

Pubblicato il 24 Luglio 2009

Negli Stati Uniti riprende l'âttività immobiliare: l’ aumento della costruzione di nuove case (il 22% in febbraio) e il recupero della  esistente hanno incoraggiato i mercati azionari. Altri dati allontanano paure di deflazione, evidenziando i prezzi alla produzione lievitati dello 0,1% nel mese scorso. E quindi vari i segnali di schiarita all’ orizzonte della recessione, che mostrano agli investitori indicazioni di maggiore stabilità e di una situazione che non sta più peggiorando.Dagli economisti giudizi più cauti, ma meno pessimisti. L' invito alla prudenza, è  giunto dalle stesse statistiche immobiliari. I permessi per nuove costruzioni, un barometro della futura attività nel settore, sono a loro volta aumentati del 3% al livello annuale di 547mila. Il rischio di nuove frenate, così non è escluso. L' economia, stando alla maggioranza delle previsioni, dovrebbe ancora contrarsi del 5% nel primo trimestre dell' anno. E lo stesso governatore della Banca centrale, Ben Bernanke, pur cercando di dissipare eccessivi pessimismi, ha pronosticato una ripresa nel 2010 se il Governo riuscirà a risanare il sistema finanziario. Questa missione, affidata al Tesoro e alla Federal Reserve, è tuttora incompiuta. La Fed ieri ha aperto una riunione di due giorni che dovrebbe lasciare invariati i tassi d’ interesse interbancari su livelli molto bassi, tra lo 0 e lo 0,25 per cento. E potrebbe discutere ulteriori iniziative di sostegno all’ economia e ai mercati, da nuovi acquisti di obbligazioni garantite da mutui sicuri a quella di titoli del Tesoro. Soprattutto, però, ha tenuto a battesimo uno di tre pilastri della nuova strategia dell’ amministrazione Obama per risanare il sistema finanziario. La Banca centrale ha cominciato ad accettare domande per i prestiti del Talf, un programma che si propone a sbloccare il credito al consumo e alle aziende. L’ Asset - Backed Securities Loan Facility, lanciata con 20 miliardi prelevati dal Tarp, il fondo di salvataggio bancario del Tesoro, potrebbe mettere a disposizione 200 miliardi e forse fino a mille miliardi. Il Talf è tuttavia partito lentamente, dopo essere stato ideato lo scorso novembre: tra gli ostacoli ci sono anche nuovi limiti legislativi all’ assunzione di dipendenti stranieri ai quali dovrebbero sottoporsi gli investitori che partecipano. Altri due capisaldi della strategia attendono inoltre chiarimenti di Tim Geithner, fin dai prossimi giorni: l’ iniezione di nuovi capitali nelle banche e la nascita di una partnership pubblico - privato, forse da mille miliardi, destinata a rimuovere gli asset tossici dai bilanci delle banche. Barack Obama, da parte sua, ha anche intensificato l’ offensiva sul suo grande piano di budget federale, da 3.600 miliardi di dollari nell’ anno fiscale 2010. “Con le sfide che abbiamo davanti a noi - ha detto - dobbiamo concentrarci sulla soluzione dei problemi”. Il presidente, che ha incontrato i leader democratici delle commissioni Bilancio del Congresso, ha difeso non solo le misure di immediato rilancio dell’ economia, ma anche la spesa per l’ istruzione e la riforma sanitaria, che l’ opposizione repubblicana vorrebbe invece ridimensionare per contenere il deficit.
 
USA: segnali vitalita' mercato immobili, su vendite
 

NEW YORK - Segni di vita dal mercato immobiliare statunitense, al centro della crisi che ha messo in ginocchio l'economia mondiale: in modo inaspettato le vendite di case esistenti a giugno sono salite del 3,8% con la complicità del basso livello dei prezzi e dei tassi di interesse.

Indicazioni positive anche sul fronte della disoccupazione, con le richieste di sussidi aumentate, ma meno delle attese. Segnali positivi che si vanno ad aggiungere al balzo del superindice economico, che in giungo (+0,7%) ha segnato per la prima volta dal 2004 il terzo rialzo mensile consecutivo, completando un quadro che sembra indicare che l'Azienda America si muove verso una ripresa economica.

Che la situazione sia "migliorata" lo ha ammesso anche il presidente della Fed, Ben Bernanke, osservando comunque come l'economia resta ancora fragile per attuare l'exit strategy che la Fed ha preparato.

Lo scorso mese le vendite di case esistenti sono salite del 3,6% a 4,89 milioni di unità rispetto ai 4,72 milioni di maggio (-0,2% rispetto a giugno 2008): gli analisti si attendevano un rialzo più modesto e pari all'1,5% a 4,84 milioni.

In base ai dati diffusi dalla National Association of Realtors, a spingere le vendite sono stati i prezzi bassi: il prezzo medio, infatti, é sceso, rispetto a giugno 2008, del 15,4% a 181.800 dollari. Secondo i dati elaborati da Freddie Mac il tasso medio sui mutui a 30 anni in giugno à salito al 5,42% dal 4,86%.

"La stretta del credito e l'aumento della disoccupazione stanno rallentando le vendite", spiegano gli osservatori, evidenziando come il numero elevato delle case in vendita è un altro fattore che deprime i prezzi. A livello regionale le vendite di case esistenti sono aumentate in giugno del 2,5% nel nord est degli Usa, del 4,0% nel Sud e dello 0,9% nel Midwest.

Le richieste di sussidio alla disoccupazione - ha comunicato il Dipartimento del Lavoro - la scorsa settimana sono aumentate di 30.000 unità a 554.000, una cifra inferiore alle attese degli analisti e che fa calare la media delle ultime quattro settimane a 566.000 (-19.000), cioé al livello più basso dal 24 gennaio. Un buon segnale quindi, secondo gli analisti. Bernanke ha più volte ribadito che la disoccupazione è il problema più "pressante" e che è destinata a mantenersi su livelli elevati sia nel 2010 sia nel 2011

Venerdì 24 Luglio 2009

Sempre che il raffronto voglia significare qualcosa per il mercato italiano, i prezzi degli immobili nel Regno Unito fanno registrare per la prima volta da tempo immemorabile un aumento significativo. Troppo presto però per parlare di ripresa


Sul
mercato immobiliare inglese sembra ripresentarsi un timido ottimismo.

Se sia o no l’inizio della ripresa se lo chiedono per esempio Royal Institution of Chartered Survevors e Moneymarketing che, così come riportato da Insights dal mercato mutui inglese, Supporti di Business Intelligence a cura di NMG (Newsletter n.14 – Giugno 2009, www.simplybiz.it), dopo aver rilevato come i prezzi degli immobili siano tornati a salire per la prima volta dal maggio 2007, accennano alla possibilità di un cauto ottimismo.

La sensazione che qualcosa si stia muovendo sarebbe confermata anche dal centro studi della banca Halifax che rende noto come i prezzi degli immobili a maggio 2009 siano saliti del 2,6%, anche se restano ancora ad un livello storico molto basso, con un tasso di crescita negativo pari a -16,3%.

Halifax calcola che adesso nel Regno Unito una casa costi mediamente £158.565 (il primo vero aumento di prezzo dal giugno 2008 per il mercato immobiliare).

Patel Nitesh
, economista di Halifax, ha dichiarato a questo proposito: “Ci sono alcuni elementi che indicano la possibilità di una stabilizzazione nell’attività benché ad un livello molto basso.”
“E’ importante non dare troppo peso però ai dati mese per mese. Storicamente i prezzi degli immobili non si sono mossi nella stessa identica direzione da un mese all’altro anche dopo la famigerata tempesta sui mercati.”

Dal canto suo Nationwide ha reso noto che c’è stato effettivamente stato un incremento pari a 1,4% nell’indice dei prezzi degli immobili nel corso delle scorse settimane.


Market mover: vendite case esistenti Us attese ancora in crescita a giugno

Alle 16:00 in arrivo l'ultimo dato macro di giornata in arrivo dagli Usa. Riflettori sul mercato immobiliare con il dato sulle vendite di case esistenti al mese di giugno. Il dato è atteso in rialzo dello 0,6% dopo il balzo del 2,4% fatto registrare il mese precedente. Si tratta della statistica più importante del mercato immobiliare residenziale ed è un ottimo indicatore dello stato di salute del mercato immobiliare. E´ correlato ai tassi sui mutui e riflette nel breve periodo la domanda di prodotti legati alla casa e più in generale la spesa per consumi. Rispetto a quello sulla vendita di case nuove, questo è un indicatore più generale poichè rappresenta una parte molto più ampia del mercato degli alloggi

regno unito, a giugno le banche hanno concesso più prestiti per la casa
 
 
  nel mese di giugno in gran bretagna sono stati approvati 35.235 nuovi mutui, in aumento del 65% rispetto a un anno fa. il dato, che evidenzia anche un trend mensile in crescita (in maggio ne erano stati approvati 31.919), è stato elaborato dalla british bankers association. tuttavia il crollo dei prezzi delle case e la riluttanza da parte delle banche a concedere prestiti elevati hanno fatto calare a 136.000 sterline la somma mediamente concessa per i mutui, -11% rispetto a giungo 2008. l’analisi della bba mostra infine come siano aumentate anche le rinegoziazioni di mutui esistenti, dalle 25.825 di maggio alle 28.133 di giugno

 
 
stati uniti: in crescita prezzi e nuove costruzioni
 
 
  secondo il dipartimento del commercio statunitense, a giugno il numero di nuove costruzioni avviate è balzato del 3,6% a un tasso annuale di 582.000 unità, contro le 562.000 di maggio e ben oltre le 530.000 previste dagli esperti. inoltre, sempre nel mese di giugno sono stati rilasciati 563.000 permessi, +8,7% rispetto al mese precedente. giugno in positivo anche per le vendite di case esistenti: + 3,6% a 4,89 milioni di unità, secondo l’associazione nazionale degli agenti immobiliari. anche in questo caso sono state superate le aspettative degli esperti, che avevano previsto un rialzo a 4,85 milioni di unità


mercato immobiliare, la ripresa solo nel 2010
 
  2009 in negativo per il mercato delle case: entro fine anno sono previste 250.000 transazioni in meno rispetto al 2007, mentre i prezzi scenderanno del 6-8%. secondo l’ultimo rapporto di nomisma, inoltre, la crisi si attenuerà nel 2010, con cali nell’ordine del 2-3%, ma per la ripresa vera e propria bisogna aspettare il 2011. tornando all’anno in corso, non tutte le città soffriranno nel medesimo modo: i centri che conosceranno le flessioni di prezzi maggiori sono bologna (-7,3%), milano (-6,1%), venezia (-5,5%), firenze (-5,3%) e napoli (-5%), mentre si parla di aumenti per bari (+1,1%) e cagliari (+2,8%). tuttavia, l’italia soffrirà meno rispetto ad altri paesi europei: secondo la commissione ue, nel nostro paese gli investimenti immobiliari nel corso del 2009 scenderanno dell’8,2%, un calo inferiore rispetto a quelli previsti per irlanda (-31,9%), portogallo (-14,9%), regno unito (-13,2%) e spagna (-12,8%)

Scritto da Notizie immobiliari

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