USA: VENDITE DI CASE CON CONTRATTI IN CORSO +3.6%
Pubblicato il 5 Agosto 2009
USA: VENDITE DI CASE CON CONTRATTI IN CORSO +3.6%
Il dato e’ nettamente superiore alle stime degli analisti che avevano previsto una variazione positiva dello 0.7%. A maggio l’indicatore era avanzato dello 0.8% (dato rivisto). Quinto mese consecutivo di rialzi.
Le vendite di case con contratti in corso negli Stati Uniti hanno registrato una variazione positiva a giugno pari al 3.6%. Si tratta del quinto rialzo consecutivo.
A comunicarlo e' stata la National Association of Realtors.
Le attese degli analisti prevedevano una variazione positiva, ma decisamente piu' contenuta, pari a +0.7%.
Il mese scorso il dato era risultato in progresso dello 0.1%, poi rivisto a +0.8%.
WALL STREET CONTINUA IMPERTERRITA A SALIRE
S&P 500: +0.30% a 1005, ai massimi di 9 mesi. Fa da volano il buon dato dal mercato immobiliare, che oscura i timori su una sopravvalutazione dell'azionario dopo il mega rally degli ultimi mesi. Guida i rialzi Caterpillar. Euro a 1.44.
Chiusura in rialzo per Wall Street, con gli indici Usa ai massimi di nove mesi. Il Dow Jones sale dello 0,36% a 9.320,19 punti, il Nasdaq avanza dello 0,13% a 2.011,31 punti, mentre S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,30% a 1.005,62 punti. Grazie alle convincenti cifre giunte dal fronte immobiliare, il mercato e' riescito a cancellare le perdite accumulate in mattinata sulla scia delle prese di profitto e della pubblicazione dei dati macro relativi al reddito personale che hanno deluso le attese, scivolando nella maniera piu' marcata da gennaio 2005. Le spese al consumo sono invece risultate leggeremente superiori alle previsioni degli analisti in giugno.
Vuoi sapere cosa comprano e vendono gli Insider di Wall Street? Prova ad abbonarti a INSIDER: costa meno di 1 euro al giorno. Clicca sul link INSIDER
Tra i titoli piu' ispirati figura Caterpillar, mentre i tecnologici segnano il passo dopo i forti guadagni di ieri, che hanno spinto il settore sui livelli piu' alti degli ultimi mesi, se calcolato in confronto agli utili. Ben intonato il comparto immobiliare, dopo che le vendite di case con contratti in corso hanno fatto registrare il quinto rialzo mensile consecutivo, superando le attese degli analisti.
Secondo gli analisti la traiettoria del mercato sul breve termine dovrebbe continuare a puntare verso l'alto, con gli investitori che solitamente tendono ad aprofittare dei ritracciamenti momentanei del mercato, ritenendoli una ghiotta opportunita' per entrare.
Tra le notizie societarie di rilievo, il costruttore di immobili D.R. Horton ha annunciato di aver chiuso il terzo trimestre fiscale con un rosso piu' contenuto rispetto ad un anno fa, un risultato che ha consentito all'azienda di battere le stime degli analisti. Cio' un giorno dopo che le case automobilistiche hanno nel complesso registrato vendite in miglioramento negli Stati Uniti nel mese di luglio.
Petrolio in leggera flessione in chiusura a New York, al prezzo di 71,4 dollari al barile (-0,4%). Sul valutario, l'euro e' scambiato a 1,4399 dollari dopo la chiusura di Wall Street.
EDIT
La recessione allenta la morsa, con l'economia che molto probabilmente tornerà a crescere nella seconda parte dell'anno: pur non essendo ancora alle spalle, la fine della crisi è vicina con un pil - prevede l'ex presidente della Fed Alan Greenspan - che già nel terzo trimestre potrebbe salire del 2,5%. Per una "piena ripresa - ammette il presidente americano Barack Obama - ci vorranno "ancora mesi". E nuovi interventi - sostiene il segretario al Tesoro Timothy Geithner - potrebbero essere necessari.
Unico neo in un quadro in via di miglioramento è la disoccupazione, che gli analisti stimano raggiungerà il 9,6% in luglio, ai massimi di 26 anni. "Il picco di disoccupazione potrebbe aversi - afferma Geithner - nella seconda parte del 2010", anche se per gli osservatori il numero dei posti di lavoro persi continuerà a rallentare. In luglio dovrebbe attestarsi a 327.000.
A complicare il quadro il fatto che nei prossimi mesi 1,5 milioni di disoccupati esauriranno il periodo in cui possono godere dei sussidi alla disoccupazione, rappresentando così una nuova minaccia per il mercato immobiliare e i consumi. Il periodo durante il quale è possibile usufruire dei sussidi è, in quasi la metà degli Stati americani, di 79 settimane, il più lungo da quando il programma fu creato nel 1930. Per evitare che la perdita dei sussidi indebolisca ulteriormente i consumi, metta in ginocchio le famiglie e minacci l'economia, il Congresso e l'amministrazione si preparano a lavorare a un'ulteriore estensione del programma.
Ci sono "segnali che l'economia americana sta iniziando a migliorare ma ulteriori azioni per cementare la ripresa potrebbero essere necessarie" spiega Geithner all'emittente televisiva Abc intervenendo al programma 'This week with George Stephanopoulos', al quale ha partecipato anche Greenspan, da molti considerato uno dei principali. Per una ripresa economica sostenuta è necessario che gli Stati Uniti riducano il proprio deficit, attualmente superiore ai 1.000 miliardi di dollari: "Quando si verificherà una ripresa trainata dal settore privato, dovremo ridurre il deficit in modo significativo e questo richiederà scelte difficili", spiega Geithner, lasciando la porta aperta a eventuali aumenti delle tasse.
L'economia statunitense ha "già toccato il fondo" e anche se la recessione non è ancora del tutto finita, la sua fine è vicina: il sistema finanziario - osserva Greenspan - è significativamente migliorato e l'ipotesi di un suo collasso "non è più sul tavolo". La "fiducia sta tornando", aggiunge evidenziando come il successo del piano della rottamazione è un segnale in questo senso: "nel breve termine sono ottimista ma con alcune riserve", sottolinea Greenspan che non escludendo un pil in crescita del 2,5% nel terzo trimestre, osserva come la stabilizzazione del mercato immobiliare "é temporanea" e questo potrebbe significare una nuova ondata di crisi. Inoltre - precisa - la disoccupazione continuerà ad aumentare anche se il numero dei posti di lavoro persi rallenterà.
"E' molto, molto probabile" che l'economia statunitense - aggiunge Lawarence Summers, advisor economico della Casa Bianca - torni a crescere nella seconda parte dell'anno.
| Tecnoborsa, compravendite: cresce la richiesta di immobili a Roma e Milano | | | |
| Secondo il II Rapporto Nomisma 2009 sul mercato immobiliare è proseguita, nel primo semestre del 2009, la fase negativa del settore immobiliare ma, dopo un 2009 ancora improntato alla flessione del mercato nel 2010 si dovrebbe registrare un certo miglioramento rispetto alla situazione attuale, in stretta correlazione con la recente ripresa di fiducia da parte delle imprese e delle famiglie che, assieme all'auspicata stabilizzazione del mercato finanziario, potrà costituire il volano per il riavvio, ancorché graduale, del quadro macroeconomico e del mercato immobiliare. La percentuale di famiglie che si dichiara interessata ad acquistare un'abitazione nel prossimo biennio si attesta sul 14,6% (si tratta di circa 3,5 milioni di famiglie che salgono a oltre 7 se si aggiungono anche quelle "poco interessate). La motivazione per l'acquisto dell'abitazione è prevalentemente quella per prima casa (47,5%), seguita da quella per sostituzione (26,9%), per seconda casa (8,6%), mentre è in forte ascesa la spinta all'investimento - erano poco meno del 12% l'anno passato e quello prima, mentre oggi si registra circa il 17%, un balzo in avanti di circa il 40%. Con riferimento ai prezzi, si tratta del secondo semestre consecutivo in cui i valori stanno volgendo verso il basso, mentre sono in piena flessione uffici e negozi. Rimane al momento indenne dal calo il segmento dei box auto. Per le abitazioni si tratta di una flessione del -2,5% nel I semestre 2009, che fa seguito alla riduzione del -1% della fine del 2008 e che si traduce nel -3,5% su base annua (-4,4% al netto dell'inflazione). Gli operatori immobiliari reputano che il punto più basso del mercato abitativo, sotto il profilo del numero delle compravendite, sia stato ormai quasi raggiunto e viene segnalato un certo ritorno di interesse all'acquisto, motivato anche dalla possibilità di pagare prezzi più bassi e scontati rispetto al passato. Tale valutazione influenza la previsione su volumi che, nel 2009, potrebbero attestarsi attorno alle 600 mila abitazioni compravendute, ovvero quasi 250 mila abitazioni in meno rispetto al valore raggiunto prima della crisi nel 2007. I prezzi delle abitazioni, già calati su base annua del 3,5% (e semestrale del 2,5%) a fine 2009, potrebbero quest'anno risultare più bassi, rispetto all'anno precedente, del 6-8%. Nel 2010, stante la previsione macroeconomica che pone la crescita solo alla fine di quell'anno, i prezzi potrebbero subire una ulteriore, contenuta, flessione nell'ordine del 2-3%. Dal 2011 l'intero mercato immobiliare potrà tornare a crescere, accompagnando la crescita prevista per l'economia del Paese. Secondo il Centro Studi Confindustria continua a ritmi sostenuti la diminuzione dei prezzi delle case. E' accelerata nel primo trimestre 2009 nei Paesi dove più estesa è stata la bolla immobiliare: Stati Uniti -6,92% (contro il -6,62% del trimestre precedente), Irlanda -2,96% (-2,47%) e Spagna -3,02% (-2,42%). In Italia nel 2008 i prezzi delle abitazioni si sono ridotti mediamente del 2,4% rispetto al 2007 e nel 2009 si stima un'ulteriore contrazione del 9% dopo un primo trimestre in diminuzione del 4,5% e un secondo del 3,9%. Il numero di transazioni immobiliari nel segmento residenziale è diminuito del 15,1% nel 2008 e per il 2009 è stimata una nuova riduzione del 20%, che riporta i livelli ai valori di inizio anni 2000. L'aggiustamento frenerà la ripresa: deprime il settore edilizio riduce la ricchezza e accresce la prudenza delle banche nel concedere prestiti ipotecari. Il mercato immobiliare italiano sta cambiando: la parola d'ordine per il 38% dei potenziali acquirenti, soprattutto per gli uomini, è "acquisto di sostituzione". Le donne, invece, tendono maggiormente all'acquisto della prima casa. Sono questi il principale dato sottolineato dall'analisi sull'andamento del settore nel primo semestre 2009 effettuata dall'Ufficio Studi di Replat, che ha focalizzato l'attenzione tanto sull'analisi delle oltre 200.000 richieste d'acquisto presenti sulla piattaforma di collaborazione tra agenti immobiliari, quanto sui dati dell'Indice che compara i valori della domanda e dell'offerta da un anno all'altro. In particolare, dallo studio è emerso che al Nord gli uomini cercano casa più delle donne: 78% contro 22%. Questo 78% è compreso nella fascia di età che va dai 35 ai 42 anni ed è costituito per lo più da imprenditori e medici. Per le donne la fascia d'età rimane invariata ma cambiano le professioni di riferimento: sono soprattutto architetti e titolari di attività commerciali coloro che si rivolgono a un'agenzia. Al Centro, invece, la forbice diminuisce ma risultato e fascia d'età non cambiano: gli uomini che cercano casa sono il 64% - soprattutto diplomatici, ministeriali, piloti e forze dell'ordine - contro il 36% di donne, avvocati, bancarie o commercialiste. Ancora diverso il panorama al Sud: l'età di chi cerca casa varia dai 42 ai 50 anni, tornano ad aumentare gli uomini rispetto alle donne - 73% contro 25% - e variano le professioni degli acquirenti: imprenditori edili e professori tra gli uomini; dipendenti pubblici e insegnanti tra le donne. Il ricorso al mutuo si conferma massiccio (79%) come si conferma la predilezione per bilocali e trilocali, sia nei grandi centri che in periferia, che insieme fanno oltre il 70% del mercato (circa il 10% in più rispetto alla fine dello scorso mese di marzo). Se è vero che ormai il rallentamento del mercato a livello nazionale non è più una novità - la domanda non ha fatto altro che oscillare dal -6,47% di gennaio al -8,60% di giugno, mentre l'offerta è calata quasi costantemente dal +10,55% al +1,72%, è anche vero che gli italiani continuano ad avere voglia di casa, soprattutto a Roma e Milano che si confermano in controtendenza con i valori sopracitati. Nella Capitale la richiesta d'immobili è aumentata in 6 mesi dal +4,64% al +8,58%, passando per un picco del +10,64% ad aprile, mentre a Milano è calata dal +28% al +18,55%. Anche l'offerta, tra alti e bassi, è rimasta positiva: +8,54% a Roma e +10% nel capoluogo lombardo. |
/image%2F1603643%2F20200325%2Fob_ca5742_immagini-piscina.jpeg)


