Piano Casa disegni di Legge e approvazioni FRIULI VENEZIA GIULIA -parte 3)

Pubblicato il 7 Agosto 2009

In Friuli un bonus del 35% per le ristrutturazioni
 
 
 

 

Ampliamenti e ricostruzioni delle abitazioni in Friuli-Venezia Giulia saranno permanenti e non limitati a 12-18 mesi come nelle altre regioni. Lo prevede il Ddl “Codice regionale dell’edilizia”, approvato lo scorso 11 giugno dalla giunta regionale.  Il varo della legge è atteso per settembre o ottobre. Rispetto al Codice regionale dell’edilizia gli interventi riconducibili al “piano casa” delineato dall’Intesa stato-regioni sono solo una parte ridotta.

 

Ampliamenti. Le particolarità del piano casa della regione, che è a statuto speciale e negli scorsi anni aveva già legiferato sul tema, sono numerose. Per gli ampliamenti di edifici esistenti (solamente quelli residenziali) il limite sarà di 200 metri cubi e non del 20% del volume come previsto nell’intesa stato-regioni. Lo stesso criterio è stato deciso dalla provincia autonoma di Bolzano.

L’ampliamento potrà avvenire in deroga a distanze, superfici e volumi previsti negli strumenti urbanistici comunali. Ma bisognerà rispettare le disposizioni tipologico-architettoniche e di allineamento degli edifici o di protezione del nastro stradale, oltre alle distanze previste dal Codice civile e alle prescrizioni in materia di sicurezza statica, antisismica, igiene, barriere architettoniche e paesaggio. Inoltre, l’intervento dovrà comportare il miglioramento della qualità architettonica (definita dagli strumenti comunali) ed energetica (definita dalle leggi di settore, anche se non è esclusa l’adozione di un regolamento ad hoc o una maggiore precisazione del testo di legge).

 

Ristrutturazioni. Un’altra peculiarità riguarda il bonus di cubatura del 35 per cento. A Trieste e dintorni viene concesso  in caso di interventi di ristrutturazione edilizia, senza richiedere, come in altre regioni, la demolizione e la ricostruzione. La regola vale solo fuori dai centri storici, mentre al loro interno si può intervenire sui sottotetti senza modificare la sagoma dell’immobile.

Nel caso delle ristrutturazioni, l’obiettivo di efficienza energetica è stato già fissato: il fabbisogno di energia per la climatizzazione invernale dovrà essere  inferiore di almeno il 20% rispetto ai valori dell’allegato C, numero 1, tabella 1, al dlgs 192/05 e successive modifiche. Anche in questo caso si può derogare agli strumenti locali, ma bisogna rispettare l’obiettivo di efficienza, che si coniuga all’obbligo di ricorrere a fonti rinnovabili.

 

Contributi e titoli abilitativi. I contributi di costruzione, sia per gli ampliamenti che per le ristrutturazioni, sono esenti fino al 20% di aumento. Se, quindi, dopo una ristrutturazione la cubatura crescerà del 35%, si pagheranno gli oneri solamente sul 15 per cento.

Quanto ai titoli abilitativi, la realizzazione di pertinenze di edifici residenziali esistenti che comportino un aumento fino al 10% (5% per quelli commerciali e industriali) del volume dell’edificio è considerata attività edilizia libera. Per gli ampliamenti fino al 20% sarà necessaria la Dia, mentre oltre tale soglia servirà il permesso di costruire.

 

Fonti rinnovabili. Il Codice regionale dell’edilizia prevede, tra le varie norme, anche la liberalizzazione degli interventi per il risparmio energetico come l’installazione di pannelli fotovoltaici o solari e dei contributi regionali fino al 50% della spesa, fino a un massimo di 10mila euro.

Scritto da Notizie immobiliari

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