La circolare del Ministero delle Infrastrutture, n° 617 del 2.02.09, recante le istruzioni per l'applicazione delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni completa il corpus normativo nazionale e con le Appendici Nazionali agli Eurocodici, in via di definizione nel pieno accordo con le NTC, si cerca di delineare la via per l'integrazione fra la normativa italiana e quella europea. Nelle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni sono state recepite le indicazioni contenute negli Eurocodici connesse ad un altro elemento innovativo: la vita nominale dell'opera deve essere precisata nei documenti di progetto ad opera del progettista e quindi devono essere definite le caratteristiche del calcestruzzo in termini prestazionali per garantire la vita nominale delle strutture. Il normatore europeo con gli Eurocodici (norme europee sperimentali ENV, norme europee definitive EN) aveva inteso fornire un riferimento unico per la determinazione delle prestazioni degli elementi strutturali all'interno di una base comune di comprensione, ricerca e sviluppo nel campo dell'ingegneria strutturale. Gli Eurocodici sono stati scritti in maniera tale da consentire agli Stati membri di scegliere fra valori, classi e metodi alternativi, con facoltà a ciascun stato membro di introdurre, mediante le Appendici Nazionali, quelle differenze che derivano da peculiari condizioni climatiche e geografiche, o da abitudini di vita e tradizioni costruttive differenti, prevalenti a livello locale. Ad esempio l'Eurocodice 2 costituisce un riferimento per la progettazione di opere in calcestruzzo armato, non armato e precompresso; il suo utilizzo è previsto in congiunzione con gli Eurocodici 1-7-8 per strutture in zona sismica e con le norme EN relative ai requisiti e ai prodotti da costruzione | delle strutture in calcestruzzo. Comuni a tutti gli Eurocodici sono i principi e le prescrizioni non disattendibili, in cui è stabilito ad esempio che la progettazione e la costruzione della struttura debba essere affidata a personale che abbia appropriata qualificazione ed esperienza, che debbano prevedersi adeguata supervisione e controllo di qualità in stabilimenti, impianti e cantieri, che i materiali ed i prodotti debbano essere utilizzati come specificato nell'Eurocodice stesso o nelle pertinenti norme specifiche. Altro aspetto concettualmente innovativo è il prescrivere che la struttura deve essere utilizzata secondo quanto indicato in progetto ed adeguatamente manutenuta, estendendo la validità dell'intero processo di concezione progettuale ed esecuzione all'intero ciclo di vita della struttura e della costruzione, responsabilizzando la figura dell'utente come soggetto dell'intero processo, nelle diverse fasi di concezione, progettazione, costruzione e utilizzo dell'opera. Nelle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni, cogenti dal 1 luglio 2009 (per approvazione alla Camera del disegno di legge che prevede l'anticipazione al 30 giugno 2009 della scadenza del periodo di coesistenza tra norme tecniche nuove e vecchie), appaiono ben definite le responsabilità dei vari operatori nella filiera delle costruzioni. Il controllo delle responsabilità di ciascun operatore (committente, progettista, appaltatore, direttore lavori, produttore del calcestruzzo preconfezionato, laboratorio autorizzato, collaudatore) diventa automatico, perché l'eventuale inadempienza o è individuata dall'assenza di una specifica documentazione o è evidenziata dal controllo incrociato effettuato da un altro operatore. | Le norme vigenti permettono di raggiungere i livelli qualitativi attesi mediante la certificazione del processo produttivo con responsabilizzazione degli impianti di calcestruzzo, prima tale compito ricadeva totalmente sulla direzione dei lavori e sull'impresa costruttrice. Per il settore del calcestruzzo preconfezionato significa che dal primo di luglio, per qualsiasi tipo di opera, non sarà più possibile fornire calcestruzzo da impianti privi di certificazione FPC (certificazione specifica dell'impianto di produzione). Il controllo di qualità del calcestruzzo deve incentivare il produttore ad una accurata progettazione delle miscele, mentre il controllo del processo produttivo di cantiere deve essere svolto da una DL competente e continuativamente presente. Si evidenzia l'importanza delle prescrizioni progettuali nel progetto delle strutture, il Direttore dei Lavori deve poi garantire, nella fase realizzativa, che le istruzioni progettuali siano rispettate attraverso un attento esame delle prescrizioni e un serrato controllo sull'operato dell'impresa, in riferimento alle dettagliate indicazioni sulla durabilità. Le forniture di calcestruzzo devono essere sempre accompagnate dal documento di trasporto (DDT) che riporta l'estremo della certificazione FPC (Factory Production Control) con allegata copia. Il Direttore dei Lavori deve in ogni caso fare tutti i controlli di accettazione dei materiali previsti dalle NTC e non limitarsi ad accettare, insieme alle forniture, i certificati rilasciati dai fornitori. Infine il Collaudatore deve assicurarsi che la direzione dei lavori abbia svolto tutte le verifiche di controllo previste per i materiali. Arch. Enrico GASTALDO BRAC Socio IRCAT |