| di Pierpaolo Molinengo «European outlook 2010" di Scenari Immobiliari, presentato a Santa Margherita Ligure al Forum di previsioni e strategie, mette in evidenza che il 2009 si sta confermando come un annus horribilis per l'economia come per il mercato immobiliare. In Italia l’industria delle compravendite vedrà una riduzione del fatturato complessivo del 10,2% a 109,3 miliardi di euro. Il 2010 non vedrà inversioni di tendenza, ma una semplice stabilizzazione. Secondo l’analisi di Scenari Immobiliari, i prezzi, starebbero continuando a scendere, pur con ritmi un po' rallentati rispetto ai primi mesi dell'anno. La flessione potrebbe terminare tra l'ultimo trimestre di quest'anno e i primi del 2010. Nel dettaglio, nel 2009 il fatturato del mercato residenziale scenderà in Italia, secondo le stime, del 10,6% mentre il turistico (seconde case e alberghi) dovrebbe chiudere a -28%. Pesa in particolare, sul residenziale, l'impossibilità della domanda "marginale" (giovani e immigrati) ad avere finanziamenti o aiuti per entrare nel mercato della proprietà. Il paradosso, mette in luce lo studio, è che si potrebbe arrivare a una bolla di domanda (sono almeno 1,5 milioni di nuclei familiari in questa situazione di pre-mercato) e una bolla di offerta di case nuove finite o in corso di costruzione. Meno penalizzato il settore terziario, in particolare gli uffici, considerati un investimento difensivo, che dovrebbe chiudere a -5,3%, mentre la crisi economica peserà sul settore industriale nel 2009 per il 17,8%. Per il 2010 continuerà a soffrire il comparto residenziale, con solo un incremento delle compravendite e non dei prezzi (+1,1% il fatturato atteso), mentre una migliorata situazione congiunturale dovrebbe aiutare i mercati corporate. Per il mercato immobiliare europeo la crisi si avvicina alla fine e si vedono i primi deboli segnali di ripresa. Nei cinque maggiori Paesi (Francia, Germania, Inghilterra, Italia e Spagna) il fatturato dei mercati immobiliari chiuderà il 2009 con un calo del 13,3% sul 2008, per un totale di 596 miliardi di euro. Fonte |