Ici e taglio dei trasferimenti. La sentenza del Tar del Piemonte

Pubblicato il 23 Settembre 2009

Ici e taglio dei trasferimenti. La sentenza del Tar del Piemonte

A distanza di tre anni, una sentenza depositata il 4 settembre scorso dal Tar del Piemonte ha annullato il taglio dei trasferimenti agli Enti Locali ricorrenti, effettuati dal 2007 sulla base del cosiddetto Decreto Visco-Bersani, per le evidenti discriminazioni a danno dei Comuni che avevano avuto aumenti irrisori dell'ICI; un taglio che, da subito e in tutte le sedi, l'ANCI ha sempre denunciato come ingiusto nei confronti dei Comuni.

La vicenda:
Il Decreto Legge n° 262 del 3 ottobre 2006 (cd Decreto Visco-Bersani) prevedeva la riduzione dei trasferimenti erariali ai Comuni basata sul presunto maggior gettito ICI derivante dalle operazioni di riclassificazione della base imponibile di alcune categorie di immobili. Lo stesso provvedimento all'art. 2 commi 39 e 46, prevede, come conseguenza del maggior gettito ICI, una riduzione dei trasferimenti erariali sulla base di una certificazione da parte del Comune interessato. In attesa delle certificazioni, il decreto legge 81, convertito in Legge n. 127/2007, all'art. 3 stabiliva che i contributi a valere sul Fondo ordinario spettanti ai Comuni sarebbero stati ridotti in misura proporzionale alla maggiore base imponibile per singolo Ente comunicata al Ministero dell'Interno dall'Agenzia del territorio. Dal momento che questa comunicazione non è avvenuta nei tempi stabiliti, il Ministero dell'Interno ha ridotto in misura proporzionale (pari all'8,53%) il contri buto ordinario annuale spettante a ciascun Comune, fino alla concorrenza della somma


Fonte : Newspages

di 609,4 milioni di euro per il 2007, 789 per il 2008 e 819 per il 2009.
Successivamente, la stima fornita dall'Agenzia del Territorio è pero' risultata pari a 117 milioni di euro e dunque pari a un quinto della riduzione statale. Il taglio ha provocato gravi disagi a tutti i Comuni, soprattutto a quelli che non hanno nel proprio territorio le fattispecie per cui la legge ha previsto un incremento del gettito. Giustamente, infatti, la legge indicava una procedura secondo la quale il taglio avvenisse successivamente al reale aumento di gettito. Il taglio preventivo ha provocato un disallineamento tra cassa e competenza: l'aumento della base imponibile non è contestuale al pagamento dell'ICI da parte dei contribuenti che provvedono a distanza di un anno. Questo è anche confermato dal fatto che nel primo anno di applicazione della norma, 2007, il Governo - per giustificare il taglio preventivo - ha autorizzato l'accertamento convenzionale contrariamente a tutte le norme che regolano la rendicontazione del bilancio dei Comun i.
Sin dalla presentazione del decreto legge 262/2006, l'ANCI ha denunciato con forza, presso tutte le sedi istituzionali degli ultimi due Governi, la grave ingiustizia subita dai Comuni. Ingiustizia confermata dai dati delle certificazioni che sommano un aumento di gettito ICI complessivo pari a circa 70 milioni di euro.

Gli sviluppi:
In fase di assestamento di bilancio, del 2008 per il taglio 2007 e del 2009 per

tagli 2008 e 2009, è stata risolta una parte del problema: è stato incrementato il fondo ordinario della differenza tra quanto tagliato e quanto certificato (chiuso il 2007, invece ancora non risultano erogati i trasferimenti per gli anni 2008 e 2009).

I problemi ancora aperti:
Rimane comunque da risolvere l'altra parte della questione: gli anni successivi al 2009 vedono consolidare il taglio di 819 milioni di euro contro quanto stabilito dalla legge che prevede un taglio dei trasferimenti proporzionale e successivo all'effettivo aumento di gettito ICI.
L'ANCI, nel mese di luglio scorso, ha chiesto al Viceministro Vegas di risolvere definitivamente la questione nella Finanziaria per il 2010, attraverso la riduzione del fondo ordinario di soli 70 milioni di euro.
Questo consente il superamento dell'illegittimità e la restituzione di equità al sistema considerando anche che le casse comunali risultano provate anche da altri provvedimenti taglia-fondi tristemente noti quali il trasferimento compensativo del minore gettito ICI abitazione principale pari a 2 miliardi e 604 milioni di euro contro i 3 miliardi e 300 milioni stimati da IFEL e confermati dalle recenti certificazioni dei Comuni; il consolidamento del taglio per i risparmi dei costi della politica pari a 251 milioni di euro contro i circa 10 delle certificazioni e, da ultimo, la riduzione del fondo ordinario di 200 milioni di euro di cui al decreto legge n. 112/2008 come convertito in legge n. 133/2008.


Scritto da Notizie immobiliari

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