Fisco in ritirata dalle liti inutili
Pubblicato il 19 Aprile 2010
Antonio Criscione MILANO Dalle Entrate lo stop al contenzioso inutile diventa sistematico. E le due circolari arrivate nei giorni scorsi (la 18/E e la 19/E del 14 aprile 2010) non sono solo un caso, ma la testimonianza di un lavoro avviato. A illustrare la strategia delle Entrate Vincenzo Busa, direttore centrale Contenzioso del l'Agenzia: «È in atto – afferma – un monitoraggio della giurisprudenza per vedere se ci sono delle posizioni consolidate che contraddicono la prassi dell'amministrazione fiscale». E aggiunge «altri casi potrebbero essere individuati perciò in futuro», se verranno individuati altri casi in cui il contenzioso non è sostenibile. Quindi oltre ai più recenti rappresentati dalle circolari 19 e 20 di quest'anno, altri interventi arriveranno in futuro su questo fronte. Spiega Busa: «Occorre però che ci sia un orientamento consolidato, quindi non basterà qualche sentenza che va in una certa direzione». In realtà la circolare 19/E sugli studi di settore è il primo frutto "pieno" di questa revisione sistematica perché quella immediatamente precedente non fa seguito a un orientamento della giurisprudenza, ma a un mutamento legislativo. La circolare 18/E dell'Agenzia, pur avendo di mira anche il contenzioso, parte dal fatto che la Comunitaria 2008 ha cambiato le regole fissate dalla Visco-Bersani per l'accertamento sugli immobili delle imprese quando il valore dichiarato fosse stato differente dal valore normale. Nel caso della circolare 19/E l'Agenzia ha abbandonato il contenzioso (quando fosse mancato il contraddittorio) a seguito delle sentenze delle Sezioni unite della Cassazione del dicembre 2009 (26635 e seguenti) che hanno fissato il principio per cui in assenza di contraddittorio non si "forma" la prova da Gerico. In passato c'erano già stati altri casi di "ritiro" dal contenzioso, in presenza di pronunce dei giudici, specialmente se si trattava di sentenze della Corte di giustizia Ue. E così si ricorda nel 2004 l'abbandono delle cause per la tassa per l'iscrizione al registro delle imprese contraria alla normativa Ue. Oppure, sempre per contrasti alle regole Ue, la circolare 62/E del 2008 aveva sancito l'abbandono del contenzioso sugli incentivi all'esodo. La scorsa estate poi, con una nota di luglio, l'agenzia delle Entrate aveva chiesto di fermare i controlli (e l'eventuale contenzioso già instaurato) sulla questione dell'imponibilità dello sconto dei produttori di auto ai concessionari. Un altro caso è stato quello dell'Irap, quando la circolare 45/E del 2008, aveva invitato gli uffici a riesaminare il contenzioso pendente, stabilendo l'abbandono in caso di mancanza del requisito di autonoma organizzazione, così come stabilito, in questo caso, dalla Cassazione. La vera novità delle recenti circolari è però la ricognizione sistematica in atto del contenzioso come, del resto, annunciato proprio da Busa al Sole 24 Ore (si veda «Il Sole 24 Ore» del 19 gennaio 2010). L'Agenzia – aveva spiegato Busa – nell'ambito dell'obiettivo "qualità del contenzioso" sta mettendo sotto monitoraggio le liti in atto, anche per attribuire a esse un "indice di sostenibilità", che diventa un criterio per la loro prosecuzione.
Fonte :il sole 24 roe
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