Nel mirino le ville e i loft all'estero
Pubblicato il 28 Marzo 2010
ROMA Si concentrano principalmente in Lombardia, Piemonte e Liguria i 6mila contribuenti italiani che in questi giorni riceveranno una comunicazione del fisco per gli immobili posseduti in Gran Bretagna e in Francia, ma che non sono stati dichiarati all'amministrazione finanziaria italiana. Una nuova tappa della lotta all'evasione internazionale condotta dalle Entrate e che mette nel mirino - come spiega la nota diramata ieri dall'Agenzia - ville e loft detenute all'estero, individuati dagli uomini del fisco anche grazie alle segnalazioni giunte in Italia dalle rispettive amministrazioni fiscali inglese e francese. Una parte delle lettere (si veda il fac-simile pubblicato qui sotto) sarà recapitata ai contribuenti che nel 2005 risultavano in possesso di immobili in Francia, in particolare nel dipartimento delle Alpi Marittime. Si tratta quindi delle ville intestate a cittadini italiani e situate in Costa Azzurra, sulle Alpi o in Provenza. L'altra parte delle comunicazioni, invece, ha come destinatari i cittadini italiani che nel 2008 erano proprietari di immobili in Gran Bretagna. La comunicazione è una semplice informativa e come tale non prevede necessariamente una risposta scritta all'amministrazione finanziaria. Non preclude, inoltre, in alcun modo la possibilità, entro il 30 aprile prossimo, di rimpatriare o regolarizzare i beni e le attività detenute all'estero sfruttando l'ultima finestra utile dello scudo fiscale. Come si legge nella lettera il destinatario è di fatto informato sui nuovi obblighi di dichiarazione e legati al possesso di immobili all'estero. A partire dall'anno d'imposta 2009, infatti, nel rispetto delle nuove regole sul monitoraggio fiscale degli investimenti e trasferimenti oltre confine, i contribuenti sono sempre tenuti a indicare nel modulo RW di Unico gli immobili detenuti all'estero, anche se gli stessi beni non producono redditi di fonte estera imponibili in Italia, come nel caso di immobili tenuti a disposizione. La comunicazione dell'Agenzia, allo stesso tempo, rappresenta un invito esplicito a sanare le posizioni irregolari per gli anni d'imposta precedenti al 2009. Se i beni immobili, infatti, sono stati locati o venduti e hanno generato plusvalenze imponibili (in base alla normativa fiscale italiana), il contribuente avrebbe dovuto indicare nel modello Unico l'investimento immobiliare all'estero e dichiarare in Italia i redditi ottenuti. La lettera delle Entrate suggerisce così ai contribuenti di regolarizzare gli eventuali illeciti fiscali commessi negli anni precedenti, ricordando loro l'inasprimento dei controlli che prevedono, come disposto recentemente dal decreto "milleproroghe", anche fino al raddoppio delle sanzioni. Per regolarizzare il passato, dunque, si può sfruttare ancora lo scudo fiscale con il versamento dell'imposta straordinaria del 7%, mentre per il solo anno d'imposta 2008 la via per ridurre le sanzioni e mettersi in regola passa attraverso il ravvedimento operoso. Non dovranno temere nulla e non avranno nulla da sanare i contribuenti che, fino al 2008, hanno tenuto gli immobili a disposizione. Prima dell'anno d'imposta 2009, infatti, non era previsto nessun obbligo di dichiarazione con il quadro RW sul monitoraggio fiscale. Ovviamente, chiariscono dalle Entrate, a patto che gli immobili fossero situati in un Paese, come Francia o Regno Unito, che non li assoggetta a tassazione ai fini delle imposte sui redditi. M.Mo. © RIPRODUZIONE RISERVATA
Fonte : il sole 24 ore
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