L'economia dell'Eurozona dà segnali di risveglio
Pubblicato il 3 Settembre 2009
L'economia dell'Eurozona dà segnali di risveglio
Dall'economia europea malata nuovi segnali di miglioramento, questa volta dalsettore dei servizi. Il relativo indice Pmi (che rileva il sentiment dei manager degli acquisti) dell'Eurozona ad agosto è salito a 49,9 punti rispetto ai 45,7 punti di luglio, livello prossimo alla soglia dei 50 punti che divide l'indicazione di contrazione da quella di espansione dell'economia. In Italia l'indice è salito a 46,4 punti da 44,5 in luglio, il livello più elevato dopo il fallimento di Lehman Brothers. L'indice tedesco è salito a 53,8 punti dai 48,1 punti, superando la soglia dei 50 punti. Si tratta del maggior rialzo mensile da quando è calcolato l'indice Pmi, ovvero dal 1997.
L'indice Pmi tedesco del settore privato della produzione è balzato a 54 punti, dai 49 di luglio. Anche in Francia l'indice Pmi ai servizi è salito a 45,5 punti dai 49,3 punti di luglio, mostrando che il deterioramento dell'economia sta rallentando. L'attività dei servizi riprende quota anche nella disastrata Gran Bretagna: il Pmi è salito a 54,1 in agosto da 53,2 punti di luglio, livello più elevato dal settembre 2007 e dato migliore delle attese. Un dato che sembra in contrasto con un'analoga ricerca sul manifatturiero che dava le attività in calo. Tuttavia nel Regno Unito sono proprio i servizi ad avere maggior peso sul quadro generale dell'economia.
Fa ancora meglio, e questo si sapeva, l'economia del Dragone: il settore dei servizi in Cina ha addirittura il vento in poppa. Ad agosto l'indice Pmi dei servizi è balzato infatti a 60,6 punti, il livello più elevato dal settembre 2007. Soglia superiore anche alla media storica di 58,1 punti.
| 3 settembre 2009 |
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