4 ) IL FISCO PER IL LAVORATORE DIPENDENTE E LE AGEVOLAZIONI SUGLI STRAORDINARI
Pubblicato il 5 Settembre 2009
I CODICI TRIBUTO PER IL VERSAMENTO DELL’IMPOSTA SOSTITUTIVA
Per il versamento dell’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionale e comunale il datore di lavoro deve utilizzare i codici tributo appositamente istituiti e indicati qui diseguito :
imposta sostitutiva per i compensi accessori del reddito da lavoro dipendente - art. 2 D.L. 27/05/2008, n. 93 imposta sostitutiva per i compensi accessori del reddito da lavoro dipendente, maturati in Sicilia e versata fuori regione imposta sostitutiva per i compensi accessori del reddito da lavoro dipendente, maturati in Sardegna e versata fuori regione imposta sostitutiva per i compensi accessori del reddito da lavoro dipendente, maturati in Valle d’Aosta e versata fuori regione imposta sostitutiva per i compensi accessori del reddito da lavoro dipendente versata in Sicilia, Sardegna e Val d’Aosta e maturati fuori dalle predette regioni
ATTENZIONE
In sede di dichiarazione dei redditi il dipendente è tenuto a far concorrere al reddito complessivo i redditi che, per qualsiasi motivo, sono stati eventualmente assoggettati a imposta sostitutiva pur in assenza dei presupposti richiesti dalla legge. In modo analogo, il contribuente deve utilizzare la dichiarazione dei redditi per assoggettare a tassazione ordinaria le somme ricevute, se lo ritiene più conveniente.
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IL FISCO PER IL LAVORATORE DIPENDENTE
6. LE IMPOSTE SUL TFR E SUGLI ARRETRATI
Gli arretrati di lavoro dipendente e il trattamento di fine rapporto
(TFR) percepiti dal lavoratore sono assoggettati alla disciplina della
“tassazione separata”.
Questa consiste nel calcolare l’imposta in misura diversa dagli altri redditi. In particolare:
_ per il TFR, in base all’aliquota media di tassazione calcolata in base a particolari regole
previste nell’articolo 19 del Tuir (in via generale è determinata in relazione ai cinque anni
precedenti a quello in cui è maturato il diritto alla percezione);
_ per gli arretrati, applicando all’ammontare percepito l’aliquota corrispondente alla metà
del reddito complessivo netto del contribuente nel biennio anteriore all’anno in cui sono
percepiti.
La particolarità dei redditi per i quali si applica la cosiddetta tassazione separata consiste
nel fatto che essi, pur assumendo rilevanza fiscale al momento in cui sono percepiti, si formano nel corso di uno o più periodi d’imposta precedenti.
La loro imputazione e tassazione in un solo periodo d’imposta potrebbe comportare per il
contribuente, a causa della progressività delle aliquote Irpef, un carico fiscale molto elevato.
Per evitare proprio che redditi di formazione pluriennale siano assoggettati alle aliquote
progressive applicabili nell’anno in cui sono percepiti, è stato individuato un criterio in
base al quale tali redditi si considerano, ai fini della tassazione, separatamente dagli altri
redditi posseduti nello stesso periodo d’imposta.
L’imposta corrispondente alle somme percepite a titolo di TFR (o indennità equipollenti) e
di arretrati di lavoro dipendente è trattenuta e versata, nella maggior parte dei casi, direttamente dal datore di lavoro (sostituto d’imposta) attraverso una ritenuta alla fonte. Pertanto, poiché le somme sono riscosse al netto dell’imposta dovuta, chi le riceve non deve indicarle nella dichiarazione dei redditi.
Tuttavia, se il datore di lavoro non riveste la qualifica di sostituto d’imposta (ad esempio il
datore di lavoro privato che ha alle proprie dipendenze una colf, un giardiniere, eccetera),
è lo stesso lavoratore che deve determinare l’imposta dovuta. In tali ipotesi, egli deve riportare nella dichiarazione dei redditi le somme percepite e versare l’imposta, nella misura del 20 per cento, a titolo d’acconto.
L’Agenzia delle Entrate, nel momento in cui controlla e riliquida l’imposta, effettua la verifica della tassazione più favorevole, confrontando i risultati ottenuti applicando il sistema della tassazione separata e quello della tassazione ordinaria (cioè facendo concorrere i redditi alla formazione del reddito complessivo dell’anno in cui sono percepiti). In base alla verifica, sarà applicata la tassazione più vantaggiosa per il contribuente.
I dati relativi ai redditi soggetti a tassazione separata sono acquisiti dall’Agenzia delle Entrate attraverso le dichiarazioni Modello 770 che i sostituti sono obbligati a presentare alle scadenze previste.
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IL FISCO PER IL LAVORATORE DIPENDENTE
Se dalla liquidazione dei redditi soggetti a tassazione separata emergono somme da versare l’Agenzia delle Entrate invia direttamente al contribuente una comunicazione contenente la richiesta di pagamento delle maggiori imposte. Se le imposte pagate risultano invece superiori a quanto dovuto, l’eccedenza sarà rimborsata.
COME È TASSATO IL TFR
In questa categoria di reddito si comprendono tutte le indennità e somme a formazione pluriennale percepite una volta tanto in dipendenza della cessazione del rapporto di lavoro dipendente e il cui ammontare è commisurato alla durata del rapporto di lavoro. In particolare:
_ il trattamento di fine rapporto (TFR), così come disciplinato dall’art. 2120 del codice civile;
_ le indennità equipollenti al trattamento di fine rapporto e cioè indennità di buonuscita per i dipendenti statali e indennità premio di servizio per i dipendenti degli enti locali.
Come accennato, le regole per determinare la base imponibile e l’aliquota applicabile sono
contenute nell’articolo 19 del TUIR.
L’IRPEF SUGLI ARRETRATI
Gli emolumenti arretrati sono tutte quelle che per effetto di leggi, di contratti collettivi, di sentenze o di atti amministrativi sopravvenuti o per altre cause non dipendenti dalla volontà delle parti, sono corrisposte per anni precedenti a quello in cui vengono percepite.
L’imposta sugli arretrati si calcola applicando all’ammontare percepito l’aliquota corrispondente alla metà del reddito complessivo netto del contribuente nel biennio anteriore all’anno in cui sono percepiti. Se in uno dei due anni anteriori non vi è stato reddito imponibile si applica l’aliquota corrispondente alla metà del reddito complessivo netto dell’altro anno; se non vi è stato reddito imponibile in nessuno dei due anni si applica l’aliquota prevista per il primo scaglione di reddito.
Il datore di lavoro effettua la ritenuta (a titolo d’acconto) considerando quale reddito complessivo netto il totale dei redditi di lavoro dipendente da lui corrisposti nel biennio precedente al lavoratore.
Se questi possiede altri redditi, sarà l’Agenzia delle Entrate a rideterminare l’Irpef effettivamente dovuta, applicando il sistema di tassazione più favorevole al contribuente.
ATTENZIONE
Non sussiste alcun obbligo di dichiarazione per i percettori di tali categorie di redditi. Sono i datori di lavoro che in qualità di sostituti d’imposta hanno l’obbligo di trattenere e versare l’imposta corrispondente nel momento in cui liquidano le somme.
ATTENZIONE
Per le somme dovute sui redditi soggetti a tassazione separata non sono dovuti né interessi né sanzioni se il pagamento avviene entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione o dalla data di rettifica della stessa, se corretta dall'ufficio.
In caso di tardivo o mancato pagamento delle somme indicate nella comunicazione sono dovuti gli interessi e la sanzione amministrativa del 30 per cento sull’imposta dovuta.
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IL FISCO PER IL LAVORATORE DIPENDENTE
7. IL MODELLO CUD
COSA CONTIENE
Tutti i dati relativi ai redditi di lavoro dipendente e quelli a questi assimilati
si trovano nel CUD (Certificazione Unica dei Dipendenti). Si tratta di un modello in
cui sono certificati:
_ le somme corrisposte per lavoro dipendente (e quelle assimilate ai redditi di lavoro dipendente);
_ l’ammontare delle ritenute operate, delle deduzioni e delle detrazioni d’imposta effettuate;
_ i contributi previdenziali e assistenziali dovuti e versati all’Inps, Inpdap, Ipost, compresi
quelli a carico del lavoratore;
_ gli altri dati individuati con il provvedimento di approvazione dello schema di certificazione unica.
Oltre alla parte dedicata ai dati del datore di lavoro e del contribuente (parte A del modello), la struttura del CUD si compone di due distinte sezioni:
_ la prima, dedicata ai dati fiscali (parte B del modello);
_ la seconda, dedicata ai dati previdenziali e assistenziali (parte C del modello).
Nel CUD sono certificate anche le somme assoggettate a tassazione separata, vale a dire,
gli arretrati relativi ad anni precedenti e le indennità di fine rapporto di lavoro dipendente,
compresi i relativi acconti o anticipazioni.
Il CUD serve al lavoratore, in sostanza, per conoscere i redditi percepiti nell’anno, le deduzioni e le detrazioni riconosciute dal datore di lavoro, le ritenute subite. Tali dati occorrerà poi indicarli nella dichiarazione dei redditi (se si è tenuti alla sua presentazione – vedi capitolo successivo).
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IL FISCO PER IL LAVORATORE DIPENDENTE
QUANDO E COME SI RICEVE
Il CUD, in forma cartacea, deve essere consegnato dal sostituto d’imposta (il datore di lavoro), in duplice copia, al dipendente o assimilato, entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello cui si riferisce il reddito certificato.
Se il rapporto di lavoro cessa prima della fine del periodo d’imposta, la consegna al lavoratore dipendente va effettuata entro 12 giorni dalla richiesta del medesimo.
Il modello può anche essere trasmesso in formato elettronico, purché il dipendente abbia la possibilità di ricevere e stampare lo stesso per i successivi adempimenti. Tale modalità deve essere esclusa, ad esempio, quando il sostituto deve rilasciare agli eredi la certificazione relativa al dipendente deceduto, o quando il rapporto di lavoro sia cessato.
Resta, dunque, in capo al sostituto d’imposta l’onere di accertarsi che ciascun dipendente
si trovi nelle condizioni di ricevere in via elettronica la certificazione, provvedendo, diversamente alla consegna in forma cartacea.
UTILIZZO DEL MODELLO PER LA SCELTA DELL’8 E DEL 5 PER MILLE
Il lavoratore esonerato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi può utilizzare il
CUD per effettuare le scelte della destinazione dell’otto per mille del gettito IRPEF allo Stato oppure ad una Istituzione religiosa e del cinque per mille della propria IRPEF per determinate finalità.
Per tale scelta si utilizza l’apposita scheda, che il sostituto d’imposta è tenuto a consegnare al dipendente o assimilato e che va acclusa al CUD.
COME PRESENTARE LA SCHEDA
Per comunicare le scelte, va presentata la scheda in busta chiusa, entro lo stesso termine di scadenza previsto per la presentazione della dichiarazione dei redditi con il modello UNICO Persone Fisiche, con le seguenti modalità:
_ allo sportello di un ufficio postale che provvederà, gratuitamente, a trasmettere la scheda all’Amministrazione finanziaria;
_ ad un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (professionista, CAF, ecc.). Quest’ultimo deve rilasciare, anche se non richiesta, una ricevuta attestante l’impegno a trasmettere le scelte. Gli intermediari hanno facoltà di accettare la scheda e possono chiedere un corrispettivo per l’effettuazione del servizio prestato.
Sulla busta di presentazione della scheda occorre riportare l’indicazione “Scelta per la destinazione dell’otto e del cinque per mille dell’Irpef”, il codice fiscale, il cognome e nome del contribuente.
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