Sunday 18 december 2011 7 18 /12 /Dic /2011 09:54

di Pierpaolo Molinengo fonte

Newsletter

Com'è vivere a Milano per il popolo della rete? Quali sono i vantaggi e quali i limiti? In generale prevalgono i giudizi positivi: nell'82% dei casi la parola che meglio riassume Milano è lusinghiera. Milano è vista soprattutto come una città alla e della moda (per il 42,4% dei blogger) e cosmopolita (20,1%). la quota di chi considera Milano la città dello sport (9,3%). Pochi al contrario (il 17,8% del totale) scelgono una sintesi negativa (città infelice, inquinata, complessa nell'amministrazione), anche se è degna di nota l'opinione di chi pensa che Milano non sia una città per le donne (3,1%). Di Milano piacciono soprattutto la vita sociale e i divertimenti che offre (35,1%), le opportunità economiche (19,1%), ma anche i suoi cittadini (10,4%), la sua architettura (9,3%). Per la rete i punti di forza di Milano sono rappresentati dalle sue imprese (p! er il 16%), ma anche dalla qualità dei suoi servizi pubblici e di trasporto (15,8%), dalle condizioni di vita (12,6%), dalla sua società civile (9,7%). Il 3,6% considera invece Expo 2015 come il vero punto di forza di Milano. E così non è un caso che prevalgano i pareri positivi sulla qualità della vita a Milano: la metà delle opinioni indicano infatti una qualità della vita alta o molto alta, mentre i giudizi estremi raccolgono il 29% dei blogger nel caso positivo e solo il 10,4% nel caso negativo. Una situazione che contagia anche le previsioni sul futuro di Milano: il 41% delle opinioni espresse nei blogger è infatti ottimista riguardo al

futuro della città rispetto al 37,8% che si mostra al contrario più tiepido, mentre un quinto dei blogger rimane indeciso. 

Un giudizio positivo, dunque, ma che può ancora migliorare se si affrontassero con successo le criticità principali di Milano: a partire dall'inquinamento (il problema principale di Milano per il 28% dei blogger) e dell'ambiente (9%), il traffico (17,2%) e il problema dell'abitazione (13,2%). 

Emerge da una analisi su oltre 5.300 blog in rete nei mesi di agosto e settembre condotta dalla Camera di Commercio in collaborazione con Voices from the Blogs (http://voicesfromtheblogs.com/).

Di Notizie immobiliari - Pubblicato in : informazioni ed andamenti
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Tuesday 5 october 2010 2 05 /10 /Ott /2010 13:43
Arrivano i segnali positivi sul mercato
Di Pierpaolo Molinengo

L’Agenzia del Territorio ha pubblicato la nota trimestrale, che fornisce una breve sintesi sull’andamento dei volumi delle compravendite effettuate in Italia nel corso del secondo trimestre 2010, messi a confronto con i dati dello stesso periodo del 2009. 
I dati elaborati nella Nota trimestrale, realizzata a cura dell’Osservatorio del mercato immobiliare, confermano, seppur in modo attenuato, l’inversione di tendenza rilevata nel I trimestre 2010. Risulta, infatti, ancora positivo il tasso tendenziale annuo (variazione percentuale del II trimestre 2010 rispetto al II trimestre 2009) del volume di compravendite, che in questo trimestre è pari al +2,3% per l’intero settore immobiliare.
Si evidenzia però un mercato immobiliare a due velocità: 
- in buona ripresa nel II trimestre 2010 risultano le transazioni delle abitazioni e delle unità pertinenziali, +4,5% e +0,8% risultano rispettivamente i tassi tendenziali di questi settori che insieme rappresentano una quota pari a oltre l’80% del mercato immobiliare italiano; 
- ancora in difficoltà appare il mercato non residenziale, con una perdita decisa delle compravendite nel settore terziario (-14,1%), meno sensibile invece nei settori commerciale (-4,7%) e produttivo (-4,2%). 
In particolare il settore residenziale con 141.898 compravendite presenta un

tasso tendenziale positivo in tutte le macro aree. Continua la sensibile ripresa, già iniziata nel trimestre precedente, nelle regioni del Centro, dove il tasso tendenziale annuo nel II trimestre 2010 è pari a +11,6%, e del Sud, dove la crescita tendenziale annua è pari a +6,9%. 
Seppur positivo, risulta di lieve entità il tasso tendenziale di variazione delle compravendite di abitazioni al Nord, +0,5%, crescita inferiore a quella registrata nello scorso trimestre, +2,7%.

Cliccare qui per scaricare il report completo (Formato del file: PDF, 
Peso del file: 507 Kb)

Fonte :Newspages 

Di Notizie immobiliari - Pubblicato in : informazioni ed andamenti - Community : Lavoro
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Wednesday 4 august 2010 3 04 /08 /Ago /2010 23:50
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Via libera al federalismo municipale. Governo al lavoro sulla cedolare secca. Slitta la nomina Consob

Dalla cedolare secca sugli affitti con aliquota tra il 20 e il 25%, alla stretta per chi affitta in nero, passando per la devoluzione ai municipi degli incassi sulle imposte sugli immobili, fino ad arrivare alla tassa unica per i comuni. Confermando le anticipazioni del Sole24Ore in edicola ieri, il Consiglio dei ministri, in una riunione lampo, durata circa 30 minuti, ha dato il via libera all'esame preliminare del Dlgs sul federalismo municipale. Il provvedimento ora passerà all'esame della Conferenza Stato-Regioni, a settembre, poi, del Parlamento per tornare infine al consiglio dei ministri per il via libera definitivo. Con il varo del decreto si conclude la prima tornata del processo attuativo del federalismo.

Per l'Anci, «È stata ricostituita una situazione di normalità europea, riportando i comuni a un livello accettabile di autonomia finanziaria e, al pari di quanto accade nella maggior parte delle città europee e mondiali, è stata attribuita ai comuni la leva sugli immobili».

Il provvedimento prevede la devoluzione ai comuni del gettito delle imposte sugli immobili ubicate nel loro territorio. I trasferimenti erariali verranno ridotti in misura pari al gettito devoluto. In particolare, saranno trasferite: l'imposta di registro e di bollo, quella ipotecaria e catastale, l'Irpef in relazione ai redditi fondiari (escluso il reddito agrario), l'imposta di registro e di bollo sui contratti di locazione degli immobili, i tributi speciali catastali, tasse ipotecarie, e la cedolare secca sugli affitti.

Da gennaio 2011, scatterà la cedolare secca sugli affitti. L'aliquota dovrebbe essere tra il 20 e il 25% e come ha spiegato il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, «riguarda gli affitti normali, non quelli agevolati». I tecnici del Tesoro sono ancora impegnati nel valutare l'impatto finanziario delle nuova aliquota, prima di decidere se sarà del 20 o del 25 per cento. In ogni caso, la cedolare sostituirà l'Irpef sugli affitti, il registro e il bollo. Il nuovo regime, tuttavia, sarà facoltativo. La cedolare potrà essere applicata anche ai contratti di locazione per i quali non sussiste l'obbligo di registrazione. Raddoppiano le sanzioni per chi non dichiara le abitazioni in affitto.

 

Dal 2014 arriverà poi l'imposta municipale che toccherà il possesso degli immobili, prima casa esclusa, e il loro trasferimento in caso di vendita, donazione o eredità. La fiscalità

immobiliare dei comuni, stimata in circa 15 miliardi, confluirà nel «Fondo sperimentale di riequilibrio» che dopo cinque anni lascerà il posto al «Fondo perequativo» previsto dal federalismo fiscale. Allo Stato è attribuita una compartecipazione sul gettito dei tributi. La percentuale sarà definita da un decreto del Tesoro.

FONTE :ILSOLE24ORE

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Tuesday 8 june 2010 2 08 /06 /Giu /2010 23:35

 

SLAM esempio LOGO 3D3

 

 

Molte volte lavorando non ci sofferma molto sulle necessità reali del cliente .Noi del gruppo SLAM RE poniamo alla nostra attenzione il cliente e vogliamo comprendere meglio le sue dinamiche,le sue preoccupazioni,le sue scelte e le sue aspettative entrando in contatto con le agenzie immobiliari.

Per poter dare sempre un servizio migliore un servizio adatto ad ogni cliente,ti chiediamo di dirci la tua in merito a 3 domande semplici ma per noi molto importanti per migliorare il nostro servizio  .


  • COSA NE PENSI IN GENERALE DELLE AGENZIE IMMOBILIARI E DEGLI AGENTI IMMOBILIARI ?
  • COSA TI ASPETTI DAL SERVIZIO OFFERTO ?
  • HAI QUALCHE CONSIGLIO DA DARE  ?


COMMENTI  VARI    



Ti ringraziamo e ti invitiamo a visitare il nostro sito 

                                    www.slamre.it

 

E un servizio SLAM re 

 

Di Notizie immobiliari - Pubblicato in : tutto su agenzie immobiliari - Community : Lavoro
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Sunday 6 june 2010 7 06 /06 /Giu /2010 22:58
Il futuro del retail in EMEA: il cambiamento sta arrivando
Jones Lang LaSalle ha lanciato Retail 2020, uno studio sul panorama globale del retail, settore in costante e rapido cambiamento, nei prossimi 10 anni. 
Lo studio analizza tutti i fattori - economici, tecnologici, demografici e culturali - che prevedibilmente avranno un impatto sul mercato immobiliare retail in EMEA entro il 2020 e pone un interrogativo: cosa ci riserva il futuro e come riusciranno i maggiori player a tenere il passo?
Robert Bonwell, CEO EMEA Retail di Jones Lang LaSalle, spiega: «nei prossimi dieci anni, l’intero panorama globale del settore retail vivrà un periodo di cambiamenti critici. 
Per proprietari o utilizzatori, locatori o retailer, le condizioni nella prossima decade saranno più difficili rispetto a quelle che hanno caratterizzato i dieci anni passati, ma ci saranno anche enormi opportunità per chi saprà allearsi rapidamente, muovendosi in modo radicale ma con discernimento».
Retail 2020 esplora i cambiamenti futuri del settore, prendendo in esame aspetti come le location, i formati, le offerte e le aree geografiche, oltre alla profittabilità (crescita, costi e modelli di business) e sarà diffuso attraverso una serie di capitoli, a partire appunto dal 28 maggio. 
Retail 2020 nasce per fornire presupposti pertinenti circa il futuro del retail europeo.
Con Retail 2020, Jones Lang LaSalle si propone come guida nel dibattito sul futuro dell’industria retail globale e sulle implicazioni che essa avrà sull’intero mercato del real estate, offrendo anche contenuti quali blog, video, notizie, sondaggi interattivi e profili dei clienti.
Retail 2020 esce a dieci anni di distanza da Retail Future,
2010 pubblicato nel 2000 da Jones Lang LaSalle, report che ha anticipato molte delle tendenze che hanno contribuito a delineare il panorama del mercato retail tra il 2000 e il 2010.
Continua Bonwell: «uscendo dalla recessione, il settore retail rappresenterà ancora una parte importante della nostra economia, fornendo crescita, lavoro e un nuovo contesto dinamico per i consumatori. Con questo progetto prendiamo un impegno con i principali player del settore a livello internazionale, discutendo le nostre previsioni per il mercato EMEA del futuro, inclusi temi quali il maggior potere dei consumatori, la crescente importanza dei mercati dell’Estremo Oriente e l’espansione oltreoceano, oltre al retail online».
Davide Dalmiglio, Head of Retail Capital Markets di Jones Lang LaSalle Italia, ha dichiarato: «questa iniziativa rappresenta un momento fondamentale per la continua crescita di Jones Lang La Salle in Italia in un settore, il retail, che ha avuto alterne vicissitudini in passato. Essa rappresenta un modo per poter consolidare la centralità della nostra posizione tra tutti i principali attori del mercato al fine di poter fornire risposte convincenti e aiutare gli operatori a delineare le proprie strategie di sviluppo. Retail 2020 rappresenta inoltre un nuovo modo di interpretare e leggere le dinamiche del settore, dimostrando una volta di più il nostro impegno verso un settore che forse più di altri ha subito evoluzioni e cambiamenti continui nel corso degli anni per quanto riguarda i prodotti, gli utilizzatori e i format commerciali».

Fonte : Newspages

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Sunday 6 june 2010 7 06 /06 /Giu /2010 22:57
Banca d’Italia: nel 2009 frenano i mutui
La Banca d’Italia rivela che nel 2009 la crescita dei prestiti per l’acquisto di abitazioni è stata pari all’1,8%, inferiore di oltre 3 punti rispetto all’anno precedente. 
Nei primi mesi del 2010 vi sono stati segnali di accelerazione, in presenza di una moderata ripresa della domanda di mutui e di condizioni di offerta che non hanno subito ulteriori inasprimenti. 
Nel 2009 le erogazioni di nuovi mutui sono state superiori ai 50 miliardi, in calo del 9% rispetto al 2008, una riduzione simile a quella osservata per l’area dell’euro. 
La percentuale di nuovi mutui a tasso variabile è notevolmente aumentata, tornando su valori superiori all’80% nei primi mesi del 2010 (64% il dato medio del 2009), sospinta da un calo dei tassi di interesse su questi contratti molto più accentuato rispetto a quello dei mutui a tasso fisso.
Al fine di contenere il rischio in capo ai mutuatari, nel 2009 numerose banche hanno proposto contratti che limitano l’incremento del servizio del debito. 
In base all’indagine condotta dalle Filiali della Banca d’Italia presso oltre 400 banche italiane, il 16% dei nuovi mutui a tasso variabile è stato concesso con un limite massimo all’innalzamento dei tassi di interesse. Il 13% delle erogazioni ha inoltre riguardato contratti di mutuo che consentono di estendere la durata o di sospendere temporaneamente i pagamenti senza costi addizionali. 
Nel 2009 le famiglie hanno continuato a sostituire mutui esistenti con nuovi contratti al fine di ottenere migliori condizioni. Complessivamente questi contratti di mutuo hanno rappresentato il 19% delle erogazioni (13% nel 2008). 
Il peso delle surroghe, in cui un cliente sceglie una banca 
diversa da quella che ha erogato inizialmente il finanziamento, trasferendo l’ipoteca, senza modificare l’importo del mutuo e senza costi addizionali, è raddoppiato (16% delle erogazioni nel 2009); la quota delle sostituzioni di mutuo, che prevedono l’iscrizione di una nuova ipoteca con un costo per il cliente ma che consentono di accrescere l’ammontare del credito, è lievemente diminuita (al 3% delle erogazioni, dal 5% nel 2008). 
Le rinegoziazioni di condizioni contrattuali con la propria banca, che non comportano la stipula di un nuovo contratto, hanno invece interessato il 3% dei mutui in essere (7,5% nel 2008). 
In Italia, come in altri paesi dell’area dell’euro, le famiglie che hanno fatto ricorso a un mutuo appartengono alle classi di reddito più elevate. Tuttavia, in base ai dati più recenti della IBF risulta che nel periodo 2006-08 è cresciuta la diffusione di questa forma di debito tra i nuclei familiari con un reddito basso (primo quartile di reddito equivalente). 
Per queste famiglie il mutuo è pari a tre volte il reddito rispetto a un rapporto prossimo all’unità nella classe di reddito più elevata. 
All’inizio dello scorso decennio tali rapporti erano meno alti e le differenze fra le classi più contenute. Tuttavia, l’incidenza del mutuo sulle attività totali, una misura del leverage, pur essendo aumentata tra il 2006 e il 2008, ha raggiunto per il complesso delle famiglie con un mutuo un valore poco superiore al 20%, in linea o inferiore a quello di altri paesi europei per i quali vi sono dati disponibili. 
Anche per le famiglie della classe di reddito più bassa il leverage non supera il 30%.


fonte : Newspages

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Sunday 6 june 2010 7 06 /06 /Giu /2010 22:54
Al via la liberalizzazione della manutenzione straordinaria
L’Ance spiega che è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 120 del 25 maggio 2010 la Legge n. 73 del 22 maggio 2010 di conversione del Decreto - Legge 40/2010 che all'art. 5 sostituisce integralmente la disposizione contenuta nell'art. 6 TU Edilizia (DPR n. 380/2001) che disciplina i casi di intervento che possono essere realizzati senza alcun titolo abilitativo. 
In particolare, viene ampliata la categoria degli interventi soggetti ad attività di edilizia libera.
Tra questi la più rilevante è la manutenzione straordinaria (per la quale fino ad oggi era necessaria la DIA), ivi compresa l'apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che gli interventi non riguardino parti strutturali dell'edificio, non comportino aumento delle unità immobiliari e non implichino incremento degli standard urbanistici.
Prima dell'inizio dei lavori è comunque
obbligatorio per tale intervento comunicare all'amministrazione comunale il nominativo dell'impresa a cui affidare i lavori oltre a disporre delle ulteriori eventuali autorizzazioni.
Unitamente alla comunicazione di inizio lavori è obbligatorio anche trasmettere all'amministrazione comunale una relazione tecnica a firma di un tecnico abilitato il quale dichiari di non avere rapporti di dipendenza nè con l'impresa nè con il committente e che asseveri, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che per essi la normativa statale e regionale non prevede il rilascio del titolo abilitativo.
L’Ance spiega che la mancata comunicazione dell'inizio dei lavori ovvero la mancata trasmissione della relazione tecnica sono sanzionate con una somma pari a 258 euro. 
Tale sanzione può essere ridotta di due terzi se la comunicazione è effettuata
spontaneamente nel corso dell'intervento.
Da ultimo, il provvedimento dispone che le Regioni a statuto ordinario possono: estendere la disciplina anche ad interventi edilizi ulteriori a quelli previsti; - individuare ulteriori interventi edilizi per i quali sia obbligatoria la trasmissione della relazione tecnica; 
- stabilire ulteriori contenuti per la relazione tecnica.
L’Ance segnala, infine, che durante l'esame al Parlamento per la conversione del Decreto-Legge il Governo ha accolto come raccomandazione un ordine del giorno con il quale si è impegnato a prevedere che il soggetto interessato agli interventi di manutenzione straordinaria debba allegare alla comunicazione di inizio lavori anche la documentazione prevista dall'art. 90 comma 9 lett. b) e c) del Dlgs 81/2008 ossia il documento unico di regolarità contributiva.

Fonte :newspages

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