Pubblicato il 26 Maggio 2010

Focus casa: l’Italia spaccata in due

di Pierpaolo Molinengo

Quali sono i Comuni più attenti al problema della casa? Come viene gestito il patrimonio immobiliare? Quanto incide sulla busta paga l’affitto di un alloggio di proprietà comunale? Dove è possibile migliorare le prestazioni? E’ a queste domande che vuole dare risposta il focus di Civicum-Politecnico Milano sull’edilizia residenziale pubblica.
Tra le grandi città, dove la tensione abitativa è normalmente più accentuata, Genova Milano e Torino presentano un’offerta sostanzialmente allineata (20 alloggi ogni 1000 residenti), mentre l’offerta di Roma si colloca su un valore sensibilmente inferiore (10 alloggi ogni 1000 residenti). Da segnalare, però, che Milano e Torino appaiono assai più attive rispetto a Genova, grazie a una spesa in conto capitale per residente che ha toccato nel 2008 i 37€ per residente, quasi il doppio della media e oltre il quadruplo di quella di Genova. Milano presenta anche una spesa corrente per la casa sensibilmente superiore rispetto a Torino e Genova. Tra le altre città, va segnalata in positivo la politica di investimenti di Trento (65€ per abitante nel 2008, anche se in calo rispetto ai 117€ dell’anno precedente), Bologna (49€ per abitante, dopo una sostanziale immobilità nell’anno precedente) e Venezia (48€/abitante, più che Raddoppiati rispetto all’anno precedente). In negativo il caso di Catanzaro, che alla posizione di fanalino di coda nell’offerta unisce una sostanziale assenza di investimenti anche nel 2007 e nel 2008.
In termini geografici, quella che emerge è un’Italia spaccata in due: un’Italia settentrionale dove si sta meglio e un Centro Sud dove si sta peggio.
Venti alloggi (mediamente) ogni 1000 residenti e un investimento medio di 28 euro per abitante al Nord, contro gli 8 alloggi ogni 1000 residenti e i 9€/abitante che caratterizzano l’Italia centromeridionale.

 

Fonte : Newspages

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Pubblicato il 24 Maggio 2010

Crisi: Usa, in aprile vendite case esistenti +7,6%

di FAS

(ANSA) - NEW YORK, 24 mag - Le vendite di case esistenti negli Stati Uniti sono aumentate in aprile del 7,6% a un tasso annualizzato di 5,77 milioni di unità. Gli analisti prevedevano un aumento del 5,1% dopo il +7,0% di marzo (dato rivisto al rialzo). I prezzi medi sono in aumento del 4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

24/05/2010/

fonte:  www.intoscana.it

 

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Pubblicato il 13 Maggio 2010

 

Piano di edilizia abitativa
L’Ance ci spiega che in attuazione dell’articolo 11 del DL 112/2008 che ha varato il piano nazionale di edilizia abitativa e del DPCM 16/7/2009 con il quale è stata successivamente disciplinata la parte operativa, i ministeri delle Infrastrutture e Trasporti e dell’Economia hanno emanato il DM di ripartizione, tra le Regioni, della somma complessiva di 377.885.270 milioni di euro.
Tale fondi vanno quindi ad aggiungersi ai 150 milioni di euro assegnati dallo Stato al sistema integrato dei fondi e ai circa 197 milioni destinati a finanziare interventi di edilizia sovvenzionata.
Le risorse individuate con l’ultimo DM e assegnate alle Regioni sulla base dei coefficienti fissati col DM Infrastrutture e Trasporti del 17/3/2003, potranno essere impiegate per finanziare alcune delle linee di intervento previste dall’articolo 11:
- programmi integrati di promozione di edilizia residenziale anche sociale,
- incremento patrimonio ERP,
- promozione da parte di privati di interventi in project financing,
- agevolazioni a cooperative edilizie.
Per quanto riguarda l’assegnazione l’importo maggiore va alla Lombardia che avrà a disposizione circa 54 milioni di euro. A seguire la Campania con circa 41 milioni, il Lazio con 38 milioni e il Piemonte con 32 milioni.
Una volta che il DM sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale inizieranno a decorrere i 180 giorni che hanno le Regioni per inviare al ministero delle Infrastrutture le proposte di programma formulate dagli enti locali in coerenza con la programmazione regionale delle politiche abitative e dello sviluppo del territorio.

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Pubblicato il 13 Maggio 2010

Immobili d’impresa: il peggio è passato

Un’importate fotografia sul real estate arriva dal Rapporto 2010 sul mercato della logistica e degli immobili d’impresa, curato da Scenari Immobiliari.
Il 2009 è stato un "annus horribilis" per il mercato degli immobili d’impresa e della logistica. Nonostante una discreta vivacità riscontrata nell’ultimo trimestre, l’anno si è chiuso in negativo con un fatturato diminuito, rispetto al 2008, del 33% per il settore degli immobili produttivi (sebbene si tratti di cifre molto contenute) e del 19% per quello della logistica. Detto questo, secondo i principali player - aziende produttrici, operatori logistici, sviluppatori e investitori - sembra però che il peggio sia ormai alle spalle.
La contrazione della domanda accompagnata da un aumento dello spazio a disposizione nei magazzini (dovuto alla riduzione del volume delle merci) ha fatto impennare ulteriormente l’offerta di capannoni in vendita o in locazione.
Uno dei punti importanti dell’analisi è quella relativa all’aspetto patrimoniale degli immobili. L’82% delle imprese preferisce acquistare gli immobili che utilizza, se localizzati sul territorio nazionale, in caso contrario valuta secondo la dislocazione. Si tratta per lo più di politiche aziendali che verrebbero applicate anche in caso di eventuali espansioni in Italia.

I contratti di leasing sono scelti dal 12% e solo il 6% opta per la locazione. In particolare, per quest’ultima l’incidenza del canone d’affitto sul fatturato complessivo, secondo le aziende che scelgono la locazione, è di circa l’uno per cento.
Sotto il profilo della superficie dell’immobile, per il 32% delle aziende la metratura media si colloca tra 5mila e 20mila mq (principalmente i comparti tessile e alimentare) e per il 35% del campione tra 500 e 5mila mq (in particolare i comparti mobili ed elettronica). Per quanto riguarda il livello di outsourcing delle attività logistiche e l’incidenza del rispettivo costo sul prodotto finale - o sul fatturato - le aziende segnalano di svolgere tutte le attività di logistica all’interno della propria struttura e di non sapere quale sia l’incidenza del rispettivo costo sul prodotto finale. In generale, per le aziende interpellate il costo della logistica aumenta in funzione della movimentazione delle merci.
La propensione all’ampliamento, nel breve o nel medio termine risulta mediamente scarsa. Il 40% non pensa di espandersi e l’8% ritiene che attualmente non ha bisogno di ulteriori spazi. Alcune imprese hanno ridotto da poco le metrature utilizzate e altre temono che dovranno farlo a breve a rischio chiusura.

Fonte : Newsopages

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Pubblicato il 13 Maggio 2010

Il mercato di Napoli

Secondo Tecnocasa, nel corso del 2009 le quotazioni immobiliari di Napoli sono diminuite del 6,1%; nel secondo semestre la diminuzione è stata del 2,3%.
Nel centro di Napoli si registrano quotazioni stabili.
Positivo l'andamento del mercato immobiliare della zona di Porta Capuana-Arenaccia dove, in particolare, hanno ben tenuto i piccoli tagli (monolocali e bilocali) acquistati sia da investitori che da coppie giovani. Un monolocale in zona costa mediamente 40-50 mila € e si può affittare intorno a 400 € al mese.
Nelle zone di Forcella e della Stazione acquistano prevalentemente persone che hanno sempre vissuto nel quartiere o che comunque conoscono bene la zona.
Le abitazioni sono prevalentemente popolari, risalenti alla fine del 1800 e comunque anteriori al 1967.
Gli immobili più prestigiosi si concentrano nel quartiere di Arenaccia dove prevalgono le soluzioni in cemento armato e dove, a breve, sorgerà un centro commerciale. La zona presenta il vantaggio di essere ben collegata alla tangenziale e servita da numerose attività commerciali. Le quotazioni di una tipologia usata ad Arenaccia oscillano da 2200 a 2500 € al mq.
Nella zona del centro intorno al Duomo le quotazioni degli immobili sono al ribasso. Infatti i proprietari hanno ancora aspettative elevate mentre i potenziali acquirenti hanno notevolmente ridotto la disponibilità di spesa in particolare coloro che ricorrono al mutuo. Si registrano acquisti di immobili ad uso investimento; in zona sono concentrate numerose facoltà universitarie, i genitori di studenti acquistano l'immobile per il figlio, ma anche investitori che acquistano per affittarli. Un taglio di 40 mq si può acquistare a 90 mila € e si può affittare a 400 € al mese. Tra le strade principali ci sono via Duomo, corso Umberto I, via Benedetto Croce e piazza del Gesù dove si concentrano stabili d'epoca costruiti tra il 1500 ed il 1600. Per un buon usato si spendono cifre medie di 4000 € al mq.

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Pubblicato il 13 Maggio 2010

Quali sono i parametri principali per chi cerca casa a Milano?
Chi cerca, cosa e come cerca? Qual è l'attrattività delle diverse aree metropolitane? Quali sono i fattori determinanti nel processo di acquisto di una casa? Queste le domande principali da cui è partito Gruppo Immobiliare.it, per dare vita al suo Focus, un'analisi che, trimestralmente, analizzerà con molta profondità il mercato delle compravendite immobiliari in una singola città. Milano è la prima città finita sotto la lente del focus, che ha analizzato i dati delle oltre 300.000 richieste e delle offerte fatte dagli utenti sui siti del Gruppo per il capoluogo meneghino negli ultimi 24 mesi, e ha potuto tracciare un quadro molto preciso del settore immobiliare del capoluogo lombardo.
Il primo dato importante è che a Milano la ricerca dell'immobile avviene ormai tramite Internet (+39% rispetto all'anno precedente) che distanzia notevolmente il canale classico delle pubblicazioni gratuite (-27%) e quello delle visite in agenzia (-19%).
Il clima di maggior incertezza legato alla crisi economica del 2009 ha fatto si che la ricerca della casa sia sempre più legata al bisogno e la percentuale di chi acquista un appartamento perché sia la sua prima casa è passato dal 44% del 2008 al 58% del 2009, mentre quella di chi compra per investimento è scesa dal 18% al 13%.
Anche la sostituzione della prima casa è risultata più difficile e se nel 2008 aveva interessato il 31% delle ricerche, nel 2009 la percentuale è crollata al 22%.
Ottenere il mutuo per l'acquisto è stato molto complicato anche per i milanesi e questo ha fatto si che la spesa per la casa fosse più contenuta.
La fascia fra i 200.000€ e i 250.000€ è quella che ha visto l'incremento maggiore (+5%), quella fra i 300.000€ e i 400.000€ ha subito la contrazione più forte (-6%).
Chi ha cercato casa a Milano nell'ultimo anno era prevalentemente un dipendente con contratto a tempo indeterminato (38% dei casi), ma anche l'alto numero di single e di stranieri presenti in città ha fatto si che i tagli piccoli fossero preferiti rispetto a quelli più grandi (41% ricerca bilocali nella fascia 200-250.000€).
Le ricerche a Milano si sono concentrate soprattutto nelle zone di Città Studi, Lambrate e nella prima cerchia delle mura (23% delle richieste), ma hanno vissuto un vero e proprio boom anche la zona della Bicocca (9.5%) e quella compresa fra Piazza V Giornate e Viale Corsica (8%).
Decisamente meno attraenti l'hinterland e la periferia che hanno visto diminuire le richieste e raccolgono complessivamente meno del 10% della domanda.

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Pubblicato il 13 Maggio 2010

I Big 5 registrano l’80% degli Investimenti nel settore Retail in Europa
Il volume degli investimenti diretti registrato in Europa nel settore retail durante il primo trimestre 2010 è stato di €5.4 miliardi, più del doppio rispetto a quello del Q1 2009.
Come anticipato da Jones Lang LaSalle nel report “The Big 5”, i mercati europei più importanti (UK, Francia, Germania, Italia e Spagna) continuano ad attirare l’interesse degli investitori, con volumi che rappresentano più dell’80% del totale delle transazioni registrate in Europa.
Jeremy Eddy, Head of EMEA Retail Capital Markets, ha commentato: «l’attività di investimento nel settore retail è ripartita in modo importante dall’inizio dell’anno e siamo orgogliosi di avere avuto un ruolo significativo in questa ripresa. Gli investitori sono rimasti a galla grazie alla crescente disponibilità di equity e al miglioramento dell’attività di finanziamento, oltre alla stabilizzazione del mercato de0gli utilizzatori. L’interesse è rimasto geograficamente focalizzato sui 5 grandi mercati e, mentre nel 2009 gli investitori hanno trovato conforto negli investimenti nazionali, oggi assistiamo ad una ripresa importante dell’attenzione nei confronti delle transazioni cross-border. Allo stesso modo il focus sul prodotto, che inizialmente si concentrava quasi esclusivamente su asset prime e high street, si sta ora allargando e pensiamo che possa
rinnovarsi l’interesse verso i retail park ed i più tradizionali progetti ancorati a super ed ipermercati».
Continua Eddy: «Jones Lang LaSalle continua ad assistere i clienti nella compravendita di prodotti di alta qualità, in un mercato nel quale il reale valore degli asset rimane poco chiaro e ci aspettiamo che i volumi d’investimento continuino a migliorare nel corso dell’anno, grazie anche ad una pipeline di operazioni importanti nei mercati di Francia, Spagna e Germania». La Germania si è distinta come il mercato più attivo nel primo trimestre, con transazioni per €2.3 miliardi, sorpassando il Regno Unito (€1.4 miliardi) per la prima volta negli ultimi 10 anni.
Nel Q1 2010, Jones Lang LaSalle è stata consulente per il 50% circa del volume delle transazioni nel settore retail in Europa Continentale, inclusa l’acquisizione da parte di Corio del portfolio Multi in Germania, Spagna e Portogallo, l’acquisizione da parte di Union Investment dell’Alexa Shopping Centre a Berlino e l’acquisizione da parte di Allianz dell’Allee Shopping Centre a Budapest.
Nel Q1 2010 i centri commerciali sono stati i dominatori delle transazioni nel settore retail, registrando €4.1 miliardi, l’80% circa del volume totale a livello europeo. Questo risultato è stato raggiunto grazie al ritorno sul mercato dei principali investitori istituzionali, dei
fondi e delle property company, che hanno passato la maggior parte del 2009 raccogliendo finanziamenti e concentrandosi sui propri asset. La loro attenzione si concentra soprattutto sui più importanti centri commerciali prime. La diminuzione del numero dei deal (nonostante il forte aumento dei volumi) fornisce un’ulteriore prova dei maggiori volumi delle transazioni e dell’attenzione verso i centri commerciali.
94 transazioni sono state concluse nel Q1 2010, -11% rispetto al Q4 2009, con un valore medio per transazione in aumento dai €42 milioni nel Q4 2009 ai €57 milioni nel Q1 2010.
Sono state registrate 10 operazioni superiori ai €100 milioni, un valore ben più alto della media trimestrale degli ultimi due anni, pari a 6 operazioni. Corio ha registrato più di un quarto del volume degli investimenti, in parte a causa del Multi Portfolio ma anche per via dell’acquisto del centro commerciale Le Vele in Italia, da Schoders’ European Property Fund 1, per €103 milioni, e del forward funding di Le Moulin de Nailloux in Francia per €44 milioni.
Di conseguenza i REITs quotati sono stati i principali acquirenti nel primo trimestre, mentre gli Sviluppatori/Property Company sono stati i principali venditori, registrando più del 50% delle vendite totali in un ampio numero di paesi.

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Pubblicato il 13 Maggio 2010

I tempi di vendita degli immobili

Un'analisi realizzata dall'Ufficio Studi Tecnocasa ha preso in esame l'andamento dei tempi medi di vendita degli immobili negli ultimi quattro mesi. Il periodo analizzato va da Gennaio 2010 ad aprile 2010.
Si sono considerate le grandi città ed i rispettivi hinterland e i capoluoghi di provincia.
Gli ultimi dati ci dicono che nelle grandi città le tempistiche di vendita sono intorno a 152 giorni contro i 156 giorni registrati quattro mesi fa.
I tempi di vendita nei capoluoghi di provincia hanno una media di 174 gg contro i 167 di Gennaio 2010; i comuni dell'hinterland delle grandi città hanno fatto registrare 197 gg contro 188 di Gennaio 2010.
Nei primi quattro mesi dell'anno si evidenzia quindi una

sostanziale stabilità dei tempi di vendita nelle grandi città ed un leggero aumento nei capoluoghi di provincia e nei comuni dell'Hinterland delle grandi città.
Da notare come nelle realtà metropolitane i tempi di vendita siano più brevi rispetto alle altre, grazie ad un maggior dinamismo del mercato. Nelle grandi città ad aprile non si registrano tempi di vendita superiori a 200 gg.
Palermo (187 gg), Verona (181 gg) e Bari (157 gg.) sono le città i cui tempi di vendita sono maggiori. Tra i comuni dell'hinterland la tempistica maggiore si registra nella province di Verona (236 gg) , Palermo (223 gg) e Genova (211gg) .

Fonte :newspages

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Pubblicato il 13 Maggio 2010

MediaConsum: l’alleanza tra Fiaip e Adiconsum

Di Pierpaolo Molinengo

La Fiaip ed Adiconsum si incontrano. E per la prima volta due associazioni dagli interessi (almeno apparentemente) contrastanti danno vita al nuovo Ente Bilaterale MediaConsum, Ma in cosa consiste la nuova struttura? MediaConsum, che ha finalità e scopi condivisi, svolgerà attività di natura politico sindacale nei confronti di altre parti sociali e istituzioni. Lo scopo principale dell'iniziativa è la ricerca di nuove modalità comuni per rendere sempre più trasparente il mercato immobiliare e finanziario, oltre che l'attività di imprese e professionisti del settore immobiliare e creditizio nel rapporto con gli stessi consumatori.
In particolare, Fiaip e Adiconsum si impegnano a realizzare congiuntamente iniziative territoriali per la promozione del nuovo Ente Bilaterale MediaConsum, e per sviluppare iniziative congiunte finalizzate alla formazione degli operatori dei settori della mediazione immobiliare e creditizia.
«Si è aperta una nuova stagione di concertazione tra chi opera nel settore immobiliare e il mondo dei consumatori. Fiaip - ha dichiarato Paolo Righi, Presidente Nazionale - ha finalizzato la creazione del nuovo Ente Bilaterale MediaConsum affinché si possa aprire un nuovo modello di relazioni tra le parti e le istituzioni, oltre che essere un momento di crescita per gli associati e i loro interlocutori».
«Fiaip - sottolinea infine Paolo Righi - è un’associazione che non vuol

difendere interessi particolari, ma che sviluppa, già oggi, un nuovo modo di fare ed intendere l’associazionismo per rilanciare la trasparenza del mercato immobiliare e del sistema della mediazione creditizia in Italia.
Con MediaConsum Fiaip intende sviluppare un progetto finalizzato a far percepire il vero ruolo dell’agente immobiliare nella filiera del mattone, e del mediatore creditizio nella filiera del sistema finanziario».
Per Pietro Giordano, Segretario Nazionale di Adiconsum, si tratta di «un momento importante per i consumatori e per le imprese “sane” del settore immobiliare e creditizio. Con la costituzione odierna dell’Ente Bilaterale MediaConsum ci siamo prefissati l’obiettivo di creare un luogo dove le associazioni dei consumatori, e le associazioni del settore immobiliare e creditizio possano operare compiutamente in una nuova logica di concertazione e trasparenza, e non più di scontro».

Newspages

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Pubblicato il 13 Maggio 2010

Ulteriori chiarimenti forniti dal Ministero sui contributi per l'acquisto di immobili ad alta efficienza energetica

Il 25 marzo 2010 è stato pubblicato in GU il decreto legge n. 40, che all'articolo 4, comma 1, prevede l'istituzione di un fondo per il sostegno della domanda finalizzata a obiettivi di efficienza energetica, eco compatibilità e di miglioramento della sicurezza sul lavoro riservato all'acquisto di immobili ad alta efficienza energetica, gru a torre, macchine movimento terra e rimorchi. I chiarimenti riguardano in particolare i criteri di calcolo, certificazione e soggetto certificatore, requisiti, procedura per accedere al contributo e modalità di erogazione dello stesso.

Newspages

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